LOCRIDE. Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Catanzaro nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria convenzionalmente chiamata “Cinque Stelle”, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, finalizzata al contrasto della criminalità organizzata operante sul versante ionico reggino, ha sottoposto a sequestro una importante e lussuosa struttura alberghiera, l’hotel “Parco dei Principi”, di Roccella Jonica e l’intero patrimonio aziendale della “Coninvest srl”, società proprietaria della struttura turistica, valutata oltre dieci milioni di euro. Contemporaneamente, il Comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria ha eseguito perquisizioni nei confronti di sei soggetti, molto prossimi alla cosca “Aquino - Coluccio” di Marina di Gioiosa Jonica, finalizzate anche alla ricerca di elementi utili al prosieguo delle indagini. Il provvedimento di sequestro è stato disposto dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, Kate Tassone, su richiesta della direzione distrettuale antimafia reggina, che ha diretto le complesse indagini nei confronti di cinque persone, denunciate per i reati di riciclaggio e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, aggravati dall’utilizzo di metodologie comportamentali “mafiose”, nonché di una persona giuridica segnalata per gli illeciti sulla disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.

L’albergo “Parco dei Principi” rientra nel patrimonio aziendale della “Coninvest srl”, con sede a Siderno, beneficiaria di un ingente contributo pubblico di oltre 3,8 milioni di euro erogato nell’ambito del “Patto territoriale della Locride”, destinato alla realizzazione in Roccella Jonica di una struttura turistico-alberghiera a “cinque stelle” (da qui la denominazione dell’operazione odierna). Dagli approfondimenti sulle anomalie della considerevole agevolazione pubblica concessa, è emerso che, dietro l’apparentemente irreprensibile compagine sociale “di facciata”, vi fosse l’invasiva, ineludibile ed occulta “regia” di alcuni pericolosi soggetti appartenenti alla “cosca Aquino-Coluccio”, operante soprattutto a Marina di Gioiosa Jonica ed aree limitrofe. Il coordinamento, operato dai sostituti procuratori antimafia Antonio De Bernardo e Sara Ombra, ha consentito di creare specifiche sinergie tra l’azione dei carabinieri - impegnati nel contrastare l’azione della cosca, considerata tra le più potenti ed insidiose organizzazioni criminali calabresi - e l’attività delle Fiamme Gialle. Le ulteriori investigazioni eseguite hanno permesso non solo di comprovare definitivamente l’illecita percezione dei contributi pubblici milionari di cui sopra, ma anche – e soprattutto – di individuare ed isolare all’interno della consorteria criminale uno strutturato e funzionale apparato organizzativo specializzato nell’“investire” e riciclare gli ingenti capitali di illecita provenienza accumulati dagli altri “settori operativi” della medesima associazione per delinquere.
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