REGGIO CALABRIA. «Siamo sul fronte e non si può più restare fermi a guardare. La solidarietà e l'indignazione non basta: non si può essere indifferenti. Ci vuole uno scatto da parte di tutti e prendere coscienza che è una corresponsabilità. Ci troviamo a lottare ogni giorno, oggi è toccato a Tiberio ma domani può accadere ad altri. C'è bisogno l'impegno di tutti, non possiamo non combattere questa battaglia ma rimane il fatto che siamo ancora soli e in pochi». In una nota Mimmo Nasone, referente di Libera Reggio Calabria, commenta il ferimento con un colpo d'arma da fuoco dell'l'imprenditore Tiberio Bentivoglio, che aveva denunciato il racket, si è costituito parte civile nei processi contro i sui aguzzini, socio di Libera e tra i primi socio fondatore di "ReggioLiberaReggio" il movimento antiracket della città. «Siamo tutti molto provati oggi, - conclude Nasone - ma quello che ci teniamo a dire è che serve che ognuno faccia la sua parte ogni giorno, gli investigatori lavorano a pieno ritmo, ci sono arresti e condanne, sequestri e confische ma manca ancora una partecipazione totale della società civile e degli operatori economici. Davanti a questi episodi tutti siamo chiamati a condividere concretamente l'impegno di chi si mette in gioco contro la criminalità organizzata».Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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mercoledì 9 febbraio 2011
IMPRENDITORE FERITO. Libera:«Non basta la solidarietà e l'indignazione»
REGGIO CALABRIA. «Siamo sul fronte e non si può più restare fermi a guardare. La solidarietà e l'indignazione non basta: non si può essere indifferenti. Ci vuole uno scatto da parte di tutti e prendere coscienza che è una corresponsabilità. Ci troviamo a lottare ogni giorno, oggi è toccato a Tiberio ma domani può accadere ad altri. C'è bisogno l'impegno di tutti, non possiamo non combattere questa battaglia ma rimane il fatto che siamo ancora soli e in pochi». In una nota Mimmo Nasone, referente di Libera Reggio Calabria, commenta il ferimento con un colpo d'arma da fuoco dell'l'imprenditore Tiberio Bentivoglio, che aveva denunciato il racket, si è costituito parte civile nei processi contro i sui aguzzini, socio di Libera e tra i primi socio fondatore di "ReggioLiberaReggio" il movimento antiracket della città. «Siamo tutti molto provati oggi, - conclude Nasone - ma quello che ci teniamo a dire è che serve che ognuno faccia la sua parte ogni giorno, gli investigatori lavorano a pieno ritmo, ci sono arresti e condanne, sequestri e confische ma manca ancora una partecipazione totale della società civile e degli operatori economici. Davanti a questi episodi tutti siamo chiamati a condividere concretamente l'impegno di chi si mette in gioco contro la criminalità organizzata».
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