SAN LUCA. Durante la mattinata ignoti, approfittando dell’assenza della proprietaria, si sono introdotti in una abitazione attraverso una finestra aperta ed hanno asportato denaro contante per un valore di circa 13.000 euro. Vittima del furto, G. F., 63 anni, pensionata.
BRANCALEONE. Ignoti hanno esploso alcuni colpi d’arma da fuoco, all’indirizzo della porta in ferro e dei serbatoi idrici comunali. Indagini dei carabinieri della Stazione.
CONDOFURI. Intorno alle ore 15:30, i carabinieri della locale Stazione e quelli della Compagnia di Melito Porto Salvo, sono intervenuti lungo la Statale 106, dove R. M., 47 anni, nato a Certaldo (FI), autotrasportatore, socio della cooperativa “Gac trasporti” ha denunciato che poco prima due soggetti a volto scoperto e a bordo di una autovettura dopo averlo fermato lo hanno tramortito colpendolo al volto e si sono impossessati di un borsello contenente la somma di circa 12.000 euro, in denaro contante ed assegni. Subito dopo i malviventi si sono dileguati.
MONASTERACE. I carabinieri durante una perquisizione domiciliare d’iniziativa hanno rinvenuto un rifugio occulto dalle dimensioni di cm 185x85x50. Al nascondiglio, ricavato in una paratia di un angolo cieco della cucina e abilmente nascosto, si accedeva attraverso due porte basculanti bloccate da chiavistello meccanico. Il rifugio è stato scoperto nell’abitazione di A. L., 33 anni, con precedenti di polizia per sostanze stupefacenti e considerato molto vicino a delle cosche operanti nella zona e del centro-nord Italia. A. L., all’atto dell’irruzione dei carabinieri ritenendo di essere destinatario di un provvedimento di cattura si è nascosto nel rifugio dove è stato rintracciato durante la bonifica dell’appartamento.
BRANCALEONE. Ignoti hanno esploso alcuni colpi d’arma da fuoco, all’indirizzo della porta in ferro e dei serbatoi idrici comunali. Indagini dei carabinieri della Stazione.
CONDOFURI. Intorno alle ore 15:30, i carabinieri della locale Stazione e quelli della Compagnia di Melito Porto Salvo, sono intervenuti lungo la Statale 106, dove R. M., 47 anni, nato a Certaldo (FI), autotrasportatore, socio della cooperativa “Gac trasporti” ha denunciato che poco prima due soggetti a volto scoperto e a bordo di una autovettura dopo averlo fermato lo hanno tramortito colpendolo al volto e si sono impossessati di un borsello contenente la somma di circa 12.000 euro, in denaro contante ed assegni. Subito dopo i malviventi si sono dileguati.
MONASTERACE. I carabinieri durante una perquisizione domiciliare d’iniziativa hanno rinvenuto un rifugio occulto dalle dimensioni di cm 185x85x50. Al nascondiglio, ricavato in una paratia di un angolo cieco della cucina e abilmente nascosto, si accedeva attraverso due porte basculanti bloccate da chiavistello meccanico. Il rifugio è stato scoperto nell’abitazione di A. L., 33 anni, con precedenti di polizia per sostanze stupefacenti e considerato molto vicino a delle cosche operanti nella zona e del centro-nord Italia. A. L., all’atto dell’irruzione dei carabinieri ritenendo di essere destinatario di un provvedimento di cattura si è nascosto nel rifugio dove è stato rintracciato durante la bonifica dell’appartamento.
CENTRO
REGGIO CALABRIA. I carabinieri della Stazione Rione Modena, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal locale Tribunale per i minorenni hanno tratto in arresto per un cumulo di pena di un anno e 8 mesi di reclusione per il reato di furto aggravato, .P. B., 21 anni, con precedenti di polizia.
REGGIO CALABRIA. I carabinieri della Stazione Rione Modena, hanno arrestato M. S. C., 47 anni, con precedenti di polizia per ricettazione e detenzione abusiva di armi. L’uomo, era colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal magistrato di sorveglianza di Reggio Calabria, per aver violato gli obblighi imposti dal regime degli arresti domiciliari.
SANTO STEFANO IN ASPROMONTE. I carabinieri sono intervenuti su richiesta di S. P., 47 anni, elettricista e consigliere comunale di maggioranza, il quale ha denunciato di aver ricevuto, tramite servizio postale, una lettera riportante frasi di carattere minaccioso nei sui confronti. Dai primi accertamenti, l’intimidazione dovrebbe essere ricondotto all’incarico di politico.
REGGIO CALABRIA. I carabinieri della Stazione Rione Modena, hanno arrestato M. S. C., 47 anni, con precedenti di polizia per ricettazione e detenzione abusiva di armi. L’uomo, era colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal magistrato di sorveglianza di Reggio Calabria, per aver violato gli obblighi imposti dal regime degli arresti domiciliari.
SANTO STEFANO IN ASPROMONTE. I carabinieri sono intervenuti su richiesta di S. P., 47 anni, elettricista e consigliere comunale di maggioranza, il quale ha denunciato di aver ricevuto, tramite servizio postale, una lettera riportante frasi di carattere minaccioso nei sui confronti. Dai primi accertamenti, l’intimidazione dovrebbe essere ricondotto all’incarico di politico.
TIRRENICA
SEMINARA. In località Paparone (prossimità svincolo A3 Seminara-Melicuccà, nel cantiere della ditta “Ghea Sistem”, impegnata nei lavori di ammodernamento dell’autostrada, ignoti hanno rubato circa 1.800 litri di gasolio per autotrazione.
PALMI. In un cantiere impegnato nei lavori di ammodernamento dell’autostrada, ubicato in prossimità del viadotto Petrace, ignoti hanno asportato circa 200 litri gasolio per autotrazione contenuto all’ interno di due serbatoi di escavatori. Il cantiere è quello della “Eurofin Spa” con sede legale a Montaquila (IS).
GALATRO. I carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno arrestato W. C., 25 anni, con precedenti di polizia. Il giovane, infatti, deve espiare la pena residua di un anno, 8 mesi e 3 giorni di reclusione per detenzione illegale di arma clandestina e ricettazione.
PALMI. In un cantiere impegnato nei lavori di ammodernamento dell’autostrada, ubicato in prossimità del viadotto Petrace, ignoti hanno asportato circa 200 litri gasolio per autotrazione contenuto all’ interno di due serbatoi di escavatori. Il cantiere è quello della “Eurofin Spa” con sede legale a Montaquila (IS).
GALATRO. I carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno arrestato W. C., 25 anni, con precedenti di polizia. Il giovane, infatti, deve espiare la pena residua di un anno, 8 mesi e 3 giorni di reclusione per detenzione illegale di arma clandestina e ricettazione.
SANT’EUFEMIA D’ASPROMONTE. Il sindaco ha disposto la chiusura di un ristorante di pertinenza del circolo culturale “Millestelle” di cui è’ responsabile S. C., 79 anni. Durante l’attività ispettiva condotta dai carabinieri del Nas di Reggio Calabria, il locale è risultato privo della licenza per la somministrazione di alimenti. Il valore dell’attività ammonta a circa 350.000 euro.







autocarro Piaggio intestata a Antonio Serraino; terreno agricolo ed edificabile di metri quadrati 1.520, sito a Reggio Calabria –Gallina- località Puzzi; autovettura Mitsubishi Pajero intestata a Francesco Russo; motociclo Piaggio Typhoon intestato a Francesco Russo; autovettura Lancia Y intestata a Francesco Russo; impresa individuale “Russo Margherita”, con sede in Cardeto; motoveicolo intestato a Margherita Russo; autocarro – furgone Fiat intestata a Margherita Russo; autocarro Fiat 190 intestato a Margherita Russo; autocarro Man intestato a Margherita Russo; autocarro Fiat 643 intestato a Margherita Russo; autocarro Isuzu intestato a Margherita Russo; autovettura Ssangyong intestata a Margherita Russo; autovettura Citroen intestata a Margherita Russo.

Questi i singoli interventi: Santo Neri, 52 anni, appartamento al II piano f.t. di un fabbricato sito in località Croce Valanidi contrada Bovetto. Confisca divenuta definitiva il 4 luglio 2008. Assegnazione ad Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Antonio Caracciolo, 81 anni, appartamento al II piano f.t. di un fabbricato sito in via Modena. Confisca divenuta definitiva il 27 giugno 2006. Assegnazione al Comune di Reggio Calabria per finalità sociali e istituzionali. Salgono complessivamente a 112 le acquisizioni delle unità immobiliari recuperate nell’ultimo biennio dalla Divisione polizia anticrimine della Questura.
REGGIO CALABRIA. Gli indagati dell'operazione "Epilogo" dei carabinieri del Comando provinciale e del Ros che, coordinati dalla Dda reggina, hanno disarticolato al ricostruita cosca Serraino sono complessivamente 27, di cui quattro sospettati dalla Procura di Catanzaro per l'attentato alla sede della Procura generale reggina del 3 gennaio 2010. Si tratta di Antonino Barbaro, 24 anni; Felice Lavena, 28 anni; Ivan Valentino Nava, 25 anni; Nicola Pitasi, 31 anni, indagati anche per la bomba alla struttura giudiziaria.
Ed ancora: Alessandro Serraino, 35 anni; Maurizio Cortese, 30 anni; Fabio Antonino Giardiniere, 35 anni; Francesco Giordano, 45 anni; Giuseppe Pitasi, 20 anni; Giovanni Siclari, 22 anni; Antonio Giuliano Suraci, 24 anni; Francesco Tomasello, 35 anni; Antonino Pirrello, 33 anni; Salvatore Scopelliti, 56 anni; Anna Maria Teresa Adamo, 57 anni; Demetrio Serraino, 63 anni; Antonino Alati, 60 anni; Domenico Daniele Caccamo, 23 anni; Giovanni Morabito, 38 anni; Pasquale Pitasi, 39 anni; Sebastiano Pitasi, 43 anni; Domenico Russo, 43 anni; Francesco Russo, 47 anni; Francesco Russo, 37 anni; Giuseppe Russo, 26 anni; Paolo Russo, 42 anni; Francesco Sgrò, 44 anni. Sette dei destinatari del procedimento del gip sono irreperibili.


SAN LUCA. Sommerso dal lussureggiante e incontaminato verde dell’Aspromonte più selvaggio, silente e affascinate sorge il Santuario di Polsi. Qui, il culto mariano non ha tempo e si intreccia con liturgie folcloriche senza età. In questo incomparabile scenario di fede si è svolta quest’oggi la cerimonia in onore di San Michele Arcangelo, patrono della polizia di Stato, organizzata dalla Questura di Reggio Calabria. Alla cerimonia ha partecipato il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, secondo il quale ''anche l'iniziativa organizzata a Polsi è la conferma di quanto il Governo sta producendo per il rispetto della legalità, che è precondizione per qualsiasi ipotesi di sviluppo. La prima cosa da fare, naturalmente, è estirpare sicuramente le infiltrazioni della malavita organizzata. Deve finire, in particolare, la profanazione da parte della 'ndrangheta di questi territori.
La scommessa è alta e per vincerla lo Stato utilizzerà al massimo beni mobili e immobili confiscati che rappresentano il momento fondamentale per sconfiggere definitivamente la mafia''. Secondo il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, ''il messaggio che scaturisce dalla celebrazione di Polsi è rivolto soprattutto ai giovani, che vogliono sicuramente fare una vita nuova. Siamo qui insieme alla Chiesa per fare quadrato attorno ad un luogo sacro che tale deve rimanere''. La messa è stata celebrata dal vescovo di Locri, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini e concelebrata dal rettore del Santuario don Pino Stragio e dal cappellano della Polstato, don Nuccio Cannizzaro. Secondo monsignor Morosini ''San Michele Arcangelo è il portabandiera di coloro i quali restano fedeli al Signore ed hanno la possibilità di vincere il drago del male e renderlo inoffensivo. Il credente che si sforza di fare una lettura di fede della storia sa che tutto ciò che si vive oggi deve essere ancora iscritto nell'ambito della stessa lotta tra il bene e il male.
Una lotta segna anche la nostra storia. Nello scegliere San Michele come patrono della polizia di Stato certamente hanno influito i valori che questo nome richiama. Sono i valori da tutti accettabili dell'assolutezza e del primato del bene e della lealtà nei confronti delle istituzioni che tale bene promuovono. Una verità questa, totalmente e radicalmente contraria a chi giura su questa immagine nei riti di iniziazione di alcune associazioni criminali. Un uso distorto e vergognoso della religione che non ci stancheremo mai di condannare e dal quale vogliamo si allontanino i nostri giovani. La vostra missione è servizio ai cittadini che si riconoscono nello Stato, ne riconoscono l'autorità ed hanno fiducia nelle sue istituzioni. A noi non interessa se oggi qui avvengono altri raduni. Io non bloccherò mai l'attività religiosa che si svolge nel Santuario di Polsi per paura che qui avvengano tali incontri o per protestare contro di essi. Ne' impronterò mai la condanna del crimine allo stile delle piazze e spesso dei media''.
Alla celebrazione hanno partecipato anche il vice capo vicario della polizia Nicola Izzo, il prefetto Mario Marcone direttore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, il procuratore aggiunto della Dda reggina Ottavio Sferlazza, i procuratori capo di Locri e Palmi, Giuseppe Carbone e Giuseppe Creazzo, il presidente della Provincia Giuseppe Morabito, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Guido Leone, il rettore dell’Università Mediterranea, Massimo Giovannini e dell’Università per Stranieri, Salvatore Berlingò, il presidente di Riferimenti, Adriana Musella e le più alte autorità civili e militari della provincia. Presenti anche rappresentanze studentesche della Locride e molti sindaci dei Comuni della provincia, tra cui i primi cittadini di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa e San Luca, Sebastiano Giorgi. 





Michele Crudo, genero del boss Giovanni Tegano, sarebbe il reggente della cosca. Sulla scorta delle risultanze probatorie documentate dalla polizia di Stato, i cinque, a vario titolo, sarebbero responsabili del reato di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata: al controllo di attività economiche esercitate a Reggio Calabria, anche attraverso la gestione di interi settori imprenditoriali e commerciali, con particolare riferimento al controllo delle assunzioni, dei licenziamenti, delle maestranze, dei finanziamenti pubblici e degli accordi sindacali dell’impresa denominata “New Labor”, società associata al “consorzio Kalos” ed incaricata da Trenitalia (in qualità di stazione appaltante) di gestire la manutenzione e pulizia dei convogli ferroviari presso la “platea lavaggio” di Reggio Calabria; controllo esercitato attraverso violenze e minacce perpetrate nei confronti dei quadri dirigenti della “New Labor”; al conseguimento per sé e per gli altri affiliati, di ulteriori ingenti profitti e vantaggi ingiusti, attraverso attività delittuose, esercitate a cagione dei quadri dirigenti della “New Labor”; attività delittuose consistenti, nelle continuative e sistematiche violenze o minacce, finalizzate ad ottenere l’erogazione di tangenti mensili, non inferiori a 20.000 euro, a favore dei promotori della ‘ndrina Tegano, da parte dei quadri dirigenti della “New Labor”, società associata al “consorzio Kalos”. La Polstato sta eseguendo anche mirate perquisizioni locale presso le sedi di Milano e Roma della “New Labor”. E’ stata la denominazione del consorzio, “Kalos” (rivelatosi vittima delle attività criminali poste in essere dalla ‘ndrina Tegano, attraverso le imposizioni estorsive dimostrate nel tempo), che secondo la filosofia della Grecia classica indicava il mito del “bello” e dell’estetica, a fornire l’occasione per denominare l’operazione di stamani “Agathos”.
Il mito del “Kalos kai Agathos” è, secondo Platone, il luogo del pensiero dove il bello ed il giusto, l’Agathos, appunto, si incontrano. Il luogo dove la bellezza diviene Giustizia! Le investigazioni hanno permesso alla Squadra mobile di scoprire una delle fonti reddituali principali della ‘ndrina. Fonte costituita dal controllo assoluto e capillare della “New Labor” che, ad un tempo, ha garantito per anni, e continua impunemente a garantire tuttora, sia un costante afflusso di capitali “monetizzabili” ed immediatamente impiegabili per la consorteria latu sensu (e per ciascuno degli esponenti dei vertici decisionali della ‘ndrina), sia il controllo del territorio sul quale quest’ultima “regna” da decenni sovrana: Reggio Calabria. Ciò conferma, ancora una volta, che le cosche reggine hanno raggiunto elevati livelli organizzativi grazie ai quali gestiscono ingenti risorse economiche e controllano rilevanti settori economici, tra cui, soprattutto, quello dei pubblici appalti e delle imprese che li gestiscono; e ciò attraverso meccanismi raffinati e collaudati che consentono anche di assicurare rilevanti erogazioni di denaro proveniente da pubbliche commesse - nella fattispecie Trenitalia e le società ad essa collegate e mediante una fitta rete di rapporti imprenditoriali in diversi settori, tra cui, certamente, anche quelli della gestione dei trasporti. La vicenda, collocata nel giusto contesto, finisce per diventare esemplare spaccato della gestione mafiosa del territorio: ogni attività economica viene capillarmente “monitorata” dalla cosca operante nella zona e tale monitoraggio conduce inevitabilmente a ingenti e sistematiche erogazioni di danaro, sotto forma di corresponsioni mensili di tangenti vere e proprie che vedono protagonista e soggetto attivo la ‘ndrina Tegano e, quindi, i suoi vertici e le sue strutture operative e soggetto passivo la “New Labor”, società associata al “consorzio Kalos” e, quindi, con ruoli e funzioni i suoi quadri dirigenti.
Parallelamente a tali erogazioni di danaro versate mensilmente agli esponenti di vertice della ‘ndrina , la Polizia di Stato ha documentato il controllo asfissiante e certificato della ‘ndrina Tegano sulle assunzioni e sui reclutamenti della “New Labor-Kalos”: un ingegnoso ed efficacissimo sistema di controllo “sociale” di vaste aree della popolazione. Popolazione reggina, che aspira da decenni ad un impiego “stabile” e potenzialmente duraturo. Ed è su tale necessità occupazionale che ha fatto leva, per anni, la cosca rendendosi responsabile di spregevoli ricatti al fine di ottenere la disponibilità di “manovalanza” disposta a fornire appoggio e disponibilità, con le modalità più eterogenee, ai vertici della cosca Tegano ricambiando il “favore di un posto di lavoro”. Le investigazioni, che costituiscono la prosecuzione di quelle che il 26 aprile di quest’anno hanno permesso la localizzazione e la cattura del boss Giovanni Tegano e di cinque suoi favoreggiatori, hanno dimostrato che l’omonima ‘ndrina si avvale, nel tenere sotto scacco la Città, delle seguenti metodologie e modus operandi:
1) riunioni mafiose per disporre la spartizione dei territori, la predisposizione dei meccanismi di sfruttamento della potenzialità economiche;




REGGIO CALABRIA. Aperta al traffico la strada che collega l’incrocio tra via Gebbione e viale Calabria a via Padova.












