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mercoledì 30 giugno 2010

PROCESSO FORTUGNO. Legittimo sospetto, la Cassazione rigetta l’istanza

ROMA. La settima sezione della Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza per la rimessione del processo d'appello per legittimo sospetto per l'omicidio di Francesco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri, in un agguato di 'ndrangheta, il 16 ottobre del 2005. Imputati dell'omicidio sono Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, accusati di essere stati i mandanti; Salvatore Ritorto, che sarebbe stato l'esecutore materiale e Domenico Audino, condannati tutti in primo grado all'ergastolo. Nel processo di primo grado furono anche condannati per associazione mafiosa Vincenzo Cordì (12 anni), presunto capo dell'omonima cosca, Carmelo Dessì (4 anni) e Antonio Dessì (8 anni). L'istanza di rimessione del processo era stata presentata dal difensore di Ritorto, l'avvocato Rosario Scarfò, a nome dell'intero collegio difensivo. La rimessione del processo era stata chiesta perchè, secondo i difensori degli imputati, ci sono una ''serie di circostanze ed elementi che inducono a ritenere che, allo stato, non ci sono le condizioni di serenità, imparzialità e terzietà per i giudici del Distretto di Corte d'appello di Reggio Calabria per emettere la sentenza''. Il giudizio di secondo grado si sta celebrando davanti ai giudici della prima sezione della Corte di Assise di Appello (Bruno Finocchiaro presidente, Rosalia Gaeta consigliere). Gli avvocati difensori sono: Rosario Scarfò, Antonio Managò, Menotti Ferrari, Eugenio Minniti, Giovanni Taddei. Le parti civili costituite: onorevole Maria Grazia Laganà Fortugno (avvocato Antonio Mazzone), Giuseppe Fortugno (avvocato Guido Calvi), Anna Fortugno (avvocato Guido Calvi), Concetto Giuseppe Fortugno (avvocato Francesco Moio), Domenico Fortugno (avvocato Antonio Mazzone), Comune di Locri (avvocato Evelina Cappuccio), Provincia di Reggio Calabria (avvocato Domenico Barresi), Regione Calabria (avvocato Fabio Cutrupi, Asl 9 Locri (avvocato Giovanni Tringali). La pubblica accusa è sostenuta dal sostituto procuratore generale Fulvio Rizzo e dal pm Mario Andrigo.

REGGIO CALABRIA. Due persone denunciate per stupefacenti

REGGIO CALABRIA. Ieri, il personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, diretto dal vice questore aggiunto Gerlando Costa, ha denunciato in stato di libertà F. S., 42 anni, per detenzione di sostanza stupefacente del tipo eroina e E. C., 40 anni, per detenzione illegale di sostanza stupefacente in quantità superiore a quella consentita per uso personale.

CARABINIERI. Brevi di cronaca

JONICA
STIGNANO. Ieri, in località Brise, nel corso di una battuta in zona montana, tesa a contrastare il fenomeno della coltivazione illecita di sostanze stupefacenti, i carabinieri della locale Stazione , hanno rinvenuto su un terreno demaniale, una piantagione di canapa indiana. La coltivazione, abilmente occultata tra la fitta vegetazione, era composta da 141 piante, dall’altezza di circa 200 cm.
CENTRO
MOTTA SAN GIOVANNI. Ieri, il personale della Stazione di Lazzaro, ha tratto in arresto, P. V., 47 anni, perché colpito da ordine di carcerazione. P. V., infatti, deve espiare la pena residua di 3 anni di reclusione poiché responsabile del delitto di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
REGGIO CALABRIA. Nella giornata di ieri, i militari della Stazione “Rione Modena”, hanno arrestato in flagranza del reato di detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti, S. M., 31 anni.
REGGIO CALABRIA. Ieri, A. S., 48 anni, ha denunziato di avere subito, ad opera di ignoti, il furto di oggetti e monili in oro. Indagano i carabinieri della Stazione “Rione Modena”.
TIRRENICA
TAURIANOVA. Ieri, nella frazione San Martino, in ottemperanza di un ordine di carcerazione, è stato arrestato S. V., 42 anni, il quale deve scontare la pena residua di 20 giorni di reclusione per rapina in concorso. L’arresto è stato eseguito dai militari della Stazione di San Martino.

REGGIO CALABRIA. Pizzimenti (Pdl): «Eventi estivi anche nei 15 Quartieri»

REGGIO CALABRIA. Nuccio Pizzimenti, presidente della Commissione “Risorse finanziarie” del Pdl, al “Centro Storico” interviene nel dibattito politico in merito all’estate reggina, e lancia una proposta all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Raffa. «In considerazione della situazione economica globale, che attanaglia i bilanci di tutti gli enti, - dice Pizzimenti - sarebbe opportuno, considerato anche la necessità di valorizzare le nostre realtà locali, limitare gli eventi importati dall’esterno, che oltre ad indebolire le casse comunali non aiutano ad una vera crescita artistico culturale ed umana (va dato atto all’Amministrazione comunale che in tal senso sta già operando con grande senso di responsabilità). Da questa considerazione nasce la proposta di un riconoscimento alle professionalità del territorio e del capoluogo, specificatamente nel complesso della nuova realtà metropolitana. Pertanto propongo delle serate organizzate su tutto il territorio delle 15 Circoscrizioni, affinché si istauri anche un clima di vicinanza istituzionale su tutto il territorio comunale. Sarebbe veramente bello vedere in tutte le piazze dei nostri quartieri periferici spettacoli di vario genere. Sono sicuro che i residenti ed in particolare gli anziani si divertirebbero molto. Propongo, inoltre, un concorso fra le radio libere locali nella location della “Arena Ciccio Franco”, tanto da trasformare l’area, nelle magiche notti d’estate, in una grande discoteca all’aperto, in partnership con le televisioni della nostra Città». L’esponente del Pdl ritiene che «servono molti piccoli eventi di qualità su tutto il territorio comunale, piuttosto che investimenti straordinari e, avvalendosi delle professionalità del luogo, è possibile realizzare numerosissime iniziative che possono richiamare un ampio ventaglio di presenze turistiche, lasciando le risorse sulla Provincia reggina». In conclusione della nota stampa Nuccio Pizzimenti, che è anche componente del Coordinamento del Popolo della Libertà, Reggio Calabria Grandi Città afferma: «nasce la necessità di un dialogo con gli operatori culturali di provata esperienza, per un progetto che guardi ad una vera crescita culturale su tutto il nostro territorio, che è ricco di storia e di tradizioni, che faccia corrispondere una immagine di una vera città d’arte ricca di contenuti, un centro di aggregazione creativa, dove artisti, operatori e tutte le competenze e le eccellenze vengano valorizzate e costituiscano un richiamo internazionale, come nelle migliori capitali d’Europa».

martedì 29 giugno 2010

CARABINIERI. Brevi di cronaca

JONICA
BIANCO. Ieri, ignoti si sono introdotti all’interno della locale sede del Posto emergenza territoriale. I vandali, dopo avere capovolto una scrivania e due sedie, hanno danneggiato lievemente una porta di alluminio. Indagano i carabinieri della Stazione
CAULONIA. Stamani, i militari della locale Stazione insieme ai colleghi di Caulonia Marina, hanno arrestato, in flagranza di reato, I. L., 23 anni. Il giovane, infatti, è stato trovato in possesso di una pistola giocattolo, priva del tappo rosso, modificata in un’arma comune da sparo con una canna artigianale calibro 6.35 e dotata di caricatore.
CENTRO
REGGIO CALABRIA. Stamani, in via Trapezzoli, ignoti hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco all’indirizzo della Peugeot 207 di proprietà di A. C., 46 anni. Sul posto è intervenuto il personale dell’Arma della Stazione “Reggio-Gallina”.
TIRRENICA
TAURIANOVA. Ieri, i militari dell’Aliquota radiomobile della locale Compagnia hanno tratto in arresto in flagranza reato, con l’accusa di false dichiarazioni, S. G., 37 anni.

REGGIO CALABRIA. Arrestato catanese accusato della rapina alla Carime di viale Calabria

REGGIO CALABRIA. Un giovane catanese è stato arrestato dalla Polstato con l’accusa di essere uno dei rapinatori entrati in azione il 10 luglio dello scorso anno nell’agenzia 1 di viale Calabria della banca Carime. Ieri, infatti, il personale dalla Sezione reati contro il patrimonio della Squadra mobile reggina, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria Domenico Santoro nei confronti di Mario Tedeschi, 34 anni, nato e residente a Catania e al cui carico risultano precedenti per reati contro il patrimonio. Il provvedimento restrittivo è stato emesso su richiesta del sostituto procuratore Gabriella Cama, a conclusione dell’attività investigativa svolta dagli agenti diretti dal vice questore aggiunto Francesco Oliveri. L’attività d’indagine ha consentito di accertare che Tedeschi si è reso responsabile del reato di rapina aggravata da sequestro di persona, in concorso con altro soggetto. Intorno alle ore 12, del 10 luglio 2009, presso l’agenzia dell’istituto di credito di viale Calabria, due individui, a volto scoperto e disarmati, avevano fatto irruzione all’interno consumando una rapina. In particolare, uno dei due scavalcava il bancone delle casse e si faceva consegnare, dopo avere colpito un impiegato e minacciato l’addetta alla cassa, la somma di 24.500 euro, nel contempo il complice tratteneva in ostaggio una cliente, afferrandola per il collo e minacciandola di morte qualora qualcuno avesse posto degli impedimenti all’azione delittuosa. La cliente sequestrata era stata inoltre utilizzata dai malviventi ai fini di non essere ostacolati nell’atto in cui abbandonavano la banca attraverso l’uscita, che così era sbloccata da un dipendente. Gli specialisti del locale Gabinetto regionale di polizia scientifica, che hanno coadiuvato nel sopralluogo il personale della Squadra mobile, aveva modo di constatare che le bussole d’ingresso all’istituto erano regolate dal sistema “biodigit persona”, che consente l’accesso all’istituto bancario solo a coloro che lasciano le proprie impronte digitali sull’apposito sensore. Questo particolare ha permesso di individuare, grazie al sistema Afis, uno dei rapinatori, quello che aveva minacciato di morte la cliente stringendole il collo ed immobilizzandola, in Mario Tedeschi. Il dettaglio investigativo, insieme ad altri elementi acquisiti dall’attività d’indagine della Sezione reati contro il patrimonio, ha determinato l’emissione del provvedimento restrittivo a carico del catanese, che è stato eseguito presso la Casa circondariale di Catania-Bicocca dove Tedeschi è ristretto per altra causa. L’azione investigativa degli uomini del dottor Oliveri continua al fine di individuare il secondo malvivente coinvolto nella rapina.

PALMI. Rivolta Rosarno: Condannato a 6 anni l’uomo che tentò di investire immigrati

PALMI. Nuova condanna nell'ambito degli sviluppi giudiziari scaturiti dopo la rivolta degli immigrati avvenuta lo scorso mese di gennaio a Rosarno. Un giovane di 31 anni, Giuseppe Ceravolo, già noto alle forze dell'ordine, è stato condannato a 6 anni di reclusione per tentato omicidio. L'uomo era stato arrestato dai carabinieri durante la rivolta quando, a bordo della sua autovettura, avrebbe tentato di investire alcuni migranti. Sulla stessa auto viaggiavano altre tre persone. Uno di loro riuscì a fuggire, mentre le altre due sono state assolte. Ieri, la sentenza, a conclusione del processo con il rito abbreviato. Il giudice per l'udienza preliminare Daniela Tortorella ha ritenuto Ceravolo colpevole per i fatti per cui era perseguito dalla procura palmese. A conclusione della requisitoria, il pm, Andrea Papalia, aveva chiesto la condanna di Giuseppe Ceravolo a nove anni di reclusione.

PINO ARLACCHI (Idv): «Il Commissario regionale Messina faccia le valigie»

«LO SPETTACOLO indecoroso del Congresso provinciale IdV a Cosenza replica quello di Reggio Calabria ed è un segnale d’allarme per il partito nazionale». Lo dichiara in una nota l’europarlamentare IdV Pino Arlacchi. «Un partito della legalità come IdV – prosegue Arlacchi - non può essere gestito come un carrozzone clientelare contrassegnato da elenchi degli iscritti inaffidabili, assenza di regole e procedure di voto certe e trasparenti, fazioni di amici e parenti che prevaricano e intimidiscono. Il malessere dell’IdV Calabria è il risultato del malgoverno interno del commissario regionale Ignazio Messina che è riuscito a peggiorare ulteriormente la qualità del personale politico IdV, candidando gente sbagliata, scoraggiando i nuovo ingressi e chiudendo ai giovani e alla società civile. Solo in alcuni casi e soprattutto a Cosenza sono riusciti ad affermarsi segnali di novità nelle candidature alle regionali che hanno accresciuto prestigio e consensi verso Italia dei Valori. Non contento di aver raggiunto il non facile obiettivo di far perdere a IdV il 40% dei voti alle ultime elezioni regionali rispetto alle europee, Messina sta ponendo le premesse per un partitello demagogico e familistico, ai margini del sistema politico regionale, privo di qualsivoglia proposta rispetto ai problemi della Calabria. Chi non vuole una Italia dei Valori demoralizzata e priva di credibilità - conclude Arlacchi - deve alzare la propria voce chiedere a Messina di smettere di fare danni e invertire le rotta sinora seguita in quanto a democrazia interna, candidature, e selezione dei quadri dirigenti».

lunedì 28 giugno 2010

CARABINIERI. Brevi di cronaca

JONICA
BRANCALEONE. Sabato i carabinieri della Stazione, hanno tratto in arresto flagranza di reato O. R., 32 anni. L’accusa è di atti persecutori.
PLACANICA. Il personale della Stazione, sabato ha arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, R. C., 46 anni. R. C., deve rispondere di tentata estorsione e minaccia aggravata.
LOCRI. Sabato, i carabinieri delle Stazioni di Ardore e Ciminà, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione misura di sicurezza del ricovero in una casa di cura, hanno arrestato A. N., 31 anni. LOCRI. Domenica, i militari dell’ Aliquota radiomobile della locale Compagnia, hanno deferito in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza, A. D., 32 anni.
PALIZZI MARINA. Ieri, ignoti hanno dato fuoco ad alcuni locale dell’abitazione disabitata di proprietà di M. G. P., 74 anni. Indagano i carabinieri della Stazione.
CARAFFA DEL BIANCO. Stamani, un incendio, ha danneggiato la parte anteriore dell’autovettura Fiat Stilo di E. M., 46 anni.
CENTRO
REGGIO CALABRIA. Sabato, i carabinieri del Nucleo radiomobile hanno arresto in flagranza dei reati di lesioni personali aggravate e violazione di domicilio aggravata, A. R., 21 anni.
FIUMARA. Ieri, ignoti hanno dato alle fiamme l’autovettura Fiat Punto di proprietà di A. O., 55 anni.
SANTO STEFANO IN ASPROMONTE. Ignoti ladri, si sono introdotti all’interno dell’abitazione di A. S., 40 anni ed hanno asportato fucili e munizioni.
TIRRENICA
VARAPODIO. Sabato, i carabinieri della locale Stazione e dell’Aliquota radiomobile della Compagnia di Taurianova, hanno tratto in arresto A. B., 21 anni e R. B, 25 anni, poiché ritenuti responsabili, in concorso, di minaccia, violenza, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
LAUREANA DI BORRELLO. Sabato, nel corso di un servizio di controllo del territorio, i carabinieri della Stazione, hanno arrestato S. A., 37 anni, per trasporto di rifiuti speciali pericolosi.
POLISTENA. Il personale della Stazione, nel corso di un servizio perlustrativo, hanno deferito in stato libertà, D. M. R., 17 anni e R. I. C., 16 anni. L’accusa è di furto aggravato di autovettura e guida senza patente.
TAURIANOVA. Oggi, il personale dell’Aliquota radiomobile della Compagnia di Palmi, ha arrestato, in flagranza reato, S. G., 37 anni, il quale è accusato di false dichiarazione sulla propria identità personale.
POLISTENA. Domenica, R. L., 35 anni, ha denunciato presso la Stazione carabinieri, che ignoti, dopo essersi introdotti nella propria abitazione, hanno asportato denaro in contanti ed oggetti in oro
TAURIANOVA. Ieri, i militari della Stazione hanno deferivano in stato di libertà, S. C., 58 anni, per avere realizzato abusivamente nel proprio terreno un fabbricato in cemento armato.

domenica 27 giugno 2010

REGGIO CALABRIA. Ferimento a Terreti, arrestato il presunto responsabile

REGGIO CALABRIA. Nella tarda mattinata odierna, i carabinieri della Stazione di Ortì hanno tratto in arresto con l’accusa di tentato omicidio, Lorenzo Pellicanò, 44 anni, operaio (nella foto). Erano da poco passate le 10 quando i militari dell’Arma sono intervenuti presso gli Ospedali Riuniti dove è stato trasportato, ferito da un colpo d’arma da fuoco, Pietro Macheda, 45 anni, operaio. I sanitari del nosocomio hanno riscontrato al Macheda, una ferita d’arma da fuoco sulla coscia destra costituita da un foro di entrata e uno di uscita, non in pericolo di vita. L’operaio, ascoltato dai carabinieri, ha riferito che intorno alle ore 8, si trovava alla fermata dell’autobus nei pressi dell’ufficio postale di Terreti. In quel frangente è sopraggiunto, alla guida della propria autovettura, Lorenzo Pellicanò, il quale, dopo aver arrestato la sua marcia in direzione dei cassonetti della nettezza urbana presenti sul luogo ed aver avuto un fugace battibecco con il Macheda, ha estratto una pistola. Macheda, ha avuto il tempo di fuggire per circa un metro prima di essere colpito da un colpo alla parte posteriore della gamba destra. Dopo aver compiuto il grave fatto di sangue, l’aggressore si è dato alla fuga alla guida della propria autovettura. I carabinieri, che hanno attivato immediate e prolungate ricerche dell’autore del reato nei luoghi di residenza e di lavoro, hanno rintracciato il fuggitivo intorno alle ore 11:30. Lorenzo Pellicanò è stato bloccato e dichiarato in arresto. I rilievi, effettuati a cura della Sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale, hanno consentito di ottenere immediati obiettivi riscontri alla versione fornita da Macheda. Lorenzo Pellicanò è ora trattenuto presso la Casa circondariale di via San Pietro a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

INTERCETTAZIONI. In settimana la Commissione giustizia ascolterà il procuratore Pignatone

ROMA. Nel corso della settimana la Commissione II - giustizia norme sulle intercettazioni telefoniche, in sede referente, proseguirà l'esame dei provvedimenti riguardanti, tra l’altro, “Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo” e “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali”. Su tali argomenti, sono previste le audizioni di Giuseppe Pignatone, Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Glauco Giostra, ordinario di procedura penale presso l'Università degli studi di Roma ''La Sapienza'', Pietro Grasso,Procuratore nazionale antimafia, e dei rappresentanti di Federazione nazionale stampa italiana, Federazione italiana editori giornali, Associazione nazionale magistrati e Consiglio nazionale forense. In sede di atti del Governo, inizierà l'esame dello schema di decreto del Presidente della Repubblica in materia di rilascio delle informazioni antimafia a seguito degli accessi e accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici.

sabato 26 giugno 2010

FEROLETO DELLA CHIESA. Ordigno contro casa ex sindaco

FEROLETO DELLA CHIESA. Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere la scorsa notte sotto la finestra dello studio dell'ex sindaco Francesco Papa, 66 anni, rimasto in carica per 40 anni, dal 1964 al 2004. La bomba, a basso potenziale, ha provocato danni all'abitazione e allo studio dell'attuale capogruppo di minoranza in consiglio comunale. La deflagrazione è avvenuta intorno all'una della scorsa notte. Le indagini sull'episodio sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro.

SCILLA. Reati ambientali: arrestato per trasporto di rifiuti pericolosi

SCILLA. Nella tarda mattinata di oggi, le “gazzelle” del tenente Alessandro Caprio hanno sorpreso S. C., 31 anni, operaio, mentre stava scaricando in un terreno nelle campagne, 5 quintali di rifiuti speciali costituiti da calcinacci, mattonelle tubi in gomma, fili elettrici ed altro materiale di risulta di lavorazioni edili. Il tutto avveniva senza le prescritte autorizzazioni ed in violazione della normativa ambientale. L’operaio, pertanto, è stato dichiarato in arresto per il reato di trasporto di materiale e rifiuti pericolosi introdotto dalla legge nr. 210 del 30 dicembre 2008 (legge di conversione del decreto sull’emergenze rifiuti in Campania) la cui applicabilità è stata estesa anche alla Regione Calabria a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha deliberato lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti. L’arrestato è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia di Villa San Giovanni in attesa del giudizio direttissimo. Il mezzo con il materiale pericoloso è stato posto sotto sequestro. Il materiale scaricato inoltre ostruiva totalmente l’unico viottolo di accesso ai fondi privati delle vicinanze. Si è resa pertanto necessaria l’opera di bonifica da parte degli uomini dell’Arma che hanno fatto ripristinare totalmente lo stato dei luoghi. Proseguono quindi i controlli dei carabinieri della locale Compagnia finalizzati alla repressione dei reati contro il patrimonio ambientale della cittadina dello stretto. I militari del capitano Davide Occhiogrosso procedono nel serrato monitoraggio delle aree maggiormente interessate da fenomeni di aggressione e depauperamento delle risorse.

NUOTO DISABILI. La reggina Roberta Cogliandro vicecampione italiana

REGGIO CALABRIA. Enorme soddisfazione in seno al Comitato Italiano Paralimpico per la Calabria, per la conquista del una splendida medaglia d’argento da parte della giovane Roberta Cogliandro ai Campionati Italiani Assoluti di nuoto per disabili di Novara, che ha positivamente concluso questa prima avventura. Unica rappresentante per la Calabria e prima per la storia, Roberta si è fatta valere conquistando il secondo gradino del podio nei 50 metri Stile Libero, sfiorando l’impresa mantenendo la testa della gara per tre quarti vasca, poi nel rush finale ha avuto la meglio la romana Manuela Corleto (del Santa Lucia squadra campione d’Italia) con il tempo di 45” e 48; Roberta (pratica il nuoto a livello agonistico da appena tre mesi) ha comunque preceduto altre atlete più esperte di lei. Una gara in salita condizionata dalle non perfette condizioni fisiche, ma un corposo miglioramento in termini di tempo, 48” e 04 , ben 2 secondi e 11 in meno rispetto al tempo di qualifica (50” e 15 ottenuto ai recentissimi Campionati Italiani di società – Coppa Italia disputati a Pescara). Prestazione migliorata in soli 15 giorni grazie agli allenamenti intensivi ai quali Roberta si è sottoposta con la guida del professor Giuseppe Laface. Il 48” e 04 della Cogliandro a Novara è stato il quarto tempo assoluto nella specialità (tra tutte le categorie ammesse) ai Campionati cui hanno partecipato 200 atleti italiani, i migliori in assoluto, nonché atleti stranieri di alto livello invitati. Per la giovane 22enne di Lazzaro sono state spese parole di apprezzamento, Roberta si è fatta molto notare dallo staff tecnico nazionale che si è complimentato con la società Asd “Con Noi” Reggio Calabria presieduta dalla professoressa Ines Surano. Roberta, naturalmente, continuerà ad allenarsi anche durante l’estate, poiché dopo che è notevolmente migliorata nella tecnica potrà ancora migliorarsi nel fiato e nella tattica di gara, ma considerati i notevoli margini di crescita con ottimi auspici per risultati più importanti nel prossimo futuro. Un risultato che lascia ben sperare per le gare che verranno, uno stimolo in più per Roberta che dopo essersi avvicinata al nuoto in punta di piedi, ha trovato nelle gare e nel sano agonismo delle competizioni il ruolo di assoluta protagonista e la possibilità di sognare vetrine ancor più prestigiose.

REGGIO CALABRIA. In estate la Fiera della Decrescita si terrà di pomeriggio

REGGIO CALABRIA. Domani, presso il Parco “Angelina Cartella” in via Quarnaro I Gallico, nuovo appuntamento con la Fiera della Decrescita che per la bella stagione si sposta al pomeriggio. Dalle 18 si potranno così incontrare diversi produttori “naturali”, piccoli artigiani, associazioni, organizzazioni aventi come comune denominatore l’impegno a sostenere l’autoproduzione ed i circuiti alternativi, con l’obiettivo di dimostrare concretamente che è possibile vivere in questa società senza dover sottostare alle leggi del mercato e alla fredda cultura della “crescita” economica. L’iniziativa, promossa dal c.s.o.a. “Cartella” e dal Gruppo di Acquisto Solidale “Felce e Mirtillo, non è soltanto la ricerca di un “mercato” diverso, etico e sostenibile, ma è anche aggregazione e socializzazione: così, dopo la chiusura dei banchetti, spazio alla cena sociale e poi alla musica. La giornata si concluderà infatti con l’esibizione degli “Invece”, la storica band della costa Jonica reggina che dal 1986 mixa i ritmi e le armonie tipiche della tarantella con quelli caraibici del reggae per raccontare i problemi della nostra terra.

GENOVA. Operazione antidroga: Tre persone arrestate nel reggino

GENOVA. E’ stata conclusa questa notte con otto arresti l'indagine antidroga condotta dalla Squadra mobile della Questura genovese, avviata nell’aprile 2009. Degli arresti tre sono stati eseguiti nel capoluogo ligure, due a Lecco e tre in provincia di Reggio Calabria. Altre tre persone erano finite in manette nei mesi scorsi, una in Germania, in occasione del sequestro di 7.000 pastiglie di ecstasy. Oltre agli 11 arrestati, sono indagate altre 17 persone. Nel giugno 2009 gli investigatori della Polstato avevano sequestrato in un box di Genova-Rivarolo tre pistole, un silenziatore, munizioni, un chilo di cocaina, 11 chili di hashish, 1,5 chili di marijuana e altro materiale. Il sequestro era stato effettuato in modo che ai trafficanti sembrasse un furto e gli arresti erano stati differiti.

REGGIO CALABRIA. Giovane marocchino in manette per maltrattamenti in famiglia

REGGIO CALABRIA. Un cittadino originario del Marocco, Yassine Kabli, 25 anni, senza fissa dimora è stato tratto in arresto ieri dal personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura, diretto dal vice questore aggiunto Gerlando Costa. Il giovane nordafricano, era colpito da provvedimento restrittivo emesso lo scorso 22 giugno dal locale per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Per la prima volta il Grest a Roghudi

ROGHUDI. Ieri si è concluso il grest voluto, fortemente, dal parroco Don Giovanni Zampaglione, seguito dalle suore di Padre Pianzola. Dieci giorni all'insegna di preghiere, giochi, canti e balli che hanno divertito più di 50 bambini seguiti anche da 10 animatrici. Un successo per la piccola comunità di Roghudi che incredula assisteva giorno dopo giorno ad una piacevole e gradita metamorfosi. Tutto si è svolto nei limitati locali dove si svolgono le attività parrocchiali in mancanza ( come risaputo) di una vera e propria chiesa, ciò però non ha ostacolato lo svolgimento del grest. Il titolo del grest 2010 è "Sottosopra" il cui intento è quello di sottolineare l'unione indispensabile tra il cielo e la terra di cui noi dobbiamo avere cura e questo i bambini di Roghudi lo hanno espresso con uno spettacolo finale svoltosi ieri con canzoni e balli vissuto con l'entusiasmo e la partecipazione di un numeroso pubblico. Significative anche le parole di Don Giovanni Zampaglione "Amicizia e comunione per crescere come comunità". Si apre una nuova pagina per Roghudi finora segnata dal dolore, ora aperta alla speranza e all'unione. Don Giovanni ha espresso anche le congratulazioni del sindaco di Roghudi (assente per motivi personali) per il successo ottenuto dal grest. L'Amministrazione comunale ha infatti proposto alle suore una casa sovvenzionata dal comune stesso per facilitare i loro spostamenti ed essere più vicine alla comunità di Roghudi. E' noto infatti il sacrificio delle suore nel portare la parola di Dio nei paesi interni come Roccaforte, Sanpantaleone e Fossato. Questo è quello che si augura la comunità di Roghudi dopo aver vissuto questi dieci indimenticabili giorni di grest.
Grazie suore e alla prossima!
Angela Stelitano '92

AMANTEA. Domani al Gaia la presentazione del libro di Claudio Cordova

AMANTEA. Domani sera (domenica 27 giugno) si terrà la presentazione del Libro “Terra Venduta, così uccidono la Calabria. Viaggio di un giovane reporter sui luoghi dei veleni”. Alle ore 20 in piazza Calavecchia l’incontro con l’autore Claudio Cordova, giornalista di Reggio Calabria. Il volume, distribuito dalla casa editrice Laruffa Editore, racconta - come descrive il sottotitolo - l’esperienza del giovane cronista che scrive con coraggio e con grande efficacia di uno dei più drammatici fenomeni criminali del sud Italia: il traffico dei rifiuti nocivi per la salute umana controllato dalla criminalità organizzata. Molto interessanti anche i documenti fotografici che completano il testo in cui si vedono fusti seppelliti contenenti rifiuti pericolosi, come quelli ritrovati occultati sotto il Lido Calipso a Bocale, frazione di Reggio Calabria. L’autore indica le cifre del traffico dei veleni, i numeri inquietanti dei delitti ambientali commessi soprattutto nelle quattro regioni controllate dalla criminalità organizzata, le cifre dei capitali che ruotano intorno a questi traffici e quello drammatico delle morti. Tutti elementi acquisiti in anni di indagini giornalistiche calpestando i territori di cui parla. «Ho visitato i luoghi che sarebbero teatro dei presunti traffici di rifiuti, vivendo tutto in prima persona – dichiara l’autore – racconto quello che ho visto, ascoltato, appreso». Lo racconta soprattutto alla persone che molto spesso non vorrebbero sentirne parlare di questi argomenti. «C’è tanta gente a cui non piace la verità, a cui non piace la luce da cui si sente accecato e che mostra ombre che fanno paura – rivela Cordova - C’è gente che non ha mai aperto gli occhi ai reali problemi della propria terra, soprattutto nel mezzogiorno d’Italia. Poi però – conclude l’autore - la cruda realtà, che a volte è fatta di morte, mostra quello che c’è nella profondità della terra e del mare e non si può più far finta di non vedere».

venerdì 25 giugno 2010

DOMODOSSOLA. Estradato Fortunato Maesano

DOMODOSSOLA. La Polizia di frontiera ha estradato dalla Svizzera Fortunato Maesano, 57 anni, sul quale pendeva un ordine di custodia cautelare emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. L'uomo, residente da 15 anni in Svizzera, deve scontare un residuo di pena di 11 anni per reati legati al traffico di armi, esplosivo e ricettazione. Maesano è stato condotto nel carcere milanese di Opera. Il latitante originario di Roghudi, era stato catturato in Svizzera nel 2006. Fortunato Maesano è ritenuto elemento di spicco della ‘ndrina Maesano-Pangallo-Favasuli operante nei territori di Roghudi e Roccaforte del Greco.

OPPIDO MAMERTINA. Terreno confiscato donato a cooperativa sociale di Sinopoli

OPPIDO MAMERTINA. Un terreno confiscato alla 'ndrangheta è stato consegnato dalla locale Amministrazione comunale alla cooperativa sociale "Giovani in Vita" di Sinopoli. Si tratta di circa 8 ettari di uliveto, ricadenti nella frazione di Castellace, precedentemente confiscati al boss Mammoliti. I terreni sono stati concessi con contratto di comodato gratuito per la durata di 30 anni. I terreni si vanno ad aggiungere ad altri due appezzamenti di terreno confiscati, coltivati ad agrumeto specializzato per un'estensione complessiva di circa cinque ettari che lo scorso11 febbraio, il Comune di Varapodio ha concesso alla stessa cooperativa per la durata di 20 anni. La cooperativa "Giovani in Vita" nasce quale iniziativa socio-economica basata sul Piano operativo nazionale sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia 2002-2006 - Accordo di programma quadro legalità e sicurezza per lo sviluppo della Regione Calabria "Antonino Scopelliti", promossa dal ministero dell'Interno.

BIANCO. La Polizia provinciale denuncia un pensionato per furto d’acqua

BIANCO. Un pensionato, I. C., 70 anni, è stato denunciato a piede libero dal personale della Polizia provinciale. L’accusa è di furto aggravato di acqua potabile. L’impianto è stato posto sotto sequestro giudiziario ed il responsabile è stato deferito alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri. Gli agenti della Provinciale sono intervenuti nell’ambito dei controlli finalizzati alla repressione dell’abusivismo idrico richiesti dal sindaco di Bianco. I controlli a tappeto su tutto il territorio bianchese, coordinati dal comandante dottor Domenico Crupi, continueranno al fine di arginare il triste fenomeno dei furti di acqua potabile dalla condotta comunale.

BAGNARA CALABRA. 300 km di reti “spadare” consegnate dai pescatori

BAGNARA CALABRA. Circa 300 chilometri di reti da posta derivanti, le cosiddette “spadare”, sono state consegnate dalla locale marineria nel corso di una sorta di cerimonia che decreta pubblicamente il percorso di collaborazione tra i pescatori bagnaresi e l’Autorità marittima. La pesca con le “spadare” è vietata dal 1 gennaio del 2002 dalla Comunità Europea, perché ritenuta non selettiva e prima responsabile della cattura di specie protette, quindi altamente pericolosa per la fauna marina in particolare per delfini e cetacei. Con il decreto del 24 maggio 2006 è stato autorizzato l’utilizzo della cosiddette “ferrettare”, reti 2 chilometri e mezzo di lunghezza massima e 180 mm di larghezza massima della maglia. La consegna delle reti da posta derivanti è stato un rito carico di patos, un distacco da un qualcosa che ha contribuito in modo notevole all’economia del mare che, nella cittadina del basso tirreno reggino, è tra le prime fonti di reddito con una marineria che conta 500 addetti e 65 pescherecci e un indotto che coinvolge quasi 2.500 persone. Quelle reti, unico attrezzo da pesca vietato da una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, certamente strumento illegale, erano viste come qualcosa di intimo. Ecco perché, la marineria ha voluto accompagnare in questo ultimo viaggio le spadare, lasciando su ognuna un biglietto che più di una indispensabile identificazione voleva essere una indicazione di appartenenza. La consegna, avvenuta al porto, è stata preceduta da una conferenza stampa cui hanno partecipato, il sindaco facenti funzione dottor Cesare Zappia, il comandante della Direzione marittima di Reggio Calabria, capitano di vascello Vincenzo De Luca, l’assessore comunale alle Politiche ambientali Vincenzo Bagnato, il comandante Ufficio locale marittimo di Bagnara Calabra, maresciallo Tindaro Cardullo, il dirigente Area igiene e alimentazione origine animale dell’Asp, dottor Salvatore Borruto, il consigliere regionale Santi Zappalà, Salvatore Martillotti e Antonio Orlando di Legapesca, Antonio Lombardo, delegato regionale Federpesca. Tra i presenti anche una nutrita rappresentanza di pescatori ed inoltre l’assessore comunale alle Attività produttive, professor Giuseppe Spoleti, il dirigente del Commissariato PS di Villa San Giovanni, dottor Antonio Rugolo, il comandante della locale Stazione dei carabinieri, maresciallo Nicola Fiamma. Concluso l’incontro con i giornalisti, i presenti hanno raggiunto il porto, dove sono iniziate le operazioni di consegna. Qui, oltre a numeroso personale della Guardia costiera, erano presenti anche gli agenti della Squadra nautica della Polstato di Reggio Calabria. «La marineria bagnarese – ha detto l’onorevole Zappalà – è la più antica e la più importante del meridione. Oggi è soltanto l’inizio di un rapporto di collaborazione. La locale marineria intende pescare con legalità e trasparenza. Come in passato da sindaco, sarò sempre al fianco di questa gente, rappresentando in sede istituzionale le problematiche». L’onorevole Santi Zappalà, non ha perso l’occasione di stigmatizzare il contenuto di qualche servizio televisivo nazionale. «Oggi Bagnara assume e riveste la dignità che gli è stata tolta, dando una lezione a quella stampa che l’ha messa alla berlina».

NUOTO DISABILI. Campionati Italiani Assoluti per la reggina Roberta Cogliandro

REGGIO CALABRIA. Sarà Roberta Cogliandro (nella foto), reggina di 22 anni, la prima atleta calabrese a partecipare ai XXXIII Campionati Italiani Assoluti di Nuoto organizzati dal Comitato Italiano Paralimpico, che si terranno presso lo Sporting Pool di Novara dal 25 al 27 giugno 2010. Centottanta atleti, più di 60 società iscritte, nomi di prestigio per quello che sarà l'ultimo grande evento accreditato prima dei prossimi mondiali di Eindhoven. L'atleta reggina proverà a conquistare il titolo italiano dopo aver ottenuto risultati di rilievo a livello individuale nelle categorie riservate agli atleti con handicap fisico e non vedenti. Roberta pratica il nuoto a livello agonistico da appena tre mesi, ma ha dimostrato fin dall'esordio le sue potenzialità. Caratteristiche fisiche e forza d'animo nelle quali il Presidente del Comitato regionale Cip, Titti Vinci, ha creduto molto, seguendo con particolare interesse e con l'innata simpatia che lo contraddistingue, le vicende di Roberta, che si avvale degli insegnamenti dei tecnici Laura Saraceno e Giuseppe Laface, e delle amorevoli cure di Erika e Marta. Roberta Cogliandro veste i colori della società affiliata Cip, “Asd Con Noi Reggio Calabria”, e detiene il titolo di campionessa regionale grazie all'oro ottenuto nei 50 rana ai Campionati regionali di San Fili (CS), occasione nella quale ha conquistato altre due medaglie d'argento nei 50 e nei 100 stile libero. Ai recenti Campionati Italiani di Società di Pescara, la giovane atleta, ha stupito tutti e bruciato le tappe, qualificandosi per i prossimi Campionati Italiani Assoluti nei 50 stile, siglando il tempo di 50” e 15, vincendo la sua batteria contro altre sette agguerrite concorrenti.

GIOIA TAURO. Operazione aeronavale della Guardia costiera

GIOIA TAURO. Stamani è stata compiuta una operazione aeronavale, dove sono stati impegnati un elicottero “Koala” del Nucleo aeromobili Guardia costiera di Catania e una motovedetta della Guardia costiera di Gioia Tauro. Il velivolo, nel sorvolare il tratto di mare antistante il Comune di Nicotera, ha avvistato un peschereccio intento alla pesca a strascico entro la distanza di 1,5 miglia dalla costa, zona di mare interdetta a tale tipo di pesca, ai sensi del regolamento comunitario entrato in vigore lo scorso primo giugno. La pesca a strascico, quindi, non può più essere esercitata entro 1,5 miglia dalla costa (circa 2.800 metri). Immediatamente il comandante dell’elicottero ha contattato la sala operativa della Guardia costiera di Gioia Tauro per segnalare l’infrazione. Nel tratto di mare segnalato è stata così inviata una motovedetta, che ha scortato il peschereccio sino alla darsena del porto di Gioia Tauro, dove è stata sequestrata la rete.

REGGIO CALABRIA. Nuovo sequestro beni riconducibili a Luciano Logiudice

REGGIO CALABRIA. Ieri, il personale della Squadra mobile ha eseguito il sequestro penale preventivo di alcune imprese individuali e società, fittiziamente intestate da Luciano Logiudice, 36 anni, a compiacenti soggetti terzi. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Reggio Calabria, Carlo Sabatini, su richiesta del sostituto procuratore distrettuale, Beatrice Ronchi, in esito alle indagini della Sezione reati contro il patrimonio della Squadra mobile, diretta dal cice questore aggiunto Francesco Oliveri.
Sono state sottoposte a sequestro preventivo:
società unipersonale “Zeta Legno srl” con sede in Reggio Calabria via Nazionale zona industriale San Gregorio;
ditta individuale “Legnami Zoccali” di Enrico Arillotta con sede in Reggio Calabria via Nazionale zona industriale San Gregorio.
Lo scorso 20 ottobre, Luciano Logiudice, figlio di Giuseppe capo dell’omonima cosca federata al cartello Condelliano, è stato tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, perché analogamente ritenuto responsabile del reato di fittizia intestazione di beni, avendo intestato ad Antonino Spanò, 52 anni e Giuseppe Cricri, 54 anni, all’epoca colpiti dal provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari, rispettivamente le società “Nautica Spanò di Spanò Pasquale & C. snc”, sita in via Calamizzi di Reggio Calabria e la società “Ambrosiana Motori srl” sita in via Ludovico Muratori di Milano. Nel corso delle indagini espletate dalla Squadra mobile reggina è emerso inoltre che Luciano Logiudice fosse dedito ad attività di usura ed a condotte di natura estorsiva, fatti per i quali il 15 gennaio 2010 gli è stata notificata un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere. Lo stesso per come accertato dall’attività investigativa aveva investito, il notevole illecito guadagno nelle attività fittizziamente intestate, le indagini successive hanno permesso di accertare la riconducibilità al Logiudice anche delle lucrose attività imprenditoriali oggetto dell’odierno sequestro. Le imprese sequestrate costituite da patrimonio aziendale, quote societarie, conti correnti ed autorizzazioni sono stimate per il valore di tre milioni di euro.

giovedì 24 giugno 2010

REGGIO CALABRIA. Domenica Catalano ritrovata in Lombardia

REGGIO CALABRIA. E’ stata rintracciata in Lombardia, Domenica Catalano, 34 anni, la donna al nono mese di gravidanza, di cui non si avevano più notizie dal pomeriggio dello scorso 16 giugno. Le condizioni di salute della giovane donna non destano preoccupazioni anche se al momento del ritrovamento è stata trovata in stato confusionale. Domenica Catalano, si era allontanata dalla propria abitazione di contrada Trumbacà del quartiere Ravagnese.

REGGIO CALABRIA. Scambio di droga in strada, bagnino arrestato da due carabinieri liberi dal servizio

REGGIO CALABRIA. Ieri sera, i carabinieri della Stazione Rione Modena hanno arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti, Roberto Costantino, 25 anni, incensurato di professione bagnino. Due militari della Stazione Rione Modena, i carabinieri Ricotti Larocca e Di Benedetto, liberi dal servizio ed in abiti civili si stavano recando presso una rosticceria di via Sant’Anna nei pressi del Cedir, dopo aver partecipato per tutta la notte e la giornata precedente all’esecuzione dell’operazione Meta. L’istinto però non ha loro permesso di godersi la serata in tranquillità. Hanno infatti notato in strada una Smart Four di colore nero ferma con due giovani a bordo che sembravano aspettare qualcuno. Qualche attimo di attesa e i militari scoprono che l’istinto non li ha traditi: un giovane si è avvicinato guardingo all’auto e ha consegnato un ovetto in plastica gialla ai due in auto. I carabinieri si sono qualificati e li hanno bloccati. Il passeggero dell’auto ha in mano l’ovetto appena ricevuto che contiene una dose di marijuana, il giovane arrivato dopo e che ha consegnato l’ovetto, identificato in Roberto Costantino, viene trovato in possesso di una busta in cellophane contenete 18 grammi di marijuana nascosta negli slip. La perquisizione nell’abitazione dello stesso, effettuata con militari giunti in ausilio dal Comando Stazione Rione Modena, ha permesso di rinvenire 350 euro in contanti ed un bilancino elettronico di precisione. I due carabinieri, non nuovi ad arresti per stupefacenti anche liberi dal servizio, hanno potuto terminare la loro lunghissima giornata di servizio solo a notte fonda. Costantino è stato tratto in arresto e condotto in camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo.

Sap: «Basta parole, ora servono i fatti»

REGGIO CALABRIA. Ieri si è svolto a Palazzo Chigi, il previsto incontro tra il Governo e le parti sociali, con all’ordine del giorno le “Misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica”. Dopo l’illustrazione della manovra finanziaria da parte del ministro Tremonti, tutte le sigle sindacali del Comparto Sicurezza, nessuna esclusa, hanno unitariamente affermato che: sono contrarie a una manovra che prevede un taglio lineare del 10% delle missioni di spesa dei ministeri interessati alla sicurezza, che si aggiunge a quello del 20% della manovra del 2008, i cui effetti negativi sono ancora in atto, perché questo non consente una seria lotta agli sprechi ma determinerà una minore capacità operativa delle Amministrazioni del Comparto e, quindi, un minore livello di sicurezza per i cittadini, nonostante il massimo impegno degli operatori. Alla luce di quanto innanzi, la Segreteria Regionale Calabria del Sap, Sindacato Autonomo di Polizia, riunitasi ieri a Catanzaro con la partecipazione straordinaria di tutti i Segretari Provinciali calabresi, pur consapevole delle difficoltà economiche del paese italia, ritiene nell’interesse degli operatori di polizia e più in generale dell’intero Comparto Sicurezza di dover dire BASTA, BASTA ed ancora BASTA con gli spot pubblicitari e propagandistici, ormai lontani da campagne elettorali, la politica non può più vendere all’opinione pubblica i buoni risultati conseguiti dalle forze dell’ordine in occasione degli arresti eccellenti, dimenticandosi che questi sono il frutto dell’elevato senso del dovere e del sacrificio di tutti coloro che avendo a cuore il buon nome dell’amministrazione di appartenenza fanno ben oltre il proprio dovere. Sono ormai anni che a fronte di continui tagli di bilancio, nessuno dei nostri vertici, sia a livello centrale che a livello periferico, forse per amor di poltrona, senta la necessità di alzare la voce e far sentire forte il sentimento di preoccupazione che serpeggia nei nostri uffici, tutti sanno che non è attuabile il controllo del territorio e l’enorme carico di lavoro burocratico degli uffici, tutti sanno che per raggiungere la “faccina con il sorriso” di Brunettiana memoria, sarebbero necessarie altre unità operative, altri mezzi, altre risorse, invece ci vengono somministrati altri tagli, mancano infatti uomini, mezzi e risorse per dare reale attuazione alla politica della sicurezza, il controllo del territorio viene, giorno dopo giorno, condizionato da queste carenze e rischia di aggravarsi in futuro se non si correrà ai ripari. Allora noi riteniamo che forse in assenza di un vero coordinamento delle forze dell’ordine presenti sul territorio, in assenza di una vera politica che porti a creare una sola forza di polizia, si rischia di trasformare le stesse in istituzioni sempre più inefficienti tanto da apparire, forse un domani, inutili. Ricordiamo, senza voler entrare nel merito del federalismo, che noi, professionisti della sicurezza siamo chiamati a rispettare ed a far rispettare le leggi dello stato, noi non siamo al servizio di nessun amministratore di turno, noi “non alteriamo i semafori”, noi non abbiamo come obbiettivo quello di fare cassa ad ogni costo, noi semplicemente ci preoccupiamo di mantenere la legalità ed attraverso quest’ultima garantiamo la sicurezza dei cittadini, noi dall’alto della nostra autonomia ci permettiamo di dire al governo di turno, e lo abbiamo fatto anche con il governo Prodi, che la sicurezza è una risorsa e che senza sicurezza non si può garantire legalità e quindi sviluppo, specie in una terra martoriata come quella calabrese. «Il nostro slogan - afferma il Segretario Regionale del Sap per la Calabria, Michele Granatiero - da oggi in avanti, sarà “ basta con la propaganda demagogica della politica che continua a vantarsi dei risultati che le Forze dell’Ordine producono ogni giorno nell’ambito del contrasto alla criminalità, al terrorismo ed alla delinquenza in genere, rivendichiamo con forza la paternità di quei risultati che sono e saranno sempre solo il frutto dell’impegno e della professionalità dei colleghi, non certo delle chiacchiere della politica politicante”. Non si può salire sul carro dei vincitori solo quando si arrestano latitanti eccellenti o quando nei salotti delle trasmissioni televisive si sciorinano i numeri del decremento dei crimini».

Operazione Meta. Armi e denaro trovati in casa di due imprenditori

REGGIO CALABRIA. Ieri, i carabinieri del Comando provinciale nel corso dell’operazione Meta, hanno compiuto una perquisizione domiciliare e sue pertinenze nell’abitazione reggina dell’imprenditore Gianluca Ciro Domenico Favara, 43 anni, originario di Rosarno. Nel corso dell’accertamento, i militari hanno rinvenuto e sequestrato la somma in contanti di 79.150 euro. Mentre, nell’abitazione di Villa San Giovanni dell’imprenditore Stefano Vitale, 72 anni, originario di Santo Stefano in Aspromonte, i militari dell’Arma hanno sequestrato una pistola semiautomatica con matricola abrasa completa di serbatoio e 72 cartucce ed un fucile. Armi e munizioni erano illegalmente detenute.

CONI. Il futuro della vela è al Sud

REGGIO CALABRIA. Due grossi Centri di avviamento all’attività della vela, uno in Basilicata ed uno in Calabria per offrire ai giovani meridionali una formazione sportiva di alto livello ed al territorio una vera e propria crescita economica e culturale. Questo è quanto scaturito da un recente incontro tenutosi a Policoro, in provincia di Matera, che ha visto partecipi la cariche più alte dello sport nazionale e delle due regioni coinvolte, orientate verso un progetto che andrebbe a premiare l’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni dalla VI zona della Federazione della Vela (Basilicata – Calabria). All’incontro erano presenti: il presidente ed il segretario generale nazionale del Coni, Giovanni Petrucci e Raffaele Pagnozzi, i presidenti regionali del Coni Calabria, Mimmo Praticò, e Basilicata, Eustachio Tortorelli, il presidente nazionale della Fiv, Carlo Croce ed il presidente della VI zona della Fiv, Fabio Colella. L’intenzione, dunque, è quella di realizzare due poli sportivi di rilevanza nazionale sia per le derive come per le imbarcazioni d’altura: uno ai Laghi di Sibari (Cosenza) ed una a Policoro (Matera). Mimmo Praticò e Fabio Colella hanno fatto da padroni di casa nel presentare quella che risulterebbe come una grande opportunità, volano d’iniziative economiche di grande portata, proprio nel cuore del Mezzogiorno. «La realizzazione – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – di strutture di alto livello, in Calabria e Basilicata, non solo permetterebbe, intanto, lo sviluppo di uno sport che sul nostro territorio trova il suo habitat naturale, ma consentirebbe ai nostri giovani appassionati di vela di poter coltivare la propria passione grazie ad un servizio di alto livello e senza allontanarsi troppo da casa. La scelta di dover emigrare verso regioni all’avanguardia nell’ambito sportivo, spesso, condiziona il futuro dei ragazzi del Sud che si trovano costretti a lasciare gli affetti per inseguire i propri sogni di gloria. Una scelta che per molti significa l’abbandono dell’attività per i costi insostenibili. I giovani innanzi tutto – ha aggiunto Mimmo Praticò – è il nostro motto, ma creare al Sud strutture che permetterebbero il passaggio frequente di migliaia di ragazzi, con famiglie, tecnici ed appassionati al seguito, vuol dire creare turismo, vuol dire produrre non soltanto per lo sport ma anche per il territorio». In effetti Gianni Petrucci e Raffaele Pagnozzi hanno espresso grande soddisfazione nel constatare le potenzialità che il progetto è in grado di offrire ai giovani sia per quanto riguarda la formazione sportiva sia per una vera e propria crescita culturale. «Oltre ad andare in mare – ha dichiarato il presidente del Coni – qui infatti si fa grande attenzione ad aspetti riguardanti la crescita etica e morale dei ragazzi, oltre ad una particolare attenzione verso la sostenibilità ambientale. Siamo soddisfatti nel constatare l'elevato livello organizzativo e l’ottimo rapporto esistente tra le strutture locali, il Coni, il ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca e la Fiv».

POLISTENA. Pedofilia: arrestato un impiegato dell’ospedale

POLISTENA. I carabinieri della Compagnia di Taurianova, diretta dal capitano Raffaele Rivola, stamani hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di D. F., 49 anni, impiegato presso il pronto soccorso del locale ospedale “Santa Maria degli Ungheresi”, ritenuto responsabile di gravi atti di pedofilia. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Palmi, su proposta della locale Procura della Repubblica a seguito delle indagini svolte dai militari dell’Arma che hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, un impiegato celibe, residente in un comune della Piana di Gioia Tauro. I carabinieri sono intervenuti sulla base delle indicazioni fornite dalla Procura dei Minori di Reggio Calabria, che aveva ipotizzato uno scenario di pedofilia in danno di un dodicenne che, in primavera, aveva manifestato un cambiamento di carattere e di comportamento che, fortunatamente, è stato captato per tempo da insegnanti e familiari che si sono rivolti all’Autorità giudiziaria ed all’Arma. Il ragazzo, incoraggiato dagli inquirenti e dalle persone che gli sono state più vicine, ha rotto il muro della paura e della vergogna e si è convinto a raccontare quanto gli era successo, spiegando che già nel settembre del 2009 era stato avvicinato da un adulto che lo aveva invitato per un giro con una “minicar” (le piccole autovetture che si possono guidare senza patente e costituiscono attrattiva soprattutto per i minorenni), durante il quale tuttavia, lo aveva condotto in una zona appartata di campagna, dove gli aveva fatto subire atti sessuali. Il ragazzo, allora solo dodicenne, per diversi mesi si è tenuto tutto dentro, ma i segni di un suo turbamento sono stati fin troppo evidenti. Le indagini dell’Arma si sono rivelate preziose per identificare compiutamente il responsabile dell’adescamento, che è stato poi riconosciuto anche dalla giovane vittima. I militari, contestualmente all’arresto, hanno anche eseguito una perquisizione presso il domicilio dell’uomo, cui è stato contestato il reato di violenza sessuale aggravata dall’aver commesso il fatto in danno di una persona minore di quattordici anni.

Carabinieri. Brevi di cronaca

JONICA
LOCRI. Martedì, i carabinieri della locale Compagnia, delle Stazioni di Locri e Gerace e del Nucleo operativo ecologico di Reggio Calabria, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, R. T., 32 anni, proprietario di una autocarrozzeria e socio di una concessionaria di autovetture, con precedenti di polizia per sostanze stupefacenti e favoreggiamento personale, vicino alla cosca "Cordi", in quanto ritenuto responsabile di aver depositato in modo incontrollato rifiuti speciali pericolosi e per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari, a seguito di una perquisizione domiciliare delegata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, hanno accerta toto che in tre distinte aree di proprietà della società cui è titolare, ampie circa 1500 mq, era stato depositato un ingente quantitativo di rifiuti speciali pericolosi, composti in prevalenza da materiale ferroso, batterie ed autoveicoli abbandonati. Nel corso della perquisizione, effettuata all’interno dell’ufficio e dell’abitazione sono state rinvenute, abilmente occultate, due distinte confezioni in cellophane contenenti 1,5 grammi di cocaina. I carabinieri, inoltre, hanno denunciato in stato di libertà A. M., 50 anni, socio dell’autocarrozzeria, e C. T., 26 anni, ritenuta responsabile, in qualità di amministratore unico della concessionaria, di aver aperto uno scarico di acque reflue industriali in pubblica fognatura.
LOCRI. Ieri, ignoti, dopo avere praticato un foro in una parete esterna del bar-tabacchi annesso al distributore di benzina di P. V., 51 anni, si sono introdotti all’interno ed hanno asportato la somma in contanti di 3.500 euro, buoni carburanti per un valore complessivo di 2.000 euro, 20 pacchi di biglietti della lotteria “gratta e vinci” per un valore di 6.000 euro, 200 stecche di sigarette per un valore complessivo di 8.000 euro. Indagano i carabinieri della Stazione.
TIRRENICA
PALMI. Martedì, i carabinieri della Stazione sono intervenuti in località San Gaetano presso l’impresa “Ricci costruzioni”, consorziata con ditta “Erea” (sede legale Montaquila - Isernia), impegnata nei lavori di ammodernamento dell’ autostrada A3, dove ignoti dopo essersi introdottisi all’ interno del cantiere hanno rubato un mini escavatore, un martellone demolitore completo di punta demolizione e parecchi quintali di ferro per armatura di calcestruzzi. I danni ammontano a circa 75.000 euro.
GIOIA TAURO. I militari della Stazione, in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno arrestato I. Z., 37 anni, operaio, il quale deve espiare la pena residua di 9 mesi e 12 giorni perchè riconosciuto responsabile del reato di appropriazione indebita.
POLISTENA. La notte tra lunedì e martedì, in via Trieste, ignoti hanno esploso sei colpi di pistola contro la serranda dell’esercizio commerciale di F. C., 36 anni, imprenditore. Sul posto è intervenuto il personale della Stazione.
DELIANUOVA. Ieri, un individuo a volto scoperto, dopo essersi introdotto all’interno del garage di R. S., 82 anni, pensionata, ha compiuto una rapina. Il malvivente si è appropriato della somma in contante di 1.000 euro, di un blocchetto di assegni e di un telefonino, contenuti all’ interno della borsa della pensionata. I militari della Stazione hanno immediatamente avviato l’attività investigativa.
BAGNARA CALABRA. Intorno alle ore 0:30 di oggi, in via Roma, ignoti hanno dato alle fiamme la Ford Fiesta di proprietà di C. G., 64 anni, pensionato. Sul posto hanno operato, agli ordini del maresciallo Nicola Fiamma, i carabinieri della Stazione e i vigili del fuoco del Distaccamento volontario.

BELMONTE CALABRO. Domani in scena la sfida tra sapori e filosofia

BELMONTE CALABRO. Venerdì 25 giugno si cercherà di coniugare filosofia e degustazioni culinarie. Una missione che ha il sapore di una vera e propria sfida tra alimentazione della mente e quella del corpo. Da qui prende le mosse l’evento “Il gusto delle sfide, gusto della filosofia. Le sfide del gusto, filosofia del gusto” che si terrà venerdì prossimo con inizio alle 19 nell’anfiteatro. L’evento, rientra nel programma del Gaia International Festival iniziato sabato 19 giugno scorso nei paesi situati lungo la costa tra Amantea e Maratea, prevede due momenti: uno dedicato alla disquisizione filosofica in tema di cittadinanza attiva e uno enogastronomico con la sfida gustativa tra due salumi: il culatello di Zimbello (celeberrimo salume della pianura Padana) e il gammune di Belmonte Calabro (salume tipico della località tirrenica). In particolare il primo momento prevede un dibattito dal titolo “Il gusto delle sfide, gusto della filosofia. Valori e riferimenti per una cittadinanza attiva” che vedrà impegnati il professor Alfonso Lorelli, docente di storia e filosofia disquisire con il professor Romeo Bufalo, docente di Estetica all’Unical. Un approfondito confronto più che un convegno che permetterà di comprendere, grazie alla presenza di esperti, gli aspetti più salienti della filosofia dell’esistenza e del ruolo attivo di una cittadinanza partecipata. Seguirà, poi, l’evento degustativo che si snoderà in una prova comparativa alla “cieca” tra i due salumi, cioè il pubblico non conoscerà anticipatamente quale salume assaporerà. Per garantire la correttezza di questa sfida del gusto ci sarà, inoltre, una giuria d’onore composta da esperti del settore. “Il gammune – spiegano gli organizzatori - è un prodotto simile al culatello, stessa parte della coscia posteriore del maiale, stessa necessità come tecnica di conservazione in posti non abbastanza alti e freddi da consentire la conservazione dell'intera coscia (prosciutto). La tradizione della preparazione di questo salume proveniente dalle colline del belmontese risale sicuramente al 1800. Il nome, appunto gammune, probabilmente deriva dallo spagnolo Jamon”. “Questa sfida almeno per il nostro prodotto – aggiungono – rappresenta una sorta di rivincita storica visto che la tradizione del gammune è così antica e ci permetterà di far conoscere il nostro salume ad una più vasta platea e conseguentemente contribuire fattivamente alla valorizzazione del nostro territorio”.

TAURIANOVA. Annientato spaccio “formato famiglia”

TAURIANOVA. Un intero nucleo familiare, composto da padre, madre e figlio è stato tratto in arresto dal personale della locale Compagnia con l’accusa di spaccio di droga. Gli arrestati sono: Gianluca Lanciotto, 23 anni, il padre A. L., 46 anni e la madre E. A., 45 anni, tutti e tre operai con precedenti di polizia. I militari dell’Arma diretti dal capitano Raffaele Rivola, avevano notato già da qualche giorno che in una traversa di via San Giovanni de Rossi, vi era uno strano via vai di giovani, molti provenienti da fuori città, alcuni da altri centri del comprensorio della Piana. Da questa osservazione dei carabinieri è scaturita un’indagine-lampo che nel giro di poco tempo ha permesso di capire quale fosse il reale interesse dei giovani che affluivano senza soluzione di continuità a Taurianova, consentendo di fermare un florido smercio di sostanze stupefacenti, gestito dalla famiglia Lanciotto. Il nucleo familiare è stato così inchiodato dalle prove che gli investigatori dell’Arma hanno utilizzato per costruire il mosaico delle accuse nei loro confronti. Durante la fase finale dell’operazione, i carabinieri hanno, in primis, potuto documentare diversi episodi di spaccio, la cui reiterazione lasciava chiaramente capire quale fosse il volume degli affari e quindi sequestrare le singole dosi vendute a dei giovani di Cittanova, Taurianova, Polistena e vari altri comuni della Piana. Infine hanno accertato, quale riscontro inconfutabile, la detenzione, nell’abitazione della famiglia Lanciotto, di oltre 40 grammi di Marijuana, già confezionata in dosi da 20 euro, pronte ad essere immesse sul mercato clandestino. Le due circostanze hanno quindi portato, costituendo distinte ipotesi di reato, a delle contestazioni pesanti nei confronti degli indagati. I controlli sugli acquirenti, oltre a permettere di recuperare circa 5 grammi dello stesso tipo di sostanza, hanno consentito ai militari di segnalare quali assuntori 9 ragazzi, di età compresa tra i 19 ed i 26 anni. La perquisizione dei carabinieri ha di fatto permesso di verificare che lo smercio dello stupefacente, da parte degli indagati, era una cosa normale, diventata ormai quasi di routine, tanto che la Marijuana è stata trovata in parte sopra ad un tavolo del salotto, mentre le altre dosi, quelle confezionate, erano state nascoste dentro una scatola di medicinale, comune a portata di mano. Segno evidente che lo stupefacente doveva essere prontamente reperibile per non prolungare oltremodo le operazioni di spaccio, evitando in questo modo il rischio che qualcuno potesse sorprenderli nella flagranza di reato. Durante la perquisizione, nascosti all’interno di una “matrioska”, sono stati rinvenuti anche innumerevoli semi di canapa indiana. Sono state poste sotto sequestro alcune banconote che gli inquirenti hanno ritenuto frutto dell’attività illecita. Le persone arrestate sono state ristrette presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia, in attesa del giudizio per direttissima.

Consumatori Calabria: «I previsti aumenti di acqua e Tarsu sono ingiustificati»

REGGIO CALABRIA. Si apprende dai quotidiani locali che il bilancio di previsione comunale che dovrà essere approvato entro il 30 giugno, prevederebbe una ulteriore impennata dei tributi per i reggini e precisamente un aumento del 32% del canone idrico e del 25% della Tarsu. Se tali avvisaglie dovessero trovare concretezza, denuncia l’avvocato Saverio Cuoco (nella foto), presidente regionale dell’Unione nazionale consumatori Calabria, saremmo dinanzi ad aumenti del tutto ingiustificati, che accrescerebbero una pressione fiscale già insostenibile pari a circa il 50% del prodotto interno lordo stando agli ultimi dati Istat riferiti all’anno 2009, ancora una volta ricadente sulle tasche ormai vuote dei cittadini, proprio nel momento in cui alle famiglie preme più di ogni altra cosa la sicurezza e le tasse che possono essere un esempio di civiltà, un contributo di tutti i cittadini alla vita della comunità, quando la fiscalità si presenta equa e distributiva, in grado di riequilibrare le situazioni più gravose, garantendo servizi efficienti a tutti i cittadini, viceversa, se le tasse diventano soffocanti e i servizi non migliorano, allora il cittadino non li può proprio comprendere. Se gli aumenti annunciati dovessero ricalcare le percentuali dichiarate, ci troveremmo dinanzi ad un costo del servizio idrico per una famiglia media composta di un nucleo familiare di quattro persone che consuma all’incirca 300 metri cubi d’acqua l’anno, di circa 100 euro, mentre per la Tarsu l’aumento viene stimato in circa 40 euro l’anno. Tali aumenti ricadrebbero inoltre in un periodo in cui vengono richiesti ulteriori sacrifici dal Governo per contrastare la crisi economica attuale. E’ davvero paradossale che mentre i cittadini sono in attesa, dopo l’invio di migliaia di lettere di richiesta indirizzate al Comune, di ottenere il rimborso del 50% del canone acqua, in conformità a quanto previsto dalla Giunta Comunale di Reggio Calabria, con delibera n° 557 del 14 Dicembre 2009, in considerazione dell’enorme percentuale di cloruri presenti nell’acqua che di fatto hanno reso impossibile destinarla al consumo umano per uso potabile e tenuto conto dei numerosi contenziosi pendenti dinanzi ai Giudici di Pace definiti con sentenza favorevole al cittadino, per il periodo 2002 – 2007, si proceda poi ad aumentare i costi del servizio idrico. Senza tenere conto inoltre che in alcune zone del Comune di Reggio Calabria, le famiglie vivono quotidianamente il disagio della totale mancanza d’acqua o della insufficiente erogazione della stessa presente esclusivamente in alcune ore serali o notturne, il tutto in concomitanza dell’arrivo della stagione estiva che aggraverà ulteriormente i disagi dei cittadini. Del pari incomprensibile appare l’aumento del 25% della Tarsu, già recentemente aumentata quasi del doppio, se si considerano i conseguenti aggiornamenti dell’addizionale comunale e del tributo provinciale, mentre l’obiettivo dell’amministrazione comunale come più volte sollecitato dall’Unione nazionale consumatori Calabria, doveva tener conto di un servizio di gestione dei rifiuti efficiente, aumentando progressivamente la percentuale di raccolta differenziata che avrebbe sicuramente comportato una diminuzione del costo del servizio e quindi della Tarsu stessa a carico dei cittadini. Infatti, quando un Comune provvede alla raccolta differenziata dei rifiuti generalmente accade che la tassa sulla raccolta diminuisca ed il Comune riesce addirittura a trarne un vantaggio economico poiché la raccolta differenziata si trasforma in una fonte di guadagno. Si ha la netta percezione, se i paventati aumenti dovessero trovare applicazione, di riversare sui contribuenti una consistente pressione fiscale , il tutto a fronte di servizi che appaiono ben lontani da quel grado di eccellenza e di quei parametri standard di qualità, che avrebbero potuto, almeno in parte, giustificare gli esborsi richiesti.

OPERAZIONE META. Si costituisce in carcere il sindaco Rocco Palermo

REGGIO CALABRIA. Si è costituito nella Casa circondariale di via San Pietro, il sindaco di San Procopio, Rocco Palermo, 49 anni, insegnante, residente in città. Palermo è destinatario di una delle 42 ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Dda reggina nell'ambito dell'operazione ''Meta''. Il primo cittadino si è presentato nel carcere accompagnato dal proprio legale. Secondo l'accusa, l'elezione di Palermo era stata ''pilotata'' dalla cosca Alvaro che aveva anche presentato un'altra lista, risultata poi sconfitta, per non destare sospetti. Rocco Palermo è considerato un uomo di fiducia di Cosimo Alvaro, capo dell'omonima cosca e figlio del patriarca Domenico. Tra l'altro, Palermo, prima di essere eletto sindaco, svolgeva le funzioni di autista di Cosimo Alvaro.

AEROPORTO. Domani annullati voli da e per Bergamo

REGGIO CALABRIA. La Sogas, Società di gestione per l’Aeroporto dello Stretto, comunica che domani 25 la compagnia Astraeus-Trawelfly ha cancellato i seguenti voli:
BERGAMO (partenza ore 8) - REGGIO CALABRIA (arrivo ore 9.45)
REGGIO CALABRIA (partenza ore 10.35) - BERGAMO (arrivo ore 12.20)

AMANTEA. Al Gaia International Festival dibattito sulla Valorizzazione dell’esistente

AMANTEA. Oggi, nell’ambito del Gaia International Festival - promosso dal Comitato De Grazia e dal Centro Giovane Andrea Guido - si terrà un pubblico dibattito su “La Valorizzazione dell’esistente”. Docenti universitari ed operatori della società civile si confronteranno su come poter valorizzare le risorse materiali e immateriali della nostra regione. Rosario Chimirri, professore di architettura e urbanistica dell’Università della Calabria, presenterà il volume Architettura popolare del Basso Tirreno cosentino e disserterà sulle varie opportunità di utilizzo del patrimonio architettonico. Franco Rossi, professore di ingegneria ambientale presso l’Unical, porterà una concreta testimonianza su come valorizzare l’esistente con la presentazione del grande progetto di riqualificazione del territorio realizzato alle Gole del Raganello, presso Civita ed al quale Rossi ha collaborato. Franco Ferlaino, professore cultore di etnologia all’Università della Calabria, proporrà riflessioni sul folklore e sui retaggi culturali del comprensorio amanteano e Vincenzo Linarello, presidente del consorzio Goel, costituito dalle cooperative promosse da Monsignor Brigantini, che operano sui terreni confiscati alla mafia nel reggino, porterà la sua testimonianza su come è possibile vivere e lavorare nella legalità in Calabria producendo con risorse umani e materiali locali, prodotti di eccellenza, come quelli del brand Cangiari che con i suoi abiti ha avuto una grande affermazione alla settimana della moda di Milano e che trova consensi in tutto il mondo.

LOCRIDE. “Scrap Iron”, l’operazione del Cfs contro il traffico di rifiuti ferrosi

LOCRIDE. Il personale del Corpo forestale dello Stato, ha eseguito un’ordinanza del Gip di Locri relativa ad un presunto smaltimento e traffico di rifiuti ferrosi che partiva da Marina di Gioiosa Jonica e che vede coinvolte numerose ditte dell’alto Jonio reggino. L’operazione “Scrap Iron”, ha interessato l’ampio comprensorio della provincia, racchiuso tra Brancaleone e Marina di Gioiosa Jonica, e ha visto impegnati circa 100 uomini del Cfs, coordinati dal Comando regionale di Reggio Calabria, coadiuvati dall’alto da un elicottero del Nucleo operativo aeromobili del Cfs di Lamezia Terme. L’Ufficio del Gip di Locri, condividendo appieno le ipotesi investigative formulate dalla Procura e dal Corpo forestale dello Stato, ha disposto il sequestro preventivo dei complessi aziendali nonché il sequestro preventivo di 41 automezzi di trasporto tra cui autoarticolati e semirimorchi utilizzati per le predette attività illecite. Al momento risultano indagati 41 persone, molte delle quali titolari di impresa, tutti di nazionalità italiana tra cui diversi di etnia Rom. L’indagine “Scrap Iron” riguarda l’attività di polizia giudiziaria ambientale che il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del Cfs di Reggio Calabria ha condotto, con il coordinamento del sostituto procuratore di Locri Giuseppe Adornato, sulla “gestione” dei rottami ferrosi nel comprensorio di Marina di Gioiosa Jonica. Gli uomini del Nipaf di Reggio Calabria diretti dal dottor Giuseppe Gullì, comandante provinciale del Cfs, hanno posto in essere un’accurata attività investigativa all’esito della quale è emersa l’esistenza intorno alla ditta “Ferro & Acciai Femia srl”, con sede in Marina di Gioiosa Jonica, di una fitta rete di “conferitori illegali” di rifiuti speciali pericolosi e non. Si è così, a poco a poco, disvelata un’illecita attività diretta “ufficialmente” al recupero presso la “Ferro & Acciai Femia srl” di un’ingente quantità di rifiuti quali rottami ferrosi, recupero formalmente diretto alla produzione di materia prima secondaria (M.P.S.) per l’industria metallurgica, ma “in realtà” finalizzata allo smaltimento illecito di rifiuti in quanto presso tale ditta, una volta pervenuto per il tramite di soggetti non autorizzati sia alla raccolta che al trasporto, non veniva svolta alcuna operazione volta al recupero del rifiuto stesso. Le complesse ed articolate attività d’indagine eseguite – protrattesi per mesi – hanno permesso, quindi, di documentare l’esistenza di una vera e propria organizzazione, finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali anche pericolosi, con un ruolo centrale svolto dalla “Ferro & Acciai Femia srl”. Si è accertato inoltre che presso la ditta veniva svolta l’attività abusiva di autodemolizione di veicoli fuori uso (rifiuti pericolosi) e vendita di pezzi di ricambio usati. Il titolare della ditta, Francesco Femia, fraudolentemente utilizzava per “trasformare” i rifiuti i M.P.S. i documenti di una ditta individuale a lui stesso intestata ed autorizzata ad operare nel settore delle autodemolizioni esclusivamente nella sede di Sala Bolognese. E così, ingenti quantitativi di autoveicoli di ignari cittadini della costa jonica reggina e non solo venivano rottamati “ufficialmente” in Emilia Romagna anche se i rifiuti derivanti partivano direttamente da Marina di Gioiosa Ionica alla volta delle acciaierie. Dall’attività investigativa svolta è emerso che la condotta criminosa posta in essere dall’organizzazione, si concretizzava sostanzialmente nella illecita commercializzazione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi dichiarandoli, fraudolentemente, come Materie Prime Secondarie. Tale attività consentiva da lungo tempo agli indagati di raggiungere un duplice ingiusto profitto consistente nell’evitare gli oneri dovuti per legge circa il corretto avvio a recupero/smaltimento dei rifiuti prodotti/raccolti nonché, il cospicuo guadagno dovuto alla successiva commercializzazione del rifiuto, surrettiziamente qualificato quale Materia Prima Secondaria da destinare all’industria siderurgica. Nello specifico i conferitori dei rifiuti, provvedevano, in proprio, alla raccolta illegale di ingenti quantitativi di rottami ferrosi miscelati a rifiuti di altra natura. Detti rifiuti speciali pericolosi e non, senza essere accompagnati dai formulari di identificazione rifiuti (F.I.R.), venivano ceduti alla “Ferro & Acciai Femia srl”, per il loro successivo ulteriore trattamento, operazione che comunque non veniva attuata in quanto la ditta è carente delle specifiche tecnologie/capacità richieste per un impianto adibito al trattamento di recupero. La “Ferro & Acciai Femia srl” attuava soltanto una mera riduzione/adeguamento volumetrico e soprattutto miscelazione di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non, costituiti per lo più da: veicoli fuori uso, parti di veicoli, R.A.E.E., rottami ferrosi in genere, etc. La stessa, successivamente, attestando la surrettizia produzione di M.P.S., provvedeva alla sua commercializzazione verso imprese compiacenti individuate in Puglia e Basilicata, con il conseguimento di ingenti ed ingiusti profitti. L’operazione è la classica “ripulitura formale” del rifiuto. In pratica i rifiuti, ferrosi e non, giungevano alla ditta jonica grazie all’attività illegale di vari conferitori non autorizzati alla raccolta e trasporto dei rifiuti. La predetta ditta provvedeva all’invio del rifiuto senza F.I.R., che tal quale veniva surrettiziamente riconsiderato M.P.S., alle acciaierie che erano sprovviste della necessaria autorizzazione ad utilizzare rifiuti nel loro processo produttivo. Il motivo fondamentale per il quale gli indagati, sin dalle prime operazioni, facevano perdere la tracciabilità del rifiuto, consiste nel fatto che i siti finali di destinazione, quali le acciaierie, non sono autorizzate a ricevere rifiuti e sono sprovviste delle necessarie tecnologie previste dalla norma per la riduzione delle emissione fumi in atmosfera, con grave potenziale pericolo per la salute pubblica e l’incolumità dei cittadini. Tali siti di smaltimento, quindi, per poter operare, hanno la necessità di far apparire che i rifiuti ferrosi giungano come materie prime secondarie e non come rifiuti, accompagnati da comuni bolle di accompagnamento e non da F.I.R..

REGGIO CALABRIA. La poetessa Gullo presenta il libro "La parola è un'ala del silenzio"

REGGIO CALABRIA. Il prossimo 5 luglio, presso la sala biblioteca del Palazzo della Provincia (inizio ore 10), sarà presentato il libro della poetessa Carmen Gullo "La parola è un'ala del silenzio". Interverranno il sindaco di Roghudi Agostino Zavettieri, l’assessore provinciale Ercole Nucera, il presidente del Circolo Paleaghenea Mario Maesano. Moderatore sarà il giornalista Gianfranco Marino. «Per chi scrive come me, - dice la poetessa Carmen Gullo - arrivare a tutto questo é gioire per la soddisfazione di un traguardo atteso da tempo. Quest’opera, a differenza della prima raccolta di poesie, è il frutto di emozioni e pensieri degli ultimi due anni. Quindi posso dire che la maturità dei significati intrecciata ad ogni semplice parola, ad ogni pensiero, è da accostare con la mia maturità personale. Mentre nella prima raccolta mi sento di dire di essere cresciuta con certe sensazioni e aver messo nero su bianco il tutto, in questa opera mi sento scultrice di me stessa. In effetti da una materia già formata e non più in evoluzione, con lo scalpello del cuore ho limato ansie, dolori….. ho creato e rinnovato stagioni…. ho illuso il mio essere ancora bambina imperfetta…. ho scavalcato quegli ostacoli che mi tenevano lontana dalle emozioni più profonde. Il titolo di questa raccolta nasce dopo aver riflettuto a lungo sui miei componimenti. Mi sono sempre sentita influenzata dalle meravigliose poesie di Pablo Neruda. Quella che forse più mi ha colpito maggiormente nell’animo è proprio questa dalla quale ho preso il titolo per il mio libro.
Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
In una mia lirica parlo di opposti anche io…. perchè ho sempre creduto che per ogni cosa esista il suo esatto contrario. La parola…. e il silenzio. Quest’ultimo stato della mente, che ogni uomo cerca soprattutto nei momenti di dolore e di ricerca interiore, accompagna la mia vita da sempre. Amo il silenzio perché solo in esso ritrovo me stessa e riesco a scrivere ciò che sono. Il silenzio è arte in sé ….. è arte cercarlo…. è arte interromperlo…. è arte accostarvi le parole giuste per interromperlo».