REGGIO CALABRIA. Si è concluso con la lettura di una articolata sentenza il processo di secondo grado scaturito dall’operazione “Paper mill”. Il verdetto dei giudici della prima sezione penale della Corte di Appello (Natina Pratticò presidente, Giuseppe Lombardo e Massimo Gullino consiglieri), che riforma la sentenza di condanna del Gup Concettina Garreffa, è giunto dopo una lunga camera di consiglio protrattasi per cinque ore. La Corte, non avendo ritenuto sussistente l’aggravante mafiosa, ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti degli imputati Pietro Calipa, Domenico Helenio Marasco, Giuseppe Mazzaferro e Antonio Crea in ordine al reato di truffa per sopravvenuta prescrizione. I giudici hanno assolto per non aver commesso il fatto Taodoro Crea (imputazione di truffa) e Giuseppe Mazzaferro (imputazione di associazione). L’organo giudicante ha poi dichiarato la nullità della sentenza di primo grado in relazione all’accusa di associazione nei confronti degli imputati Teodoro Crea, Antonio Crea, Domenico Helenio Marvaso e ha disposto la trasmissione degli atti alla procura della Repubblica. La sentenza, infine, revoca i procedimenti di confisca. In primo grado, il giudice per l’udienza preliminare Concettina Garreffa aveva condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso il boss di Rizzoconi Teodoro Crea (otto anni di carcere), il fratello Antonio Crea (sei anni di carcere), Domenico Helenio Marvaso (cinque anni e quattro mesi di reclusione), Pietro Calipa (tre anni e quattro mesi di reclusione) e Giuseppe Mazzaferro (cinque anni e quattro mesi di carcere). Al centro delle indagini condotte dalla Direzione investigativa antimafia finì il progetto “Cartech srl” che si sarebbe dovuto concludere con la realizzazione di un’impresa nel settore dellecartiere e, invece, si rivelò praticamente una sorta di scatola vuota. Secondo quanto accertato dalle indagini, infatti, il capannone che doveva ospitare la fabbrica non venne mai costruito, così come il macchinario mai comprato, mentre in denaro, attraverso giri di versamenti bancari, sarebbe finito nel nulla. Il tutto con la volontà di truffare la legge 488 che solitamente viene utilizzata per fornire aiuti economici agli imprenditori privati, in parte a fondo perduto ed in parte a tasso agevolato.Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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lunedì 31 maggio 2010
Processo “Paper mill”: assoluzioni e processo da rifare
REGGIO CALABRIA. Si è concluso con la lettura di una articolata sentenza il processo di secondo grado scaturito dall’operazione “Paper mill”. Il verdetto dei giudici della prima sezione penale della Corte di Appello (Natina Pratticò presidente, Giuseppe Lombardo e Massimo Gullino consiglieri), che riforma la sentenza di condanna del Gup Concettina Garreffa, è giunto dopo una lunga camera di consiglio protrattasi per cinque ore. La Corte, non avendo ritenuto sussistente l’aggravante mafiosa, ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti degli imputati Pietro Calipa, Domenico Helenio Marasco, Giuseppe Mazzaferro e Antonio Crea in ordine al reato di truffa per sopravvenuta prescrizione. I giudici hanno assolto per non aver commesso il fatto Taodoro Crea (imputazione di truffa) e Giuseppe Mazzaferro (imputazione di associazione). L’organo giudicante ha poi dichiarato la nullità della sentenza di primo grado in relazione all’accusa di associazione nei confronti degli imputati Teodoro Crea, Antonio Crea, Domenico Helenio Marvaso e ha disposto la trasmissione degli atti alla procura della Repubblica. La sentenza, infine, revoca i procedimenti di confisca. In primo grado, il giudice per l’udienza preliminare Concettina Garreffa aveva condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso il boss di Rizzoconi Teodoro Crea (otto anni di carcere), il fratello Antonio Crea (sei anni di carcere), Domenico Helenio Marvaso (cinque anni e quattro mesi di reclusione), Pietro Calipa (tre anni e quattro mesi di reclusione) e Giuseppe Mazzaferro (cinque anni e quattro mesi di carcere). Al centro delle indagini condotte dalla Direzione investigativa antimafia finì il progetto “Cartech srl” che si sarebbe dovuto concludere con la realizzazione di un’impresa nel settore dellecartiere e, invece, si rivelò praticamente una sorta di scatola vuota. Secondo quanto accertato dalle indagini, infatti, il capannone che doveva ospitare la fabbrica non venne mai costruito, così come il macchinario mai comprato, mentre in denaro, attraverso giri di versamenti bancari, sarebbe finito nel nulla. Il tutto con la volontà di truffare la legge 488 che solitamente viene utilizzata per fornire aiuti economici agli imprenditori privati, in parte a fondo perduto ed in parte a tasso agevolato.Zimbalatti (Pd): «Eliminazione dell'Eternit dalla spiaggia di Bocale: Finalmente ci siamo»
REGGIO CALABRIA. E' giunto il momento. La spiaggia di Bocale sarà liberata dal quantitativo di eternit che da qualche mese, creava grosse preoccupazioni alla popolazione del luogo e del circondario. Giorno 03/06/2010 , avendo ottemperato le autorità preposte, dopo i rilievi del caso, al dissequestro della discarica, come comunicatomi personalmente dall'assessore all'Ambiente Plutino, la ditta Ecologia Oggi inizierà i lavori di asporto delle lastre di eternit ed alla bonifica della zona costiera di Bocale. E' con viva soddisfazione che sento di comunicare ciò alla popolazione locale su una problematica così sentita, pigliando atto inoltre dell'impegno e della rapidità di intervento dopo l'interpellanza da me prodotta all'Assessore al ramo in data 10/05/2010, apprezzandone la solerzia e l'impegno fattivo dello stesso, nella sua qualità di Amministratore della cosa pubblica, su tematiche di interesse sociale e della intera comunità.Nino Zimbalatti
consigliere conunale Pd
Scilla. Tensione sociale rione Chianalea: interviene il parroco
SCILLA. E’ divenuto un vero e proprio caso: il caso porto. La vicenda, ha oramai superato le barriere comunali, tanto da invadere i social network e interessare anche chi scillese non è. E se la protesta naviga sulle ali della tecnologia certamente le prese di posizione, vecchia maniera, non mancano. Così anche la chiesa, parte integrante del tessuto sociale, interviene sul “caso porto”. L’attivissimo parroco don Francesco Cuzzocrea, si rivolge direttamente a prefetto, sindaco, presidente della Provincia, presidente della regione Calabria, questore e Direzione marittima. Don Francesco sintetizza il contenuto della propria missiva con il titolo calzante: “Tensione sociale rione Chianalea”.Questo il testo integrale.
La grave situazione – insostenibile ulteriormente dai cittadini scillesi e particolarmente dalle famiglie del quartiere Chianalea – che si sta creando da punto di vista sociale e sotto il profilo dell’ordine pubblico attorno all’uso (mancato) delle aree portuali preoccupa non poco questa parrocchia e viene ad aggiungersi alla già precaria situazione sociale di questa comunità oggetto, tra l’altro, di pubbliche denunzie e recenti manifestazioni di piazza a tutela della legalità e della pacifica convivenza.
La grave situazione – insostenibile ulteriormente dai cittadini scillesi e particolarmente dalle famiglie del quartiere Chianalea – che si sta creando da punto di vista sociale e sotto il profilo dell’ordine pubblico attorno all’uso (mancato) delle aree portuali preoccupa non poco questa parrocchia e viene ad aggiungersi alla già precaria situazione sociale di questa comunità oggetto, tra l’altro, di pubbliche denunzie e recenti manifestazioni di piazza a tutela della legalità e della pacifica convivenza.
Come parroco quindi non posso non essere sensibile alle sofferenze di quanti, in ragione delle naturali esigenze di sopravvivenza, mal sopportano una vera e propria situazione di “stritolamento” sull’altare delle pur legittime esigenze di sicurezza che risulterebbero, nella sostanza, soddisfatte – a quanto è dato sapere – sia dai lavori di consolidamento della roccia eseguiti ai primi degli anni ’80 dal Genio Civile Regionale sia da quelli più recenti con la messa in opera di rete di protezione sulla porzione di roccia allora non consolidata. Non coperta da intervento risulterebbe la porzione di terreno sottostante i locali della canonica ma riteniamo non pericolosamente incombente sulla porzione di banchina interessata al divieto. Vanno rimossi, pertanto, e senza ulteriore indugio ogni e qualsivoglia causa ostativa alla fruizione e all’uso delle banchine e dell’area portuale sia alla popolazione quanto alle pur lodevoli attività commerciali estive colà da anni esercitate. Questo scritto si propone di trasferire tutta la personale preoccupazione per possibili atti sconsiderati che nell’esercizio del mio ministero – e attraverso un’intensa opera educativa e pastorale – con ogni forza si sta cercando di prevenire e scongiurare.La Calabria sede del Congresso naturista internazionale 2010
CROTONE. Quest’anno l’Italia sarà la sede del trentaduesimo Congresso mondiale del naturismo. A ospitare l’evento, che avrà luogo dall’8 al 12 settembre 2010, sarà il villaggio naturista Pizzo Greco, in Calabria, sulle spiagge del Mar Jonio nella zona del crotonese. Il 14 giugno alle 11 il villaggio ospiterà la conferenza stampa di presentazione del Congresso con la presenza del presidenete della Fenait, Gianfranco Ribolzi ed Elisabetta Zamparutti, deputata del Pd prima firmataria della nuova proposta di legge sul naturismo. All’appuntamento di settembre parteciperanno i rappresentanti delle trenta Federazioni dell’International Naturist Federatio, che raccoglie uomini e donne provenienti da diverse parti del mondo, in viaggio con intere famiglie, anziani, bambini, e che abbracciano le attività naturiste. L'Inf-Fni lavora per valorizzare e migliorare l'esperienza naturista promuovendo i benefici del naturismo anche ad appassionati ed operatori del settore turistico. Il Congresso Naturista Mondiale 2010 voluto dall’Inf-Fni in Italia è stato programmato e deciso durante il Congresso svoltosi nel 2008 che si è tenuto in Brasile. Per la prima volta l’evento si svolgerà in Italia e vari sono i motivi per i quali è stato scelto il nostro paese, primi fra tutti il desiderio di risvegliare l’interesse per il naturismo e il riconoscimento per l’impegno che la Federazione naturista italiana (Fenait) ha dimostrato negli anni. La scelta di Pizzo Greco è stata una risposta alle sue bellezze naturali, alla calorosa accoglienza che la Calabria sa offrire al turismo e un segno di riconoscenza per lo sforzo di coloro che hanno fondato il villaggio e hanno creduto nello sviluppo del naturismo in Calabria. Trenta paesi del mondo, dall’Australia agli Stati Uniti, dalla Svezia a Israele si incontreranno per stare insieme e aggiornare le strategie comuni, per presentare le novità della propria federazione, e per rinnovare il comitato centrale dell’Inf-Fni. Durante quattro giorni di intenso lavoro saranno discusse le mozioni presentate dalle federazioni e prese le relative decisioni.
Il tema del Congresso sarà “Naturismo etico e naturismo commerciale”, affrontato attraverso un dibattito che metterà a confronto la vita naturista nei club, culla del movimento, con la vita naturista nei centri vacanze. L’obiettivo è abbattere le barriere tra i due modi di praticare il naturismo e aprire le porte ai centri commerciali naturisti, che di fatto hanno accettato la sfida di mantenere nel loro ambiente l’etica naturista e sono dunque meritevoli di essere certificati dalle federazioni nazionali affiliate all’Inf-Fni. Durante il congresso sono programmate visite nei dintorni di Crotone e molti congressisti coglieranno l’occasione per visitare altre regioni d’Italia. La risonanza dell’evento sulla stampa, nazionale e naturista mondiale, e su Internet, sarà occasione di curiosità per i non naturisti e per quelli che, pur essendolo, non hanno ancora trovato un proprio spazio in Italia. La conseguenza più auspicata è quella di uno sviluppo del turismo naturista italiano. Motta San Giovanni. La Vallata Valanidi ora è online
MOTTA SAN GIOVANNI. Dopo anni d’isolamento dalle principali tecnologie della comunicazione, finalmente da giovedì scorso la Vallata Valanidi, fa sapere l’assessore al Commercio e alle attività produttive Paolo Paviglianiti (nella foto), ha colmato una parte del divario che la separava dalle altre realtà territoriali della provincia di Reggio Calabria.
«La Tim ha attivato le attrezzature – evidenzia Paviglianiti – installate nei mesi scorsi nel comune di Motta San Giovanni, in contrada Lifracà, che permettono l’utilizzo della telefonia mobile tramite dispositivi dotati della tecnologia Umts. Questo risultato – aggiunge l’assessore comunale – oltre a permettere a tutti i cittadini della Vallata di usufruire a pieno dei servizi di telefonia mobile, consente l’accesso al web tramite l’utilizzo delle chiavette internet. Gli studenti, gli imprenditori, i professionisti e i singoli cittadini – rileva Paviglianiti – potranno finalmente giovarsi delle infinite possibilità che la rete offre e la Vallata potrà vivere una nuova fase di sviluppo e benessere». Questo traguardo è stato raggiunto grazie all’impegno, sensibilità e lungimiranza del sindaco Paolo Laganà dell’assessore Paviglianiti, che fin dall’insediamento hanno considerato l’accesso alle nuove tecnologie della comunicazione come un obiettivo prioritario per garantire la crescita economica, culturale e sociale della Vallata del Valanidi.Pasquale Gattuso
Calabria Ora
domenica 30 maggio 2010
Uisp. Premiate le società calcistiche categoria “Primi Calci”
REGGIO CALABRIA. Un numerosissimo pubblico ha fatto da cornice alla Festa dello sport, organizzata dall'HinterReggio
per la premiazione finale del torneo Primi Calci "Un pallone per amico" Uisp 2002. Ben dieci le società partecipanti: Mirabella, Pellarese, Melito, Maestrelli, Pro Reggina, Valanidi, Loreto, Centro Reggio Junior, Reggina ed i padroni di casa le Promesse Azzurre dell'HinterReggio. Teatro la splendida struttura "HinterReggio Village", un fiore all'occhiello nella zona sud della città. Tutti i bambini sono stati impegnati in giochi propedeutici ed in percorsi misti di abilità tecniche e motorie con i genitori ad incitarli durante tutta la fase dei giochi. Alla fine premiazione di tutte le società. Le coppe sono state consegnate dai responsabili Uisp, dal presidente dell’HinterReggio Francesco Pellicanò e dal vice presidente Nino Cuzzocrea. Visibilmente soddisfatto tutto lo staff tecnico per l'ottima organizzazione della manifestazione.Sinopoli. Nuova intimidazione al sindaco Luigi Chiappalone
SINOPOLI. Nel corso della notte un rudimentale ordigno è stato fatto esplodere da sconosciuti davanti alla porta d'ingresso del garage del sindaco Luigi Chiappalone, 62 anni, professore. L’esplosione ha danneggiato la porta d'ingresso del garage e l'automobile del sindaco che si trovava parcheggiata all’interno. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione che hanno avviato le indagini. Non è la prima volta che gli amministratori comunali sinopoliti subiscono intimidazioni e danneggiamenti.Scilla. Protesta per i parcheggi al porto
SCILLA. Da ieri mattina, sulla parte di rupe che sovrasta la banchina lato via Grotte, campeggiano due striscioni di protesta due striscioni di protesta. In uno si legge "No al gioco delle 3 carte", nell'altro "Caduta massi, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre". E' evidente che si tratta di espressioni di protesta contro la decisione della Capitaneria di porto di interdire la banchina al parcheggio degli automezzi. Il provvedimento dell'Autorità marittima è stato adottato a causa delle precarie condizioni in cui versa il costone roccioso su cui si erge castello Ruffo. Sembrerebbe che la Capitaneria sia intervenuta anche a seguito di una perizia tecnica che non escluderebbe l'eventualità di crolli. Così, le aree di propria competenza sono state delimitate e nel contempo è stata emessa una ordinanza di divieto di sosta. La nuova situazione, mal digerita dai residenti, riporta alla ribalta un problema antico per la cittadina della Costa Viola, cioè la carenza di parcheggi. Se poi si considera che nel periodo estivo in riva al tirreno la popolazione si moltiplica non è facile vaticinare che siamo alla vigilia del caos assoluto. Ed allora, considerando che la tutela dell'incolumità pubblica non ammette deroghe ne, tantomeno, mezze soluzioni, sarebbe interessante sapere se qualcuno si sia già attivato per risolvere definitivamente il grave problema delle probabili frane al porto. O forse,come già avvenuto qualche anno addietro in via Nazionale, si attende il crollo prima di intervenire? Sfidare la sorte è sempre un rischio anche perchè la dea bendata non sempre disposta a replicare benevolenza. Gampilieri docet.sabato 29 maggio 2010
'Ndrangheta. Vasta operazione di controllo interforze
REGGIO CALABRIA. All’alba di stamani personale della polizia di Stato, dei carabinieri e della Guardia di finanza hanno condotto un’articolata attività di contrasto alla criminalità organizzata che ha interessato i vertici indiscussi delle famiglie di ‘ndrangheta operanti in città e nelle fasce jonica e tirrenica della provincia reggina, nei confronti dei quali è stata effettuata un’accurata e capillare attività di perquisizione domiciliare finalizzata alla ricerca di armi ed esplosivi nonchè di ogni ulteriore elemento di interesse investigativo. Complessivamente le perquisizioni domiciliari a carico dei boss e “reggenti” della ‘ndrangheta calabrese sono state circa 300 ed hanno visto impegnati congiuntamente - nel rispetto dei principi di collaborazione istituzionale e di coordinamento ed a seguito di specifica attività di pianificazione e suddivisione degli obiettivi - oltre 700 appartenenti alle tre forze dell’ordine. Carmen Gullo dedica una poesia a Peppe Scopelliti
AL NOSTRO GOVERNATORECi sono uomini,
nati per gioire,
soffrire…e poi morire.
Ci sono uomini,
clonati da personalità che ostentano onore…e poi all’orizzonte ....precarietà nascoste.
Altri son quegli uomini che sognano il loro essere perfetti.
Sognano e ci credono,
in quella forza del cuore…
il cuore, si, quell’universo immenso di emozioni,
dove prendon vita tutte le stagioni.
La rabbia, l’ira, la pazienza,l’indulgenza…
Ci sono uomini che fanno la storia,
altri che la distruggono.
Alcuni sordi di fronte ai problemi della gente,
altri muti perché preferiscono agire piuttosto che proferir parola.
E poi ci sono uomini unici…
quegli uomini nati per vincere,
perchè se non vincono non vivono
e se perdono ritentano nel loro intento fino a quando vittoria sarà.
Più difficile il destino, più vittorioso il cammino…
il cammino che io oggi celebro e’ quello di un uomo comune,
ma la sua umanità e la vera rarità.
Auguri presidente.
Carmen Gullo
Carabinieri. Brevi di cronaca
REGGIO CALABRIA. I carabinieri della Stazione Reggio-Gallina, a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno arrestato D. F., 34 anni, operaio, con precedenti di polizia, in atto sottoposto agli arresti domiciliari per il medesimo procedimento penale. D. F., deve espiare la pena definitiva di 3 anni, 7 mesi e 13 giorni di reclusione, per detenzione illegale di 1 kg di marijuana ai fini di spaccio.ROSARNO. Il personale della locale Stazione, in in esecuzione ad un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla procura della Repubblica di Palmi, ha tratto in arresto C. G., 62 anni, bracciante agricolo. L’uomo, infatti, deve scontare la pena di un anno, 4 mesi e 2 giorni di reclusione perchè riconosciuto colpevole dei reati di falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato italiano.
MARINA DI GIOIOSA IONICA. Intorno alle ore 3:30 sul lungomare Cristoforo Colombo, ignoti hanno dato alle fiamme la struttura in allestimento, in ferro e pannelli coibentati, del lido balneare “Bikini Beach” di proprietà di G. P., 56 anni, imprenditore. Le fiamme hanno distrutto completamente il bar-ristorante-pizzeria contenente già tutte le attrezzature. Indagano i carabinieri della locale Stazione.
MARINA DI GIOIOSA IONICA. Intorno alle ore 4, in via Matteotti, sconosciuti hanno incendiato l’autovettura Jaguar S-type, di proprietà di G. F., 57 anni, avvocato e vice sindaco e assessore con delega alla cultura presso il comune. L’attività investigativa impegna i militari dell’Arma della locale Stazione.
Pizzimenti (Pdl): «Il Motor Show dello Stretto diffonde un messaggio importante»
REGGIO CALABRIA. Il centro storico è patrimonio importantissimo della Città. Non a caso, i grandi eventi si svolgono prevalentemente tra i palazzi liberty di corso Garibaldi e lo splendido scenario dello Stretto del lungomare Falcomatà.
“Arcobaleno Motor Show dello Stretto 2010” è una delle tante iniziative promosse dalla dinamica Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Raffa, che stuzzica l’intervento propositivo di Nuccio Pizzimenti, presidente della commissione risorse finanziarie del Pdl al “Centro Storico”. L’esponente del Popolo della libertà afferma: «Desidero fare un plauso al patron Enzo Moscato, per l’idea vincente di coinvolgere nella manifestazione anche la città di Messina, che tende a rilevare, l’importanza dell’Area Metropolitana dello Stretto, che coinvolge Reggio e la sua dirimpettaia in una nuova visione geografica, con un interscambio culturale, economico tra le due Città, promovendo il significato della legalità, della sicurezza stradale e della solidarietà. Pertanto invito i cittadini a partecipare numerosi alla manifestazione, poiché l’iniziativa quest’anno è stata prolungata di due giorni e si concluderà il 2 giugno, con orario d’ingresso alla cittadella dalle 10.30 alle 24. «L’iniziativa in corso di svolgimento nella location del Tempietto a mare – ha detto ancora Nuccio Pizzimenti - è un evento di portata internazionale, divenuto tappa di grande interesse dei circuiti che contano. L’indotto produttivo della città della “Fata Morgana” ha la necessità di questi eventi, che contribuiscono a creare quelle sinergie positive economiche e d’immagine”, per una Città che si proietta ad ricoprire un ruolo strategico nel Mediterraneo». Sap, Siap, Ugl, Coisp e Consap, sottoscrivono l’accordo decentrato
REGGIO CALABRIA. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali Sap – Siap – Ugl polizia di Stato – Coisp e Consap, hanno sottoscritto l’accordo decentrato che entrerà in vigore il il primo giugno presso il Compartimento Polfer “Calabria” e gli Uffici dipendenti. Dallo scorso mese di marzo con il termine dei 60 giorni, si sono concluse le trattative degli accordi decentrati avviati per il personale della polizia di Stato nella provincia reggina. Sono stati trattati gli istituti dell'aggiornamento professionale, protezione sociale e benessere del personale, qualità e salubrità dei servizi mensa, i criteri applicativi per le indennità relative alla contrattazione di II livello come la reperibilità ed i cambi turno, infine l'innovativa previsione di esenzione a domanda per i servizi esterni per i poliziotti con oltre 50 anni di età. Con la firma dell'accordo al Compartimento Polfer, struttura diretta dal dottor Federico Strano, si transita nella fase applicativa di quanto sottoscritto, per la severa valutazione dei poliziotti che si vedranno ricadere sulla propria testa un accordo frutto di una “costrizione” normativa per la sottoscrizione unanime delle organizzazioni sindacali in quanto alcune di esse, pur avendo un considerevole numero di iscritti, hanno abbandonato la possibilità di svolgere quel ruolo determinante nel tavolo paritetico e negoziale, per ricercare il massimo del risultato ottenibile per i poliziotti reggini, ma adagiandosi a delle ovvie pretese contrattuali che la Parte Pubblica non ha temporeggiato ad accordare. Ci si proietta ora, nelle verifiche dell’attuazione per poi addivenire ad una sostanziale modifica col fine di una maggiore funzionalità del sistema sicurezza. venerdì 28 maggio 2010
Don Zampaglione: «Incitiamo la Reggina»
REGGIO CALABRIA. Dopo il pari con il Grosseto non esistono alternative. La vittoria vale la permanenza, ci dice don Giovanni Zampaglione. Bisogna concentrarsi e raggiungere l’obiettivo prefissato, cercando di evitare i play-out. Mi permetto di invitare i tifosi in questa ultima partita di campionato a incitare la Reggina. Bisogna che i tifosi rappresentino il dodicesimo uomo in campo. È salvando la serie B che si possono poi preparare le basi per ritornare in A. Certamente il nostro presidente farà di tutto per farci ritornare in serie A.Don Giovanni Zampaglione
Cappellano della Reggina Calcio
D’Agostino (Idv): «Riscoprire le memorie archeologiche calabresi»
REGGIO CALABRIA. Affrontare il tema dei tanti siti legati alla Magna Grecia della nostra terra calabra, in questi giorni in cui tutti siamo col fiato sospeso per i tagli forsennati che il Governo Berlusconi si prepara a rifilarci, potrebbe sembrare un controsenso, perché parlare di questi luoghi significa anzitutto investimenti finanziari, ma vorrei qui spendermi nel ricordare un po’ a tutti che investimento significa “anche” prendere coscienza di ciò che abbiamo a disposizione da millenni e che rappresenta una delle nostre poche ma reali forze propulsive se vorremo veramente attuare quel cambio di passo da tutti atteso e sperato.
Certo, nel discorso d’insediamento del nostro Governatore Scopelliti di questo non ho sentito parlare, dei nostri straordinari tesori non ho inteso dire niente e sicuramente, mi auguro, non perché al nostro Governatore di tutto ciò nulla importa, ma semplicemente in quanto la mentalità comune è quella che se tali tesori hanno resistito all’inclemenza del tempo ed all’incuria dell’uomo per tanti secoli, aspettare ancora un po’ nulla toglie. Ma è così? Può ancora essere così? E’ giusto che un sicuro capitale che la nostra Storia ci ha lasciato spalmandolo, per di più, sull’intera nostra Regione debba essere abbandonato e non invece valorizzato come merita? Veramente vi è ancora chi pensa che se vorremo fare economia seria e fruttuosa non dovremmo partire da ciò che abbiamo e che tanti altri ci invidiano? Ma siamo sicuri che tralasciando a tempi economicamente migliori la valorizzazione di tali siti archeologici noi facciamo una cosa giusta nei confronti della Calabria e dei calabresi? Certo è giusto pensare ad altri alberghi, ad altri lidi con spiagge pulite, ad altre infrastrutture, ad una diversa accoglienza di quel famoso turista che da noi in Calabria latita da sempre, ma se vogliamo che diventi un portatore di moneta per rivitalizzare le nostre casse sempre più vuote in un settore che l’intera Italia giudica strategico dovremo saper offrire anche altro e non solo mare e sole e buona cucina e quest’altro a mio avviso deve partire dai nostri “tesori” archeologici. Settore questo che in Italia rappresenta il 30% dell’intero flusso turistico nazionale, mentre in Calabria è vicino allo zero. In economia è ferrea legge che chi vuole guadagnare deve prima spendere, investire e qualsiasi imprenditore potrebbe tranquillamente dire che la promozione più sicura e remunerativa è quella che parte dalla valorizzazione della potenzialità interne e così dovrà essere anche per noi per non andare a scimmiottare altre realtà regionali dove le potenzialità turistiche sono consolidate da anni perché hanno sfruttato quello che avevano ed hanno. Da candidata IdV alle passate elezioni regionali, mi ero riproposta di portare avanti, ove eletta, tale programma ed oggi, pur essendo rimasta semplice iscritta, sento ancor più di prima la necessità di impegnarmi in tale progetto anche perché il nostro europarlamentare prof. Pino Arlacchi, per questo si sta spendendo a Bruxelles con la quasi certezza che i fondi arriveranno. Ed allora sig. Presidente Scopelliti, sig. Assessore Caligiuri, attivatevi e mettete tra le priorità della nostra Regione la riscoperta delle nostre memorie archeologiche anche per evitare che quanto successo recentemente a Crotone e stigmatizzato da tutta la stampa nazionale (per ora!) non si ripeta e non diventi un altro stereotipo della nostra Calabria. Attiviamoci quindi, cittadini, politici, amministratori, imprenditori affinchè, ad esempio, Locri possa diventare un altro sito dove le tragedie potrebbero essere rappresentate meglio e più di Siracusa per la bellezza del posto e per i tanti richiami che questo sito ha dentro di se, perché sarebbe una prima seria, concreta risposta ai tanti problemi della mia, della nostra Locride che merita molto di più e di meglio di quanto ha avuto sin’ora da una classe politica inetta e menefreghista. Ecco sig. Presidente Scopelliti, Le voglio concedere una linea di credito, dato che lei ha sbandierato in ogni dove che trasformerà la Calabria, che non vi saranno più sacche di malaffare, che la Regione farà gli interessi solo dei calabresi, parta dal bello, parta dalle nostre radici perché solo così la Calabria potrà iniziare quel percorso virtuoso da tutti agognato.
Certo, nel discorso d’insediamento del nostro Governatore Scopelliti di questo non ho sentito parlare, dei nostri straordinari tesori non ho inteso dire niente e sicuramente, mi auguro, non perché al nostro Governatore di tutto ciò nulla importa, ma semplicemente in quanto la mentalità comune è quella che se tali tesori hanno resistito all’inclemenza del tempo ed all’incuria dell’uomo per tanti secoli, aspettare ancora un po’ nulla toglie. Ma è così? Può ancora essere così? E’ giusto che un sicuro capitale che la nostra Storia ci ha lasciato spalmandolo, per di più, sull’intera nostra Regione debba essere abbandonato e non invece valorizzato come merita? Veramente vi è ancora chi pensa che se vorremo fare economia seria e fruttuosa non dovremmo partire da ciò che abbiamo e che tanti altri ci invidiano? Ma siamo sicuri che tralasciando a tempi economicamente migliori la valorizzazione di tali siti archeologici noi facciamo una cosa giusta nei confronti della Calabria e dei calabresi? Certo è giusto pensare ad altri alberghi, ad altri lidi con spiagge pulite, ad altre infrastrutture, ad una diversa accoglienza di quel famoso turista che da noi in Calabria latita da sempre, ma se vogliamo che diventi un portatore di moneta per rivitalizzare le nostre casse sempre più vuote in un settore che l’intera Italia giudica strategico dovremo saper offrire anche altro e non solo mare e sole e buona cucina e quest’altro a mio avviso deve partire dai nostri “tesori” archeologici. Settore questo che in Italia rappresenta il 30% dell’intero flusso turistico nazionale, mentre in Calabria è vicino allo zero. In economia è ferrea legge che chi vuole guadagnare deve prima spendere, investire e qualsiasi imprenditore potrebbe tranquillamente dire che la promozione più sicura e remunerativa è quella che parte dalla valorizzazione della potenzialità interne e così dovrà essere anche per noi per non andare a scimmiottare altre realtà regionali dove le potenzialità turistiche sono consolidate da anni perché hanno sfruttato quello che avevano ed hanno. Da candidata IdV alle passate elezioni regionali, mi ero riproposta di portare avanti, ove eletta, tale programma ed oggi, pur essendo rimasta semplice iscritta, sento ancor più di prima la necessità di impegnarmi in tale progetto anche perché il nostro europarlamentare prof. Pino Arlacchi, per questo si sta spendendo a Bruxelles con la quasi certezza che i fondi arriveranno. Ed allora sig. Presidente Scopelliti, sig. Assessore Caligiuri, attivatevi e mettete tra le priorità della nostra Regione la riscoperta delle nostre memorie archeologiche anche per evitare che quanto successo recentemente a Crotone e stigmatizzato da tutta la stampa nazionale (per ora!) non si ripeta e non diventi un altro stereotipo della nostra Calabria. Attiviamoci quindi, cittadini, politici, amministratori, imprenditori affinchè, ad esempio, Locri possa diventare un altro sito dove le tragedie potrebbero essere rappresentate meglio e più di Siracusa per la bellezza del posto e per i tanti richiami che questo sito ha dentro di se, perché sarebbe una prima seria, concreta risposta ai tanti problemi della mia, della nostra Locride che merita molto di più e di meglio di quanto ha avuto sin’ora da una classe politica inetta e menefreghista. Ecco sig. Presidente Scopelliti, Le voglio concedere una linea di credito, dato che lei ha sbandierato in ogni dove che trasformerà la Calabria, che non vi saranno più sacche di malaffare, che la Regione farà gli interessi solo dei calabresi, parta dal bello, parta dalle nostre radici perché solo così la Calabria potrà iniziare quel percorso virtuoso da tutti agognato.Giovanna D’Agostino
Italia dei Valori Reggio Calabria
Italia dei Valori Reggio Calabria
Polizia municipale. Attività di tutela della vivibilità e del decoro della città
REGGIO CALABRIA. Nell’ambito delle attività di tutela della vivibilità e del decoro della città, oggi, sono stati effettuati alcuni controlli per il contrasto dell’illecita occupazione degli spazi pubblici da parte dei titolari di esercizi commerciali di frutta e verdura. Il personale della Polizia municipale con il concorso di personale della Compagnia dei carabinieri, ha contestato in via Monsignor De Lorenzo ed in via Calveri, due del Codice della Strada per occupazione della sede stradale, con l’irrogazione delle previste sanzioni pecuniarie. Le attività di vigilanza, che hanno interessato anche altri esercizi commerciali di via Ibico, via Pola, via Salazar, via Cardinale Portanova, via Aschenez, via Giudecca e viale Europa rappresentano una risposta alle richieste di sicurezza urbana avanzate dai cittadini e un forte segnale di contrasto a tutti i fenomeni di illegalità che turbano l’ordinata e civile convivenza negli spazi urbani. Le violazioni accertate evidenziano come, nonostante la chiara intenzione dell’Amministrazione comunale di contrastare tali comportamenti che offendono il decoro della città e che limitano la fruibilità del suolo pubblico da parte dei cittadini, alcune regole non siano ancora state recepite da tutti gli operatori del settore. I controlli continueranno nei prossimi giorni.Taglio del nastro per il V Motor show dello Stretto
REGGIO CALABRIA. Un evento capace di stupire. Il taglio del nastro della V edizione l'Arcobaleno Motor show regala una scarica di adrenalina. Un'anteprima delle acrobatiche esibizioni che illumineranno per 6 giorni l'area del Tempietto ha accolto il numerosissimi bambini e i rappresentanti delle istituzioni. Un ricco parterre di presenze istituzionali e di rappresentanti delle forze dell'ordine hanno ribadito la sinergia e la condivione d'intenti della manifestazione guidata dal "patron" Enzo Moscato. Un evento che esporta lo spirito della manifestazione anche al di là dello Stretto, tanto che alla cerimonia di apertura è intervenuto anche il prefetto di Messina Francesco Alecci che ha speso parole di apprezzamento per la manifestazione che coniuga la passione per i motori alla sicurezza stradale. L'alta valenza sociale dell'evento è sottolineata anche dal prefetto di Reggio, Luigi Varratta. Il questore Carmelo Casabona mette l'accento sul bagno di folla delle forze dell'ordine. «Vedere tante divise tra i bambini è una festa».
E in effetti ci sono tutti i vertici: il comandante regionale e provinciale della Polizia Stradale, Vincenzo Ortolano e Giuseppina Pirrello, Luca Cervi e Giuseppe Cavallaro colonnelli della Guardia di finanza, il comandante provinciale dei Vigili del fuoco, Claudio Manzella, i comandanti di Polizia provinciale Domenico Crupi e della municipale Alfredo Priolo, il capitano di vascello Antonio Ranieri della Capitaneria di porto, il 1° dirigente Saverio D'Urso, comandante del V Reparto volo della polizia di Stato. Ma ci sono anche i rappresentanti degli enti locali: i consiglieri regionali Pasquale Tripodi e Candeloro Imbalzano, l'assessore provinciale Attilio Tucci, il sindaco Giuseppe Raffa, l'assessore Amedeo Canale e i consiglieri Peppe Agliano, Paolo Gatto e Tonino Serranò. Ma i veri protagonisti quelli a cui il messaggio si rivolge sono i bambini, che grazie all'ufficio scolastico regionale e provinciale sono intervenuti alla prima giornata dell'evento. Sugli spalti tante scolaresche provenienti da vari centri calabresi: da Vibo Valentia a Bagnara Calabra, passando da Sant’Eufemia d’Aspromonte. Per loro è stata anche l’occasione, fuori programma, di vedere i prefetti di Reggio e Messina, il questore Casabona, l’ingegnere Mangella, il sindaco Raffa e tante altre autorità prendere parte attiva nelle evoluzioni dei bolidi. Scilla. Carmelo Laganà nominato responsabile della Associazione Marta Russo per la Calabria
SCILLA. E’ lo scillese Carmelo Laganà il responsabile della Associazione Marta Russo onlus per la Calabria. Il dottor Laganà, è stato nominato da Aureliana Iacoboni Russo presidente nazionale dell’associazione “Marta Russo” e madre della sfortunata ragazza. L'Associazione, fondata il 2 agosto 2001, ha lo scopo preciso di interpretare il volere e il desiderio di Marta, che già all'età di quindici anni aveva comunicato ai genitori la volontà di donare i suoi organi. L'Associazione Marta Russo è aperta a tutti e la speranza è che il messaggio di Marta arrivi nei cuori di medici, professionisti e gente comune che vorranno adoperarsi e nei cuori di chi dirige Istituzioni ed Enti, perché anche loro saranno fondamentali per il sostegno necessario all'iniziativa. L'Associazione si prefigge principalmente di: promuovere e diffondere la cultura della Donazione degli organi anche da vivente per trapianti terapeutici; organizzare campagne di informazione e manifestazioni di vario genere con distribuzione di materiale informativo e promozionale; organizzare concorsi che possano avvicinare e sensibilizzare le nuove generazioni al tema della donazione degli organi, come: il concorso annuale a premi “Premio solidarietà Marta Russo” “rivolto agli studenti delle Scuole Elementari e Medie Inferiori, il concorso annuale a premi “Premio Marta Russo” – La Donazione degli Organi:” Gesto di amore a favore della vita”, rivolto agli studenti degli Istituti Superiori, la Borsa di Studio Marta Russo rivolta agli infermieri iscritti ai collegi Ipasvi o al corso di laure in infermieristica, e simili; continuare a sostenere il “Trofeo di Scherma Marta Russo” abbinato al Campionato italiano di scherma femminile, e il Trofeo Regione Lazio –memorial Marta Russo, attraverso i quali l’Associazione sensibilizza il mondo sportivo sul tema Donazione degli Organi; organizzare il momento aggregativo “Una Stella per Marta”, gara schermistica che si svolge prettamente a Roma e che mette a confronto le nazionali italiane contro quelle estere delle varie armi; organizzare con la Lega Navale di Anzio la gara di vela nazionale “Coppa Marta Russo” un’altra occasione per sensibilizzare gli sportivi di questa disciplina sull’argomento Donazione degli Organi. L’associazione “Marta Russo” per la Calabria, in via provvisoria, avrà sede nella cittadina della Costa Viola.Catturato il latitante Vincenzo Gullì
REGGIO CALABRIA. All’alba di oggi, in località Bocale, agenti della polizia di Stato della Sezione criminalità organizzata della Squadra mobile, diretti dal vice questore aggiunto Diego Trotta, con il coordinamento del 1° dirigente Renato Cortese, hanno catturato il latitante Vincenzo Gullì, 42 anni, residente in città. Gullì era inseguito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere di tipo mafioso, armi e tentato omicidio (operazione “Nuovo Potere”). L’arrestato, inoltre, è pluripregiudicato per traffico di stupefacenti, omicidio ed associazione per delinquere di tipo mafioso. E’ elemento di spicco della nota consorteria mafiosa federata Paviglianiti-Maesano-Pangallo operante nei “Locali” di ‘ndrangheta di Roccaforte del Greco, Roghudi, San Lorenzo e Condofuri, nel basso versante jonico della provincia i cui capi Santo Maesano cl. ‘57 e Domenico Paviglianiti, cl. 61 sono da tempo detenuti poiché entrambi condannati all’ergastolo. Consorteria che, per anni, si è contrapposta a quella degli Zavettieri in una sanguinosa faida denominata “faida di Roghudi” che, nel corso degli anni ’80 e’90 ha mietuto decine e decine di morti in ambedue gli schieramenti. Il provvedimento cautelare a carico di Gullì scaturisce dall’attività investigativa condotta dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Reggio Calabria avviata a seguito del tentato omicidio di Teodoro Spanò cl. 1958, anch’egli organico alla consorteria mafiosa, avvenuto l’8 aprile del 2004, allorquando due sicari a bordo di una moto (in seguito risultata rubata) gli esplodevano numerosi colpi d’arma da fuoco. Nella circostanza, Spanò era riuscito a scampava fortunosamente alla morte. Mesi dopo, a Roccaforte del Greco, veniva ucciso in un agguato di matrice mafiosa uno dei capi della consorteria Paviglianiti-Maesano-Pangallo: il boss, Antonino Pangallo cl. 1970, inteso “Chiumbinu” o “Cinghiale”, che il 4 marzo 2004 era stato, a sua volta, localizzato e catturato a Madrid, in Spagna, dalla stessa Squadra mobile di Reggio Calabria e dalla polizia spagnola poiché, all’epoca, latitante, nell’ambito dell’operazione antidroga “Zappa” condotta nel 2004. I due fatti di sangue hanno indotto la locale Procura Distrettuale ad intraprendere indagini finalizzate ad individuarne i responsabili e ad aggiornare la geografia degli assetti criminali nel contesto degli indicati “Locali” di ‘ndrangheta. Ed all’esito di tali indagini, il Gip di Reggio Calabria lo scorso il 13 gennaio ha emesso 27 orinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti esponenti della cosca, tra i quali, appunto Gullì.
Il ruolo che egli ha assunto in seno ad una tra le più potenti ‘ndrine della provincia di Reggio Calabria affiora a seguito delle numerose attività investigative condotte, negli anni, con particolare riguardo a due dei “Locali” più turbolenti della provincia: quello di Roghudi e quello di Roccaforte del Greco. Già con le Operazioni “Armonia”, del 2000, e “Zappa 2”, del 2006, entrambe condotte dalla Squadra mobile e culminate rispettivamente con oltre 50 arresti, la prima, e 40, la seconda, era stato certificato che il “Locale” di Roccaforte del Greco, piccolo comune aspromontano, sciolto ben due volte per infiltrazioni mafiose, fosse storicamente caratterizzato da un’egemonia mafiosa di elevatissimo spessore criminale. I suoi pochi abitanti sono inoltre legati da vincoli di parentela (e delinquenziali) con gli abitanti di Roghudi, centro poco distante in cui operano le due cosche mafiose: Zavettieri, da un lato e Paviglianiti-Maesano-Pangallo, dall’altro. Le due consorterie negli anni 1980-1990 sono state protagoniste di una lunga e sanguinosa faida cessata grazie alla mediazione del potente boss Giuseppe Morabito detto “Tiradritto”, capo dell’omonima consorteria criminale di Africo e primula rossa del panorama mafioso ionico (così come emerso nell’ambito della vicenda giudiziaria scaturita in seguito all’operazione “Armonia”). Anche i due fratelli di Gullì, Antonino, cl. 69, e Alfonso, cl. 72, entrambi pluripregiudicati, sono ritenuti organici alla stessa consorteria criminale federata. Tutti e tre, ad esempio, sono stati indagati nell’operazione antidroga “Cattedrale” condotta nel 2000 dalla Squadra mobile per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. Essi gestiscono un noto bar in pieno centro storico di Reggio Calabria. Quanto alle modalità esecutive della cattura, il personale della Squadra mobile, avendo con certezza appreso che Gullì trascorreva da tempo la propria latitanza nella frazione Bocale, ha fatto irruzione in un appartamento posto al civico 280 di via Nazionale, dove il latitante è stato rintracciato ed arrestato. Sono in corso accertamenti per verificare la proprietà, ovvero la materiale disponibilità, dell’appartamento, panoramico e ben arredato, dove il latitante è stato catturato. Dopo le formalità di rito e la notifica del provvedimento cautelare, Vincenzo Gullì è stato associato presso la Casa circondariale di via San Pietro. Villa S. G.. L’operazione “Pescecane 2” della Polfer contro i dipendenti infedeli di Bluvia
VILLA SAN GIOVANNI. Lo scorso anno, è stata segnalata al Compartimento Polizia Ferroviaria di Reggio Calabria, diretto dal dottor Federico Strano, a mezzo denuncia da parte dei responsabili della Società Bluvia che presso la biglietteria FS sita nel piazzale Anas venivano probabilmente commessi degli illeciti in quanto dai controlli effettuati dall’unica responsabile della predetta biglietteria, risultavano delle anomalie a seguito di un notevole incremento dei titoli “annullati” sia da sistema sia manualmente. La notizia criminis acquisita è stata trasmessa alla Autorità giudiziaria che nella persona del sostituto procuratore Riccioni ha disposto ulteriori accertamenti. L’Ufficio secondo del Compartimento Polfer reggino diretto dal dottor Rocco Romeo, per mezzo della Squadra giudiziaria compartimentale comandata dall’ispettore capo Salvatore Mandragona, ha attivato degli accertamenti tesi ad accertare la veridicità di quanto riportato nella denuncia sporta dai vertici della navigazione e nel dettaglio, nel corso dell’attività investigativa è stato evidenziato uno scenario di comportamenti nei quali 14 dipendenti della biglietteria della società Bluvia ponevano in essere comportamenti non conformi sistematicamente. Il sistema consolidato al fine di appropriarsi del denaro della società di navigazione era quello di “annullare” i biglietti erogati entro le due ore successive alla consegna del titolo di viaggio all’utente. L’operazione ha consentito al dipendente di appropriarsi totalmente dell’importo del biglietto che normalmente per un mezzo pesante, camion – autobus si aggira sui 200 euro, in pratica l’utente pagava regolarmente e riceveva il biglietto mentre il dipendente apponeva la dicitura “annullato” esclusivamente sulla matrice che chiudeva in busta e consegnava a fine turno, a tal proposito giova precisare che presso la biglietteria vengono emessi i biglietti per autovetture e mezzi pesanti diretti in Sicilia e che una quota consistente dei ricavi proviene dall’emissione dei titoli di viaggio di andata e ritorno sulla relazione Villa San Giovanni – Tremestieri. Tale situazione, protrattasi per due anni circa è fruttata ai dipendenti infedeli circa 140.000 euro e dopo i riscontri eseguiti dalla polizia giudiziaria della Polfer, tra le matrici dei biglietti annullati e la parte di biglietto consegnato, acquisiti presso le ditte di trasporto, le matrici dei biglietti e gli stessi utenti, hanno confermato l’effettivo utilizzo del titolo di viaggio. L’indagine si è conclusa con un’informativa di reato a carico dei dipendenti infedeli presentata alla Procura di Reggio Calabria. Il Gip Melidona su richiesta del pm Riccione ha emesso la misura cautelare per 7 dei 14 indagati. A seguito di tale misura, i dipendenti coinvolti sono stati sospesi dal servizio dal 25 maggio. Per due degli impiegati, sospesi dal servizio che, secondo le risultanze investigative avrebbero cagionato alla società di navigazione un danno patrimoniale di rilevante gravità, il Gip ha disposto il sequestro preventivo dei loro beni sino all’ammontare di 121.000 euro. La biglietteria di Villa San Giovanni non è nuova a tali problemi. Già nel 2004 era stata teatro di indagine da parte della Squadra giudiziaria Polfer che per due anni aveva monitorato gli illeciti di alcuni dipendenti. L’indagine denominata Pescecane si era conclusa con la condanna ed il licenziamento di sei dipendenti FS. Pignatone. La solidarietà di Nino Zimbalatti e del Pd
REGGIO CALABRIA. Il vile gesto nei riguardi del procuratore Pignatone a cui va la totale solidarietà mia personale e di tutti i rappresentanti del Pd reggino, segna dopo i tanti successi della procura di Reggio un altro allarmante segnale nell'escalation delle consorterie mafiose e dranghetistiche della nostra città. Dopo l'attentato che qualche mese fa era stato effettuato contro l'emblema dello Stato e della legalità e che solo in quel momento aveva destato notevole scalpore e tanto interesse da parte dei nostri governanti, oggi vediamo che i poteri forti ed oscuri che opprimono la Calabria e la città di Reggio si rifanno vivi mirando ancora più in alto. Pertanto solo con una totale condivisione da parte di tutti dei sani e veri principi della legalità, si potrà riuscire a recidere il cordone ombelicale politico affaristico mafioso che così prepotentemente imperversa nella nostra città. Un plauso ed un attestato di apprezzamento va al dottor Pignatone ed al suo staff per il lavoro svolto e che continueranno certamente a svolgere sempre con notevole impegno e dedizione, nella speranza di un supporto delle forze di governo sia per ciò che attiene maggiori risorse di uomini e mezzi, sia per ciò che attiene un iter politico amministrativo maggiormente virtuoso che funga da monito ed indirizzo per le classi giovanili, affinchè le nuove generazioni reggine e calabresi possano intraprendere un completo percorso di liberta al di fuori di ogni condizionamento d'illegalità e di prevaricazione.Nino Zimbalatti
consigliere comunale Pd
Sant'Eufemia d'Aspromonte. Festeggiato il dirigente scolastico Attinà
SANT’EUFEMIA d’ASPROMONTE. Il 26 maggio, davanti le Scuole Elementari, si è svolta una simpatica manifestazione di affetto nei confronti del dirigente scolastico professor Rodolfo Attinà, il quale quest'anno va in quiescenza dopo una lunga e splendida carriera. La manifestazione è stata organizzata dai docenti di strumento della scuola media Alessandro Calcaramo, Angelo Di Marco Zingarelli e Antonio Moscato, assieme agli alunni dei corsi di chitarra, sassofono e clarinetto.
Il Dirigente all'oscuro di tutto si è affacciato commosso dal balcone della sua stanza. A fare da cornice erano presenti anche tutti gli alunni della scuola elementare e materna i quali inneggiavano il dirigente e battendo le mani. La manifestazione è stata conclusa dal professor Rodolfo Attinà, il quale, ancora più commosso e tra le lacrime, ha ringraziato tutti per l'affetto dimostratogli in questi anni.Pignatore. Scarfone (Pdl): «Le mafie temano di essere sconfitte»
REGGIO CALABRIA. «L’ennesimo atto intimidatorio nei confronti di uomini dello Stato impegnati in prima linea contro le mafie non può che essere accolto con grande sdegno. Oggi il bersaglio è il vertice della procura reggina, ma come ieri altri colleghi del dottor Pignatone sono stati “attenzionati”, con gesti più o meno eclatanti, da parte di chi vuol far credere di non temere lo Stato ostentando strafottenza. La politica, l’associazionismo, i sindacati, la gente comune devono sostenere il dottor Pignatone, la magistratura, gli altri operatori della giustizia e delle forze dell’ordine che quotidianamente, mettendoci la faccia, combattono frontalmente questa piaga sociale che ipoteca seriamente il futuro di interi territori. Comunque la strada intrapresa è sicuramente quella giusta. Questi vili gesti, verosimilmente, ci devono fare capire quanto le mafie temano di essere sconfitte da parte di uno Stato che “attaccando” i patrimoni e “scovando” i latitanti sta tagliando le arterie principali di un sistema che così facendo può entrare in cortocircuito».Beniamino Scarfone
consigliere comunale
promotore de “i circoli del fare”
Pignatone. Ag: «La ‘ndrangheta ha paura. La politica faccia la sua parte»
REGGIO CALABRIA. La ‘ndrangheta ha paura. Altrimenti non intaserebbe la posta della nostra Procura con lettere infarcite di minacce e accompagnate da proiettili nei confronti dei più fedeli e integerrimi servitori dello Stato. Questa volta è toccato al procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone cui va, ancora una volta, la vicinanza e il sostegno di Azione Giovani – Giovane Italia Reggio Calabria. È grazie al suo lavoro di impulso e coordinamento che la ‘ndrangheta, piegata dagli arresti e dalle confische, ha finalmente paura. Ma per sconfiggere le cosche averle impaurite non basta. Occorre, adesso, che la politica faccia la sua parte. Risparmiandoci l’ennesima stucchevole pioggia di solidarietà di circostanza. Istituzioni credibili si esprimono con provvedimenti e comportamenti, non con l’inchiostro dei comunicati stampa. L’unico modo per dimostrare concretamente di voler stare davvero al fianco di Pignatone e di tutta la magistratura è varare, ad ogni livello, i provvedimenti indispensabili per sconfiggere la ‘ndrangheta. Lo diciamo da tempo. Esenzione dai tributi locali per chi denuncia racket e usura. Più fondi, più rapidamente, per le vittime. Pene più severe e niente giudizio abbreviato per i mafiosi. Divieto di campagna elettorale per i sorvegliati speciali. E trasparenza amministrativa, sempre. Solo così, rispondendo colpo su colpo, Istituzioni forti e responsabili possono difendere Pignatone e tutti i reggini onesti. La legge è la nostra lettera di risposta alla ‘ndrangheta. La giustizia il nostro proiettile.Francesco Spanò
presidente provinciale
Azione Giovani – Giovane Italia
giovedì 27 maggio 2010
Torna la tensione a Reggio dopo il proiettile inviato a Pignatone
REGGIO CALABRIA. Torna il clima di intimidazione e di pressioni indebite sui magistrati. Una busta contenente un proiettile per pistola calibro 7.65 ed una lettera di minacce indirizzata al Procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone (nella foto), è stata recapitata negli uffici della Procura. Si ripropone così l'atmosfera che già da alcuni mesi rende difficile la situazione di un ufficio giudiziario come la Procura della Repubblica reggina che dovrebbe vivere in un clima di serenità e di solidarietà a
tutti i livelli per affrontare al meglio la lotta alla 'ndrangheta, sempre più arrogante e spavalda. Dopo le ripetute minacce rivolte al pm della Dda Giuseppe Lombardo, oggi chi muove le fila di queste torbide manovre ha alzato il tiro rivolgendo la sua attenzione direttamente al Procuratore Pignatone, 61 anni, a Reggio dal 2008 dopo essere stato a lungo procuratore aggiunto a Palermo, dove ha gestito alcune delle inchieste più delicate in carico all'ufficio, tra cui quelle sui rapporti tra Cosa nostra ed alcuni esponenti politici. Il plico ha subito insospettito l'impiegato della Procura addetto alla ricezione della corrispondenza, al quale è bastato tastare la busta per accorgersi che all'interno c'era qualcosa di strano che imponeva la massima cautela. L'impiegato, in assenza di Pignatone, fuori dalla Calabria per impegni istituzionali, ha avvertito il procuratore aggiunto, Michele Prestipino, che, a sua volte, si è messo subito in contatto con polizia e carabinieri, che hanno avviato le indagini. Una prima informativa è stata subito trasmessa alla Procura della Repubblica di Catanzaro, titolare delle inchieste che vedono come indagati o parti lese i magistrati del Distretto di Corte d'appello di Reggio Calabria. Le minacce a Pignatone potrebbero essere collegate a quelle giunte ieri al procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, ed al presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello. Un riferimento all'attività di Lo Bello, peraltro, è contenuto anche nella missiva recapitata oggi al procuratore Pignatone. Si allunga così la scia delle intimidazioni ai magistrati reggini cominciata nel gennaio scorso con la bomba fatta scoppiare davanti il portone d'ingresso della Procura generale e proseguita con le ripetute lettere di minacce al pm della Dda Giuseppe Lombardo. Pignatone, in relazione alle minacce ricevute, ha detto che «questo nuovo episodio dimostra quanto sia delicata e tesa la situazione a Reggio Calabria», assicurando che «tutti i magistrati della Procura di Reggio Calabria continueranno nel loro sforzo di contrasto alla criminalità organizzata ed alle altre forme di illegalità». Tra i primi ad esprimere solidarietà al magistrato il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, che, nel corso di una telefonata, gli ha espresso ''concreta vicinanza e solidarietà'', esortando lui e tutti gli altri magistrati ''a continuare a lavorare tenacemente per il bene della nostra comunità''. (ANSA)Carabinieri. Brevi di cronaca
TAURIANOVA. Nella frazione San Martino, i carabinieri della locale Stazione, hanno deferito in stato di libertà G. S., 48 anni, bracciante agricolo con precedenti di polizia, M. S., 27 anni, casalinga, V. F., 30 anni, , bracciante agricolo, per avere realizzato abusivamente, in terreno un manufatto adibito a civile abitazione, una stalla, ed altre pertinenze per una superficie complessiva di 502 mq. Il valore dei manufatti abusivi, posti sotto sequestro, ha un valore di oltre 80.000 euro venivano. I militari hanno inoltre accertato che i tre avevano asportato acque di proprietà demaniali per la costruzione dei manufatti, mediante un pozzo artesiano costruito sullo stesso terreno.GIOIOSA JONICA. Il personale della locale Stazione, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautela in carcere emessa dalla Procura Generale di Messina, ha tratto in arresto A. J., 65 anni, con parecchi precedenti di polizia e ritenuto affiliato ad una cosca di ‘ndrangheta operante a Gioiosa Jonica e nei comuni limitrofi della vallata del Torbido e con ramificazioni nel nord Italia. A. J., deve scontare la pena residua di 4 anni, 2 anni e 5 giorni di reclusione perché riconosciuto colpevole di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
CINQUEFRONDI. Durante la notte, ignoti si sono introdotti all’interno dell’abitazione di A. C., 26 anni, ed hanno rubato un computer, un ricevitore digitale per sistema di registrazione a circuito chiuso ed oggetti in oro per un valore complessivo di circa 2.000 euro.
AFRICO NUOVO. I carabinieri della locale Stazione, in ottemperanza ad un’ ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Reggio Calabria, hanno arrestato S. T., 34 anni, con precedenti di polizia. S. T., deve espiare la pena residua di 2 anni, 1 mese e 7 giorni di reclusione, per il reato di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga.
LOCRI. I militari del Nucleo radiomobile della locale Compagnia, nel corso di servizi di controllo del territorio, hanno arrestato A. R., 37 anni, originario di Locri e residente a Bologna, con precedenti di polizia. Il giovane, infatti, era colpito da un ordine di carcerazione emesso nel 2009 dalla locale Procura della Repubblica perché deve scontare la pena residua di 6 mesi 6 e 22 giorni di reclusione, perchè ritenuto colpevole di bancarotta fraudolenta aggravata ed altro.
VARAPODIO. La scorsa notte in contrada Polpà ignoti, hanno incendiato sei tra automezzi e macchine operatrici presenti in una cava. Il fatto è stato denunziato da A. C., 35 anni, imprenditore, amministratore unico della società proprietaria della cava. Indagano i carabinieri della Compagnia di Taurianova.
OPPIDO MAMERTINA. In località Maddalena della frazione Castellace, per cause in corso di accertamento, un operaio di nazionalità rumena, regolarmente assunto da una ditta con sede legale a Santa Cristina d’Aspromonte, durante il lavoro di potatura in un appezzamento di terreno coltivato ad uliveto è caduto dall’ albero (altezza circa 2 metri). Trasportato presso l’ospedale di Gioia Tauro gli è stato riscontrato un “politrauma con otorragia”. L’operaio è stato successivamente trasferito agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove si trova ricoverato in prognosi riservata e quindi in pericolo di vita.
VARAPODIO. I carabinieri del Nucleo aliquota operativa della Compagnia di Taurianova, hanno denunziato stato di libertà, A. B., 21 anni, S. P., 19 anni, D. P., 20 anni, tutti in attesa di occupazione. I tre giovani sono ritenuti responsabili di rapina aggravata nei confronti di G. G., 40 anni, il quale ha denunciato che la scorsa notte, mentre si trova nei pressi della propria abitazione, tre individui non travisati, di cui uno armato pistola, lo hanno costretto a consegnargli il portafogli, poi fatto ritrovare a breve distanza, poichè privo di contante. Nel corso di indagini sarebbero emersi evidenti elementi di responsabilità nei confronti dei tre giovani.
CONDOFURI. I carabinieri della locale Stazione hanno arrestato in arresto in flagranza di reato, il cittadino indiano S. T. B., 26 anni, operaio, responsabile di non aver ottemperato al decreto di espulsione del prefetto di Reggio Calabria e contestuale ordine del questore di lasciare lo Stato italiano.
ROSARNO. In via Nazionale, i militari della Compagnia speciale di Vibo Valentia, nel corso di servizio di controllo del territorio, hanno sorpreso nei pressi del supermercato “Il risparmio” cui è titolare S. V. G., 48 anni, un individuo mentre appiccava il fuoco ad un cartellone pubblicitario in legno. Il malvivente alla vista dei carabinieri si è dato alla fuga. Prontamente inseguito dagli uomini della Benemerita, si è disfatto, prima di far perdere le proprie tracce, di una bottiglia in plastica contenente liquido infiammabile e di una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, colpo in canna e 6 cartucce nel serbatoio.
CITTANOVA. La scorsa notte, ignoti, hanno rotto il vetro dello sportello posteriore lato sinistro di un’ambulanza del 118. Durante il sopralluogo, i carabinieri della locale Stazione, hanno rinvenuto all’interno del mezzo una mazza in ferro utilizzata per la rottura del vetro.
REGGIO CALABRIA. I carabinieri del Nas e il dirigente dell’Unità operativa igiene ed alimenti dell’Asp, hanno disposto la chiusura del deposito di alimenti “Sical srl” di cui è amministratore M. O., 22 anni. Il provvedimento si è reso necessario perchè durante un’ispezione del Nas, il deposito è risultato interessato da carenze igienico-sanitarie e strutturali. Il valore dell’infrastruttura ammonta a circa 500.000 euro.
A Croce Valanidi sequestrate 36 tonnellate di amianto ed un sito di stoccaggio abusivo
REGGIO CALABRIA. Un maxi sequestro di amianto è stato compiuto dalle Fiamme gialle in un sito di stoccaggio abusivo di Croce Valanidi. Dopo l’arresto nei giorni scorsi di 4 persone intente al trasporto e conferimento in discarica abusiva materiali pericolosi per la salute pubblica, i militari del Gruppo della Guardia di finanza, hanno sottoposto a sequestro le 36 tonnellate di amianto e il sito. Nel corso delle indagini condotte per risalire ai responsabili dello scempio ambientale del fronte mare di Bocale, i finanzieri hanno effettuato mirati controlli ad alcuni cantieri edili operanti nelle vicinanze di Pellaro. I militari, insospettiti dai lavori di rifacimento di alcuni tetti, hanno rilevato che l’eternit del quale erano composti veniva conferito, per il trasporto e lo smaltimento, alla ditta A. P., che non è stata in grado di esibire la documentazione prevista dalla normativa vigente in materia nè di indicare il luogo di destinazione del materiale prelevato. Le Fiamme gialle hanno così deciso di estendere il controllo alla sede della ditta. Qui, un’area attigua agli uffici era stata destinata a sito per lo stoccaggio abusivo di circa 36 tonnellate di eternit e materiale di risulta. Dopo avere apposto i sigilli all’area, è stata informata la Procura della Repubblica che ha disposto la denuncia a piede libero del titolare della ditta, A. P., 49 anni, per trasporto e stoccaggio abusivo di materiale pericoloso per la salute pubblica. I militari della Finanza hanno immediatamente allertato le Autorità sanitarie cittadine che dovranno effettuare le analisi qualitative e le perizie necessarie alla bonifica dell’area. Smantellata in pieno centro centrale dello spaccio
REGGIO CALABRIA. I carabinieri della Stazione “Rione Modena” hanno tratto in arresto, con l’accusa di detenzione illegale di sostanze stupefacenti, Salvatore Lucisano, 25 anni, di Delianuova, incensurato. A seguito di un’attenta attività infoinvestigativa, i militari dell’Arma hanno notato insoliti movimenti nei pressi dell’abitazione del giovane in via Monsolini.
Dopo alcuni appostamenti hanno avuto il fondato sospetto che all’interno dell’abitazione il giovane gestisse un’attività illecita legata agli stupefacenti e appena Lucisano è uscito dall’appartamento, è stato bloccato e sottoposto a perquisizione personale. L’immediato controllo all’interno dell’abitazione ha permesso di verificare immediatamente la fondatezza dei sospetti. Sul tavolo centrale della cucina erano ben allineati undici panetti di hashish da 100 grammi ciascuno, assieme a due bilancini di precisione. L’appartamento è stato passato al setaccio e, dietro ogni suppellettile o arredo sono venute alla luce confezioni di hashish o marijuana. Di quest’ultima sostanza, i quantitativi principali erano contenuti in tre buste in cellophane per complessivi 1,5 chilogrammi anche se non mancavano all’interno dell’abitazione confezione di diversi quantitativi, probabilmente pronti a soddisfare ogni tipo di richiesta dei clienti, dalla singola dose ai quantitativi più ingenti. All’interno dell’appartamento i carabinieri hanno rinvenuto anche un foglio di quaderno manoscritto che rappresenta una sorta di contabilità dell’attività di spaccio. Sono annotate infatti diverse voci “capitali-scadenza-giorni-numeri” e le relative colonne sono riempite da cifre corrispondenti a diverse migliaia di euro. I militari hanno proceduto inoltre al sequestro di un mini computer. Il concreto sospetto è che non essendo state rinvenute somme in contanti all’interno dell’appartamento gli introiti siano stati gestiti su conti online. L’ubicazione dell’appartamento in zona centrale è significativo dell’utilizzo di quella sede per rifornire direttamente il mercato cittadino. L’ingente quantitativo rinvenuto peraltro non può che far propendere per un’attività di livello alto e certamente inserita in circuiti della gestione dello spaccio sulla città. Anche la modalità di detenzione dello stupefacente liberamente esposto all’interno dell’abitazione lascia supporre un tale volume di affari che le accortezze relative all’occultamento passavano in secondo piano. Il giovane è ora in carcere con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Dopo alcuni appostamenti hanno avuto il fondato sospetto che all’interno dell’abitazione il giovane gestisse un’attività illecita legata agli stupefacenti e appena Lucisano è uscito dall’appartamento, è stato bloccato e sottoposto a perquisizione personale. L’immediato controllo all’interno dell’abitazione ha permesso di verificare immediatamente la fondatezza dei sospetti. Sul tavolo centrale della cucina erano ben allineati undici panetti di hashish da 100 grammi ciascuno, assieme a due bilancini di precisione. L’appartamento è stato passato al setaccio e, dietro ogni suppellettile o arredo sono venute alla luce confezioni di hashish o marijuana. Di quest’ultima sostanza, i quantitativi principali erano contenuti in tre buste in cellophane per complessivi 1,5 chilogrammi anche se non mancavano all’interno dell’abitazione confezione di diversi quantitativi, probabilmente pronti a soddisfare ogni tipo di richiesta dei clienti, dalla singola dose ai quantitativi più ingenti. All’interno dell’appartamento i carabinieri hanno rinvenuto anche un foglio di quaderno manoscritto che rappresenta una sorta di contabilità dell’attività di spaccio. Sono annotate infatti diverse voci “capitali-scadenza-giorni-numeri” e le relative colonne sono riempite da cifre corrispondenti a diverse migliaia di euro. I militari hanno proceduto inoltre al sequestro di un mini computer. Il concreto sospetto è che non essendo state rinvenute somme in contanti all’interno dell’appartamento gli introiti siano stati gestiti su conti online. L’ubicazione dell’appartamento in zona centrale è significativo dell’utilizzo di quella sede per rifornire direttamente il mercato cittadino. L’ingente quantitativo rinvenuto peraltro non può che far propendere per un’attività di livello alto e certamente inserita in circuiti della gestione dello spaccio sulla città. Anche la modalità di detenzione dello stupefacente liberamente esposto all’interno dell’abitazione lascia supporre un tale volume di affari che le accortezze relative all’occultamento passavano in secondo piano. Il giovane è ora in carcere con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.Coltivavano marijuana in terrazza. Arrestati due fratelli
REGGIO CALABRIA. Due fratelli, A. L., 22 anni e L. L., 19 anni, entrambi studenti, sono stati arrestati dalla Guardia di finaza per coltivazione e spaccio di marijuana. L’attenzione dei finanzieri, in servizio di pattugliamento nel centro cittadino, è stata attratta all’altezza del viale Europa dove hanno notato i due giovani in stato di agitazione. A questo punto, le Fiamme Gialle hanno deciso di intimare l’alt all’autovettura sulla quale viaggiavano. Su specifica richiesta dei militari, i due fratelli hanno esibito alcune dosi di “erba”. Tale comportamento non ha convinto il personale operante che, immediatamente, ha proceduto all’ispezione dell’autovettura ed alla perquisizione personale dei fermati. Così è stata rinvenuta altra sostanza stupefacente, confezionata e pronta per la vendita al minuto ed inoltre una somma considerevole di denaro di piccolo taglio, frutto dello spaccio della droga. Successivamente, la perquisizione è stata estesa anche all’abitazione dei due ragazzi, ubicata nel centro cittadino. Qui la Guardia di finanza ha trovato e sequestrato altri 684 grammi di marijuana abilmente occultata nell’intercapedine di un mobile. Nel corso dell’attività è stato notato che sul terrazzo dello stabile - trasformato in una vera e propria serra – erano presenti numerose piantine della stessa sostanza, alte circa 40 centimetri ed interrate in vasi di terracotta corredate di tutto l’occorrente per la messa a dimora e coltivazione dei semi di cannabis indica. Inoltre, sono stati rinvenuti numerosi documenti di riconoscimento quali patenti e carte di identità, anche di persone minorenni, presumibilmente trattenuti dagli spacciatori a garanzia del pagamento o a saldo delle cessioni. Le analisi speditive compiute hanno subito confermato la natura della sostanza e delle rigogliose piante, che sono state sottoposte a sequestro e messe a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Informato il sostituto procuratore di turno dottor Tedesco, i due fratelli sono stati tratti in arresto e tradotti nella Casa circondariale di Palmi.Cambio al vertice del Comando regionale Calabria della Guardia di finanza
CATANZARO. Si è svolta oggi, presso la caserma “Laganà”, sede del Comando regionale Calabria della Guardia di finanza, la cerimonia di avvicendamento nella carica di comandante regionale tra il generale di brigata Gaetano Giancane, cedente, ed il generale di brigata Salvatore Tatta, subentrante. Alla cerimonia hanno presenziato il comandante interregionale dell’Italia sud-occidentale, generale di corpo d’armata Mauro Michelacci, le massime autorità civili, militari e religiose, oltre che l’Associazione nazionale finanzieri d’Italia, l’organismo della rappresentanza militare e numerosi ufficiali, ispettori, appuntati e finanzieri dei comandi dipendenti. Il periodo in cui il generale Giancane ha retto il Comando regionale Calabria (circa due anni), si è caratterizzato per la sempre maggiore, qualificata e penetrante presenza del corpo a difesa degli interessi economico – finanziari dello stato, a tutela della legalità e della collettività tutta. Nel suo saluto di commiato, l’alto ufficiale, che assumerà l’incarico di assessore al bilancio presso la giunta regionale Campania, ha inteso ringraziare le autorità intervenute, i comandanti dei vari livelli ed i loro uomini, gli ufficiali ed i militari tutti dello stato maggiore per la preziosa collaborazione assicurata nonchè i componenti degli organi della rappresentanza militare e gli appartenenti alle sezioni Anfi. Il generale Giancane, dopo aver rivolto un saluto particolare ai rappresentanti degli organi d’informazione per il puntuale risalto dato alle attività del corpo, ha inteso sottolineare la grande valenza umana e professionale della sua esperienza al vertice della Guardia di finanza in Calabria. L’alto ufficiale ha sottolineato la sua soddisfazione per i rilevanti risultati conseguiti dal corpo durante la sua gestione, con particolare riguardo a quelli realizzati nel contrasto alla criminalità organizzata, ai grandi traffici illeciti di stupefacenti, armi ed esplosivi, alle frodi ai bilanci comunitari, nazionali e locali nonché sul tradizionale terreno del contrasto all’evasione fiscale in tutte le sue forme e manifestazioni. Nello stesso periodo di comando dell’ufficiale, sono state intraprese importanti iniziative in ambito logistico ed ordinamentale, che hanno consentito di rendere sempre più attiva la presenza del Corpo sul territorio rispondendo, in termini di sempre maggiore efficienza ed efficacia, alla pervicacia nella criminalità organizzata. Il nuovo comandante regionale, generale di brigata Salvatore Tatta, nato a Sessa Aurunca in provincia di Caserta, ha ricoperto sino ad oggi l’incarico di comandante provinciale di Catanzaro, comando del quale manterrà, comunque, la titolarità unitamente a quello oggi assunto. Il generale Tatta, 54 anni, è laureato in giurisprudenza, scienze della sicurezza economico-finanziaria e scienze politiche dell’amministrazione. Titolato presso la Scuola superiore di polizia tributaria, commendatore dell’ordine al merito della Repubblica oltre che medaglia d’oro di lungo comando, medaglia Mauriziana e croce d’oro per anzianità di servizio, ha svolto la sua attività di comando sempre impegnato in prima linea presso reparti operativi di tutta Italia. Tra gli incarichi ricoperti, spiccano quelli di comandante del IV Gruppo di sezioni del Nucleo regionale di polizia tributaria di Napoli, capo ufficio operazioni del Comando regionale Campania, ufficiale addetto all’Ufficio centrale antifrode mezzi di pagamento presso il ministero dell’Economia e delle finanze nonché comandante provinciale di L’Aquila. Ha svolto anche numerosi incarichi di docenza presso la Scuola superiore di polizia tributaria e la scuola ispettori e sovrintendenti del Corpo.Al via la 10ª edizione di “Scilla Cuore”
SCILLA. “Scilla Cuore”, l’assise nazionale di cardiologia, giunge alla sua decima edizione. Anche quest’anno, a fronte degli importanti consensi ottenuti negli anni precedenti, saranno approfondite le grandi tematiche cardiologiche nell’ottica di un confronto interattivo con gli esperti Docenti di formazione. Gli argomenti proposti saranno affrontati, alla luce delle novità che la ricerca scientifica presenta al mondo medico, privilegiando gli aspetti clinico-pratici sulla ricerca teorica. Quest’anno si è scelto di focalizzare l’attenzione su: scompenso cardiaco, ipertensione arteriosa, prevenzione e diagnostica cardiovascolare, cardiologia interventistica, aritmologia, riabilitazione cardiologica, cardioangiologia, patologie valvolari, cardiologia pediatrica, genetica e biologia dell’aterosclerosi, interazione cuore-cervello e farmacologia clinica. Il programma di Scilla Cuore, come di consueto, prevede la partecipazione di esperti di settore con la funzione di discussant al fine di rendere vivace ed interattivo lo svolgimento delle singole sessioni. È noto che la base essenziale di ogni progresso scientifico è rappresentata dalla continua verifica del certo. Infatti ciò, costituisce l’obiettivo primario che Scilla Cuore intende realizzare attraverso l’autorevole e qualificato contributo scientifico e culturale dei docenti di formazione. Presidenti onorari di Scilla Cuore sono i professori Mario Condorelli e Giuseppe Giuffrida, mentre presidenti del congresso sono i professori Francesco Romeo e Ciro Indolfi. Direttori del corso, Ermete Tripodi, dirigente dell’Unità operativa di riabilitazione cardiorespiratoria dell’ospedale Scillesi d’America e Vincenzo Montemurro (nella foto), cardiologo dell’Unità operativa di riabilitazione cardiorespiratoria dell’ospedale Scillesi d’America. Direttore scientifico il professor Pasquale Perrone Filardi, direttore scuola di specializzazione di cardiologia dell’università “Federico II” di Napoli. La 10ª edizione di Scilla Cuore, si svolgerà dal 28 al 31 maggio presso l’auditorium “Maria Santissima Immacolata” di piazza Matrice.mercoledì 26 maggio 2010
"The Pusher". Il 6 luglio la requisitoria del pg Mollace
REGGIO CALABRIA. E’ iniziato stamani davanti i giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello (Iside Russo presidente, Campagna e Pastore a latere) il processo scaturito a seguito dell’operazione antidroga del polizia di Stato “The Pusher”. Dopo la lettura della relazione che ha impegnato la dottoressa Campagna, il processo è stato rinviato all’udienza del 6 luglio. In quella data è prevista la requisitoria del sostituto procuratore generale Francesco Mollace (nella foto). Ventiquattro gli imputati, giudicati in primo grado dal Gup del Tribunale reggino. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, metamfetamina, cannabis sativa (hashish e marijana). Le investigazioni condotte dalla polizia di Stato hanno riguardato un traffico di sostanze stupefacenti gestito da un’associazione per delinquere - strutturata gerarchicamente e dotata di un ottimo livello di organizzazione e carattere di stabilità - articolata in alcune agguerrite ed efficienti consorterie criminali di narcotrafficanti, prevalentemente operanti a Palermo e Siderno con articolazioni territoriali a Napoli, Genova, Roma e Firenze. Ciò ad ennesima dimostrazione della capillarità e della diffusione delle attività illecite poste in essere dai sodalizi criminali operanti nella provincia di Reggio Calabria nel redditizio settore del narcotraffico.Rideterminate in appello le pene per tre messinesi
REGGIO CALABRIA. Rideterminata in appello la pena nei confronti di tre messinesi che dovevano rispondere a vario titolo di reati legati agli stupefacenti. I giudici della prima sezione penale della Corte di Appello (Iside Russo presidente, Campagna e Pastore a latere) hanno condannato Roberto Parisi, 41 anni, a 3 anni e 2 mesi di reclusione, Pietro Viola, 33 anni, a 2 anni e 4 mesi, mentre a Luigi Coluccio, 42 anni, è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena. Lo scorso mese di ottobre, la Cassazione aveva annullato la sentenza della Corte d’Appello di Messina nei confronti dei tre imputati limitatamente al mancato riconoscimento delle attenuanti (Parisi, Viola) e alla mancata concessione della sospensione condizionale della pena (Coluccio). La Suprema Corte aveva così disposto il rinvio davanti alla Corte d’Appello reggina. I giudici di secondo grado di Messina, avevano condannato Roberto Parisi e Pietro Viola, entrambi a 5 anni e 4 mesi, mentre Luigi Coluccio a 2 anni. Carabinieri. Brevi di cronaca
SANT’ALESSIO D’ASPROMONTE. I carabinieri della Stazione di Santo Stefano in Aspromonte, a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Reggio Calabria, hanno tratto in arresto A. B., 36 anni, con precedenti di polizia, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso la comunità di recupero “Cereso.”. A. B., deve rispondere dei reati di rapina ed estorsione continuata commessi a Reggio Calabria nel 2009.REGGIO CALABRIA. I carabinieri del Nas hanno denunciato in stato di libertà D. F., 43 anni, amministratrice della casa di riposo per anziani “Villa Sacro Cuore”, per aver attivato la struttura senza il certificato di prevenzione incendi e della prescritta autorizzazione, nonchè priva dei requisiti strutturali ed organizzativi. L’attività, il cui valore complessivo ammonta a circa 800.000 euro, è stata posta sotto sequestro. I 30 ospiti presenti nella casa di riposo saranno trasferiti a cura dei servizi sociali del Comune presso altre idonee strutture assistenziali.
SEMINARA. I militari della locale Stazione, nel corso di una perquisizione locale e domiciliare nei confronti di D. P., 49 anni, autista, hanno notato dei fori sul paraurti dell’autovettura Volkswagen Golf dell’uomo. I buchi, causati da colpi d’arma da fuoco, erano stati da poco tappati con della resina. L’autista ha ammesso successivamente la che notte tra venerdì e sabato scorsi, ignoti hanno esploso due colpi fucile caricato a pallettoni all’indirizzo della propria autovettura pareggiata nei pressi di casa. D. P., ha sostenuto di non avere sporto denuncia perché ha ritenuto il danno di scarsa entità.
BAGNARA CALABRA. I carabinieri della Stazione sono intervenuti presso la ditta “Pivato Guerino” di Treviso, impegnata nei lavori di ammodernamento dell’ autostrada A3, dove ignoti, dopo essersi introdotti nel cantiere, hanno rubato un’autovettura Fiat Punto Van e attrezzature meccaniche varie.
RIZZICONI. In via Marsala, sconosciuti hanno dato alle fiamme la Fiat Punto di proprietà di R. B., 39 anni, casalinga.
CALANNA. Il personale della locale Stazione, a seguito di attività d’indagine, hanno denunciato in stato di libertà C. P., 40 anni, operaio, con precedenti di polizia e la convivente R. P., 34 anni, casalinga, perché ritenuti responsabili, in concorso di ricettazione, per aver occultato all’interno di un garage di proprietà posto nella propria abitazione, un’autovettura Fiat 500 risultata oggetto di furto. Nel contesto, i carabinieri hanno anche sequestrato un ciclomotore e altri materiali rinvenuti e custoditi nello stesso locale.
MONTEBELLO JONICO. Furto sacrilego nella chiesa “Santa. Maria del Carmelo” della frazione Saline, dove i ladri, approfittando dell’assenza del parroco e dopo aver forzato una porta posteriore, si sono introdotti all’interno del luogo di culto e si sono impossessati di vari monili in oro indossati dalla statua della Madonna, donati ex voto dai fedeli. Indagano i carabinieri della locale Stazione.
Stilo. Agguato di ‘ndrangheta: ucciso un boscaiolo di 41 anni
STILO. Un boscaiolo di Caulonia, Mario Petrolo, 41 anni, coniugato, è stato ucciso stamani in un agguato in località Pietra di Spada, lungo la strada provinciale 9 che da Monasterace conduce nei comuni interni della Vallata dello Stilaro, sino alla provincia di Vibo Valentia. L'uomo, al cui carico risultano precedenti penali, era alla guida del suo autocarro Fiat Iveco 190 quando è scattato l'agguato. Più persone, secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, presumibilmente appostate ai lati della strada, hanno cominciato a sparare con fucili calibro 12 caricati a pallettoni. Petrolo, anche se ferito, ha tentato una fuga disperata a piedi, ma è stato inseguito e raggiunto dai killer. L'omicidio di Mario Petrolo, rientra in uno scontro tra cosche in atto già da alcuni anni per il controllo del territorio a cavallo di tre province: l'alto Jonio reggino, il basso Ionio catanzarese e la zona delle Serre, nel vibonese. E' questa l'ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori. Uno scontro che ha avuto inizio con l'omicidio, avvenuto il 31 dicembre 2008 a Vallefiorita (Catanzaro) di Vito Tolone, di 54 anni. Di particolare rilevanza, secondo gli investigatori, è stato poi l'omicidio di Domenico Vallelunga, di 52 anni, ritenuto il boss dell'omonima cosca di Serra San Bruno (Vibo Valentia) ucciso il 27 settembre del 2009 a Riace davanti al Santuario dei santi medici Cosma e Damiano dove era in corso la festa patronale del paese. La striscia di omicidi che ha insanguinato tutta la zona è proseguita l'11 marzo scorso, a Guardavalle, nel catanzarese, dove è stato ucciso Domenico Chiefari, 67 anni, boscaiolo, ritenuto vicino ad ambienti criminali della zona dove opera la cosca Novella-Gallace (Alto Jonio reggino). A distanza di 5 giorni, il 16 marzo, è stato ucciso Francesco Muccari, anche lui legato ad ambienti criminali. Il 21 aprile scorso è stato assassinato a Stilo, nella stessa zona dove oggi è stato ucciso Petrolo, suo cugino, Giovanni Vallelonga, 62 anni, di Caulonia. Vallelonga, tra l'altro, era cugino anche di Domenico Vallelunga. Sempre la zona ionica è stata teatro anche dell'omicidio di Vittorio Sia, ritenuto il capo del “locale” di Soverato ucciso il 22 aprile a colpi di kalashnikov nella nota località turistica del basso Jonio catanzarese. Sia solo un mese prima era riuscito a sfuggire ad un altro agguato. Il 15 maggio scorso, infine, a Vallefiorita (Catanzaro) è stato assassinato Giovanni Bruno, ritenuto un boss della zona.Marocchino arrestato perché inottemperante all’ordine di lasciare il territorio nazionale e denunciato per lesioni e maltrattamenti in famiglia
REGGIO CALABRIA. La prontezza operativa evidenziata dal personale della “Squadra Volante” dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico nell’ambito del piano di controllo del territorio predisposto dal questore Carmelo Casabona, ha probabilmente evitato il peggio. Nel pomeriggio di ieri la centrale operativa della Questura è stata allertata dalla telefonata d’aiuto di una donna di origine marocchina. La “Volante”, prontamente intervenuta intorno alle ore 16 in via Sbarre Centrali traversa XXIII, ha appreso dalla richiedente che poco prima il marito, Yassine Kabli, 25 anni, di origini marocchine senza precedenti penali, l’aveva malmenata colpendola in varie parti del corpo anche con l’aiuto di una teiera e, nel tentativo di tirarle uno schiaffo e di spingere giù dalla finestra la donna e la propria figlia, si era ferito gravemente alla mano destra colpendo il vetro della finestra. L’arrivo della “Volante” in abitazione e la ferita procuratasi, hanno indotto l’autore a recarsi in ospedale ma proprio in quel luogo altri operatori di Polizia a bordo di un’altra “Volante” fatta appositamente convergere, lo hanno denunziato per maltrattamenti in famiglia, lesioni e minaccia aggravata. Il personale della Polstato ha sequestrato anche una piccola dose di sostanza stupefacente rinvenuta addosso al giovane e lo ha dichiarato in arresto perché daglia accertamenti compiuti Kabli è risultato essere inottemperante ad un ordine del questore di Reggio Calabria di lasciare il territorio nazionale risalente al 2007.Successo dell'iniziativa di Ag per risolvere i problemi di piazza Sant'Anna
REGGIO CALABRIA. Grande successo dell'iniziativa del Circolo di Azione Giovani "A.Virdia - Centro Storico", che lo scorso fine settimana è stato presente con un banchetto informativo in piazza Sant’Anna per fronteggiare il problema della manutenzione straordinaria della stessa piazza. Nell'occasione sono state raccolte centinaia di firme in calce ad una petizione popolare che ha rappresentato un riuscitissimo esperimento di democrazia diretta e partecipata. Nella petizione si richiedono interventi semplici e concreti come, ad esempio, la riparazione dell'impianto di illuminazione e la sostituzione della fontana esistente e della pavimentazione. Le firme raccolte sono state depositate presso la segreteria della prima Circoscrizione e serviranno adesso alla convocazione di un'Assemblea popolare in cui verranno approfonditi i problemi dell'importante luogo d'incontro del quartiere. Azione Giovani, anche grazie all'opera del suo consigliere di circoscrizione Massimiliano Murolo, dimostra con questa iniziativa che la discussione e il confronto tra cittadini e istituzioni, insieme con l'utilizzo degli strumenti di partecipazione popolare presenti nel nostro Statuto comunale, possono aiutare a migliorare l'efficienza della città. E i primi risultati per Sant'Anna non tardano a manifestarsi. E' già stata avviata la pulizia dell'area prospiciente l'ascensore che insiste nella stessa piazza. E va inoltre segnalata la cortese disponibilità dell'assessore Plutino che ha disposto la ricollocazione nella piazza degli appositi cestini gettarifiuti, da tempo scomparsi. Tutto ciò denota l'impegno costante del Circolo A. Virdia di Azione Giovani, che continua a proporsi sempre quale punto di riferimento al servizio della Comunità.Deltaplano. A Falzes il Campionato italiano, Letojanni dedica una piazza al pilota D’Arrigo
IL CAMPIONATO Italiano deltaplani 2010 si terrà a Falzes (Bolzano) dal 19 al 27 giugno, organizzato dalla associazione DFC Pfalzen, con la Val Pusteria come splendida cornice. L'uomo da battere sarà l'azzurro Alex Ploner, attuale detentore del titolo italiano e campione mondiale in carica dopo la vittoria dello scorso anno in Francia. I decolli avverranno dal Plan de Corones a 2260 metri. Con buone condizioni meteo si potrà volare in mezzo alle Dolomiti, toccando verso est le Tre Cime di Lavaredo, a sud la Marmolada o Cortina d'Ampezzo, a nord Vipiteno, prima di toccare terra a Falzes (997 metri) all'atterraggio ufficiale della manifestazione. Infatti, sfruttando le correnti d'aria ascensionali, in deltaplano è possibile percorrere decine di chilometri, nel caso potrebbero superare i 150. A Suello (Lecco) il Club Scurbatt, che in dialetto significa corvo, organizzerà nei giorni 26 e 27 giugno She Fly, Raduno Nazionale Donne Parapendiste d'Italia. Il tutto si svolgerà in uno dei più rinomati ed apprezzati siti di volo italiani, quello del Monte Cornizzolo. L'iniziativa ha il dichiarato obiettivo di raggruppare il maggior numero di donne che condividono la passione per il volo in parapendio, un piccolo, ma neppure troppo, universo destinato ad ingrandirsi in uno sport prevalentemente maschile. Il programma prevede una gara di precisione in atterraggio, momenti di festa con rinfreschi e premiazioni, voli in biposto per chi vuole provare l'emozione del parapendio ed avvicinarsi a questa fantastica attività, tavole rotonde e momenti di riflessione sul volo femminile, animati da molti ospiti fra i quali Laura Mancuso della fondazione Angelo D'Arrigo, autrice del recente libro "In volo senza confini". A proposito di Angelo d'Arrigo, nel comune di Letojanni (Messina) lo scorso 23 maggio una piazza è stata dedicata al celebre pilota di volo libero, scomparso nel maggio del 2006, presente la moglie Laura Mancuso che oggi anima la fondazione a lui dedicata. Non una mera commemorazione, ma una grande festa con volo di ultraleggeri, parapendio e paracadute, fra spettacoli di giocolieri, trapezisti e la partecipazione di Enrico Patuzzi, campione italiano di acrobazia in parapendio. Forte era il legame di D'Arrigo con questa terra: a Letojanni aveva fondato la sua scuola di volo, facendo della cittadina un punto di riferimento per tutti gli appassionati di parapendio e deltaplano.Gustavo Vitali
ufficio stampa Federazione Italiana Volo Libero
ufficio stampa Federazione Italiana Volo Libero
Innovativa sentenza consente i rimborsi delle multe photored e la restituzione dei punti-patente
REGGIO CALABRIA. L’innovativa sentenza su ricorso dell’Unione nazionale consumatori Calabria, emessa dal Giudice di Pace di Reggio Calabria e resa esecutiva in data 10 Dicembre 2009, apre la strada a tutti coloro che hanno pagato le multe photored e intendono chiedere il rimborso degli importi corrisposti al Comune di Reggio Calabria e la restituzione della decurtazione dei punti sottratti sulla patente di guida. La sentenza prende spunto dalla particolare situazione di un utente che, dopo aver pagato una contravvenzione risalente al 2006, per essere passato con la propria autovettura ad un incrocio semaforico, contravvenzione elevata a mezzo apparecchiatura Photored F17A, citava in giudizio tramite l’Avv. Francesca Sgrò legale del “Centro di orientamento giuridico del consumatore” dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, il Comune di Reggio Calabria in quanto la contravvenzione elevata dai Vigili Urbani era da annullare per illegittimità della stessa come comprovato da tutte le sentenze emesse a tale proposito dai Giudici di Pace di Reggio Calabria. Lo stesso automobilista veniva multato successivamente per non avere indicato chi fosse alla guida dell’autoveicolo contravvenzionato, per cui al malcapitato l’intera vicenda costò 516 euro. La particolarità dell’azione legale, sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, consiste nell’abbattimento di un principio giuridico consolidato e cioè “chi paga una multa non ha più la possibilità di contestarla”, nel caso di specie infatti, il ricorrente non ha proceduto a contestare la contravvenzione nei termini prescritti, ma ha optato per il pagamento della stessa, contestandola successivamente e chiedendo sia il rimborso di quanto versato, sia la restituzione dei punti sottratti sulla patente di guida. L’automobilista ha pagato in virtù di un verbale di contravvenzione, che non era stato impugnato nei termini di legge, aveva acquistato così valore di titolo esecutivo, essendo decorsi i termini previsti per l'impugnazione. L’Unione nazionale consumatori, smontando tale tesi, approfondisce nel ricorso il tema della risarcibilità dei danni provocati da un comportamento scorretto della PA e si appella alla possibilità che si possa configurare, in capo alla Pubblica Amministrazione, la responsabilità civile ex art. 2043 c.c. e il corrispondente diritto, in capo ai privati, al risarcimento dei danni subiti a causa dell'emanazione di atti lesivi di interessi legittimi, frutto della rivoluzionaria sentenza della Cassazione n. 500/1999 che, a Sezioni Unite, ha sfatato il tabù della irrisarcibilità della lesione degli interessi legittimi. In altri termini la Pubblica Amministrazione, sottacendo i vizi contenuti nel provvedimento sanzionatorio irrogato, ha indotto in errore l’automobilista che ha pagato credendo nell’esistenza di un dovere giuridico, pur non essendoci i presupposti. Il Giudice di Pace, dopo aver sottolineato l’illegittimità dei verbali di contestazione per palese difformità dell’utilizzo delle apparecchiature Photored F17A rispetto alle disposizioni di legge, tanto da determinare l’annullamento di tutte le contravvenzioni elevate e contestate a tale proposito ed avendo documentato il ricorrente di aver provveduto al pagamento delle relative sanzioni, condanna il Comune di Reggio Calabria alla restituzione di quanto pagato dallo stesso pari a 516 euro, con condanna alle spese giudiziarie liquidate in 180 euro. Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito dell’associazione http://www.uniconsum.it/
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