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domenica 28 febbraio 2010

Pesta e rapina un giovane all’interno della Villa Comunale. Marocchino arrestato

REGGIO CALABRIA. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno tratto in arresto, Zidane Asdine, 24 anni, marocchino, con l’accusa di rapina. Intorno alle ore 23, 45 di ieri un giovane P. L., 24 anni, ha chiesto aiuto poiché, mentre si trovava all’interno della Villa Comunale è stato accerchiato da tre cittadini extracomunitari che dapprima gli hanno chiesto dei soldi, poi lo hanno spinto a terra e lo hanno pestato con calci e pugni, rapinandolo dei contanti che aveva con sé e del cellulare. L’intervento di una pattuglia del Nucleo Radiomobile ha permesso di rintracciare poco distante Zidane Asdine, anche perché poco dopo la rapina era arrivata presso la centrale operativa una richiesta di aiuto da parte di alcuni cittadini poiché in strada vi era una persona che si aggirava con una spranga in mano minacciando i passanti. L’uomo è stato subito bloccato dai militari. Giunto sul posto, ancora ferito, il giovane rapinato ha riconosciuto il magrebino come uno dei rapinatori che lo avevano aggredito poco prima. Sono ora in corso le indagini per rintracciare gli altri due complici. Asdine, invece si è presto scoperto che non era nuovo a questo tipo di imprese: solo due giorni prima era stato arrestato da personale delle Volanti della polizia di Stato per il tentato furto di un ciclomotore. Rimesso in libertà a seguito della convalida dell’arresto, non ha tardato a rimettersi all’opera. Ora invece è associato preso la Casa circondariale di via San Pietro a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

HinterReggio - Palazzolo 2 - 2

HinterReggio: Pratticò, Cutrupi, D’Agostino, Caputo, Bilotta, Caridi, Zampaglione (11’ st Lavrendi) (23’st Quintoni), Crucitti, Cormaci (30’ st Merenda), Niscemi, Crisalli.
a disposizione: Mirabelli, Borghetto, Minniti, Traorè
all. Felice Melchionna
Palazzolo: Grimaudo, Alderuccio, Tarascio (22’ st Sigona), Casisa, Armenio, Favata, Fusca, Marletta (17’ st Trovato), Spampinato, Arena, Catania (9’ st La Vaccara).
a disposizione: La Malfa, Genovese, Gatto, Giompaolo
all. Lorenzo Alacqua
marcatori: 4’ pt Arena, 30’ pt Zampaglione, 37’ pt Crisalli, 27’ st Armenio
note: espulsi 18’ pt Caputo, 25’ st Cutrupi, 36’ st Casisa; ammoniti Caridi, Casisa, Niscemi, Crisalli, D’Agostino, Fusca; angoli 8 a 4; recupero 1’ pt – 4’ st; circa 120 spettatori
arbitro: Manuel Robilitta di Sala Consilina
assistenti: Giuseppe Tudisco di Catania e Gaspare Valenti di Agrigento.
mister Melchionna: «Penso che sia un punto importante. Giocare in nove contro undici per 60 minuti e poi giocare gli ultimi 5 minuti in sette, non era facile. I ragazzi sono stati esemplari hanno dato il massimo. Oggi mi è piaciuto l’atteggiamento e il grande spirito di squadra dimostrato in campo, contro una buona squadra che è venuta a giocarsi la partita a viso aperto. Siamo stati bravi a chiudere gli spazi anche quando loro giravano palla, a scalare nei tempi giusti e in inferiorità numerica abbiamo cercato di chiudere tutti gli spazi anche se loro sono stati bravi fisicamente. Pazienza, ci rimbocchiamo le maniche e ripartiamo con questo grande spirito di sacrificio. Se non ci fossero stati gli errori arbitrali penso che oggi avremmo ottenuto un risultato importante perchè anche in dieci siamo stati superiori al Palazzolo».

XV Circoscrizione. Il Pd esce dall’esecutivo

REGGIO CALABRIA. Il Gruppo del Pd alla XV Circoscrizione ha deciso di non continuare un percorso iniziato circa diciotto mesi orsono, quando aveva contribuito spendendosi con il massimo impegno a condurre alla vittoria, nella tornata elettorale suppletiva a causa delle ben note vicissitudini, l’attuale presidente Aldo Passalacqua, supportato dallo appoggio di una coalizione di centro sinistra. Il comportamento dello stesso, nella gestione politica della cosa pubblica inerente il territorio pellarese, in particolare di recente per i fatti inerenti la ludoteca, nonché una andatura ondivaga per ciò che attiene l’appartenenza politica dello stesso, non è consono agli impegni presi dal gruppo piddino con l’elettorato e la cittadinanza tutta. La totale mancanza di linearità e trasparenza politica, con il progressivo allontanamento del Passalacqua dalla maggioranza di centro sinistra, che lo ha sostenuto con estrema correttezza in questo scorcio temporale, probabilmente per approdare verso altri lidi a tutti ben noti, l’incapacità di resistere alle attrazioni provenienti da sirenette reggine, porta a far si che il Pd si defili e pigli le distanze da un presidente che fa della coerenza politica probabilmente solo un optional. Non essendo attratti da poltrone o posti di potere, ma ritenendo primario l’interesse per il territorio e la cittadinanza pellarese, rispondendo a dei principi etici che ispirano il nostro percorso politico, preferiamo svolgere una attività di determinata opposizione alla politica di governo oggi praticata sul territorio dalla presidenza della XV Circoscrizione, insieme a tutte quelle forze sane che puntano con determinazione alla crescita di Pellaro e che non e hanno certamente come risultato il raggiungimento dei propri obiettivi politici e personali.
Nino Zimbalatti
segretario Pd XV Circoscrizione Pellaro

sabato 27 febbraio 2010

Carabinieri. Brevi di cronaca

SINOPOLI. Intorno alle ore 2 in via XXV aprile, ignoti malviventi hanno fatto esplodere un ordigno rudimentale, davanti il garage di proprietà di D. L., 68 anni, pensionato ma in uso al figlio A. L., 43 anni, bracciante agricolo. La deflagrazione ha provocato ingenti danni al garage ed agli infissi dell’edificio, nonchè lievi danni all’ autovettura custodita all’interno del garage. I carabinieri hanno stabilito che l’ordigno era composto da polvere nera da sparo.
GROTTERIA. I militari dell’Arma, sono intervenuti via Gramsci, dove R. D. B., 50 anni, operaio forestale, ha denunziato che ignoti durante la notte hanno danneggiato la propria autovettura Peugeot 205. Nel corso del sopralluogo, i carabinieri hanno constatato che il lunotto posteriore dell’autovettura era lesionato e deturpato da vernice spray.
REGGIO CALABRIA. Intorno alle ore 1.30, in via Vito Inferiore, ignoti hanno incendiato l’autovettura Fiat Bravo di proprietà di D. N., 70 anni, pensionato ma in uso al una Toyota Yaris rispettivamente di una parente e della moglie del predetto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri del Nucleo Radiomobile.
TAURIANOVA. I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato il cittadino algerino H. B., 33 anni, responsabile di non aver ottemperato al decreto di espulsione da territorio nazionale emesso dal questore Reggio Calabria.
VARAPODIO. La scorsa notte, in via Lisello, ignoti hanno dato alle fiamme la Fiat Panda di proprietà di una donna, G. G. D., 44 anni, bracciante agricolo, l’autovettura era posteggiata all’ interno di un cortile chiuso e recintato di proprietà di G. C., 69 anni. Indagano i carabinieri.

Causa un incidente stradale e fugge. Rintracciato e denunziato dalla Polizia municipale

REGGIO CALABRIA. Nell’ambito delle attività di polizia stradale effettuate sul territorio comunale, personale della Polizia municipale ha proceduto alla denuncia in stato di libertà di G. M., 47 anni, residente in città, per i reati di fuga a seguito di incidente stradale con feriti e di falsa denuncia resa alle forze di polizia. In particolare, il denunciato, alla guida del proprio motociclo, dopo aver investito un pedone minorenne in corso Matteotti, non si è fermato sul posto allontanandosi a forte velocità, nonostante l’alt intimato da un agente del Corpo presente nella zona. Una parte del numero di targa rilevato dall’agente, il tipo ed il colore del motociclo, una parte del veicolo rimasto sul luogo del sinistro ed una verifica svolta sulle immagini del sistema di video sorveglianza esistente nell’area hanno consentito di avviare le indagini tese ad identificare l’autore del fatto. Dopo qualche giorno dall’incidente, una pattuglia impegnata in attività di polizia stradale ha notato un motociclo posteggiato con caratteristiche simili a quello ricercato mancante proprio della parte danneggiata e persa a seguito del sinistro (conservata presso il Comando). Attraverso il numero di targa, il personale operante è riuscito a risalire al proprietario che, intanto, aveva provveduto a denunciare il furto del motociclo presso la Questura in orario successivo a quello del sinistro, ad ottenerne la restituzione dai carabinieri segnalandone egli stesso il rinvenimento ed a riparare presso una officina specializzata il danno sul motociclo. La minuziosa e tempestiva attività di indagine diretta dalla dottoressa Tiziana Malara, responsabile del Nucleo Radiomobile – Pronto intervento del Corpo, ha permesso di ricostruire i fatti seguenti alla commissione del reato e di procedere al sequestro del motociclo, dopo che l’agente, che aveva intimato senza esito l’alt dopo il sinistro, ha riconosciuto presso il Comando il denunciato quale autore del fatto. Da ulteriori accertamenti effettuati, è emerso che lo stesso soggetto aveva investito qualche mese fa altri due pedoni ed era stato colpito da un provvedimento di sospensione della patente ancora in corso di efficacia. Oltre alla denuncia penale nei confronti del responsabile sono state accertate numerose violazioni al Codice della Strada che condurranno alla revoca della patente di guida.

Trovato un arsenale a Cannavò. Arrestati padre e figlio

REGGIO CALABRIA. I carabinieri della Stazione “Rione Modena” hanno tratto in arresto, con l’accusa di detenzione di armi da guerra e clandestine, Giuseppe Lombardo, 52 anni, panettiere e il figlio Paolo, 24 anni, anch’egli operaio presso il panificio di famiglia. A seguito di un’attenta attività infoinvestigativa, i militari dell’Arma della Stazione “Rione Modena”, assieme ai colleghi delle Stazioni di Catona e Cannavò hanno proceduto a perquisizioni locali presso abitazioni e terreni di proprietà e in uso ai due soggetti, sospettati di detenere armi illegalmente. Le perquisizioni sono state operate presso un’abitazione in Arghilla’ della quale Giuseppe Lombardo è assegnatario, presso il panificio di proprietà familiare sito a Cannavò e presso la principale abitazione del nucleo familiare ubicata sempre Cannavò. Proprio in quest’ultimo sito le perquisizioni sono state più impegnative per l’estensione della proprietà e per la presenza, nell’area recintata e di esclusiva disponibilità dei due soggetti, di alcune baracche e casolari oltre a diversi appezzamenti di proprietà. Il primo rinvenimento è avvenuto su indicazione di Giuseppe Lombardo, che ormai resosi conto dell’impossibilità di sfuggire al controllo, forse nel tentativo di limitare i danni ed evitare ricerche ulteriori, ha indicato la presenza di una pistola nel bagno dell’abitazione: gli operanti hanno infatti rinvenuto all’interno della vaschetta di scarico del wc una pistola calibro 6,35 di fabbricazione francese con matricola, ma risultante mai denunciata e mai censita nelle banche dati, completa di due caricatori di cui uno contenete 6 colpi dello stesso calibro. I militari hanno ovviamente continuato le ricerche e, grazie anche all’uso di un metale detector, hanno rinvenuto, sotterrato nel terreno di proprietà, un tubo in plastica per impianti idrici all’interno del quale era custodito un fucile semiautomatico da caccia marca Beretta calibro 12 con matricola abrasa, completo di fodero, in ottimo stato e perfettamente funzionante. In una baracca attigua sono state rinvenute, all’interno di una busta di plastica, 5 cartucce calibro 12. Il ritrovamento più importante però è stato compiuto in altra baracca interna alla proprietà: infatti, sotto un pavimento in lamiera ed una copertura in gomma, vi era un fucile mitragliatore da guerra di fabbricazione sovietica, marca “Zagi-M91”, con matricola abrasa, in ottimo stato, lubrificato e pronto all’uso. Questo tipo di arma, organizzata per il tiro a raffica, viene classificata arma da guerra per la sua potenzialità offensiva. Entrambe i soggetti sono stati tratti in arresto con l’accusa di detenzione illegale di armi da guerra e clandestine, e ricettazione. Paolo Lombardo è stato già tradotto presso la Casa circondariale di via San Pietro, mentre il padre, cardiopatico, avendo accusato un malore al momento dell’arresto, è stato accompagnato in ospedale dove è piantonato in stato di arresto. Padre e figlio hanno alcuni precedenti, il padre ha precedenti per stupefacenti e favoreggiamento, mentre il figlio per ricettazione, tuttavia la tipologia di armi rinvenute ed il loro stato (tutte sono risultate efficienti, lubrificate e pronte all’uso), non possono che far propendere per un contesto di criminalità organizzata a cui è collegato il possesso delle armi. In particolare il fucile mitragliatore comporta una modalità di reperimento sul mercato illegale molto più complessa e qualificata del semplice furto o della rapina. Una tale arma non può infatti essere posseduta o commercializzata sul mercato ufficiale e non possono esistere versioni convertite in armi comuni.

Assegnato il "Discobolo d'oro" al reggino Enzo Gullo

REGGIO CALABRIA. Al reggino Enzo Gullo è stato assegnato il Discobolo d’oro al merito del Centro Sportivo Italiano. Il riconoscimento viene conferito dall’associazione a società sportive e persone tesserate da almeno trenta anni che si sono impegnate in maniera eminente per lo sviluppo del Csi e per la promozione della sua proposta sportiva ed educativa. Gullo è componente del Csi dal 1976 e nella sua ultratrentennale militanza ha ricoperto diversi incarichi, da coordinatore tecnico provinciale e regionale a consigliere ed arbitro di tennis tavolo e calcio fino alla carica di vice presidente, prima, e di presidente provinciale dal 1996 al 2004. La lunga carriera di uomo di sport e di educatore impegnato nel sociale di Gullo è iniziata ben presto, già all’età di 14 anni, con la collaborazione con i padri Monfortani nell’organizzazione di attività ludico motoria dei ragazzi, ed è proseguita, oltre che all’interno del Csi, sia in ambito calcistico, come tecnico e dirigente di società (Fortitudo 1966 e Libertas Maestrelli) ed istruttore di giovani calciatori (Centro Reggio Junior), che nel tennis tavolo, dapprima come atleta, poi come consigliere e giudice arbitro regionale e dirigente di società (Parco Caserta). E’, inoltre, l’ideatore e l’organizzatore del torneo per giovani calciatori intitolato alla memoria del calciatore reggino Mimmo Mannino. Il premio rappresenta uno dei più alti attestati di stima per tutti coloro che nel corso degli anni hanno generosamente dedicato un’ampia parte della loro vita al Csi ed ai suoi ideali. Dal 1994, quando è stato istituito il Discobolo in occasione del cinquantesimo anno di fondazione dell’associazione, in Calabria è stato assegnato a cinque soci ed una società, ma quello ad Enzo Gullo è il primo conferito in provincia di Reggio. In occasione della premiazione, gli è stato consegnato il discobolo, il distintivo ed un diploma numerato che attesta la sua iscrizione nel registro d’onore del Csi.

Assessore Naccari: «Dopo due anni di lavoro, contano solo i Fatti, quanto si è realizzato»

REGGIO CALABRIA. «In due anni da assessore al Bilancio e quasi un anno e mezzo ai Trasporti ho avuto modo di realizzare molti risultati e d’intervenire su parecchie situazioni problematiche per le quali da troppo tempo mancava una soluzione – così Demetrio Naccari Carlizzi ha presentato oggi il suo rendiconto agli elettori e ai cittadini dell’impegno profuso nella passata legislatura regionale – e nel corso dei 5 anni a palazzo Campanella come consigliere il mio impegno, per la città dove sono nato e cresciuto, è sempre stato costante, così come per la nostra provincia; senza distogliere il pensiero dal bene comune dei calabresi, certo. Ma è possibile l’amministrare un Ente complesso come una Regione, riuscendo a intervenire in favore del proprio territorio nelle situazioni per le quali urge una soluzione, senza che questa azione politica vada a discapito dell’impegno profuso per i calabresi nel loro insieme. E nel presentarvi oggi i risultati di questi miei anni in Giunta – ha aggiunto l’assessore – un tempo breve, ma sufficiente per realizzare tanti risultati, dei quali oggi per ragioni di spazio ve ne mettiamo in risalto appena una ventina, voglio dimostrare il mio orgoglio: amare Reggio. Il mio impegno per questa città nasce dalla mia passione, tanto che una importante parte del mio operato ha avuto come bussola di orientamento il recupero di tanti luoghi simbolici del capoluogo dello Stretto, che da troppi anni giacevano abbandonati o non venivano sufficientemente valorizzati: il Ciapi a Catona, il Museo archeologico, il Camping degli Ulivi, le officine Omeca. Molta attenzione è stata riservata anche ai problemi del trasporto reggino con fondi stanziati a beneficio di Atam, con il cofinanziamento dei terminal per i Bus, un provvedimento ideato da un grande sindaco di questa città e che adesso verrà finalmente ultimato; o con il progetto Sms, Sistema di mobilità sostenibile; che siamo orgogliosi di rivendicare come frutto della ricerca della nostra Università del Mediterraneo, e rivoluzionerà tutto il sistema dei trasporti reggino. Da realizzare con un fondo regionale da 100 milioni di euro, offrirà una alternativa a chi vuole entrare in città senza auto, muovendosi lungo gli assi mare – collina che uniscono la parte storica con il nuovo sviluppo urbano reggino, e lungo un nuovo asse di collegamento Università-Cedir con delle avveniristiche navette su monorotaia rialzata. Troverete questa e le altre iniziative condensate in pillole in questo succinto elenco, che verrà poi spiegato più diffusamente in un agile giornalino sulle “Cose Fatte” che distribuiremo ai reggini nel corso delle prossime settimane».
L’IMPEGNO SULLE POLITICHE GENERALI
1 – MOBILITA’ REGIONALE
Un Sistema di Mobilità sostenibile per il quale sono stati stanziati oltre 100 milioni. Un sistema di trasporti che guarda alla efficienza ecologica, che punta ad una maggiore integrazione tra rotaia e gomma per il trasporto pubblico locale, così da non obbligare i cittadini a prendere sempre l’auto. Per ogni città calabrese sono state immaginate differenti alternative per muoversi secondo modalità compatibili con l’ambiente, accessibili a tutti i cittadini
2 -POVERTA’ :Insieme a chi ha delle difficoltà
Cosa abbiamo fatto contro la povertà: una mano a chi vive questo momento di crisi, come le mamme, aiuti per acquistare pannolini, latte, tutto il necessario per l’igiene dei bambini piccoli Il microcredito: un aiuto reale per chi non ha facile accesso ai fidi bancari: la Regione offre prestiti dai 5 ai 20mila euro per fare partire un’azienda, a chi non avrebbe questa possibilità Diritto allo Studio anche per chi è svantaggiato:con buoni da spendere in formazione e apprendistato
3 - BILANCIO GENERAZIONALE
Il futuro sono i giovani. Ma molto spesso pagano le scelte delle vecchie generazioni. Le leggi che approvano adesso i politici, varranno anche per coloro che ora sono piccoli. Per primi in Italia, approviamo un Bilancio Generazionale: una legge finanziaria che individua ed evita potenziali svantaggi economici che le leggi di Bilancio potrebbero caricare su chi vivrà qui da adulto ed ora ha pochi anni. In più, ogni anno verranno accantonate risorse fisse per i settori coi quali migliorare la vita delle nuove generazioni, come la formazione e l’inserimento lavorativo.
4 - TRASPORTO REGIONALE: I TRENI
Tutta la Calabria in movimento: una spesa di 60 milioni in materiali, vagoni, locomotive, tanti nuovi treni finanziati dalla Regione. Ma anche un progetto per collegare, come mai era stato pensato prima, tutti e 5 i capoluoghi della regione più Lamezia. E oltre 200 milioni per ammodernare una rete ferroviaria che prima di noi non era pensata per una regione europea del 2010.
L’IMPEGNO PER REGGIO
5 – CAMPING DEGLI ULIVI

Siamo riusciti a riappropriarci di un altro luogo storico di Reggio da recuperare alla città. Abbiamo rimediato ad anni di abbandono di una struttura bellissima che con la gestione comunale era stata inutilizzata, e per la quale adesso abbiamo già bandito una gara per la gestione. Vogliamo contribuire seriamente, e non con le chiacchiere, alla città turistica.
6 - FEDERATION CUP
Per il Circolo Tennis Rocco Polimeni 300mila euro. Un contributo all’organizzazione di un evento unico, in 110 anni di storia di Coppa Davis. Solo due volte la finale si è svolta in Italia: Milano ‘98 e Reggio 2009. E stavolta abbiamo festeggiato con la vittoria delle Azzurre.
7 - OSPEDALE
Il 20 percento di fondi in più agli ospedali reggini: dai 121 milioni del 2004 ai 146 del 2009. Avremo finalmente un Cardio centro, tutte le cure necessarie a un malato di cuore offerte a Reggio, dal pronto intervento, alla chirurgia alla riabilitazione. Assunti 150 operatori medici, il 10% in più di personale per la nostra salute. Tutto il Riuniti verrà messo a norma: stanze a due letti e confort, come nei grandi ospedali delle regioni più sviluppate. La politica dei fatti nel campo della Sanità vuol dire più cure, più vicine, più efficienti per salvare le vite dei nostri concittadini
8 - OMECA
Un altro luogo simbolo della città salvato dalla crisi. Col nostro intervento promuoveremo la ricerca: abbiamo messo insieme università calabresi e tecnici AnsaldoBreda. Si svilupperanno nuove produzioni negli stabilimenti reggini, e per i dipendenti ci saranno dei corsi di riqualificazione. Una grossa fetta del lavoro e dell’industria in città che non se ne va
9 - AEROPORTO dello Stretto
Abbiamo destinato all’Aeroporto dello stretto 46,8 milioni, in accordo con le società di controllo del trasporto aereo Enac ed Enav. Un investimento destinato esclusivamente a modernizzare il nostro scalo. In più, abbiamo finalmente realizzato il Pontile per la Metromare, servizio di navigazione che ci unisce alle coste siciliane; un progetto finanziato al 50% dalla Regione con 620mila euro. I passeggeri dalla Sicilia potranno fare il check in prima dell’imbarco. Così il Tito Minniti diventerà davvero Aerostazione dello Stretto. Più altri 450mila euro per aumenti di capitale negli anni 2008 e 2009
10 - SMS Sistema Mobilità sostenibile
Finalmente una opzione all’utilizzo delle autovetture in città. Una alternativa ecologica e sostenibile, prevista nel piano di Mobilità urbana, che unirà la città antica sulla costa con la nuova direttrice di sviluppo urbano sulle colline. Lungo gli argini correranno dei servizi navetta, con la possibilità di costruire in seguito infrastrutture d’avanguardia come una monorotaia tra collina e costa. Un progetto per il quale sono già finanziati 100 milioni di euro, realizzato in collaborazione con l’Università di Reggio.
11 – I Nuovi BUS TERMINAL
A piazzale Botteghelle e al Ponte della Libertà, finalmente anche Reggio avrà le stazioni per gli autobus. Le abbiamo cofinanziate con un milione 300 mila euro; una struttura che contribuirà ad eliminare tanti disagi per i viaggiatori.
12 - ATAM
Siamo riusciti a far ottenere all’azienda oltre un milione di euro di vecchi crediti che non venivano più riconosciuti, riaprendo vecchi contenziosi. Abbiamo messo a disposizione un milione di euro per sanare i conti Atam. Abbiamo finanziato l’acquisto di 18 nuovi autobus, moderni e meno inquinanti. Abbiamo finanziato progetti per attivare nuove corse: quasi un milione di chilometri l’anno in più, di cui 130 mila al progetto Universibus: un collegamento costante con l’Università per gli studenti.
13 - CIAPI
Due nuovi istituti di ricerca che mettono Reggio al centro del Mediterraneo: oltre 40 milioni di investimento complessivo; a breve 350mila euro sono stati destinati a bonificare 6mila mq dall’amianto, recuperando così un’area inutilizzata di Reggio: l’ex Ciapi. Qui sorgeranno Il Centro di ricerca sulla Biodiversità marina e il Centro per la mitigazione del Rischio sismico
14 - MUSEO
Siamo stati determinanti nel favorire un finanziamento di 17 milioni di euro da parte del ministero della Cultura; altri 3 milioni vengono messi a disposizione dalla Regione per un restauro che ci darà un nuovo Museo. Ci saranno nuove sale, nuovi spazi d’incontro. Il terrazzo inutilizzato che diventa caffetteria. Quattro spettacolari ascensori panoramici che portano a godere il panorama dello Stretto. Un nuovo Palazzo Piacentini, che finora non aveva conosciuto restauri dalla sua fondazione: un altro contributo reale alla città turistica
15 - METROPOLITANA 6 NUOVE FERMATE
Potersi muovere da Melito a Reggio in meno di mezz’ora, senza traffico. La Regione sta potenziando uno strumento già sviluppato dal Governo Prodi: sei nuove fermate e una rete accessibile in più punti, con quasi tutto il territorio cittadino coperto. Pentimele, Aeroporto, San Leo, Bocale, Lazzaro e Annà di Melito renderanno la metropolitana leggera una vera alternativa al viaggio in auto, fornendo invece ai reggini un mezzo economico e senza stress per spostarsi.
L’IMPEGNO PER LA PROVINCIA
16 – VILLA San Giovanni: IL NUOVO PORTO
Ogni anno per Villa San Giovanni transitano due milioni di Tir: smog, traffico, una città bloccata. Con 21 milioni di euro sposteremo il porto di Villa a Sud e costruiremo uno svincolo diretto sulla Salerno- Reggio. I Tir parcheggeranno in un polmone di stoccaggio: niente più Camion in città, meno smog nei vostri polmoni; un buon esempio di Partnership con il Commissariato per l’emergenza ambientale
17 - BIKE SHARING
Un milione 300mila euro gia finanziati, altri 800mila in arrivo, in due realtà della nostra provincia, Roccella e Caulonia, ma a breve anche in altri Comuni, la possibilità di muoversi come nelle grandi metropoli europee, come Barcellona, Lione, Parigi. Perché i calabresi non possono andare in bici come gli emiliani, perché non si possono muovere senza stress come a Parma o Modena? Esercitare il fisico, nessun problema di parcheggio e costi contenuti. Si punta a eliminare l’uso della macchina per gli spostamenti brevi.

Incendio autovettura in via Boschicello

REGGIO CALABRIA. Un’autovettura è stata danneggiata dalle fiamme di un incendio sviluppatosi intorno alle ore 2 in via Boschicello. L’auto, una Lancia Y di proprietà di una donna G. P., 52 anni, era in uso a G. N., 37 anni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale e gli agenti del Nucleo volanti della Questura.

venerdì 26 febbraio 2010

Scilla. E' morto Pasquale Papalia

SCILLA. Era un personaggio Pasquale Papalia, sicuramente lo scillese più conosciuto e fotografato. A renderlo celebre quella capigliatura folta e crespa. Un look sposato in gioventù e che lo ha accompagnato sino all’ultimo viaggio. Chioma da era beat che lo faceva somigliare ai Mungo Jerry, a Jimmy Hendrix, ai Cugini di Campagna. Era però soprattutto il clone italiano del religioso e oratore indiano Sathya Sai Baba. Questo suo particolare stile lo aveva portata anche a calcare set cinematografici. Dipendente Asl, era un cacciatore provetto, un’ottima forchetta e, più di tutto, il protagonista di allegre compagnie. Con Pasquale Papalia se ne va un altro pezzo di Costa Viola degli anni ruggenti.

Prodotti cosmetici sequestrati dalla polizia municipale

REGGIO CALABRIA. Numerosi prodotti cosmetici di marca “Riveel” (145 pezzi tra fondotinta, ciprie, eyeliner, smalti, ombretti, rossetti, lucidalabbra, perle abbronzanti, matite occhi, cipria) sono stati sequestrati dal personale della Polizia municipale in due esercizi commerciali gestiti da cittadini cinesi. Gli agenti, sono intervenuti in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo nazionale emesso dal Gip di Venezia a seguito della dichiarazione di pericolosità per la salute pubblica accertata dall’Arpa della città veneta. L’operazione è scaturita da una delega di indagine finalizzata al controllo di gran parte del territorio nazionale e tesa a sottrarre dal mercato i prodotti dannosi. Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria sono stati effettuati sopralluoghi in tutti gli esercizi di vicinato cinesi che trattano prodotti cosmetici, reperendo la merce oggetto di sequestro solo in due negozi siti in via Santa Caterina ed in via Baracca. Il personale, diretto dal comandante Alfredo Priolo ha operato nell’ambito delle attività istituzionali a tutela dei consumatori e della libera concorrenza.

Giovanna D'Agostino (Idv), contro la chiusura dell'Hospice

REGGIO CALABRIA. Ancora una volta ci troviamo a dover lottare contro la possibile chiusura di un qualcosa che ci appartiene, che è entrato nel nostro modo di pensare e che dalla gente è sentito come “indispensabile”. Parlo dell’hospice cittadino, la seria, competente ed essenziale struttura socio sanitaria adibita a sostegno dei malati terminali nata in collaborazione con la Lega Italiana Lotta contro i Tumori che per beghe politiche e burocratiche rischia di cessare. Ancora una volta, quindi, una struttura nata per aiutare i più deboli, perché tali sono i malati terminali ed i loro familiari, e che espleta il suo compito con umanità e professionalità si trova invischiata, suo malgrado, a gridare per far sentire la propria voce al di sopra delle tante ciance che i nostri politici ci hanno sino ad ora propinato. Ed allora? Può mai essere che una struttura del genere che è al servizio di chi è un malato molto particolare, debba essa stessa soffrire per poter avere quell’accreditamento con l’Asp e che fino a poco tempo fa sembrava cosa fatta? Può mai essere che l’insensibilità e l’indifferenza dei politici dell’assessorato alla sanità possano all’infinito tenere nel cassetto il relativo atto d’indirizzo senza che chi ne ha potestà intervenga? Ma lo sanno questi nostri politici che se la Regione non firma “subito” questo determinante atto e non si adegua agli indirizzi nazionali in tema di cure palliative, non avrà più i fondi previsti? E poi chiedono a noi di Idv perché siamo contro lo scempio che Loiero ha fatto nella sanità? E’ a conoscenza della gente che solo noi della Calabria siamo inadempienti in questo settore? Ma guarda caso intanto progettano un’altra struttura nella piana, intesa, io credo, più come voto di scambio in questo periodo pre elettorale per i tanti gonzi che abboccano che come servizio ai cittadini che ne hanno bisogno? E poi. Possono i dipendenti continuare a vivere senza stipendio? Possono continuare ad elemosinare quanto dovuto e dato loro solo col contagocce? Non hanno questi famiglia, bisogni ed esigenze? Io personalmente, ma posso assicurare che anche tutto l’Idv, di fronte a questi delitti perpetrati alla dignità umana non resteremo passivi ed insensibili, ma per quello che potremo saremo al fianco non solo dei tanti lavoratori che con dedizione accudiscono questi sofferenti, ma soprattutto saremo vicini a questi che nel momento estremo della vita devono, e ribadisco devono, avere quelle cure e quei trattamenti che li possono rendere e far sentire più tolleranti di fronte alla morte e quindi di fronte a Dio.
Giovanna D’Agostino
candidata Idv alle Regionali

Carabinieri. Brevi di cronaca

CITTANOVA. Durante un controllo di soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale, i militari dell’Arma hanno accertato che S. F., 36 anni, allevatore, pluripregiudicato, si era allontanato dal proprio domicilio, dove si trovava agli arresti domiciliari, pertanto è stato denunziato per evasione.
CITTANOVA. I carabinieri , in ottemperanza ad un ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica di Palmi , hanno tratto in arresto G. C., 51 anni. Quest’ultimo deve espiare la pena di 2 anni di reclusione per violazione obblighi relativi alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
MELICUCCO. La notte scorsa, in seguito ad una segnalazione pervenuta al pronto intervento 112, il personale della Benemerita ha arrestato in flagranza il cittadino rumeno M. C., 35 anni, bracciante agricolo. L’uomo è accusato di atti persecutori, danneggiamento aggravato e tentata violazione di domicilio. M: C., è stato sorpreso mentre minacciava e molestava l’ex fidanzata A. M. K., 26 anni, anche lei cittadina rumena. Il malvivente, dopo aver danneggiato l’autovettura Fiat Punto in uso alla donna, ha tentato di violarne il domicilio sfondando il portone della abitazione. Il comportamento persecutorio dell’uomo ha avuto inizio circa 15 giorni addietro a seguito della decisione della giovane donna di troncare la relazione sentimentale.
OPPIDO MAMERTINA. I carabinieri, in ottemperanza ad ordine esecuzione carcerazione emesso procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, hanno arrestato il cittadino marocchino A. O., 37 anni. Già sottoposto agli arresti domiciliari, dovendo espiare una pena detentiva di 10 mesi e 6 giorni di reclusione oltre al pagamento di 1.700 euro di multa. A. O., è responsabile di furto aggravato continuato in concorso.
REGGIO CALABRIA. I carabinieri sono intervenuti a Pellaro, dove F. Z., 55 anni, impiegato, ha denunciato che ignoti dopo essersi introdotti nella sua abitazione hanno rubato da un armadietto quattro fucili regolarmente detenuti.
ROSARNO. I carabinieri, a seguito di segnalazione pervenuta sull’utenza pronto intervento 112, hanno tratto in arresto il cittadino tunisino K. K., 34 anni, nullafacente. Il nordafricano è stato colto nella flagranza del reato di tentato furto in appartamento aggravato. K. K., infatti, è stato sorpreso mentre si introduceva nell’appartamento di T. C. L., 64 anni. Nel corso della perquisizione il malvivente è stato inoltre trovato in possesso di un coltello a serramanico.
ROSARNO. I militari della locale Tenenza, in attuazione di un’ordinanza di esecuzione di pena detentiva emessa dalla procura della Repubblica di Palmi, hanno arrestato G. P., 39 anni, bracciante agricolo. G.P. deve espiare una pena residua di 2 anni e 2 mesi di reclusione.
TAURIANOVA. Ignoti ladri, approfittando della momentanea assenza della proprietaria, si sono introdotti mediante effrazione della porta-finestra, nell’abitazione della donna asportando oggetti in oro per valore complessivo di 4.000 euro.

Luca Mammolenti catturato dalla polizia

REGGIO CALABRIA. Il latitante della ‘ndrangheta Luca Mammolenti, 29 anni, di Grotteria, affiliato alla cosca Ursino di Gioiosa Jonica, è stato catturato nelle prime ore di stamani dagli agenti della Polstato. Mannolenti, era irreperibile dal dicembre scorso, quando era stato raggiunto da ordine di carcerazione della Procura generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Il latitante è stato sorpreso dal personale del Commissariato di Siderno, coadiuvato dalla Squadra mobile reggina e dal Commissariato di Bovalino, mentre si trovava in compagnia del padre. Negli ultimi tempi, gli uomini del dottor Luigi Silipo, hanno intensificato le ricerche. Sono stati disposti appostamenti ed attività di osservazione nelle vicinanze dell’abitazione del latitante e di quella del padre. Secondo gli investigatori, Luca Mammolenti sarebbe tornato dai propri parenti in occasione del proprio compleanno. L’intuizione si è rivelata esatta.

Deteneva armi clandestine, arrestato dall'Arma

REGGIO CALABRIA. I carabinieri della Stazione “Rione Modena” hanno tratto in arresto Tommaso Paris, 36 anni, su esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di detenzione di armi clandestine. Lo scorso 2 febbraio, i militari della Stazione avevano tratto in arresto Anna Rita Silva poichè all’interno dell’abitazione della donna in zona centro, prossimità Calopinace, erano state rinvenute tre pistole (un revolver calibro 32 perfettamente funzionante, con matricola abrasa, cinque proiettili nel tamburo e altri due non inseriti; un revolver a canna corta modello Colt Cobra calibro 38 special, perfettamente lubrificato con matricola abrasa e sei colpi nel tamburo; una pistola semiautomatica Beretta calibro 7,65 perfettamente lubrificata e funzionante con sette colpi nel caricatore). In quella circostanza, il personale della Benemerita si è immediatamente messo alla ricerca di eventuali complici individuando come verosimile codetentore il convivente della donna, appunto Tommaso Paris, che al momento della perquisizione non era presente in casa e che, a seguito dell’attività svolta dai carabinieri, si era reso irreperibile. A comprovare la responsabilità del giovane è stata innanzi tutto la convivenza dell’uomo con la donna presso l’abitazione dove è stata compiuta la perquisizione, convivenza ampiamente ricostruita e documentata da parte dei militari. Ma ciò che ha realmente tradito l’uomo è stata una telefonata fatta proprio dalla convivente al momento della perquisizione: all’arrivo dei militari che dovevano procedere a perquisizione infatti, la donna, resa edotta della facoltà di avvisare un difensore, effettuò una telefonata non già al difensore, ma al suo convivente, particolare non sfuggito agli investigatori, che, dalla ricostruzione data dai tabulati hanno confermato che quella telefonata fu fatta proprio a Paris, da cui la donna ricevette indicazioni su come comportarsi. La stessa infatti, dopo la telefonata, consegnò ai militari due delle tre pistole. L’ultima, la semiautomatica Beretta, fu invece rinvenuta dai militari durante la perquisizione. A seguito delle indagini svolte, il sostituto procuratore ha richiesto ed ottenuto dal Gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il Paris. L’uomo è ora recluso nella Casa circondariale di via San Pietro a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Maxi sequestro beni mafiosi a Siderno

REGGIO CALABRIA. La polizia di Stato ha eseguito un sequestro di beni riconducibili a Michele Curciarello, 48 anni e Antonio Martino, 34 anni, entrambi arrestati nel dicembre del 2008 nell'ambito dell'operazione "Pioggia di novembre", poichè ritenuti implicati nell'organizzazione e nell'esecuzione del delitto di Salvatore Cordì, alias "u cinesi", esponente dell'omonima consorteria in lotta con il clan rivale dei Cataldo di Locri, avvenuto nel maggio del 2005. I due, inoltre, nello stesso procedimento, sono stati indagati per detenzione e porto illegale di armi. Il sequestro è stato compiuto grazie al preciso impegno investigativo del personale della Divisione anticrimine della Questura. L’accurata attività d’indagine compiuta dagli investigatori guidati dal primo dirigente Benedetto Sanna e dal vice questore aggiunto Mario Lucisano, in collaborazione con il Commissariato competente per giurisdizione territoriale (in questo caso si tratta del Commissariato di Siderno, diretto dal dottor Luigi Silipo), si è conclusa minuziosa proposta della Questura, che è stata pienamente accolta dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale reggino. Così, ieri, su direttive del questore Carmelo Casabona, il personale della Divisione anticrimine e del Commissariato di Siderno hanno hanno posto i sigilli a:
1. Terreno e villa residenziale, ubicati in Siderno e nella disponibilità di Michele Curciarello;
2. Attività commerciale “Max Moda Donna” ubicata in Siderno, di proprietà di Francesca Fanito, moglie di Michele Curciarello;
3. Concessionaria Auto “M2 Car” avente sede legale in Siderno, di proprietà di Domenico Martino, fratello di Antonio Martino;
4. Numerose polizze assicurative intestate ad Antonio Martino;
5. Conti correnti, libretti di deposito ed altri valori mobiliari rientranti nel patrimonio delle imprese sequestrate o comunque riconducibili ai proposti ed ai loro familiari conviventi. Le indagini di natura patrimoniale hanno permesso di accertare la palese sproporzione tra i modestissimi redditi dichiarati e la reale consistenza del patrimonio di cui potevano disporre. L’operazione della polizia di Stato riveste anche due aspetti storici evidenziati nel corso della conferenza stampa dal procuratore capo Giuseppe Pignatone. «Era risaputo da anni che il negozio di alta moda “Max Moda Donna” era di proprietà della ‘ndrangheta. – ha detto il procuratore della Repubblica – Questo è l’ennesimo segnale dello Stato alle consorterie criminali. Il sequestro beni è anche il primo dopo l’istituzione, proprio nella città dello Stretto, dell’Agenzia nazionale beni confiscati alle mafie. Lo Stato non si arrende, nè torna indietro». Il questore Casabona ha sostenuto: «il provvedimento di sequestro è frutto del lavoro efficace della polizia di Stato volta ad aggredire i patrimoni delle cosche della ndrangheta, provento di attività criminose». Il dirigente del commissariato di Siderno, Luigi Silipo, infine, ha sottolineato «la pericolosità dei titolari dei beni sequestrati, indagati per omicidio nel corso della faida Cataldo-Cordì, uno scontro sanguinoso che ha provocato decine di omicidi nella Locride».

giovedì 25 febbraio 2010

Carabinieri. Brevi di cronaca

CAULONIA MARINA. N. T., 28 anni, titolare di un chiosco-bar, ha denunziato presso la locale Stazione carabinieri che ignoti durante la scorsa notte si sono introdotti nel suo locale ed hanno asportato quattro apparecchi video “slot machine”. Il danno è stato quantificato in circa 15.000 euro.
LAUREANA DI BORRELLO. I carabinieri del Nas di Reggio Calabria collaborati dai militari dell’Arma locale e dai veterinari dell’azienda sanitaria provinciale hanno denunciato in stato di libertà G. C., 36 anni, amministratore di un’ azienda zootecnica, per aver effettuato lo smaltimento dei reflui provenienti dalla sua azienda senza autorizzazione e direttamente su terreno circostante. Nella circostanza è stato effettuato il sequestro dell’azienda e di 300 capi suini risultati privi di marche auricolari. Il sequestro ammonta a circa 300.000 euro.
CINQUEFRONDI. Ignoti, La scorsa notte, ignoti dopo aver rotto un vetro dalla finestra, erano penetrati all’interno della Scuola per l’Infanzia ed hanno messo a soqquadro il locale adibito a custodia cancelleria e materiali vari, senza apparentemente nulla asportare.
TAURIANOVA. Ignoti nel corso della mattinata si sono introdotti nell’abitazione di M. M., 59 anni, insegnate, ed hanno asportato oggetti in oro, somma di denaro in contante e delle armi regolarmente custodite.
SAN FERDINANDO. I carabinieri hanno arrestato G. A. M., 62 anni, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Leone”. L’uomo, accompagnato dal proprio legale di fiducia, si è presentato spontaneamente alla locale caserma dell’Arma.
ROSARNO. G. A., 35 anni, autotrasportatore, ha denunziato ai carabinieri della locale Tenenza che mentre transitava lungo la strada proveniente da Feroleto della Chiesa alla guida del proprio furgone, è stato affrontato da tre individui con il volto travisato da passamontagna di cui uno armato di pistola. Il terzetto, disposto al centro della carreggiata, una volta fatto fermare l’automezzo, ha arraffato l’incasso della giornata.
SIDERNO. I militari dell’Arma, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione misura di sicurezza del ricovero in una casa di cura e di custodia emessa dal Gip del Tribunale di Locri, hanno tratto V. O., 44 anni. Quest’ultimo, ritenuto colpevole di lesioni personali aggravate nei confronti della convivente. La donna, infatti nelle corso dell’aggressione ha riportato lesioni permanenti alla colonna vertebrale. L’arrestato è stato tradotto all’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto.
VARAPODIO. Intorno alle ore 4:30 in viale Rimembranza ignoti hanno incendiato il fuoristrada Suzuki, Santana, di proprietà di G. G., 44 anni, coniugata, bracciante agricola. Indagini dei carabinieri della locale Stazione.

Naccari: «Impossibile confondere il Patto di Stabilità con la disponibilità di cassa»

CATANZARO. «Non sarebbe nemmeno il caso di replicare alla nota polemica del gruppo consiliare regionale Pdl di oggi, in cui si fa riferimento a presunti sforamenti del Patto di Stabilità, accostandoli alla possibilità che siano a rischio le assunzioni degli enti collegati e persino il pagamento degli stipendi ai dipendenti regionali», si sfoga l’assessore regionale al Bilancio Demetrio Naccari Carlizzi. «Chi ha redatto questa nota dal chiaro intento propagandistico e provocatorionon aveva intenzione di chiarire nulla: è infatti impossibile non distinguere gli adempimenti disposti dal patto di Stabilità con le disponibilità di cassa. A tutt‘ oggi stiamo completando, come tutte le Regioni in Italia, le procedure di verifica previste nelle disposizioni del Patto di Stabilità – prosegue Naccari – ricordiamo a tale proposito come il termine ultimo per la presentazione di questa documentazione al ministero scade in data 31 marzo prossimo, il che fa largamente sospettare della natura polemica e provocatoria a fini elettorali del gruppo consiliare Pdl. In ogni caso sbaglia grossolanamente chi confonde gli obiettivi del Patto di stabilità con la disponibilità di cassa, perché così facendo paventa quello che non è nemmeno lontanamente ipotizzabile: il pagamento degli stipendi dovuti da questa amministrazione non sono assolutamente a rischio. Ricordiamo comunque come nell’ottobre scorso la giunta regionale ha adottato un Atto di indirizzo per tutte le strutture regionali mirate a contenere le spese, con il fine per l’appunto, di fugare ogni rischio di mancare gli obiettivi del Patto – ricorda l’assessore al Bilancio, per poi aggiungere - Anche per le assunzioni va poi precisato come per quelle disposte da enti strumentali a questa amministrazione non subiscono effetti da un eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi. Chiunque abbia compilato questa nota da campagna elettorale non può essere un pubblico amministratore, con una minima familiarità del bilancio pubblico; è evidente come a porre questa domanda debba essere stato un addetto stampa incaricato di far salire i toni della polemica politica, ma purtroppo per lui senza un minimo di competenze in materia di bilancio. – conclude l’onorevole Carlizzi, aggiungendo - A questi signori del Pdl che vogliono attizzare polemica si potrebbe replicare di guardare in casa propria per la precisione al Comune amministrato dal candidato a governatore regionale, un ente pubblico in quel caso sì vicino al fallimento e al dissesto finanziario, e che fino ad oggi è stato mantenuto artificialmente in vita da una Regione benevola che non ha preteso il pagamento dei crediti non riscossi presso il Comune di Reggio Calabria, perché ben consapevole del fatto che non siano crediti riscuotibili presso quella amministrazione dalle casse vuote, e perché si è deciso con spirito di responsabilità istituzionale di non portare al default un ente amministrativo della nostra regione».

Ultimatum degli universitari della Locride

LOCRI. Da Messina, non arrivano notizie positive. La situazione della Fondazione LocrIdea è ancora stazionaria, e nessuno sviluppo c’è stato in merito. Ormai sperare in un intervento regionale, che possa essere risolutore di questo intervento è insensato. Come studenti ci sentiamo abbandonati da tutti, politici locali in primis, che oltre alle rassicurazioni pre-costituzione della Fondazione, si sono eclissati nel limbo delle elezioni regionali. La provincia, da ormai 2 mesi, lesina a dare risposte concrete, insinuandosi in giustificazioni circa le procedure burocratiche. Intanto, le somme da versare all’Università non arrivano da nessuna parte. Chi si tira indietro, chi non si è mai fatto avanti. Chi critica il prossimo, senza aver realmente fatto qualcosa per salvare il polo di Locri. Le promesse politiche si perdono, e cosi anche gli studenti se ne vanno lentamente. Finita questa sessione di esami, che per voglia di qualche professore si è parzialmente svolta a Locri, il nostro cammino didattico continuerà a Messina. Da lunedì, inizieranno le nostre lezioni, ma a Messina. Locri ormai sembra un territorio del risiko universitario, dimenticato da tutti. Un territorio inutile, per via di una politica inutile. Forse, un intervento una tantum della Regione non avrebbe risolto i problemi, come ha giustamente detto il consigliere regionale Racco nei giorni scorsi. Certo però, che un interessamento da parte della Regione, a parer nostro, di studenti, sarebbe stato doveroso. Questo silenziosi invece, non fa altro che dimostrare che dopo il 2005, il governo della Regione ha sfruttato la Locride, come un grande palcoscenico dove esibirsi in innumerevoli passerelle. La stessa Regione che aveva deliberato circa 25 milioni di euro per la cittadella degli studi della Locride, avrebbe potuto integrare in questa proposta, un’iniziativa universitaria di alto spessore culturale. La politica è la cultura però, nel nostro lembo di terra, non vanno proprio d’accordo. Tuttavia, la mancanza di un’amministrazione gestionale efficiente, è prettamente colpa della nostra classe politica locale. Allo stato attuale, comunque, nessun candidato a Governatore della Regione, ha espresso la volontà di impegnarsi per il polo della Locride. Questo alimenta la volontà espressa da noi studenti, di non andare a votare, all’indomani della raccolta delle 1500 tessere elettorali. Forse non interesserà a nessuno dei nostri voti, ma questo darà ragione alla scritta sulle nostre magliette durante l’assemblea dei sindaci: “La nostra chiusura è il vostro fallimento”. Nonostante la disponibilità annunciata dal Rettore Tommasello, stimolato dal vicepresidente del Cnsu Francesco Campisi, nessuna volontà politica si è poi concretizzata. E nell’attesa che i soldi promessi dalla Provincia di Reggio Calabria, la quale nella persona del Presidente Morabito, è anche alla guida della Fondazione LocrIdea, noi annunciamo che se entro una settimana dall’inizio delle lezioni a Messina, non si procederà a riprendere il regolare corso didattico a Locri, come studenti avvieremo le procedure legali per il rimborso delle tasse, dei danni morali e delle spese sostenute in questi anni.
Livio Ravanese
rappresentante degli studenti universitari della Locride

Auto in fiamme in via Miceli

REGGIO CALABRIA. Intorno alle ore 1. 30, in via Miceli, un incendio ha danneggiato l’autovettura di un pensionato. Le fiamme, presumibile mete innescate da un corto circuito hanno interessato la Lancia Y di proprietà di G. D. S., 74 anni. Sul posto hanno operato i vigili del fuoco del Comando provinciale e gli agenti del Nucleo Volanti della Questura.

Un arresto per il furto di uno scooter

REGGIO CALABRIA. Operazione di polizia delle “Volanti” della Questura che ha condotto all’arresto in flagranza di reato di tentato furto aggravato di Zidane Asdine, 24 anni. Nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio, la sala operativa ha inviato una “pantera” presso la palazzina denominata “WO” di proprietà dell’ente Ferrovie dello Stato in quanto era segnalata la presenza di un intruso che armeggiava su di uno scooter parcheggiato all’interno di quell’area. Prontamente intervenuto sul posto, il personale di polizia ha individuato il malvivente che si è dato alla fuga tra i binari in direzione dei vagoni ferroviari. Lo straniero è stato inseguito e dopo pochi minuti raggiunto e bloccato. Dalla prima attività investigativa è emerso che il marocchino stava tentando di asportare lo scooter e dopo una perquisizione personale è stato accompagnato in Questura e tratto in arresto nella flagranza di reato di furto aggravato. Lo scooter è stato riconsegnato al legittimo proprietario ed il cittadino marocchino, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e clandestino sul territorio nazionale, ristretto presso le camere di sicurezza in attesa del giudizio per direttissima.

Montebello. Giovane arrestato dall'Arma a Fossato

MONTEBELLO IONICO. Un uomo, Leandro Stelitano 33 anni, originario di Roghudi ma domiciliato nella frazione di Fossato è stato tratto in arresto perché trovato in possesso di una pistola Beretta con matricola punzonata calibro 9 perfettamente tenuta con all’interno una cartuccia dello stesso calibro (ben occultata sotto l’armadio della camera da letto) e ben 180 grammi di sostanza stupefacente del tipo “Cannabis Indica”, detenuta all’interno di un sacchetto in cellophane che si trovava nello scantinato dell’abitazione dell’arrestato. Il controllo dei militari si è esteso anche a numerosi altri casolari che si trovano nelle vicinanze dell’abitazione di Stelitano ed in uno di questi, un rudere in pessimo stato peraltro molto vicino alla casa dell’arrestato, è stato rinvenuto, ben occultato sotto il tetto, uno zainetto in tela con all’interno quasi duecento munizioni di vario tipo e calibro (tra queste ve ne sono anche da guerra, del tipo utilizzato, cioè, dalle forze armate e di polizia per le armi d’ordinanza). Sono stati effettuati, infine, dei controlli a tappeto su tutta la zona con ispezione casolari abbandonati, vecchi ovili ed anfratti naturali con il fine di rinvenire ulteriore materiale d’armamento. I controlli avviati all’alba di stamani, hanno impegnato nell’ambito di un più vasto servizio di controllo del territorio 20 uomini della Compagnia carabinieri di Melito Porto Salvo, diretta dal capitano Onofrio Panebianco.

Villa S. G.. Rifiuti su marciapiedi e davanti le scuole

VILLA SAN GIOVANNI. A pochi mesi dalle elezioni amministrative, a Villa si respira aria ‘elettrica’: non solo per l’ormai stabile inquinamento atmosferico, bensì per l’avvicinarsi del giorno in cui verranno presentate le liste con i futuri candidati. Aria di novità? No, i nomi sono sempre gli stessi. Ma non è di questo che il Comitato vuole discutere. Ci limitiamo semplicemente a segnalare le lagnanze dei cittadini per quel che riguarda la vivibilità in un paese che di vivibile ha ormai ben poco. Come già accaduto in passato ed in linea con la funzionalità dello stesso Comitato, nato appunto per divulgare le richieste degli abitanti, l’organo torna ad evidenziare la presenza di rifiuti, organici e non, in luoghi in cui questi proprio non dovrebbe esistere. Si tratta, nel caso più grave, di una gran quantità di rifiuti ubicati proprio di fronte le scuole elementari di Pezzo, piccola frazione di Villa San Giovanni che da tempo ormai sembra essere stata dimenticata dagli amministratori che hanno governato Villa negli ultimi 10 anni. La segnalazione ricevuta dal Gruppo riguarda via Briatico: di fronte la scuola elementare di Pezzo, c’è un accumulo di sacchi neri, fogliame e via dicendo che ostruisce sia l’uso del marciapiede sia la panchina stessa. Sulla stessa scia della precedente e sempre in via Briatico,in molte le mamme a segnalare un marciapiede inagibile poichè ostruito da rami secchi, tronchi ed altri materiali che rendono impossibile l’accesso a chi si trova in carrozzina, a chi conduce un passeggino o a un normale pedone. Immagini purtroppo all’ordine del giorno. Come è all’ordine del giorno effettuare uno ‘zig zag’ perpetuo sulle strade causa fosse e crateri davvero pericolosi per la viabilità e per l’incolumità di pedoni (costretti a camminare per strada), di ciclisti,motociclisti e conducenti di auto. Una situazione ormai insopportabile che ‘regala’ al cittadino l’amara sensazione di non far parte di un mondo civile bensì di un Farwest dove non ci sono regole e tutto va solo contro il cittadino onesto che altro non chiede se non di vivere degnamente in un luogo dove le tasse si pagano per avere in cambio il nulla assoluto. Ci sembra utopistico pensarlo ma, ci auguriamo davvero che presto si possa uscire da questo stato incivile per avere in cambio i servizi dovuti,la pulizia,l’ordine e tutto ciò che dovrebbe spettare a chi paga le tasse e si ritrova in un luogo che viene riconosciuto come Città ma che di città ha ben poco. Non può un bel panorama bastare, per dire di vivere degnamente. E’ il momento di avere in cambio la concretezza. Basta con le promesse,servono i fatti. Lo chiede il Comitato e lo chiedono tutti i cittadini che quotidianamente segnalano al gruppo “Per dire no alla puzza di fogna a Villa San Giovanni” una quantità enorme di abusi ed inciviltà. Stanchi di questa situazione non ci rimane che segnalare i fatti e sperare nella buona coscienza di qualcuno certi che, prima o poi (e speriamo non in un’altra vita) qualcosa cambierà.
Comitato dei Quartieri

mercoledì 24 febbraio 2010

Confermata in appello la condanna per Salvatore Facchineri

REGGIO CALABRIA. Aveva ridotto in schiavitù due cittadini rumeni e per questo motivo era stato condannato a 10 anni e otto mesi di reclusione. Stamani, la condanna è stata confermata dai giudici della seconda sezione della Corte d’Assise d’Appello (Fortunato Amodeo presidente, Franco Greco consigliere). I fatti che hanno portato sul banco degli imputati Salvatore Facchineri, 36 anni, di Cittanova, sono stati accertati nell’ottobre del 2006, quando le due vittime avevano sporto denunzia ai carabinieri. Dalle indagini era emerso, che Facchineri avrebbe costretto i due rumeni a lavorare nella pastorizia e nella produzione di latticini e di formaggi. Una occupazione, dall’alba alla sera, senza alcuna retribuzione. Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe concesso loro solo un alloggio fatiscente in pessime condizioni strutturali e sanitarie. Le due vittime, inoltre, non potevano uscire dalla baracca se non per andare al lavoro. Salvatore Facchineri avrebbe così impedito ogni qualsiasi relazione con l’esterno, obbligandoli a restare chiusi nel decrepito casolare quando qualcuno si recava nei pressi. La Corte ha quindi accolto la richieste formulate dal sostituto procuratore generale Fulvio Rizzo, il quale ha chiesto la conferma della pena inflitta dai giudici della Corte d’Assise di Palmi.

Carabinieri. Brevi di cronaca

TAURIANOVA. I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato il cittadino marocchino A. I., 29 anni, responsabile di non aver ottemperato al decreto espulsione da territorio nazionale emesso nell’anno 2009 dal questore di Reggio Calabria.
CAULONIA MARINA. Durante una perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno deferito in stato di libertà, alla procura della Repubblica di Locri, C. C., 31 anni, poiché all’interno del circolo ricreativo da lui gestito, sono state trovate 50 confezioni di artifizi pirici per la libera vendita, per un peso complessivo di 4 Kg, senza averne fatto denuncia all’autorità e senza essere in possesso delle prescritte autorizzazioni.
ROCCELLA JONICA. Un individuo armato di pistola, dopo avere fatto scendere il conducente, si è impossessato dell’automezzo con il quale il malcapitato autista stava consegnando a domicili prodotti sanitari per anziani.
REGGIO CALABRIA E PROVINCIA. I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, a conclusione di una attività ispettiva nell’ambito del settore agricolo (ditte per la raccolta e lavorazione delle arance) hanno accertato l’irregolare occupazione di sette lavoratori stranieri, tutti impiegati “in nero”. Sono state elevate sanzioni amministrative pari a 24.500 euro.
RIZZICONI. I militari dell’Arma hanno tratto in arresto in flagranza di reato il cittadino rumeno F. B., 41 anni, perchè colpito da precedente decreto di espulsione non ha ottemperato all’ordine di lasciare il territorio nazionale emesso dal questore di Potenza nell’anno 2007.
CINQUEFRONDI. La scorsa notte, ignoti hanno asportato da un costruendo cantiere edile del materiale elettrico per un valore complessivo di 4.000 euro. Indagano i carabinieri della locale Stazione.

Tanta solidarietà a Peppe Baldessarro

REGGIO CALABRIA. Esprimo la più sentita solidarietà all’amico giornalista Giuseppe Baldessarro che, nei giorni scorsi, ha subito una vile intimidazione mafiosa solo per aver svolto con rigore il proprio il lavoro. Invito Baldessarro, e so che lo farà, a non curarsi di gesti così ignobili che mirano a creare un clima di tensione proprio in un momento in cui in Calabria c’è bisogno di trasparenza e legalità. Chi ha inviato quella lettera con i pallini di fucile, deve sapere che nella nostra Regione e nella nostra provincia ci sono persone che dicono “no” alla ‘ndrangheta o a quei centri di potere che vedono seduti attorno allo stesso tavolo mafiosi e politici. È forse una coincidenza che pochi giorni prima dell’atto intimidatorio, Baldessarro aveva pubblicato alcuni articoli circa un’inchiesta di qualche anno fa? Confido negli inquirenti affinché facciano luce sull’episodio che non può rimanere impunito.
Giovanna D’Agostino
Italia dei Valori
In Calabria c’è un clima irrespirabile: dopo l’attentato dinamitardo alla Procura generale di Reggio del 3 gennaio scorso, Peppe Baldessarro è il quinto giornalista minacciato di morte dall’inizio dell’anno nella nostra regione. La ‘ndrangheta pare avere compreso perfettamente la minaccia rappresentata dalla pubblicazione degli atti giudiziari, delle intercettazioni, di tutti quei documenti da cui ne emergono le attività economiche e gli intrecci più oscuri, anche con la politica. Probabilmente la criminalità organizzata teme che il buon lavoro di giornalisti esperti come Peppe, che offrono ai cittadini un’informazione sana e puntuale, possa minare il proprio potere, nello stesso modo in cui lo fanno le indagini dei magistrati del pool reggino. Gli uni e gli altri sono testimoni di verità: dunque, presenze scomode in un territorio che la ‘ndrangheta vuole soggiogato a se stessa. I Calabresi hanno bisogno di un’informazione libera e corretta per partecipare da protagonisti consapevoli alla lotta contro la criminalità organizzata, che in primis devono compiere le istituzioni. Per questa ragione, gli sforzi professionali di giornalisti in prima linea come Peppe devono divenire parte della battaglia politica di ognuno di noi, affinché cronisti onesti, puntigliosi e coraggiosi come il corrispondente di “Repubblica” sentano al proprio fianco chi, come loro, lavora per l’emancipazione ed il cambiamento della Calabria.
Demetrio Martino
capogruppo Pd
La Vigliaccata contro l’amico Baldessarro è soltanto in ordine temporale l’epilogo di una diffusa illegalità che ormai nella nostra città la fa sempre più da padrona,al di fuori ed indipendentemente della fuorviante immagine che il circo del consiglio dei ministri, con il suo carrozzone zeppo di presenze altisonanti, ha voluto evidenziare con la propria presenza a Reggio Calabria. Non ci soddisfano le ricorrenti commemorazioni e parate varie. Bisogna smetterla con i ricorrenti attacchi a “certa stampa” o a "certa magistratura", cerchiamo di essere maggiormente responsabili evitando di esporre cardini amministrativi e della corretta informazione a rischi che purtroppo negli ultimi tempi sono divenuti sempre più frequenti , nel tentativo di bloccare chiunque, nel caso, con la corretta informazione tenti di dare trasparenza alla vita gestionale economica ed amministrativa della città. Riportando la mia completa solidarietà all’amico Baldessarro, lo invito a proseguire nello svolgimento della propria attività professionale, affinché tramite l’eco delle notizie diffuse dallo stesso e dai tanti suoi colleghi, che fanno della libertà di stampa un punto prioritario della vita democratica quotidiana, si possa far fronte comune contro la prevaricazione e l’illegalità diffusa per far uscire fuori dal ghetto in cui è relegata la citta di Reggio e l’intera Calabria ed affinché la nostra città si confronti con l’Europa intera, da città metropolitana non sulle basi del malaffare e della vergogna ma su quelle della cultura dell’imprenditoria del lavoro e della laboriosità, caratteristica della nostra gente. Solo con l’appoggio di tutti si può intraprendere un cammino irto di difficoltà, nella speranza che in un prossimo futuro si riesca ad intravedere la luce del buio tunnel in cui per colpa di pochi ci si ritrova.
Nino Zimbalatti
consigliere Pd
Azione Giovani – Giovane Italia Reggio Calabria è al fianco di Peppe Baldessarro, ennesimo giornalista vittima delle intimidazioni mafiose che colpiscono la stampa libera e coraggiosa della città. Baldessarro non fa altro che il suo mestiere, raccontandoci quotidianamente fatti e misfatti delle cronache giudiziarie reggine. Fatti e misfatti che, nella loro nudità, gettano spesso luce sugli angoli più bui e insospettabili della vita cittadina. Evidentemente di questa luce qualcuno ha paura. Altri, forse, vergogna. Per questo si tenta vigliaccamente di intimidire i giornalisti che altra colpa non hanno se non quella di ricordare a tutti noi, con la crudezza dei fatti, che a Reggio c’è ancora tanto da ripulire, tanto da cambiare. Sarà pure una sterile litania questa dei comunicati di solidarietà, ma continuiamo a preferirla al silenzio. E chiediamo perciò ai rappresentanti delle professioni, del mondo produttivo, del terzo settore di far sentire alta la loro voce in difesa della libera informazione, senza la quale non c’è vera democrazia. Chiediamo con ancora maggior forza alla politica, e in particolare agli amministratori eletti e a chi si candida a rappresentarci nel prossimo consiglio regionale, di non trincerarsi ancora una volta dietro il silenzio. Di cogliere questa triste occasione per affermare e dimostrare con chiarezza di fronte ai calabresi da che parte hanno scelto di stare. Tra i Baldessarro, i commercianti estorti, le vittime usurate da un lato e la ‘ndrangheta dall’altro non deve più esistere una “terra di nessuno”, fatta di omissioni, sottintesi, convenienze elettorali e connivenze di interessi. O di qua o di là. Chi non contrasta con comportamenti, atti amministrativi e leggi la ‘ndrangheta, chi scappa quando se ne comincia a discutere, chi si inerpica in ridicoli giri di parole pur di non nominarla, ne è moralmente e politicamente complice. Al più è un codardo. Questa terra soffre troppo per affidare ancora il proprio futuro a complici e codardi.
Francesco Spanò
presidente provinciale Azione Giovani – Giovane Italia

Riuniti senza acqua intervengono i vigili del fuoco

REGGIO CALABRIA. Ospedali Riuniti senza acqua potabile a causa di un guasto all’impianto idrico. L’emergenza è stata fronteggiata grazie e solo all’intervento dei vigili del fuoco del Comando provinciale. Gli uomini del comandate Claudio Manzella hanno rifornito le cisterne facendo la spola tra il nosocomio e un erogatore idrico posto in via Melacrino. I vigili del fuoco hanno operato utilizzando tre autobotte, una delle quali fatta giungere da un Distaccamento della provincia. Questo è un caso che evidenzia le carenze del piano logistico della Protezione civile regionale, i cui mezzi, un tempo distribuiti strategicamente sul territorio, oggi si trovano accorpati in una sede unica e baricentrica in attesa di intervenire solo in occasione di grandi calamità. Per le “sciocchezze” lavorano gli altri, indebolendo di fatto i presidi statali di sicurezza e soccorso delle altre province calabresi.

Due persone denunciate dalla Polstato

REGGIO CALABRIA. Ieri, personale dell’Upgsp ha denunciato in stato di libertà A. C., 38 anni, responsabile di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e rifiuto di dare le proprie generalità. Il medesimo personale della Polstato ha inoltre denunciato W. M., 52 anni, per rifiuto di indicare le proprie generalità.

Capotreno arrestato dalla Polfer per molestie sessuali

REGGIO CALABRIA. Il personale della locale Squadra giudiziaria compartimentale, coordinata dalla dottoressa Giusy Agnello, ha tratto in arresto G.A.L., 56 anni, impiegato FS in esecuzione di un’ ordinanza cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale, perché ritenuto responsabile del reato di violenza sessuale, nei confronti di una viaggiatrice. Il provvedimento restrittivo, è stato richiesto dal sostituto procuratore Carmela Squicciardini, a seguito della nota informativa con cui la Polfer ha denunciato il ferroviere per fatti che lo avrebbero visto responsabile di atti di molestie sessuali nei confronti di V. L. T., 26 anni, viaggiatrice sulla tratta ferroviaria Reggio Calabria – Villa San Giovanni. Lo scorso mese di gennaio, una ragazza straniera, insegnante di lingue, ha denunziato alla polizia ferroviari il comportamento scorretto e penalmente rilevante di un capotreno che, in una prima occasione aveva cercato di attirare l’attenzione della giovane – desistendo soltanto perché la stessa gli aveva fatto capire di non intendere bene la lingua italiana - e, in una seconda occasione, invece, usava violenza ai fini sessuali nei confronti della viaggiatrice. Come ricostruito dalla Polfer, G.A.L., trovandosi quale capotreno sul convoglio utilizzato quotidianamente per motivi di lavoro dalla giovane insegnate, è riuscito ad avvicinarsi alla donna invitandola ad entrare in confidenza con chiare allusioni ad un approccio sessuale. Impaurita, V. T. L., ha cercato di allontanarsi dal posto occupato poco prima, ma il ferroviere l’avrebbe trattenuta con forza, riuscendo ad attirarla a se ed a palpeggiarla in varie parti del corpo. La ragazza sebbene intimorita ed atterrita, è riuscita a divincolarsi dalla stretta, guadagnando la piazzuola antistante la porta d’uscita del treno, mentre intanto il convoglio è giunto a destinazione. Gli immediati accertamenti investigativi hanno portato alla identificazione del capotreno, il quale ieri è stato arrestato.

Vasta operazione anti pedofilia Internet della polizia postale

REGGIO CALABRIA. Una vasta operazione contro il fenomeno della pedofilia su Internet è stata condotta dal locale Compartimento polizia postale e delle comunicazioni, diretto dal dottor Sergio Iannello. L’attività investigativa è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Giuseppe Bontempo. L’operazione ha portato ai seguenti risultati: 60 perquisizioni eseguite in 37 città italiane; 2 arresti. In Veneto è stato arrestato un cinquantenne, insegnante di scuola primaria mentre, in Trentino Alto Adige, le manette sono scattate ai polsi di uno studente ventenne. In particolare, i due arresti sono stati eseguiti in flagranza di reato a seguito delle perquisizioni in quanto le immediate attività di analisi effettuate sul posto hanno permesso di accertare la detenzione di migliaia di files di natura pedo-pornografica. Altro indagato della regione Veneto era stato già arrestato per fatti analoghi nello scorso mese di ottobre. L’attività investigativa svolta dagli uomini della postale, diretta dal dottor Gaetano Di Mauro, nasce da attività d’iniziativa grazie al monitoraggio della rete Internet da parte degli specialisti della polizia postale calabrese che, operando sotto copertura, attraverso canali di “file sarin”, hanno individuato una rete di pedofili dediti alla cessione e scambio di materiale di genere vietato ed all’adescamento di minori. L’operazione “Simon40”, prende il nome dal nickname (pseudonimo di rete) di un indagato quarantenne residente nella regione Lombardia, il quale, attraverso una webcam aveva diffuso delle immagini pedo-pornografiche via web. Un agente sottocopertura del Compartimento “Calabria”, dichiarandosi tredicenne, ha preso contatti con “simon40”, il quale, dopo un breve periodo di conversazioni, cedeva all’agente immagini pedo-pornografiche. I preliminari accertamenti hanno consentito di individuare il luogo di connessione alla rete Internet ed il nucleo familiare dell’indagato. A questo punto, il magistrato ha disposto una ulteriore attività di contrasto ricercando in rete le immagini divulgate dall’indagato, individuando in tal modo altri 55 utenti del web intenti a scaricare e condividere le immagini vietate. Gli altri 5 indagati sono stati individuati grazie alla collaborazione internazionale tra le forze di polizia in tema di pedofilia on line, resa ancora più efficace, grazie all’impegno di molti Stati impegnati nel contrasto di questo turpe fenomeno. La polizia cilena ha individuato una Comunità virtuale, di natura pedo-pornografica, dove erano iscritti centinaia di utenti tra cui i cinque italiani. Nel corso dell’operazione “Simon40”, che ha coinvolto più di un centinaio di agenti della polizia di Stato nelle varie regioni interessate sono stati perquisiti anche uffici ed imprese private. Nell’ambito delle perquisizioni sono stati sequestrati: 92 computer, 83 hard disk esterni, 28 pendrive e 3.120 supporti ottici sui quali sono ancora in corso accertamenti.

martedì 23 febbraio 2010

Carabinieri. Brevi di cronaca

REGGIO CALABRIA. Ignoti ladri hanno tentato di rubare nel bar di proprietà di M. F., 37 anni. I carabinieri sono intervenuti in via Ravagnese Superiore intorno alle ore 3,30.
POLISTENA. In via medico Grio sconosciuti hanno dato alle fiamme l’autovettura Citroen Saxo di proprietà della badante rumena V. A. M., 32 anni. Sul posto hanno operato i vigili del fuoco del locale Distaccamento e i militari della Stazione.
BAGNARA CALABRA. Intorno alle ore 3,50, nella frazione Ceramida, ignoti hanno incendiato la Volkswagen Golf di proprietà di A. D. C., 60 anni. L’auto era parcheggiata lungo la Statale 18, dove sono intervenuti i vigili del fuoco del locale Distaccamento volontario e i carabinieri dell’Aliquota radiomobile della Compagnia di Palmi.

Karate. Fortitudo 1903 successi continui

REGGIO CALABRIA. Continuano, incessanti, i successi della Sgs Fortitudo 1903 allenata dal maestro Riccardo Partinico presso l’impianto sportivo “Parco Caserta”. Dopo aver concluso l’anno agonistico 2009 vincendo le gare Cadetti, Juniores, Squadre Giovanili Maschili e Squadre Giovanili Femminili, grazie ad un gruppo di giovani atleti, la società reggina si è aggiudicata anche le prime tre gare dell’anno 2010 organizzate dal Comitato Regionale Fijlkam e svoltesi a Villa San Giovanni ed a Lamezia Terme. Domenica 21 febbraio, presso il palazzetto comunale di Lamezia Terme, nella gara riservata alla classe Esordienti B, atleti nati negli anni 1995 e 1996, hanno vinto la medaglia d’oro ed il titolo di campione regionale 2010 gli atleti della Fortitudo 1903 Antonella Vadalà (categoria 45 kg) e Francesco Scimone (categoria 56 kg.). Nella stessa classe, Luca La Ficara (categoria 50 kg,) ha conquistato la medaglia d’argento; Alessandro Aricò (categoria 63 kg.) e Bruno Simone (categoria 70 kg.) la medaglia di bronzo ed, infine, Francesco Ramirez, Francesco Pitasi, Mario Aleo e Pietro Macrì si sono classificati al 5° posto. Nella gara riservata alla classe Cadetti, atleti nati negli anni 1993 e 1994, Roberta Romanazzi (categoria 66 kg.) ha conquistato la medaglia d’oro ed il titolo di campionessa regionale 2010; nella stessa categoria di peso Carla Postorino ha conquistato la medaglia di bronzo. Per i maschi, invece, Antonino Moschella (categoria 68 kg.) ha conquistato la medaglia d’argento e Federico Candela (categoria 61 kg.) la medaglia di bronzo. Il 7 febbraio a Villa San Giovanni, presso la palestra “Rocco Caminiti” si era disputata la gara riservata agli Assoluti, competizione alla quale potevano partecipare gli atleti nati negli anni dal 1992 al 1975 e la Sgs Fortitudo 1903 aveva conquistato, anche in questa gara, il primo posto per società con gli atleti Alessandra Benedetto, Miriam Aricò, Giovanni Aricò, Vassili Arturi, Michele Barcellona, Davide Bonetti, Wanda Minniti, Alessia Minniti, Marco Polimeni, Ludowika Tripodi e Marika Ventura. Dopo tanti successi, il professor Giuseppe Pellicone presidente della Sgs Fortitudo 1903 si è complimentato con gli atleti “amaranto” per la loro capacità di coniugare impegni scolastici e sport ottenendo, in entrambi gli ambiti, ottimi risultati.

Polstato. Brevi di cronaca

VILLA SAN GIOVANNI. Nella tarda serata di ieri, in via Cosenza, per cause in corso di accertamento, un incendio ha danneggiato un’autovettura Toyota Yaris di proprietà di B. R. M. D., 43 anni, casalinga, incensurata, in uso al marito M. D. A., 48 anni, incensurato, imbianchino.
REGGIO CALABRIA. In via Ravagnese, per cause in corso di accertamento, un incendio ha danneggiato il vano motore di un’autovettura Ford Fiesta di proprietà di V. F., 75 anni, pensionata, in uso al nipote D. F., 33 anni, responsabile di una impresa edile artigiana.
CAMPO CALABRO. Stamani, in via Repaci, per motivi in corso di accertamento, si è sviluppato un incendio su un’autovettura Fiat Punto di proprietà di P. P., 40 anni, impiegato.

Melicucco. Un arresto per la tentata estorsione all’imprenditore Pronestì

MELICUCCO. Gli uomini del commissariato di Polistena, diretto dal dottor Francesco Giordano hanno arrestato Antonio Mangiaruga, 42 anni, pregiudicato. L’accusa è tentata estorsione continuata nei confronti dell'imprenditore Ettore Gildo Pronestì, direttore dell'associazione di produttori agrumicoli Casog con sede a Melicucco, che ha denunciato alle forze dell'ordine il tentato taglieggiamento. Le indagini, condotte dagli agenti della Polstato tra i mesi di marzo e luglio 2009, erano iniziate a seguito di un danneggiamento avvenuto il 3 marzo 2009, portato a termine con colpi d'arma da fuoco contro il cancello dell'abitazione di Pronestì e contro la Lancia Y in uso alla moglie dell’imprenditore. I dettagli dell’attività investigativa sono stati svelati dal procuratore Creazzo nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il commissario Giordano e ispettori Mangano e Catalano. Sono state intercettate alcune telefonate sul cellulare della vittima prima e dopo i danneggiamenti, registrando così la richiesta di una mazzetta di 100 mila euro. L’attività d’intelligence, secondo gli inquirenti, avrebbe consentito di raccogliere prove schiaccianti nei confronti di Mangiaruga. A carico di quest’ultimo, inserito nel contesto della criminalità organizzata di Melicucco, risultano precedenti per violazione della legge sulle armi, contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. La parte offesa appartiene ad una nota famiglia di imprenditori che nei decenni passati è stata vittima di numerosi danneggiamenti. Nel 1988, il fratello di Ettore Pronestì, Ottavio, era stato sequestrato a scopo estorsivo e liberato dopo 6 mesi.

Gioia Tauro. Sequestrati nel porto 100 Kg di cocaina

GIOIA TAURO. Quasi cento chili di cocaina sono stati sequestrati dai carabinieri della locale Compagnia e dal personale dell'Ufficio dogane. La droga viaggiava all'interno di un container in procinto di essere sdoganato. I particolari dell'operazione sono stati resi noti dal procuratore della Repubblica di Palmi Giuseppe Creazzo, nel corso di una conferenza stampa. La droga, proveniva dal Sud America ed era nascosta all'interno di un carico di legno. «L'indagine - ha spiegato il magistrato palmese - ha permesso di rinvenire una serie di panetti di cocaina purissima nascosta in un container di listelli di legno. Al loro interno era celata la droga». «L'attività investigativa - ha precisato Damiano Sposato, direttore dell'ufficio della dogana - è stata incentrata sui flussi che l'intelligence ha considerato sospetti. Le indagini collimavano con quelle fatte anche dai carabinieri, diretti dal capitano Ivan Boracchia. E' stato molto complicato rinvenire la cocaina perchè le piccole dimensioni delle cavità dei listelli non faceva immaginare la presenza di qualcosa dentro». «Fondamentale in questo senso - ha spiegato il comandante dei carabinieri di Gioia Tauro Ivan Boracchia - è stato l'impiego delle nuove apparecchiature tecniche, in particolare il cosiddetto "silhouette scan mobile" un apparecchio che consente di rilevare tutto il contenuto all'interno dei container sbarcati dalle navi transoceaniche. I listelli avevano dimensioni di 5 centimetri per 5 e una lunghezza di due metri. Al loro interno erano stati ricavati 7 scomparti dove era stata nascosta la droga e quest'ultima era stata coperta da un altro strato di legno». Un lavoro molto complicato e lungo, quindi, per riuscire ad aprire tutti i 6mila listelli presenti nel container proveniente dal Paraguay. Quello di domenica mattina è il terzo maxisequestro di cocaina purissima portato a termine nello scalo gioiese che ha permesso alla procura di Palmi e alle forze dell'ordine di rinvenire, negli ultimi tre mesi, quasi mezza tonnellata di sostanza stupefacente. Pochi i dettagli comunque rivelati in conferenza stampa perchè le indagini continuano al fine di risalire ai proprietari del carico.