REGGIO CALABRIA. Esprimo la più sentita solidarietà all’amico giornalista Giuseppe Baldessarro che, nei giorni scorsi, ha subito una vile intimidazione mafiosa solo per aver svolto con rigore il proprio il lavoro. Invito Baldessarro, e so che lo farà, a non curarsi di gesti così ignobili che mirano a creare un clima di tensione proprio in un momento in cui in Calabria c’è bisogno di trasparenza e legalità. Chi ha inviato quella lettera con i pallini di fucile, deve sapere che nella nostra Regione e nella nostra provincia ci sono persone che dicono “no” alla ‘ndrangheta o a quei centri di potere che vedono seduti attorno allo stesso tavolo mafiosi e politici. È forse una coincidenza che pochi giorni prima dell’atto intimidatorio, Baldessarro aveva pubblicato alcuni articoli circa un’inchiesta di qualche anno fa? Confido negli inquirenti affinché facciano luce sull’episodio che non può rimanere impunito.
Giovanna D’Agostino
Italia dei Valori
In Calabria c’è un clima irrespirabile: dopo l’attentato dinamitardo alla Procura generale di Reggio del 3 gennaio scorso, Peppe Baldessarro è il quinto giornalista minacciato di morte dall’inizio dell’anno nella nostra regione. La ‘ndrangheta pare avere compreso perfettamente la minaccia rappresentata dalla pubblicazione degli atti giudiziari, delle intercettazioni, di tutti quei documenti da cui ne emergono le attività economiche e gli intrecci più oscuri, anche con la politica. Probabilmente la criminalità organizzata teme che il buon lavoro di giornalisti esperti come Peppe, che offrono ai cittadini un’informazione sana e puntuale, possa minare il proprio potere, nello stesso modo in cui lo fanno le indagini dei magistrati del pool reggino. Gli uni e gli altri sono testimoni di verità: dunque, presenze scomode in un territorio che la ‘ndrangheta vuole soggiogato a se stessa. I Calabresi hanno bisogno di un’informazione libera e corretta per partecipare da protagonisti consapevoli alla lotta contro la criminalità organizzata, che in primis devono compiere le istituzioni. Per questa ragione, gli sforzi professionali di giornalisti in prima linea come Peppe devono divenire parte della battaglia politica di ognuno di noi, affinché cronisti onesti, puntigliosi e coraggiosi come il corrispondente di “Repubblica” sentano al proprio fianco chi, come loro, lavora per l’emancipazione ed il cambiamento della Calabria.
Demetrio Martino
capogruppo Pd
La Vigliaccata contro l’amico Baldessarro è soltanto in ordine temporale l’epilogo di una diffusa illegalità che ormai nella nostra città la fa sempre più da padrona,al di fuori ed indipendentemente della fuorviante immagine che il circo del consiglio dei ministri, con il suo carrozzone zeppo di presenze altisonanti, ha voluto evidenziare con la propria presenza a Reggio Calabria. Non ci soddisfano le ricorrenti commemorazioni e parate varie. Bisogna smetterla con i ricorrenti attacchi a “certa stampa” o a "certa magistratura", cerchiamo di essere maggiormente responsabili evitando di esporre cardini amministrativi e della corretta informazione a rischi che purtroppo negli ultimi tempi sono divenuti sempre più frequenti , nel tentativo di bloccare chiunque, nel caso, con la corretta informazione tenti di dare trasparenza alla vita gestionale economica ed amministrativa della città. Riportando la mia completa solidarietà all’amico Baldessarro, lo invito a proseguire nello svolgimento della propria attività professionale, affinché tramite l’eco delle notizie diffuse dallo stesso e dai tanti suoi colleghi, che fanno della libertà di stampa un punto prioritario della vita democratica quotidiana, si possa far fronte comune contro la prevaricazione e l’illegalità diffusa per far uscire fuori dal ghetto in cui è relegata la citta di Reggio e l’intera Calabria ed affinché la nostra città si confronti con l’Europa intera, da città metropolitana non sulle basi del malaffare e della vergogna ma su quelle della cultura dell’imprenditoria del lavoro e della laboriosità, caratteristica della nostra gente. Solo con l’appoggio di tutti si può intraprendere un cammino irto di difficoltà, nella speranza che in un prossimo futuro si riesca ad intravedere la luce del buio tunnel in cui per colpa di pochi ci si ritrova.
Nino Zimbalatti
consigliere Pd
Azione Giovani – Giovane Italia Reggio Calabria è al fianco di Peppe Baldessarro, ennesimo giornalista vittima delle intimidazioni mafiose che colpiscono la stampa libera e coraggiosa della città. Baldessarro non fa altro che il suo mestiere, raccontandoci quotidianamente fatti e misfatti delle cronache giudiziarie reggine. Fatti e misfatti che, nella loro nudità, gettano spesso luce sugli angoli più bui e insospettabili della vita cittadina. Evidentemente di questa luce qualcuno ha paura. Altri, forse, vergogna. Per questo si tenta vigliaccamente di intimidire i giornalisti che altra colpa non hanno se non quella di ricordare a tutti noi, con la crudezza dei fatti, che a Reggio c’è ancora tanto da ripulire, tanto da cambiare. Sarà pure una sterile litania questa dei comunicati di solidarietà, ma continuiamo a preferirla al silenzio. E chiediamo perciò ai rappresentanti delle professioni, del mondo produttivo, del terzo settore di far sentire alta la loro voce in difesa della libera informazione, senza la quale non c’è vera democrazia. Chiediamo con ancora maggior forza alla politica, e in particolare agli amministratori eletti e a chi si candida a rappresentarci nel prossimo consiglio regionale, di non trincerarsi ancora una volta dietro il silenzio. Di cogliere questa triste occasione per affermare e dimostrare con chiarezza di fronte ai calabresi da che parte hanno scelto di stare. Tra i Baldessarro, i commercianti estorti, le vittime usurate da un lato e la ‘ndrangheta dall’altro non deve più esistere una “terra di nessuno”, fatta di omissioni, sottintesi, convenienze elettorali e connivenze di interessi. O di qua o di là. Chi non contrasta con comportamenti, atti amministrativi e leggi la ‘ndrangheta, chi scappa quando se ne comincia a discutere, chi si inerpica in ridicoli giri di parole pur di non nominarla, ne è moralmente e politicamente complice. Al più è un codardo. Questa terra soffre troppo per affidare ancora il proprio futuro a complici e codardi.
Francesco Spanò
presidente provinciale Azione Giovani – Giovane Italia