ROMA. «E' vero, presto i militari andranno a presidiare Reggio Calabria». Così il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «Diciamo - precisa - che il provvedimento per l'invio dell'esercito a presidiare gli uffici giudiziari di Reggio è in itinere. La decisione finale spetta comunque al Comitato Nazionale per l'Ordine Pubblico». Il ministro della Difesa, che già ieri si era detto favorevole all'invio dei militari nella città minacciata dalla 'ndrangheta, poi aggiunge: «bisogna ora vedere se i soldati che saranno destinati a Reggio possano essere scelti tra i 4.250 già impegnati nell'operazione 'Strade Sicure' o se invece bisognerà passare attraverso un Consiglio dei Ministri. Qualora si decidesse di agire attraverso la via più breve, ossia di attingere dai soldati già impegnati nei servizi di ordine pubblico, questi non siano scelti tra i militari che pattugliano le strade delle nostre città con polizia e carabinieri, casomai tra le pattuglie che svolgono presidi nei centri di accoglienza degli immigrati o nei cosiddetti siti sensibili (ambasciate, consolati, chiese ecc.)».Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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mercoledì 6 ottobre 2010
ROMA. La Russa: «Presto i soldati saranno a Reggio»
ROMA. «E' vero, presto i militari andranno a presidiare Reggio Calabria». Così il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «Diciamo - precisa - che il provvedimento per l'invio dell'esercito a presidiare gli uffici giudiziari di Reggio è in itinere. La decisione finale spetta comunque al Comitato Nazionale per l'Ordine Pubblico». Il ministro della Difesa, che già ieri si era detto favorevole all'invio dei militari nella città minacciata dalla 'ndrangheta, poi aggiunge: «bisogna ora vedere se i soldati che saranno destinati a Reggio possano essere scelti tra i 4.250 già impegnati nell'operazione 'Strade Sicure' o se invece bisognerà passare attraverso un Consiglio dei Ministri. Qualora si decidesse di agire attraverso la via più breve, ossia di attingere dai soldati già impegnati nei servizi di ordine pubblico, questi non siano scelti tra i militari che pattugliano le strade delle nostre città con polizia e carabinieri, casomai tra le pattuglie che svolgono presidi nei centri di accoglienza degli immigrati o nei cosiddetti siti sensibili (ambasciate, consolati, chiese ecc.)».
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