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martedì 5 ottobre 2010

REGGIO CALABRIA. 22 febbraio 1991, il bazooka entra in azione in via Petrillina

REGGIO CALABRIA. E’ la sera del 22 febbraio 1991, la città vive le ore più tragiche della seconda guerra di ‘ndrangheta. Uno scontro cruento che insanguina tutta la provincia. Le ‘ndrine mettono in soffitta le vetuste lupare e affidano le tremende sentenze di morte a micidiali armi da guerra come bazooka, mitra, kalashnikov. E’ una serata uggiosa, i sicari si appostano in via Petrillina, una traversa di viale Europa a poche centinaia di metri dall’allora costruenda Scuola carabinieri. Attendono l’arrivo di un’Alfa 90 blindata, quella su cui viaggiano Mario Albanese, 44 anni e Demetrio Flaviano, 31 anni. La strage si consuma in pochi attimi. Almeno tre i commandos della ‘ndrangheta che entrano in azione. Il missile vomitato dal bazooka usa e getta, centra il parabrezza dell’autovettura. Albanese tenta di trovare scampo in una disperata fuga a piedi. Percorre poche decine di metri, ed è falciato dalla gragnola di proiettili esplosi da un kalashnikov e da un fucile calibro 12 caricato a pallettoni imbracciati da due killer. Flaviano, che si trova al posto di guida, muore carbonizzato.

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