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giovedì 7 ottobre 2010

LOCRIDE. Continua la stretta delle Forze dell’ordine attorno alle famiglie mafiose nella Provincia

LOCRIDE. Questa mattina, all’alba, un’azione congiunta degli uomini del Reparto operativo speciale dei carabinieri, dei militari della Guardia di finanza appartenenti al Gruppo investigativo criminalità organizzata di Reggio Calabria, della Compagnia di Locri, del Servizio centrale investigativo criminalità organizzata di Roma e dello Squadrone eliportato cacciatori del Goc di Vibo Valentia, ha preso di mira, nella Locride, le abitazioni di alcuni esponenti della famiglia degli Aquino, una delle più agguerrite cosche della zona. Le attività, che si sono protratte sino al primo pomeriggio, hanno interessato nove immobili che sono stati passati al setaccio dagli oltre 200 militari presenti; in quattro abitazioni sono venuti alla luce altrettanti Bunker ingegnosamente occultati nell’infrastruttura pronti ad accogliere persone e cose in caso di ”necessità” o per essere utilizzati per “discreti” incontri “d’affari” della famiglia. La scoperta dei locali, abilmente occultati ed arredati in maniera “spartana”, è stata possibile soltanto attraverso l’impiego di strumentazione tecnologica, cui ha fatto seguito l’uso di mezzi meccanici per la rimozione degli ostacoli fissi. Il primo bunker era nascosto dietro il muro di un salone al di là del quale si apriva un accesso ad una stanza sotterranea; il secondo, rinvenuto in un vano sotto una cucina ha le dimensioni di due metri e mezzo di larghezza per 2 metri di altezza per 7 metri di lunghezza; il terzo era costituito da una capiente intercapedine ricavata dietro una parete di uno dei bagni della casa. Il quarto, infine, di due metri e mezzo per tre, è stato scoperto nel piano interrato, accanto ad un caminetto in una delle abitazioni controllate. All’interno dei bunkers sono stati rinvenuti materiali logistici idonei alla lunga permanenza nonchè cinque personal computer, numerose ricevute relative a vincite di giochi a premi nazionali (Lotto e Superenalotto), nel contesto dell’operazione veniva altresì rinvenuti numerose lettere indirizzati al cognato latitante Rocco Aquino, inerenti pagamenti di estorsioni e messaggistica varia tutta posta sotto sequestro ed adesso al vaglio degli investigatori. Le forze di polizia hanno inoltre accertato la presenza di allacci abusivi a luce ed acqua per cui i militari hanno proceduto a deferire in stato di libertà alcuni appartenenti alla cosca Aquino. L’operazione odierna, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, s’iscrive nella serrata azione di contrasto delle ‘ndrine reggine avviata, ormai da tempo, sempre in stretta sinergia da Polstato, militari dell’Arma e Guardia di finanza.

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