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giovedì 7 ottobre 2010

AG-GI: «Esercito a Reggio e “ddl Lazzati”, doppio colpo contro le cosche!»

REGGIO CALABRIA. Assistiamo speranzosi, finalmente, ad un ulteriore salto di qualità nella guerra che lo Stato ha deciso di portare al cuore del cancro ‘ndranghetistico. Innanzitutto, accogliamo con estremo favore la decisione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di chiedere al governo l’invio dell’esercito in città. Si tratta di una misura non più rinviabile che, al contrario di quanto affermato dai soliti soloni del “benaltrismo”, è totalmente in sintonia con le aspettative di sicurezza del popolo reggino. Non sarà, infatti, la presenza dei militari a impedire le altre misure necessarie per il rafforzamento dell’apparato repressivo o, peggio ancora, a mettere in allarme i nostri concittadini. L’allarme, in particolare, è già nei fatti. L’allarme è nell’incubo delle troppe notti ormai scandite dagli incendi delle auto, delle abitazioni e dei negozi nonché dal piombo scagliato contro le saracinesche e i portoni di tanti nostri concittadini rei, soltanto, di non voler sottostare ai diktat delle cosche. Per questo Azione Giovani-Giovane Italia propone che l’invio dell’esercito, oltre a liberare risorse per le indagini e per la protezione degli obiettivi sensibili, serva soprattutto a spezzare quel “ciclo dell’intimidazione e della violenza” che è alla base del controllo mafioso dei nostri quartieri. Solo un ulteriore incremento del pattugliamento notturno delle strade della città potrà prevenire efficacemente la miriade di episodi delittuosi che altro non sono se non la concretizzazione, grazie alle tenebre, delle minacce cui, alla luce del sole, sono sottoposti migliaia di reggini. Cogliamo in pieno questa, forse irripetibile, occasione che la presenza dell’esercito ci dà! Nelle stesse ore, il Senato della Repubblica ha definitivamente approvato il cosiddetto “ddl Lazzati”, che mette in galera i sorvegliati speciali scoperti in attività di campagna elettorale nonché i candidati che si siano avvalsi degli uomini delle cosche per farsi eleggere. Era una legge da lungo tempo attesa e da Azione Giovani più volte sollecitata, che inserisce finalmente nell’ordinamento italiano uno strumento in grado di colpire efficacemente il legame oscuro tra ‘ndrangheta e politica che spesso si cementa proprio nell’orgia elettorale. Da questi due provvedimenti ha inizio una nuova fase nella lotta alle cosche. Se, accanto alle forze dell’ordine, sapranno esserne protagonisti anche il popolo e la politica coraggiosa e pulita, la data della libertà dalla ‘ndrangheta per Reggio e per la Calabria sarà allora davvero vicina.

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