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domenica 5 settembre 2010

REGGIO CALABRIA. Il sindaco “bacchetta” i promotori della ''nobile arte dell'insulto''

REGGIO CALABRIA. «E' finito il tempo dei sofismi e dell'ipocrisia della politica locale. La città non può più attendere, perchè l'accavallarsi dei problemi la farebbero tornare indietro. Per questo, il richiamo al senso di responsabilità è un dovere connaturato alla carica che ricopro in questo momento». Lo dichiara in una nota il sindaco facente funzioni, Giuseppe Raffa. Nelle considerazioni che affida a una dichiarazione scritta, Raffa fa cenno al tono usato nel dibattito politico che ha caratterizzato la crisi interna al Comune, definendolo ''nobile arte dell'insulto''. «I reggini, dall’inizio dell’estate, vivono il quotidiano dramma di un bombardamento mediatico generato dalla “nobile arte dell’insulto”, negazione della politica vera intesa come “maniera esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri”. Il linguaggio usato è diventato un messaggio pericoloso che inganna, destabilizza e nega la verità dei fatti attraverso l’uso di cavillose sottigliezze lessicali e la messa in pratica di comportamenti ambigui. Il tempo è scaduto. Proseguendo oltre si rischia di logorare ancora di più il tessuto socio – economico di Reggio. Mi sono appellato ai partiti, affidato alle loro indicazioni: poco o nulla è successo lungo la strada che caratterizza la crisi al Comune. Gli attori del dibattito sostengono che il loro agire, il loro operare abbia come obiettivo gli esclusivi interessi della città. I fatti, però, indicano ben altre direzioni: quasi tutte portano alla gestione del potere, ad interessi consolidati più o meno palesi. Incontri, documenti, vertici locali e romani sono serviti a poco o nulla. E gli stessi impegni assunti, un’ora dopo sono stati disattesi. Fino ad oggi, infatti, i partiti non sono riusciti a definire il percorso per la composizione della Giunta, come se un assessore in più o una delega in meno rappresentassero un reato di lesa maestà, un attacco alla leadership, il tentativo di azzerare l’attuale establishment politico cittadino e regionale. Tutto questo mentre la città è sotto assedio e deve fare i conti con la ‘ndrangheta, con l’affarismo, la microcriminalità; con episodi teppistici, disoccupazione, con le imprese che rischiano il fallimento; con egoismi e con quant’altro impedisce alla comunità di avere un’amministrazione in grado di affrontare vecchi e nuovi problemi. Reggio ci guarda e si appresta a giudicare la sua classe politica. Ma ci guarda anche il resto del Paese. Ognuno di noi è chiamato a fare i conti con la propria coscienza. Non intendo sottrarmi alle mie responsabilità. Ed è per questo che mi adopererò affinché le prossime ore siano decisive per fare uscire la Città da questa assurda crisi politico – amministrativa. Le mie imminenti decisioni le affiderò alla storia, scritta da chi, in questa vicenda, saprà rimanere al di sopra delle parti».

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