REGGIO CALABRIA. Con l’apertura della stagione venatoria avvenuta giorno 1 settembre, si è tenuta presso il Comando della Polizia provinciale, alla presenza dell’assessore provinciale con delega alla caccia, Antonio Scali, una riunione per il coordinamento dei servizi di vigilanza delle Guardie venatorie volontarie delle Associazioni venatorie ed ambientaliste operanti sul territorio della provincia. Presente alla riunione, in qualità di coordinatore dell’attività di vigilanza sull’intera provincia, il comandante della Polizia provinciale Domenico Crupi ed i rappresentanti degli Atc RC1 e RC2, dell’Enpa, Fidc, Anlc., Anuu, Enalcaccia, Cpa, Confavi, Lida, Rangers International, Arcipesca, Arcicaccia, Italcaccia, Rangers d’Italia, Cst, Anpana, che contano circa 400 volontari. Nel corso della riunione sono state individuate le linee guida per l’attività di vigilanza della stagione venatoria 2010/2011 da parte delle Associazioni venatorie ed ambientaliste coordinate dalla Polizia provinciale, così come disposto dal calendario venatorio della Regione Calabria 2010/2011, si è discusso delle problematiche dovute non solo alle attività di bracconaggio, ai servizi mirati, ma soprattutto della messa in sicurezza di chi svolge una sana attività a stretto contatto con la natura di questo territorio, per come ribadito nel corso del dibattito dall’Assessore al ramo Antonio Scali. E’ stato, inoltre, predisposto dalla Polizia provinciale un piano per contrastare in maniera capillare, con strumentazione altamente tecnologica e con l’utilizzo di autovetture “civetta” , la gravissima ed annosa piaga delle rapine dei fucili ai cacciatori che consente ogni anno un vero e proprio rifornimento di armi per le attività criminose di molte cosche della ndrangheta operanti su zone del territorio provinciale. Una precisa analisi dai dati relativi alle rapine effettuate nell’ultimo quinquennio ha evidenziato un allarmante fenomeno da tenere nella debita considerazione. I circa 11.000 cacciatori reggini potranno esercitare l’attività venatoria su circa 2.500 Km² di territorio compreso nei 97 Comuni della Provincia.Informazioni personali
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giovedì 23 settembre 2010
POLIZIA PROVINCIALE. Riunione operativa con le Guardie venatorie volontarie
REGGIO CALABRIA. Con l’apertura della stagione venatoria avvenuta giorno 1 settembre, si è tenuta presso il Comando della Polizia provinciale, alla presenza dell’assessore provinciale con delega alla caccia, Antonio Scali, una riunione per il coordinamento dei servizi di vigilanza delle Guardie venatorie volontarie delle Associazioni venatorie ed ambientaliste operanti sul territorio della provincia. Presente alla riunione, in qualità di coordinatore dell’attività di vigilanza sull’intera provincia, il comandante della Polizia provinciale Domenico Crupi ed i rappresentanti degli Atc RC1 e RC2, dell’Enpa, Fidc, Anlc., Anuu, Enalcaccia, Cpa, Confavi, Lida, Rangers International, Arcipesca, Arcicaccia, Italcaccia, Rangers d’Italia, Cst, Anpana, che contano circa 400 volontari. Nel corso della riunione sono state individuate le linee guida per l’attività di vigilanza della stagione venatoria 2010/2011 da parte delle Associazioni venatorie ed ambientaliste coordinate dalla Polizia provinciale, così come disposto dal calendario venatorio della Regione Calabria 2010/2011, si è discusso delle problematiche dovute non solo alle attività di bracconaggio, ai servizi mirati, ma soprattutto della messa in sicurezza di chi svolge una sana attività a stretto contatto con la natura di questo territorio, per come ribadito nel corso del dibattito dall’Assessore al ramo Antonio Scali. E’ stato, inoltre, predisposto dalla Polizia provinciale un piano per contrastare in maniera capillare, con strumentazione altamente tecnologica e con l’utilizzo di autovetture “civetta” , la gravissima ed annosa piaga delle rapine dei fucili ai cacciatori che consente ogni anno un vero e proprio rifornimento di armi per le attività criminose di molte cosche della ndrangheta operanti su zone del territorio provinciale. Una precisa analisi dai dati relativi alle rapine effettuate nell’ultimo quinquennio ha evidenziato un allarmante fenomeno da tenere nella debita considerazione. I circa 11.000 cacciatori reggini potranno esercitare l’attività venatoria su circa 2.500 Km² di territorio compreso nei 97 Comuni della Provincia.
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