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giovedì 23 settembre 2010

MAXISEQUESTRO ESPLOSIVO. Il mercantile partito da Mare del Nord

REGGIO CALABRIA. «Gioia Tauro era soltanto una tappa». E' quanto ha riferito il questore, Carmelo Casabona, incontrando i giornalisti per illustrare i particolari dell'operazione che ha portato al sequestro di circa sette tonnellate di esplosivo T4 stivati all'interno di un gruppo di container, e mischiati ad un grande quantitativo di latte in polvere, trasportati dalla nave ''Finland'' del gruppo armatoriale italo-svizzero Msc, e battente bandiera liberiana. Secondo quanto emerso dalle indagini la nave era partita da un porto del Mare del nord. «E' escluso che l'enorme quantità di esplosivo trovata potesse servire ai disegni criminali di cosche locali della 'ndrangheta. - ha aggiunto Casabona. La quantità veramente impressionante che abbiamo sequestrato lascia pensare che i destinatari possano essere grandi organizzazioni criminali internazionali e forse legate a movimenti terroristici». Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche il funzionario della Dogana gioiese Saverio Marrari e il colonnello Alberto Reda, comandante provinciale della Guardia di finanza. «E' un'operazione congiunta tra noi, la polizia di Stato, l’Ufficio delle Dogane e i vari comandi locali dei vigili del fuoco - ha detto Reda - frutto di una complessa analisi, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia. Gioia Tauro si conferma anche in questo episodio uno dei porti di massima sicurezza costantemente monitorati dagli apparati dello Stato». Casabona ha anche sottolineato il rapporto determinante con la Guardia di finanza, con l'Agenzia delle Dogane e con l’ Aise, i servizi di intelligence nazionale ''che ancora una volta, con la loro azione, sono riusciti a tutelare la sicurezza in un porto strategico per gli obiettivi del Paese come Gioia Tauro''. Gli inquirenti non hanno ufficializzato il porto di partenza della nave, ma hanno escluso che la ''Finland'' sia giunta nel Mediterraneo direttamente dall'Iran. Su questo aspetto investigativo l'ipotesi più probabile, secondo quanto riferito dagli investigatori, è che la nave portacontainer sia partita con il suo carico ''da un grandissimo ed importante porto del Mare del Nord''. A Gioia Tauro la ''Finland'' ha soltanto depositato un gruppo di container che dovevano essere smistati successivamente in vari porti del Mediterraneo, tra cui uno della Siria.

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