REGGIO CALABRIA. Clamoroso e sbalorditivo a Reggio si è capaci di tutto. La crisi al Comune si risolve esautorando dall'incarico gli assessori Antonella Freno e Dominique Suraci: di ambedue le colpe di una ingessatura amministrativa durata quaranta giorni, accorgendosi solo oggi della insussistenza di una vera motivazione politica scatenante questo putiferio. Quello che stride è che il sindaco ff Raffa dopo essere partito lancia in resta con svariate filippiche in conferenza stampa, contro tutto e tutti, dirigenti assessori ex sindaco accusandoli di essere partecipi a situazioni torbide riguardo particolarmente alcuni settori della pubblica amministrazione come bilancio, lavori pubblici, manutenzione, società partecipate, patrimonio edilizio e dopo un vero e proprio atto d'accusa contro la mancanza di qualsiasi forma di democrazia atta a garantire l'agibilità e la stessa vita dell'ente, improvvisamente per un atto di responsabilità nei confronti della città, dimentica tutto, e come se nulla fosse accaduto, con facilità permettetemi di dirlo, quanto meno imbarazzante, cerca di far ripartire il carrozzone con tutta la truppa. A questo punto sorge spontanea porre alcune domande. Caro sindaco Raffa ma c'era veramente bisogno di contribuire con il suo comportamento a mettere in ginocchio la nostra città? Non avrebbe potuto fare per tempo le sue responsabili scelte? Forse anche perchè probabilmente distolto dalla crisi imperante ha completamente dimenticato ciò che ha detto esplicitamente in conferenza stampa. In tale sede aveva messo finanche in campo se non ricordo male la sua dignità personale. E per fortuna che tutto ciò è accaduto per un atto di responsabilità, figuriamoci in mancanza di quest'ultima, dato che come è evidente dalle sue decisioni addebita lo sfascio del Comune e la sua recente paralisi amministrativa agli assessori Freno e Suraci avendoli sollevati dal loro precedente incarico. E' proprio vero, siamo nel paese di Giufà. L'amico Raffa è passato in cosi breve tempo dalle stelle alle stalle, vacillando sotto i colpi del potere politico e di chi oggi lo rappresenta in Calabria, improvvisamente perdendo l'inusuale baldanza iniziale per responsabilità nei confronti della città ed anche per far fronte a gravi situazioni riguardo la legalità ed il disastro geomorfologico del nostro territorio. Di quel territorio martoriato in cui oggi sono ben visibili i danni causati da una amministrazione comunale di cui lo stesso Raffa negli ultimi otto anni ha fatto parte con notevoli corresponsabilità nei confronti della cittadinanza tutta. Responsabilità che ad onor del vero non deve essere neanche una delle caratteristiche principali che contraddistinguono il modo di fare del Governatore della Calabria, che facendo ancora peggio dell'onorevole Loiero, ed è quanto dire! (lo stesso Loiero infatti nell'emergenza vibonese di qualche anno fa, aveva assunto nell'immediatezza decisioni a sostegno delle popolazioni e dei territori disastrati), nelle ore e nei giorni successivi al nubifragio reggino ha visto lei e la sua giunta primeggiare per una completa e totale assenza verso i problemi delle popolazioni reggine, sia per quanto riguarda l'aspetto morale molto di più per ciò che attiene l'aspetto finanziario, non avendo preso al momento alcun provvedimento di somma urgenza a tutela delle popolazioni e dei territori colpiti dal nubifragio. Tornando dopo la breve dilazione al vero problema, caro sindaco ff le colpe dell'assessore Freno se di colpe si può parlare sono quelle di aver dato lustro alla città, e visto che si sta parlando dell'assessore ai grandi eventi di aver dato vita a svariate manifestazioni culturalmente e qualitativamente di notevole livello. Ci sorprende tutto ciò, non azzeccandoci proprio nulla con i settori a cui ha fatto pubblico riferimento in conferenza stampa. Per non parlare poi dell'assessore Suraci la cui unica colpa è stata quella di aver dimostrato estrema lealtà e correttezza, doti oggi certamente a cui in politica parecchi non sono abituati. In funzione di ciò la sua giunta nasce da un pastrocchio di spartizioni che necessitano di svariati chiarimenti che lei deve alla città. Ed i punti sono due: Si è trattato di un mini rimpasto per cercare di surrogare e soddisfare le ambizioni di branchi famelici, nell'ottica di una maldestra spartizione di posti di potere da parte dei vari conviviali seduti in una tavola bene imbandita Ed allora non essendoci motivi politici come traspare dal nuovo flirt, e dal volemose bene, lei e tutta la combriccola non aveva il diritto di bloccare per un mese e mezzo qualsiasi attività di una città già in grave crisi economica e di produttività, per cui sarebbe assolutamente serio da parte sua dimettersi da sindaco della città, avendo a questo punto chiaramente bleffato nelle dichiarazioni fatte in conferenza stampa; Se invece le cause della crisi reggina sono state di natura politica, allora ha l'obbligo di chiarire alla città, essendo un imprescindibile diritto degli stessi cittadini essere messi a conoscenza di ciò che avviene nell'Amministrazione comunale, essendo proprio loro i principali contribuenti delle finanze dell'ente locale, cosa si cela dietro quelle gravi accuse da lei fatte, accuse che fanno pensare più che a semplici irregolarità a veri e propri intrallazzi di cui paga le conseguenze la cittadinanza tutta. Spero che urgentemente provveda a dare risposte chiare nell'interesse prioritario della città. Se malauguratamente ciò non dovesse accadere sarò costretto a sollecitare l'intervento della Procura della Repubblica in merito alle sue dichiarazioni a tutela della trasparenza e correttezza amministrativa ed a garanzia delle classi sane e lavoratrici della nostra città.Nino Zimbalatti
consigliere comunale Pd

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