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domenica 15 agosto 2010

SANTA CATERINA ALBANESE (CS). Joggi Avant Folk: la musica si “autorganizza”

SANTA CATERINA ALBANESE. Appuntamento immancabile dell'estate musicale calabrese sarà anche quest'anno il festival Joggi Avant Folk, in programma nella frazione Joggi, dal 16 al 18 agosto. Giunto alla tredicesima edizione, l'evento inaugurato nel 1998 è diventato da subito una manifestazione di musica popolare ed etnica di grande importanza per la Regione. Qui la musica è non solo aggregazione, ma veicolo di interesse e recupero del patrimonio culturale e storico delle comunità del sud Italia, in perfetto accordo con il nome scelto, che dal francese 'avant' riprende l'idea di un “prima” a cui tornare. Musicisti nostrani e non solo, da Massimo Ferrante, alla Spasulati band di Cosenza, a gruppi provenienti anche dalla Romania, si sono esibiti negli anni sul palco allestito nella piazza de centro storico. Uno dei primi festival in Calabria dedicato alla musica tradizionale, ma anche a rappresentazioni teatrali, incontri letterari, mostre fotografiche e laboratori. Sinergie tra forme artistiche diverse garantiscono una tre giorni di perfomance inedite e originali, all'insegna della buona musica e della sperimentazione creativa. Artisti, musicisti e organizzatori dello Joggi Avant Folk hanno in comune lo spirito aggregante del recupero delle radici territoriali e culturali, vero elemento di forza di una manifestazione longeva che può riproporsi ogni anno grazie all'autorganizzazione e all'autofinanziamento. Attraverso una fitta rete di collaborazioni disseminate un po' in tutta Italia, infatti, ogni aspetto dell'evento non viene lasciato al caso e il risultato è una manifestazione organizzata nei minimi dettagli: l'intrattenimento del pubblico, il settore gastronomico, con stand e punti di ristoro disseminati nelle suggestive stradine del centro e ai lati della piazza sede dei concerti, la tolleranza del campeggio libero. L'idea del festival è dunque legata al territorio e alla possibilità di poter costruire percorsi di socializzazione e aggregazione che possano ridisegnare gli scenari legati alla sostenibilità socioeconomica della Calabria, nei suoi numerosi piccoli centri, sempre creativi, operativi e dinamici.

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