REGGIO CALABRIA. Oggi la città attende risposte dagli addetti ai lavori all'interno della maggioranza al Comune, risposte che purtroppo continuano a tardare, dimostrandosi quest'ultima più che una responsabile coalizione di governo, una accozzaglia di fannulloni dominata da meschini giochi di potere e dal servilismo più assoluto nei confronti del puparo di turno che continua a detta di pezzi della stessa a volerla fare da padrone dentro e fuori l'amministrazione cittadina. Le pesanti accuse mosse ripetutamente dal sindaco Raffa e da alcuni consiglieri di maggioranza, necessitano di risposte precise a cui i responsabili pidiellini non possono più sottrarsi. I vari vicari coordinatori ecc. si arrabattano anche in modo singolare, cercando di arrampicarsi sugli specchi, con risposte fumose e nel contempo illogiche, irrazionali ed insignificanti nel pieno tentativo di dire e non dire con l'unico obiettivo che è quello di non fare affronto al referente cui fanno capo. La cosa più semplice al mondo sarebbe quello di comunicare alla città da parte del presidente della Regione Scopelliti ed ex sindaco di Reggio Calabria, perchè suvvia non facciamo gli gnorri, è proprio lui a cui si fa riferimento nelle contestazioni di consiglieri e sindaco ff, i fattori che hanno scatenato questa crisi violenta all'interno della maggioranza. Crisi che sta trainando la città in un baratro bloccando qualsiasi prospettiva di sviluppo economico sociale ed amministrativo e di cui a conti fatti qualcuno deve assumersene oneri ed onori ammesso che di questi ultimi ce ne siano. Il sindaco ff e i rivoltosi hanno il sacrosanto dovere di spiegarne le motivazioni ai reggini in una seduta di consiglio comunale appositamente convocata, non è consentito a nessuno gestire la cosa pubblica come se ci si trovasse davanti ad un fatto personale o peggio ad un battibecco tra comari o ad una rissa da locali notturni, cui forse qualcuno in altri tempi è stato abituato. Reggio e la città devono sapere. In fin dei conti si sta giocando una partita sulla pelle dei reggini. Tali fattori meritano di essere approfonditi cercando da parte degli addetti ai lavori di esplicarli ben bene ai nostri concittadini, risultando gli stessi al momento francamente incomprensibili all'intera comunità ed a tutti quelli che hanno a cuore le sorti della città. Purtroppo mentre la politica ci propina lotte intestine per spartizioni di potere, decine di imprese languono prossime a chiudere bottega non riuscendo ad esigere i loro svariati crediti, causa la notevole carenza di liquidità delle casse comunali. Ci si ritrova con opere pubbliche bloccate o ad andamento lento, ma molto lento, vedi Tribunale, Parco lineare Sud, Lungomare di Gallico, Centro Agroalimentare ecc., con gravi difficoltà o impossibilità di poter fruire di anticipazioni da parte del Banco di Napoli, responsabile dei servizi di tesoreria del Comune, in quanto quest'ultimo è soggetto poco affidabile, essendo oberato da situazioni debitorie nei confronti di terzi. Con servizi sempre più ridotti all'osso, vedi asili nido, in tale settore abbiamo il primato italiano per servizi erogati, in rapporto alla popolazione ed al territorio, peccato sia solo un primato negativo. Con contributi per i canoni di locazione spariti nel nulla o nella migliore delle ipotesi, con un saldo in grave ritardo. Con pressione fiscale con barra dritta in aumento su tutto il fronte e siamo solo all'inizio, tra qualche mese i reggini devono sapere che saranno obbligati, certamente non con molta soddisfazione a mettere mano in modo robusto alle proprie tasche per sopperire alle esigenze finanziarie del nostro comune, per far fronte ad una nuova e famigerata tassa: la " Service Tax " tassa che raggruppa ed ingloba vecchi e nuovi tributi comunali con una incidenza finanziaria a carico di ciascun cittadino per complessive 233 euro annue contrariamente a città del nord come Mantova o Parma dove essa incide per 520 euro, ma anche contrariamente ai nostri dirimpettai messinesi dove i cittadini pagheranno 115 euro, per non parlare di Catanzaro capoluogo calabrese, Cosenza , Crotone e Vibo buone ultime in questa graduatoria con circa 90 euro e da dove traspare un ulteriore primato di Reggio Calabria, l'essere tra le città meridionali quella ad avere esercitato la maggiore pressione fiscale. Peccato che anche che quest'ultimo sia un primato negativo per i cittadini, che pesantemente colpisce gli equilibri economici delle famiglie reggine e meno male che Reggio fino a poco tempo fa era la città della felicità e dei balocchi. La realtà dimostra purtroppo che andando avanti di questo passo saremo costretti a tirare la cinghia sempre di più, sempre che alla fine rimanga qualcosa da stringere. Questo è divenuto oggi il modello Reggio un modello sicuramente da non emulare perchè somiglia molto a quello dell'aeroporto reggino che qualche anno fa era preso ad esempio, con l'assurdità del saldo “vuoto per pieno" alle compagnie facenti scalo e che successivamente alle tornate elettorali ed al consumo delle risorse economiche è totalmente imploso, come oggi è imploso il tanto strombazzato modello reggino tanto gonfiato e pubblicizzato fino a qualche giorno fa. Oggi la crisi comunale con tutte le sue contraddizioni ha fatto vedere le prime ed enormi crepe, evidenziando la totale difficoltà in cui si dibatte una amministrazione di larga maggioranza ma quanto meno allegra, per non aggiungere altro, che ha la responsabilità di aver cacciato la città in un vicolo cieco e per colpa della quale ogni cittadino reggino è costretto a sudare le proverbiali sette camice o del tutto anche l'ottava. Le forze sane, i lavoratori,i cassintegrati, i disoccupati, il ceto medio ormai totalmente deteriorato da leggi e leggine sempre più penalizzanti nei confronti dello stesso, hanno la necessità di una riflessione approfondita per non essere inghiottiti da queste sabbie mobili che oggi condizionano la vita politica reggina, sempre più rappresentata da personaggi che hanno a cuore solo le sorti personali, il mantenimento di poltrone di prestigio e di potere, altro che rinnovamento. A dimostrazione di tutto ciò che è stato detto, le vicende di questi giorni che devono servire da monito ed insegnamento per tutti i reggini.Informazioni personali
- Pino d'Amico
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mercoledì 4 agosto 2010
REGGIO CALABRIA. Zimbalatti (Pd): «La crisi comunale attanaglia la città con gravi ripercussioni sulle prospettive di sviluppo»
REGGIO CALABRIA. Oggi la città attende risposte dagli addetti ai lavori all'interno della maggioranza al Comune, risposte che purtroppo continuano a tardare, dimostrandosi quest'ultima più che una responsabile coalizione di governo, una accozzaglia di fannulloni dominata da meschini giochi di potere e dal servilismo più assoluto nei confronti del puparo di turno che continua a detta di pezzi della stessa a volerla fare da padrone dentro e fuori l'amministrazione cittadina. Le pesanti accuse mosse ripetutamente dal sindaco Raffa e da alcuni consiglieri di maggioranza, necessitano di risposte precise a cui i responsabili pidiellini non possono più sottrarsi. I vari vicari coordinatori ecc. si arrabattano anche in modo singolare, cercando di arrampicarsi sugli specchi, con risposte fumose e nel contempo illogiche, irrazionali ed insignificanti nel pieno tentativo di dire e non dire con l'unico obiettivo che è quello di non fare affronto al referente cui fanno capo. La cosa più semplice al mondo sarebbe quello di comunicare alla città da parte del presidente della Regione Scopelliti ed ex sindaco di Reggio Calabria, perchè suvvia non facciamo gli gnorri, è proprio lui a cui si fa riferimento nelle contestazioni di consiglieri e sindaco ff, i fattori che hanno scatenato questa crisi violenta all'interno della maggioranza. Crisi che sta trainando la città in un baratro bloccando qualsiasi prospettiva di sviluppo economico sociale ed amministrativo e di cui a conti fatti qualcuno deve assumersene oneri ed onori ammesso che di questi ultimi ce ne siano. Il sindaco ff e i rivoltosi hanno il sacrosanto dovere di spiegarne le motivazioni ai reggini in una seduta di consiglio comunale appositamente convocata, non è consentito a nessuno gestire la cosa pubblica come se ci si trovasse davanti ad un fatto personale o peggio ad un battibecco tra comari o ad una rissa da locali notturni, cui forse qualcuno in altri tempi è stato abituato. Reggio e la città devono sapere. In fin dei conti si sta giocando una partita sulla pelle dei reggini. Tali fattori meritano di essere approfonditi cercando da parte degli addetti ai lavori di esplicarli ben bene ai nostri concittadini, risultando gli stessi al momento francamente incomprensibili all'intera comunità ed a tutti quelli che hanno a cuore le sorti della città. Purtroppo mentre la politica ci propina lotte intestine per spartizioni di potere, decine di imprese languono prossime a chiudere bottega non riuscendo ad esigere i loro svariati crediti, causa la notevole carenza di liquidità delle casse comunali. Ci si ritrova con opere pubbliche bloccate o ad andamento lento, ma molto lento, vedi Tribunale, Parco lineare Sud, Lungomare di Gallico, Centro Agroalimentare ecc., con gravi difficoltà o impossibilità di poter fruire di anticipazioni da parte del Banco di Napoli, responsabile dei servizi di tesoreria del Comune, in quanto quest'ultimo è soggetto poco affidabile, essendo oberato da situazioni debitorie nei confronti di terzi. Con servizi sempre più ridotti all'osso, vedi asili nido, in tale settore abbiamo il primato italiano per servizi erogati, in rapporto alla popolazione ed al territorio, peccato sia solo un primato negativo. Con contributi per i canoni di locazione spariti nel nulla o nella migliore delle ipotesi, con un saldo in grave ritardo. Con pressione fiscale con barra dritta in aumento su tutto il fronte e siamo solo all'inizio, tra qualche mese i reggini devono sapere che saranno obbligati, certamente non con molta soddisfazione a mettere mano in modo robusto alle proprie tasche per sopperire alle esigenze finanziarie del nostro comune, per far fronte ad una nuova e famigerata tassa: la " Service Tax " tassa che raggruppa ed ingloba vecchi e nuovi tributi comunali con una incidenza finanziaria a carico di ciascun cittadino per complessive 233 euro annue contrariamente a città del nord come Mantova o Parma dove essa incide per 520 euro, ma anche contrariamente ai nostri dirimpettai messinesi dove i cittadini pagheranno 115 euro, per non parlare di Catanzaro capoluogo calabrese, Cosenza , Crotone e Vibo buone ultime in questa graduatoria con circa 90 euro e da dove traspare un ulteriore primato di Reggio Calabria, l'essere tra le città meridionali quella ad avere esercitato la maggiore pressione fiscale. Peccato che anche che quest'ultimo sia un primato negativo per i cittadini, che pesantemente colpisce gli equilibri economici delle famiglie reggine e meno male che Reggio fino a poco tempo fa era la città della felicità e dei balocchi. La realtà dimostra purtroppo che andando avanti di questo passo saremo costretti a tirare la cinghia sempre di più, sempre che alla fine rimanga qualcosa da stringere. Questo è divenuto oggi il modello Reggio un modello sicuramente da non emulare perchè somiglia molto a quello dell'aeroporto reggino che qualche anno fa era preso ad esempio, con l'assurdità del saldo “vuoto per pieno" alle compagnie facenti scalo e che successivamente alle tornate elettorali ed al consumo delle risorse economiche è totalmente imploso, come oggi è imploso il tanto strombazzato modello reggino tanto gonfiato e pubblicizzato fino a qualche giorno fa. Oggi la crisi comunale con tutte le sue contraddizioni ha fatto vedere le prime ed enormi crepe, evidenziando la totale difficoltà in cui si dibatte una amministrazione di larga maggioranza ma quanto meno allegra, per non aggiungere altro, che ha la responsabilità di aver cacciato la città in un vicolo cieco e per colpa della quale ogni cittadino reggino è costretto a sudare le proverbiali sette camice o del tutto anche l'ottava. Le forze sane, i lavoratori,i cassintegrati, i disoccupati, il ceto medio ormai totalmente deteriorato da leggi e leggine sempre più penalizzanti nei confronti dello stesso, hanno la necessità di una riflessione approfondita per non essere inghiottiti da queste sabbie mobili che oggi condizionano la vita politica reggina, sempre più rappresentata da personaggi che hanno a cuore solo le sorti personali, il mantenimento di poltrone di prestigio e di potere, altro che rinnovamento. A dimostrazione di tutto ciò che è stato detto, le vicende di questi giorni che devono servire da monito ed insegnamento per tutti i reggini.
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