LIDO POMPOSA (FE). Un reggino di 72 anni, Giuseppe Laganà è morto dopo essere caduto in seguito a una colluttazione con un uomo di 45 anni, originario di Milano. Laganà, pensionato Enel, da dieci anni viveva nel Comune alle porte di Verona. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri di Comacchio (ma l'esatta dinamica dei fatti è tuttora in corso di ricostruzione), intorno alle ore 22 di domenica, il milanese avrebbe visto l'anziano danneggiare, utilizzando un punteruolo, la carrozzeria di un veicolo parcheggiato in una delle vie del centro paese. Durante la colluttazione, il reggino è caduto a terra, battendo malamente la testa. Il pensionato è stato subito trasportato in ambulanza prima all'ospedale del Delta di Lagosanto, poi al Sant'Anna di Ferrara. Nella caduta ha riportato un'emorragia cerebrale che, dopo un ricovero con prognosi riservata, gli è stata fatale. E' morto alle ore13 di lunedì. Il pm di turno della Procura ferrarese, Barbara Cavallo, ha disposto il trasferimento della salma all'Istituto di medicina legale per l'autopsia. I carabinieri hanno sentito i testimoni della colluttazione e a breve sentiranno anche il milanese, la cui posizione è al vaglio della magistratura. «Siamo choccati, nessuno poteva immaginarsi che potesse succedere una tragedia del genere». Il vicesindaco di San Martino Buon Albergo (Verona), Franco De Santi commenta così all'Ansa la morte di Giuseppe Laganà. «Una persona positiva - racconta il vicesindaco - che aveva un buon rapporto con l'Amministrazione comunale. Faceva parte del comitato Sant'Antonio una delle sette associazioni che sono in collegamento con il Comune per i problemi dei quartieri. Era una persona molto puntigliosa - aggiunge De Santi - una vera e propria sentinella del territorio, posata e coscienziosa. Non riesco a capacitarmi come possa essere successo quello che è stato riportato dalle forze dell'ordine». Sposato, Laganà viveva in una casa della strada principale del paese: era andato in vacanza ai Lidi Ferraresi con i nipoti. «Prima di partire l'ho incontrato - conclude il vicesindaco - mi ha detto: “vado in ferie e verifica tu se ci sono problemi sul territorio”».Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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martedì 31 agosto 2010
LIDO POMPOSA (FE). Pensionato reggino muore dopo una colluttazione
LIDO POMPOSA (FE). Un reggino di 72 anni, Giuseppe Laganà è morto dopo essere caduto in seguito a una colluttazione con un uomo di 45 anni, originario di Milano. Laganà, pensionato Enel, da dieci anni viveva nel Comune alle porte di Verona. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri di Comacchio (ma l'esatta dinamica dei fatti è tuttora in corso di ricostruzione), intorno alle ore 22 di domenica, il milanese avrebbe visto l'anziano danneggiare, utilizzando un punteruolo, la carrozzeria di un veicolo parcheggiato in una delle vie del centro paese. Durante la colluttazione, il reggino è caduto a terra, battendo malamente la testa. Il pensionato è stato subito trasportato in ambulanza prima all'ospedale del Delta di Lagosanto, poi al Sant'Anna di Ferrara. Nella caduta ha riportato un'emorragia cerebrale che, dopo un ricovero con prognosi riservata, gli è stata fatale. E' morto alle ore13 di lunedì. Il pm di turno della Procura ferrarese, Barbara Cavallo, ha disposto il trasferimento della salma all'Istituto di medicina legale per l'autopsia. I carabinieri hanno sentito i testimoni della colluttazione e a breve sentiranno anche il milanese, la cui posizione è al vaglio della magistratura. «Siamo choccati, nessuno poteva immaginarsi che potesse succedere una tragedia del genere». Il vicesindaco di San Martino Buon Albergo (Verona), Franco De Santi commenta così all'Ansa la morte di Giuseppe Laganà. «Una persona positiva - racconta il vicesindaco - che aveva un buon rapporto con l'Amministrazione comunale. Faceva parte del comitato Sant'Antonio una delle sette associazioni che sono in collegamento con il Comune per i problemi dei quartieri. Era una persona molto puntigliosa - aggiunge De Santi - una vera e propria sentinella del territorio, posata e coscienziosa. Non riesco a capacitarmi come possa essere successo quello che è stato riportato dalle forze dell'ordine». Sposato, Laganà viveva in una casa della strada principale del paese: era andato in vacanza ai Lidi Ferraresi con i nipoti. «Prima di partire l'ho incontrato - conclude il vicesindaco - mi ha detto: “vado in ferie e verifica tu se ci sono problemi sul territorio”».
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