REGGIO CALABRIA. Gli investigatori della polizia di Stato lavorano a tutto campo per cercare di fare luce sull'attentato contro la casa del procuratore generale, Salvatore Di Landro. Sono stati visionati le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza di un'attività commerciale, ubicata ad una cinquantina di metri dallo stabile di via Carlo Rosselli dove si trova la casa del magistrato. Le immagini, seppur poco nitide, immortalano tra l'altro anche il passaggio di un motorino con due persone a bordo, che ovviamente non e' detto che siano collegate all'intimidazione. Gli agenti della questura reggina, e con loro anche alcuni esperti del Servizio centrale operativo, stanno anche lavorando sui resti di esplosivo ritrovati sul posto, anche per effettuare una comparazione con l'esplosivo utilizzato per l'attentato, del 3 gennaio scorso, contro il palazzo che ospita gli uffici della procura generale. Proprio sull’attentato di via Cimino vi sarebbero dieci persone indagate, dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. L'inchiesta della magistratura catanzarese non è ancora conclusa e, secondo quanto si è appreso, l'attentato rientrerebbe in una strategia delle cosche della 'ndrangheta contro l'apparato giudiziario della città dello Stretto. Gli indagati sono rappresentanti di primo piano dei clan cittadini.Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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venerdì 27 agosto 2010
ATTENTATO DI LANDRO. Investigatori a lavoro su video e resti esplosivo
REGGIO CALABRIA. Gli investigatori della polizia di Stato lavorano a tutto campo per cercare di fare luce sull'attentato contro la casa del procuratore generale, Salvatore Di Landro. Sono stati visionati le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza di un'attività commerciale, ubicata ad una cinquantina di metri dallo stabile di via Carlo Rosselli dove si trova la casa del magistrato. Le immagini, seppur poco nitide, immortalano tra l'altro anche il passaggio di un motorino con due persone a bordo, che ovviamente non e' detto che siano collegate all'intimidazione. Gli agenti della questura reggina, e con loro anche alcuni esperti del Servizio centrale operativo, stanno anche lavorando sui resti di esplosivo ritrovati sul posto, anche per effettuare una comparazione con l'esplosivo utilizzato per l'attentato, del 3 gennaio scorso, contro il palazzo che ospita gli uffici della procura generale. Proprio sull’attentato di via Cimino vi sarebbero dieci persone indagate, dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. L'inchiesta della magistratura catanzarese non è ancora conclusa e, secondo quanto si è appreso, l'attentato rientrerebbe in una strategia delle cosche della 'ndrangheta contro l'apparato giudiziario della città dello Stretto. Gli indagati sono rappresentanti di primo piano dei clan cittadini.
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