REGGIO CALABRIA. Le attestazioni di solidarietà al procuratore Giuseppe Creazzo si sono susseguite in questi giorni frequentemente, ma credo che sia necessario per tutti fare delle riflessioni sulla questione. Ormai dall'attentato alla Procura generale di Reggio Calabria sono passati svariati mesi, si sono susseguite tante manifestazioni a sostegno della legalità nella nostra città, si è finanche svolto un consiglio dei ministri straordinario in pompa magna. Si son viste tante belle proposte, sfilate, interviste, impegni ma sopratutto tante ma tante parole, parole, come diceva una vecchia canzone di svariati anni fa.
La realtà cittadina dimostra purtroppo che attentati si riscontravano prima, attentati ci sono stati fino a ieri e le prospettive non sono rosee per il prossimo futuro, poi chi vivrà vedrà. Cambiano i soggetti, da dirigenti comunali, al procuratore generale Salvatore Di Landro, a tanti magistrati, buon ultimo in ordine temporale il procuratore di Palmi Creazzo, a numerosi giornalisti ecc, ma la situazione diviene inqualificabile e critica al tempo stesso, quando viene evidenziato inoltre che alcune azioni sono state portate avanti all'interno o con la compartecipazione o l'assenso di qualche rappresentante dello stesso sistema giustizia. Le riflessioni da fare a questo punto sono svariate:1) E' possibile che nonostante tutti gli arresti di questi ultimi periodi, non si riesca a porre rimedio a tale situazione?
2) Per ottenere tali risultati, apprezzabili sotto il profilo dell'impegno da parte delle forze dell'ordine, non sicuramente sotto l'aspetto pratico a tutela degli stessi rappresentanti dello Stato, era il caso che i massimi vertici di governo ministro Maroni , presidente Berlusconi ecc. si scomodassero per arrivare a Reggio Calabria? Ben per loro almeno che hanno effettuato il viaggio con i mezzi offerti dalla politica , cosa chiaramente di cui i normali cittadini non possono usufruire. In mancanza di ciò ancora si sarebbero trovati in viaggio viste le sempre più gravi carenze di collegamento di qualsiasi tipo tra Reggio Calabria ed il centro nord. Tali carenze si sono acuite in enorme misura negli ultimi tempi per decisioni penalizzanti adottate nei confronti della nostra città dal governo Berlusconi nel silenzio assenso dei nostri rappresentanti di maggioranza alla Regione Calabria, che invece altra intensità e forza di protesta avrebbero invece dovuto opporre alle scelte scellerate del Governo centrale per tutelare i sacrosanti diritti della nostra Provincia sempre più bistrattata dal Carroccio e dai suoi alleati
3) Deliberando un misero aumento di magistrati per la pianta organica del Tribunale di Reggio Calabria, forse si sperava di riuscire ad estirpare la mala pianta? Ma suvvia ci vogliono considerare pure ritardati mentali ?
4) La parata di quei giorni che finalità aveva e quali risultati sostanziali ha prodotto ed ottenuto?
Reggio non ha bisogno di avere raccontate frottole,si intervenga seriamente stroncando le connivenze, la corruttela ed il malcostume imperante, debellando i padrini... , i foraggiatori di un sistema reticolare imperante nella nostra città. Non si verrà a capo di nulla con gli arresti in massa di buona parte della manovalanza essendo quest'ultima esclusivamente esecutrice, non certamente programmatrice di azioni di inciviltà e di intimidazione che servono a consolidare esclusivamente il potere di pochi. Cerchiamo di produrre azioni concrete che facciano si che non ci si ritrovi ancora a proporre le solite azioni di solidarietà, di cui siamo veramente stanchi. Facciamo si che con decisione e impegno reale il governo centrale, il Governatore della Calabria, il sindaco e le Istituzioni cittadine incentivino ed effettuino ognuno per il proprio ruolo, azioni risolutive che portino a recidere definitivamente un cordone ombelicale ormai da tempo consolidato, quello che unisce a doppia via Istituzioni e malaffare. Facciamo si che chi si voglia battere per una Reggio migliore abbia gli strumenti legali per poterlo fare ,senza coperture ed infingimenti di sorta. Certamente ci vuole ben altro impegno che non la legge bavaglio sull'informazione o altri provvedimenti di facciata a tutela di una parvenza di legalità. La questione etica o morale che dir si voglia, deve essere un punto trainante e prioritario del programma di qualsiasi schieramento e di qualsiasi candidato che si proponga a governare la nostra città, al di fuori delle appartenenze politiche, avendo come solo ed unico obiettivo, quello di far scollare di dosso a noi e alla città tutta, quel bollino rosso che la Calabria e Reggio da decenni si portano dietro. In mancanza di ciò si rimarrà ancorati sempre più verso un futuro senza speranza, senza cultura, senza civiltà, cosa assai grave per la città di Reggio che nei secoli precedenti ha rivestito inoltre il ruolo di culla della cultura magno greca e che con il nuovo status di Città Metropolitana aspira a diventare centro economico, culturale e turistico dell'intera area Mediterranea.
Nino Zimbalatti
consigliere comunale Pd

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