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martedì 6 luglio 2010

REGGIO CALABRIA. A Rosario Valanidi scoperta piantagione di cannabis: arrestati padre e figlio

REGGIO CALABRIA. Nella giornata di ieri i carabinieri dell’Aliquota radiomobile hanno tratto in arresto Francesco e Nicola Esposito, rispettivamente padre (53 anni) e figlio (27 anni), di Rosario Valanidi, con l’accusa di coltivazione illegale di sostanze stupefacenti. A seguito di un’attenta attività infoinvestigativa, i militari dell’Arma hanno scoperto, in contrada Umbro, una piantagione di canapa indiana, composta da 213 piante di dimensione variabile tra uno e tre metri. Le piante erano debitamente occultate in mezzo a dei vigneti e vegetazione spontanea in un’area di circa 3.000 mq. Nel tardo pomeriggio i carabinieri, rimasti in osservazione allo scopo di individuare i coltivatori, hanno notato l’arrivo sul posto di una prima persona, seguita a distanza di pochissimi minuti, da un altro soggetto. Gli stessi, giunti alla fine della strada di appoderamento, si sono riuniti e incamminati a piedi verso il terreno di loro proprietà, come da questi ultimi successivamente asserito. Inoltratisi all’interno del campo, dopo aver dato uno sguardo intorno, i due si sono avviati in direzione valle percorrendo un viottolo pedonale sterrato che porta in una zona del terreno dove vi era coltivata parte della canapa, opportunamente irrorata da un impianto di irrigazione che tramite una serie di vasche e tubature serve tutto il terreno. A questo punto, i carabinieri si sono avvicinati ai soggetti, identificati in Francesco e Nicola Esposito. Padre e figlio sono stati sorpresi mentre erano intenti ad irrigare ed accudire parte della piantagione. Prontamente bloccati e tratti in arresto, sul fondo i militari hanno inoltre posto sotto sequestro gli svariati attrezzi da lavoro e tubi in plastica utilizzati per l’irrigazione. I carabinieri, dopo i rilievi fotografici, hanno provveduto a estirpare e distruggere a mezzo fuoco le piante di cannabis, come disposto dell’autorità giudiziaria. Francesco Esposito è ora in carcere mentre Nicola Esposito è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

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