REGGIO CALABRIA. Nell'inchiesta "Meta", condotta dalla Dda reggina contro le principali cosche della città, ''non vi sono allo stato iscrizioni a carico di esponenti politici''. E' quanto si afferma in un comunicato della Procura di Reggio Calabria. ''Con riferimento alle notizie di stampa sull'operazione "Meta" - è scritto nella nota della Procura - si precisa quanto segue: alcuni organi di stampa hanno pubblicato una parte dell'informativa dei carabinieri del Ros che la Procura non aveva trasmesso al gip, previa apposizione di omissis su alcuni capitoli dell'informativa stessa, dai quali emergevano fatti penalmente irrilevanti ovvero per i quali sono necessari ulteriori approfondimenti. E' stato quindi iniziato procedimento penale contro ignoti per il reato di rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Non vi sono allo stato iscrizioni a carico di esponenti politici. Nei confronti di alcuni appartenenti ad uffici di polizia giudiziaria è stato iniziato procedimento penale già definito con decreto di archiviazione emesso dal gip presso il Tribunale. Naturalmente l'Ufficio di Procura procederà a tutti gli approfondimenti necessari con le modalità e i tempi dettati dalle esigenze delle indagini''. L'operazione "Meta" è' stata portata a termine il 23 giugno scorso dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale, contro le cosche Imerti, Condello e De Stefano, con l'arresto di 41 persone ed il sequestro di beni per 100 milioni di euro. L'inchiesta, in particolare, ha svelato che dopo la guerra di mafia che tra il 1985 ed il 1991 provocò centinaia di morti, le cosche reggine hanno raggiunto, ormai da anni, un accordo per la gestione degli affari illeciti, superando le antiche divisioni. Un'intesa che ha riguardato, in primo luogo, le cosche Imerti-Condello, da una parte, e De Stefano-Tegano-Libri, dall'altra. Tra gli arrestati figura anche il sindaco di San Procopio, Rocco Palermo, che sarebbe stato legato alla cosca Alvaro.Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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sabato 3 luglio 2010
REGGIO CALABRIA. La Procura ribadisce che nell’inchiesta “Meta” non figurano politici indagati
REGGIO CALABRIA. Nell'inchiesta "Meta", condotta dalla Dda reggina contro le principali cosche della città, ''non vi sono allo stato iscrizioni a carico di esponenti politici''. E' quanto si afferma in un comunicato della Procura di Reggio Calabria. ''Con riferimento alle notizie di stampa sull'operazione "Meta" - è scritto nella nota della Procura - si precisa quanto segue: alcuni organi di stampa hanno pubblicato una parte dell'informativa dei carabinieri del Ros che la Procura non aveva trasmesso al gip, previa apposizione di omissis su alcuni capitoli dell'informativa stessa, dai quali emergevano fatti penalmente irrilevanti ovvero per i quali sono necessari ulteriori approfondimenti. E' stato quindi iniziato procedimento penale contro ignoti per il reato di rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Non vi sono allo stato iscrizioni a carico di esponenti politici. Nei confronti di alcuni appartenenti ad uffici di polizia giudiziaria è stato iniziato procedimento penale già definito con decreto di archiviazione emesso dal gip presso il Tribunale. Naturalmente l'Ufficio di Procura procederà a tutti gli approfondimenti necessari con le modalità e i tempi dettati dalle esigenze delle indagini''. L'operazione "Meta" è' stata portata a termine il 23 giugno scorso dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale, contro le cosche Imerti, Condello e De Stefano, con l'arresto di 41 persone ed il sequestro di beni per 100 milioni di euro. L'inchiesta, in particolare, ha svelato che dopo la guerra di mafia che tra il 1985 ed il 1991 provocò centinaia di morti, le cosche reggine hanno raggiunto, ormai da anni, un accordo per la gestione degli affari illeciti, superando le antiche divisioni. Un'intesa che ha riguardato, in primo luogo, le cosche Imerti-Condello, da una parte, e De Stefano-Tegano-Libri, dall'altra. Tra gli arrestati figura anche il sindaco di San Procopio, Rocco Palermo, che sarebbe stato legato alla cosca Alvaro.
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