REGGIO CALABRIA. L’operazione “Giano” è scattata nelle prime ore del mattino ed ha impegnato il personale del Nucleo investigativo del Gruppo carabinieri di Locri. L’articolata attività d’indagine, coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica di Reggio Calabria, Antonio De Bernardo e Marco Colamonaci, ha consentito di: realizzare un approfondito percorso investigativo, finalizzato alla completa disarticolazione del circuito usurario, parte del quale già aggredito con gli esiti dell’operazione “Shark”, ricostruendo gli attuali interessi criminali imputabili alla cosca Cordì, la cui esistenza sul territorio è un dato storico attestato nella sua valenza giudiziaria da sentenze passate in giudicato (processi “Primavera” e “Primavera 2”); svolgere una qualificata azione di contrasto nei confronti della suddetta compagine criminale, che ha evidenziato una costante ed elevata capacità aggressiva nei confronti delle componenti sociali ed istituzionali locali; individuare gli interessi economici, patrimoniali e societari riconducibili ad affiliati e loro prestanomi consentendo, all’esito dell’attività di accertamento, di colpire anche il settore del reimpiego dei capitali illecitamente accumulati, di vitale importanza per l’esistenza della stessa organizzazione. Gli obiettivi investigativi sono stati perseguiti attraverso l’effettuazione di intercettazione di conversazioni telefoniche ed ambientali nei confronti degli indagati, l’acquisizione di preziosi riscontri forniti dalle vittime dell’usura:

a seguito, infatti, dell’esecuzione dei provvedimenti restrittivi del settembre 2009, basati anche sulle dichiarazioni rese da Rocco Rispoli e Luca Rodinò, altre vittime dell’attività usuraria decidevano di liberarsi dal giogo degli usurai e raccontare anni di soprusi e vessazioni subite, la coerente valutazione delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Vincenzo Marino.I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono: Cosimo Ruggia, 35 anni, di Locri, indagato di aver fatto parte, con il grado di “sgarrista”, dell’associazione mafiosa denominata “Cosca Cordì”, operante in Locri e zone limitrofe; Gerardo Zucco, 39 anni, di Locri, imprenditore; Francesco Maiorana, 32 anni, di Locri; indagati del reato di usura, commesso avvalendosi della capacità intimidatoria ed al fine di agevolare l’attività del sodalizio criminale di riferimento; Fabio Modafferi, 32 anni, di Melito Porto Salvo di fatto domiciliato a Locri, indagato del reato di intestazione fittizia di beni; Antonio Tallura, 45 anni, di Locri, in atto detenuto a Vibo Valentia; Francesco Tallura, 47 anni, di Locri, in atto detenuto a Vibo Valentia, indagati dei reati di frode nell’esecuzione di contratto di appalto e truffa aggravata, con l’ulteriore aggravante di aver commesso i reati al fine di agevolare la cosca di riferimento. Al momento è attivamente ricercato Gerardo Zucco. Il provvedimento di sequestro ha interessato l’impresa individuale di commercio autoveicoli usati “Auto Fashion” con sede legale a Melito Porto Salvo in via Liguria ed unità operativa a Locri, e relativo patrimonio aziendale, costituito da 17 tra autovetture, perlopiù di grossa cilindrata, e motoveicoli, per un valore complessivo stimato in circa 1.000.000 euro.
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