REGGIO CALABRIA. La Direzione marittima reggina ha effettuato, lungo tutte le coste della regione Calabria, una vasta operazione di polizia finalizzata alla verifica del rispetto della normativa in materia di pesca marittima. L’attività, coordinata e disposta dal capitano di vascello Vincenzo De Luca, si è svolta per mare con l’impiego di motovedette che hanno compiuto controlli su motopesca e pescatori sportivi finalizzati in particolare al contrasto all’uso di reti vietate quali le “spadare” ed alla tutela delle specie sottoposte a regime di protezione da parte della Comunità europea, e per terra con pattuglie che hanno verificato l’intera filiera della pesca a partire dai punti di sbarco. In totale sono stati impiegati 148 uomini, 48 auto mezzi e 7 motovedette. I dati finali dell’attività svolta evidenziano circa 3.300 kg. di pesce sequestrato, 28 verbali amministrativi per un totale di oltre 22.000 euro e 18 notizie di reato trasmesse all’Autorità giudiziaria. L’azione di maggiore rilievo si è svolta a Reggio Calabria dove hanno operato congiuntamente la Capitaneria di porto e il servizio veterinario dell’Asp diretto dal dottor Borruto. Gli uomini dell’ autorità marittima ed autorità sanitaria, infatti, si sono ritrovati, a partire dalle primissime ore antimeridiane, al fine di effettuare controlli a tappeto, lungo la filiera della pesca andando a verificare i singoli passaggi che il prodotto ittico compie dal peschereccio fino alla vendita al dettaglio prima di arrivare sulla tavola dei consumatori. In particolare durante verifiche presso un rivenditore all’ingrosso di Reggio Calabria, gli ispettori hanno accertato all’interno delle celle frigorifere dello stabilimento una ingente quantità di pescato congelato. Gli ulteriori approfondimenti tecnici effettuati hanno evidenziato che si trattava di circa 2 tonnellate e mezzo di pesce vario congelato (sarde, lanzardi, gamberi, suri, polpi, trance di pescespada) in violazione delle vigenti norme nazionali e comunitarie sugli stabilimenti di conservazione e trasformazione dei prodotti della pesca, e in cattivo stato di conservazione (con “bruciature da freddo” e perdite ematiche rivelatrici di un processo di conservazione che non ha rispettato la “catena del freddo”) tanto da essere dichiarato inidoneo al consumo umano. Sentita, quindi, la Procura della Repubblica è scattato il sequestro penale e la denuncia del titolare dell’impianto. L’operazione svolta a Reggio Calabria conferma l’impegno della Capitaneria di porto e dell’Autorità sanitaria locale sul fronte della filiera della pesca, e “ l’ottimo rapporto di collaborazione al fine di tutelare sempre di più il consumatore finale”. come evidenziato dal Commissario Straordinario dell’Asp Rosanna Squillacioti.Informazioni personali
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giovedì 22 luglio 2010
REGGIO CALABRIA. Guardia costiera e il servizio veterinario dell’Asp a tutela dei consumatori
REGGIO CALABRIA. La Direzione marittima reggina ha effettuato, lungo tutte le coste della regione Calabria, una vasta operazione di polizia finalizzata alla verifica del rispetto della normativa in materia di pesca marittima. L’attività, coordinata e disposta dal capitano di vascello Vincenzo De Luca, si è svolta per mare con l’impiego di motovedette che hanno compiuto controlli su motopesca e pescatori sportivi finalizzati in particolare al contrasto all’uso di reti vietate quali le “spadare” ed alla tutela delle specie sottoposte a regime di protezione da parte della Comunità europea, e per terra con pattuglie che hanno verificato l’intera filiera della pesca a partire dai punti di sbarco. In totale sono stati impiegati 148 uomini, 48 auto mezzi e 7 motovedette. I dati finali dell’attività svolta evidenziano circa 3.300 kg. di pesce sequestrato, 28 verbali amministrativi per un totale di oltre 22.000 euro e 18 notizie di reato trasmesse all’Autorità giudiziaria. L’azione di maggiore rilievo si è svolta a Reggio Calabria dove hanno operato congiuntamente la Capitaneria di porto e il servizio veterinario dell’Asp diretto dal dottor Borruto. Gli uomini dell’ autorità marittima ed autorità sanitaria, infatti, si sono ritrovati, a partire dalle primissime ore antimeridiane, al fine di effettuare controlli a tappeto, lungo la filiera della pesca andando a verificare i singoli passaggi che il prodotto ittico compie dal peschereccio fino alla vendita al dettaglio prima di arrivare sulla tavola dei consumatori. In particolare durante verifiche presso un rivenditore all’ingrosso di Reggio Calabria, gli ispettori hanno accertato all’interno delle celle frigorifere dello stabilimento una ingente quantità di pescato congelato. Gli ulteriori approfondimenti tecnici effettuati hanno evidenziato che si trattava di circa 2 tonnellate e mezzo di pesce vario congelato (sarde, lanzardi, gamberi, suri, polpi, trance di pescespada) in violazione delle vigenti norme nazionali e comunitarie sugli stabilimenti di conservazione e trasformazione dei prodotti della pesca, e in cattivo stato di conservazione (con “bruciature da freddo” e perdite ematiche rivelatrici di un processo di conservazione che non ha rispettato la “catena del freddo”) tanto da essere dichiarato inidoneo al consumo umano. Sentita, quindi, la Procura della Repubblica è scattato il sequestro penale e la denuncia del titolare dell’impianto. L’operazione svolta a Reggio Calabria conferma l’impegno della Capitaneria di porto e dell’Autorità sanitaria locale sul fronte della filiera della pesca, e “ l’ottimo rapporto di collaborazione al fine di tutelare sempre di più il consumatore finale”. come evidenziato dal Commissario Straordinario dell’Asp Rosanna Squillacioti.
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