REGGIO CALABRIA. E’ stato rinviato a giudizio davanti alla prima sezione della Corte d’Assise, Shota Dolaberidze, 30 anni, georgiano, latitante, accusato in concorso con il connazionale Sviadi Ardazishvili, 28 anni, di avere ucciso nel corso di una rapina Pietro Giovanni Logoteta, reggino classe ’39. Il decreto che dispone il giudizio è del Gip Adriana Trapani. Il 20 aprile dello scorso anno, le indagini condotte dalla Sezioni omicidi della Squadra mobile e coordinate dal pm Carmela Squicciarini, hanno portato alla cattura di Sviadi Ardazishvili, il quale colpito da mandato di arresto europeo, è stato localizzato a Salonicco in Grecia. L’omicidio del sindacalista Logoteta, risale al pomeriggio del 9 luglio del 2008, quando i rapinatori, dopo essersi introdotti negli uffici della Federazione nazionale agricoltura di via Cardinale Portanova, hanno colpito con numerosi colpi alla testa e varie parti del corpo la povera vittima. Secondo gli investigatori della Polstato, la selvaggia aggressione fu portata a termine per impossessarsi delle chiavi della cassaforte e, come poi avvenne, prelevare il denaro contenuto. I vari servizi investigativi della Squadra mobile, hanno permesso di identificare gli autori dell’efferato delitto nei cittadini georgiani Sviadi Ardazishvili e Shota Dolaberidze, entrambi clandestini. Gli agenti, infatti, hanno accertato che i due georginai erano a conoscenza delle abitudini della vittima, poiché informati precedentemente da due loro connazionali, Eka Didebashwili e Irma Ardazishvili, che presso quell’ufficio della Fna avevano effettuato attività di pulizia. Nelle fasi immediatamente successive all’omicidio le due donne, inoltre, insieme al compagno della Didebashvili, Claudio Buda, avrebbero fatto medicare Sviadi Ardazishvili, rimasto ferito ad una mano nel corso del tragico tentativo di rapina, e gli avrebbero procurato indumenti puliti in sostituzione di quelli intrisi di sangue. A seguito delle risultanze investigative prodotte dalla Sezione omicidi, Eka Didebashwili, Irma Ardazishvili e Claudio Buda sono stati tratti in arresto per avere aiutato ad eludere le investigazioni e a sottrarsi alle ricerche i due georgiani. Shota Dolaberidze, tuttora ricercato, è difeso dall’avvocato d’ufficio Antonia Condemi. Il processo inizierà il prossimo 5 luglio.Informazioni personali
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martedì 25 maggio 2010
Omicidio Logoteta. Rinviato a giudizio il latitante Sviadi Ardazishvili
REGGIO CALABRIA. E’ stato rinviato a giudizio davanti alla prima sezione della Corte d’Assise, Shota Dolaberidze, 30 anni, georgiano, latitante, accusato in concorso con il connazionale Sviadi Ardazishvili, 28 anni, di avere ucciso nel corso di una rapina Pietro Giovanni Logoteta, reggino classe ’39. Il decreto che dispone il giudizio è del Gip Adriana Trapani. Il 20 aprile dello scorso anno, le indagini condotte dalla Sezioni omicidi della Squadra mobile e coordinate dal pm Carmela Squicciarini, hanno portato alla cattura di Sviadi Ardazishvili, il quale colpito da mandato di arresto europeo, è stato localizzato a Salonicco in Grecia. L’omicidio del sindacalista Logoteta, risale al pomeriggio del 9 luglio del 2008, quando i rapinatori, dopo essersi introdotti negli uffici della Federazione nazionale agricoltura di via Cardinale Portanova, hanno colpito con numerosi colpi alla testa e varie parti del corpo la povera vittima. Secondo gli investigatori della Polstato, la selvaggia aggressione fu portata a termine per impossessarsi delle chiavi della cassaforte e, come poi avvenne, prelevare il denaro contenuto. I vari servizi investigativi della Squadra mobile, hanno permesso di identificare gli autori dell’efferato delitto nei cittadini georgiani Sviadi Ardazishvili e Shota Dolaberidze, entrambi clandestini. Gli agenti, infatti, hanno accertato che i due georginai erano a conoscenza delle abitudini della vittima, poiché informati precedentemente da due loro connazionali, Eka Didebashwili e Irma Ardazishvili, che presso quell’ufficio della Fna avevano effettuato attività di pulizia. Nelle fasi immediatamente successive all’omicidio le due donne, inoltre, insieme al compagno della Didebashvili, Claudio Buda, avrebbero fatto medicare Sviadi Ardazishvili, rimasto ferito ad una mano nel corso del tragico tentativo di rapina, e gli avrebbero procurato indumenti puliti in sostituzione di quelli intrisi di sangue. A seguito delle risultanze investigative prodotte dalla Sezione omicidi, Eka Didebashwili, Irma Ardazishvili e Claudio Buda sono stati tratti in arresto per avere aiutato ad eludere le investigazioni e a sottrarsi alle ricerche i due georgiani. Shota Dolaberidze, tuttora ricercato, è difeso dall’avvocato d’ufficio Antonia Condemi. Il processo inizierà il prossimo 5 luglio.
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