MONASTERACE. I carabinieri del Nucleo investigativo di Locri e della Compagnia di Roccella Jonica, coadiuvati dal personale delle Compagnie di Bianco, Locri, Soverato, con il supporto di militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria” e di unità cinofile del Goc di Vibo Valentia, hanno portato a conclusione l’operazione, convenzionalmente chiamata “Sicurezza”. Alle prime luci dell’alba, i militari dell’Arma, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Dda reggina nei confronti di dodici persone, presunte appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta Ruga. I carabinieri hanno operato nei Comuni di Monasterace, Marina di Gioiosa Jonica, Siderno e a Soverato, San Sostene, Satriano in provincia di Catanzaro. A conclusione di un’articolata attività d’indagine, condotta dalla Compagnia di Roccella Jonica, diretta dal capitano Vincenzo Giglio e dalla Stazione di Monasterace, protrattasi per oltre due anni, sono finiti in manette: Giuseppe Cosimo Ruga, 28 anni, di Monasterace, pregiudicato; Cosimo Sorgiovanni, 38 anni, di Monasterace, commerciante, pregiudicato; Remo Sorgiovanni, 25 anni, di Monasterace, commerciante; Daniele Sorgiovanni, 23 anni, di Monasterace, commerciante; Andrea Menniti, 21 anni, di Monasterace, disoccupato; Domenico Maiolo, 24 anni, di Monasterace; Romano Ponzo, 39 anni, di Soverato, commerciante, pregiudicato; Antonino Russo, 41 anni, di Bivongi, macellaio, pregiudicato; Francesco Leuzzi, 33 anni, di Soverato, audio - protesista; Pierpaolo Papaleo, 41 anni, di San Sostene; Giuseppe Agresta, 28 anni, di Satriano; Domenico Giovinazzo, 27 anni, di Siderno autotrasportatore. Secondo gli investigatori dell’Arma, le persone coinvolte nell’operazione “Sicurezza” sono ritenuti affiliati, contigui e fiancheggiatori della cosca Ruga, operante nel Locale di Monasterace, attivo nei comuni della vallata della fiumara Stilaro, con proiezioni nel Centro-Nord Italia. Gli indagati, devono rispondere a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e reati vari. L’attività d’indagine, avviata fin dall’agosto del 2008, è lo sviluppo di dati investigativi di altra attività operativa (il danneggiamento a colpi d’arma da fuoco dell’auto di un cittadino di Monasterace), ha consentito di far luce su un lucroso traffico di cocaina, organizzato da una componente, capeggiata dalla famiglia Sorgiovanni, del Locale di Monasterace, storicamente gestito dalla famiglia Ruga, operante nell’alto jonio reggino e nel basso jonio catanzarese. L’importanza dell’operazione, emerge anche per le criticità registrate in questa parte del territorio calabrese, interessato da una costante tensione sanguinaria, che ha contato oltre 15 caduti, uccisi a colpi di arma da fuoco. Tra gli episodi più significativi, si ricorda quello del 15 luglio 2007, a Vittore Olona in provincia di Milano, con l’omicidio di Carmelo Novella detto “nuzzo”, esponente di spicco dell’omonima struttura criminale, operante nel Locale di Guardavalle, gestito dalla famiglia Gallace, di seguito il 27 settembre 2009, a Riace con l’omicidio di Damiano Vallelunga, capo società del Locale di Serra San Bruno in provincia di Vibo Valentia ed infine, lo scorso 22 aprile, a Soverato Superiore (CZ), con l’omicidio di Vittorio Sia, capo società del Locale di Soverato. Nel corso delle attività investigative, sono state tratte in arresto sei persona in flagranza di reato, cinque denunzie a piede libero, sequestrati circa 500 grammi di cocaina e oltre 200 grammi di marijuana, quattro bilancini di precisione. Durante le indagini, ancora una volta, gli associati usavano un linguaggio criptico, con termini convenzionali (come ad esempio: sacchi di pellet, mangiare, orologi, bracciali, rughetta, bombole di gas, carne di cavallo, cinghiali, buoni pasto, Malboro centos, verde, giallo, viola ecc.… ) per indicare lo stupefacente ed eludere le attività tecniche condotte dall’Arma. Gli indagati, inoltre, a seguito di semplici controlli su strada o normali pattugliamenti eseguiti dai carabinieri, si liberavano delle schede telefoniche in uso, sostituendole immediatamente con nuove intestate a persone diverse da loro. Tuttavia, i carabinieri, sono riusciti a rendere oggettive le relazioni interassociative, correnti tra gli indagati, mediante le tradizionali tecniche d’indagine, come servizi di pedinamento e le attività di osservazione e controllo discreto a distanza. L’operazione “Sicurezza” ha visto impegnati complessivamente oltre 100 carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Gruppo operativo Calabria che, oltre alle 12 misure cautelari, hanno eseguito anche 23 perquisizioni domiciliari e locali nei confronti di altrettanti soggetti legati alla cosca dei Ruga, rinvenendo e sequestrando materiale ritenuto importante dal punto di vista probatorio.Informazioni personali
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venerdì 7 maggio 2010
Monasterace. Scatta l'operazione dell'Arma "Sicurezza"
MONASTERACE. I carabinieri del Nucleo investigativo di Locri e della Compagnia di Roccella Jonica, coadiuvati dal personale delle Compagnie di Bianco, Locri, Soverato, con il supporto di militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria” e di unità cinofile del Goc di Vibo Valentia, hanno portato a conclusione l’operazione, convenzionalmente chiamata “Sicurezza”. Alle prime luci dell’alba, i militari dell’Arma, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Dda reggina nei confronti di dodici persone, presunte appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta Ruga. I carabinieri hanno operato nei Comuni di Monasterace, Marina di Gioiosa Jonica, Siderno e a Soverato, San Sostene, Satriano in provincia di Catanzaro. A conclusione di un’articolata attività d’indagine, condotta dalla Compagnia di Roccella Jonica, diretta dal capitano Vincenzo Giglio e dalla Stazione di Monasterace, protrattasi per oltre due anni, sono finiti in manette: Giuseppe Cosimo Ruga, 28 anni, di Monasterace, pregiudicato; Cosimo Sorgiovanni, 38 anni, di Monasterace, commerciante, pregiudicato; Remo Sorgiovanni, 25 anni, di Monasterace, commerciante; Daniele Sorgiovanni, 23 anni, di Monasterace, commerciante; Andrea Menniti, 21 anni, di Monasterace, disoccupato; Domenico Maiolo, 24 anni, di Monasterace; Romano Ponzo, 39 anni, di Soverato, commerciante, pregiudicato; Antonino Russo, 41 anni, di Bivongi, macellaio, pregiudicato; Francesco Leuzzi, 33 anni, di Soverato, audio - protesista; Pierpaolo Papaleo, 41 anni, di San Sostene; Giuseppe Agresta, 28 anni, di Satriano; Domenico Giovinazzo, 27 anni, di Siderno autotrasportatore. Secondo gli investigatori dell’Arma, le persone coinvolte nell’operazione “Sicurezza” sono ritenuti affiliati, contigui e fiancheggiatori della cosca Ruga, operante nel Locale di Monasterace, attivo nei comuni della vallata della fiumara Stilaro, con proiezioni nel Centro-Nord Italia. Gli indagati, devono rispondere a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e reati vari. L’attività d’indagine, avviata fin dall’agosto del 2008, è lo sviluppo di dati investigativi di altra attività operativa (il danneggiamento a colpi d’arma da fuoco dell’auto di un cittadino di Monasterace), ha consentito di far luce su un lucroso traffico di cocaina, organizzato da una componente, capeggiata dalla famiglia Sorgiovanni, del Locale di Monasterace, storicamente gestito dalla famiglia Ruga, operante nell’alto jonio reggino e nel basso jonio catanzarese. L’importanza dell’operazione, emerge anche per le criticità registrate in questa parte del territorio calabrese, interessato da una costante tensione sanguinaria, che ha contato oltre 15 caduti, uccisi a colpi di arma da fuoco. Tra gli episodi più significativi, si ricorda quello del 15 luglio 2007, a Vittore Olona in provincia di Milano, con l’omicidio di Carmelo Novella detto “nuzzo”, esponente di spicco dell’omonima struttura criminale, operante nel Locale di Guardavalle, gestito dalla famiglia Gallace, di seguito il 27 settembre 2009, a Riace con l’omicidio di Damiano Vallelunga, capo società del Locale di Serra San Bruno in provincia di Vibo Valentia ed infine, lo scorso 22 aprile, a Soverato Superiore (CZ), con l’omicidio di Vittorio Sia, capo società del Locale di Soverato. Nel corso delle attività investigative, sono state tratte in arresto sei persona in flagranza di reato, cinque denunzie a piede libero, sequestrati circa 500 grammi di cocaina e oltre 200 grammi di marijuana, quattro bilancini di precisione. Durante le indagini, ancora una volta, gli associati usavano un linguaggio criptico, con termini convenzionali (come ad esempio: sacchi di pellet, mangiare, orologi, bracciali, rughetta, bombole di gas, carne di cavallo, cinghiali, buoni pasto, Malboro centos, verde, giallo, viola ecc.… ) per indicare lo stupefacente ed eludere le attività tecniche condotte dall’Arma. Gli indagati, inoltre, a seguito di semplici controlli su strada o normali pattugliamenti eseguiti dai carabinieri, si liberavano delle schede telefoniche in uso, sostituendole immediatamente con nuove intestate a persone diverse da loro. Tuttavia, i carabinieri, sono riusciti a rendere oggettive le relazioni interassociative, correnti tra gli indagati, mediante le tradizionali tecniche d’indagine, come servizi di pedinamento e le attività di osservazione e controllo discreto a distanza. L’operazione “Sicurezza” ha visto impegnati complessivamente oltre 100 carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Gruppo operativo Calabria che, oltre alle 12 misure cautelari, hanno eseguito anche 23 perquisizioni domiciliari e locali nei confronti di altrettanti soggetti legati alla cosca dei Ruga, rinvenendo e sequestrando materiale ritenuto importante dal punto di vista probatorio.
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