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martedì 25 maggio 2010

Locri. Grande successo della 6ª edizione "Diamo un calcio alle mafie"

LOCRI. Termina tra l’entusiasmo generale dei partecipanti, la manifestazione “Diamo un Calcio alle mafie” 2010. Il progetto, arrivato alla 6ª edizione, ha visto la partecipazione di oltre 400 ragazzi della scuola media “F. S. Maresca”. L’iniziativa, coordinata dalla Cooperativa sociale Goal– Giovani operatori animazione legalità, in partenariato con l’oratorio – Centro giovanile salesiano e l’Istituto scolastico “F. S. Maresca”, ha permesso a 400 ragazzi di Locri, di vivere per due mesi, attraverso attività e tornei sportivi, il rispetto per le regole e il senso di Legalità nel rispetto del prossimo. Un evento che grazie alla matrice educativa dell’Oratorio salesiano, coordinato da don Mario Delpiano e don Piervito Pepe, e alla constante e continuativa collaborazione dell’Istituto scolastico “F. S. Maresca” guidato dal preside Antonio Larosa e animato dall’attivissimo corpo docenti e dal personale scolastico, ha raggiunto anche quest’anno i risultati sperati. Una grande adesione da parte dei ragazzi, sia alle attività formative, che a quelle ludiche ricreative. Più di 20 le squadre iscrittesi ai Tornei di calcio a 5, e 18 quelle iscritti a volley. Gli stessi Tornei hanno visto premiate le seguenti classi: per i Tornei di calcio a 5: 1ª B, 1ª E, 2ª E, 2ª A, 3ª E, 3ª F, per i Tornei di volley: 1ª B, 1ª G, 2ª D, 2ª E, 3ª C, 3ª B. Mentre la novità di quest’anno va ritrovata nel 1° Concorso “Coloriamo la Legalità”, concorso di creatività artistica, promosso all’interno dell’Istituto scolastico dai soci della Cooperativa sociale Goal. Il concorso aveva come tema guida, la descrizione, in qualsiasi forma artistica della legalità all’interno della propria vita. Tra i numerosi partecipanti, ricordiamo i 3 vincitori: Vincenzo Piergiovanni (2ª A), Alessia Sità (2ª A) e Diana Malaimare (1ª E). Grande partecipazione delle classi, anche alla sezione del concorso riservata agli “Slogan”. Ogni classe si è impegnata a trovare il motto più bello e simbolico per rappresentare il contrasto alle Mafie che parte dal basso, dai giovani. Il gruppo vincitrice di questa sezione è stato quello della 2ª E. Fondamentale è stato l’apporto e l’inventiva degli educatori della Cooperativa sociale Goal. In particolare ricordiamo Fabio Armeni e Bruno Vita, responsabili diretti dei tornei e delle attività formative. Il loro compito educativo, insieme all’apporto di don Piervito Pepe è stato fondamentale, per imprimere nei ragazzi un sano rispetto delle regole. Proprio su questo si è basato il messaggio educativo del rispetto della Legalità. Proprio su questo argomento, entra in merito il presidente della Cooperativa Sociale Goal, Livio Ravanese, che spiega meglio l’organizzazione metodologica del progetto educativo: «Partendo dal basso, gli educatori della Cooperativa e dell’Oratorio hanno creduto su un principio fondamentale, che va oltre l’agonismo sportivo dei media, che quotidianamente i nostri giovani subiscono. Questo principio semplice ma efficace si basa sul gioca con l’altro e non contro l’avversario. Ha creduto in questo metodo anche l’assessore provinciale alle Politiche sociali, giovanili e dello sport Attilio Tucci, concedendo anche quest’anno il patrocino al progetto. Un modo sano di interpretare lo sport, come gioco, attività, momento socializzante tra generazioni. Proprio attraverso questo principio, e grazie all’abilità degli educatori, tra arbitri e ragazzi si è creato un rapporto di condivisione e partecipazione attiva ai tornei, senza lamentele, ma interpretando e condividendo le decisioni degli arbitri». Sempre il presidente Livio Ravanese, entra in merito al perché organizzare questi importanti progetti, impegnando risorse e personale, considerati gli oltre 15 animatori che hanno partecipato alle attività: «L’educazione alla Legalità non è una materia tradizionale, che si insegna a scuola, in famiglia o nelle strade. Non ha un luogo di applicazione. L’educazione alla legalità è in tutto quello che facciamo durante la giornata, dal corrispondere un saluto ad un amico, al buttare la carta nel cestino, al rispettare i nostri genitori, le regole all’interno degli istituti scolastici, le regole dei centri di aggregazione, le regole della famiglia. Tutto ciò che ci circonda, che circonda i bambini, è sollecitato da 2 possibili scelte: una giusta ed una sbagliata. Il nostro compito, quello di educatori, è far capire che avvolte, la scelta sbagliata ha delle conseguenze impreviste, mentre quella giusta, può riservare solo piacevoli sorprese, aprendo nuove opportunità di crescita. Un principio educativo fondamentale che parte dal basso, dal rispetto delle regole, ma ancor più da due grandi formatori di giovani menti. Il primo Giovanni Bosco affermava che: “in ogni giovane, avvì un punto a cui accedere al bene”, proprio da qua parte la possibilità di educare alla legalità tutti i giovani, senza distinzioni, muovendosi come società civile alla riscoperta del senso civico per cambiare la società. Per cambiare anche quei ragazzi che vengono considerati dalla collettività come “bulletti” ma che realmente, se aiutati, hanno la possibilità di riscattare il proprio futuro. Il secondo don Milani diceva: “a che è servito avere le mani pulite se poi le ho tenute in tasca”, costrutto ideologico che guida l’operato della Cooperativa sociale Goal individuando le criticità in cui operare, i territori difficili, in cui tante volte nessuno si cimenta per mancanza di fondi, o per mancanza di idee. Questo è il lifèmotiv che ci spinge ad andare avanti, ad essere promotori di rinascita per il nostro territorio. C’è chi decide di stare seduto a guardare il ragazzo che sta distruggendo il proprio futuro, chi invece da lontano lo critica o lo rimprovera con un metodo repressivo, chi invece gli si avvicina, cerca di capirlo, e di fargli capire che la strada da seguire, anche se con difficoltà, è un’altra».

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