REGGIO CALABRIA. Particolarmente in questi giorni in cui per l’interruzione della A3, causa la caduta dell’enorme masso di roccia con il relativo rischio di frane e smottamenti per la destabilizzazione idrogeologica di quel territorio, è stato dirottato tutto il traffico veicolare, in particolare quello pesante sulla ex 106, si notano le gravi carenze sotto il profilo della sicurezza per gli automobilisti che ne fanno uso quotidiano, di questa strada, detta pure e non a caso strada della morte. Tali carenze invece che diminuire con gli interventi effettuati, si moltiplicano di giorno in giorno, in particolare nella zona prossima alla periferia sud della città, con l’apertura del nuovo svincolo di San Leo, permettetemi di definirlo più un aborto che altro, che ha comportato inoltre un cospicuo investimento economico finanziario insensato non rispondendo lo stesso ad alcun requisito atto alla tutela dell’incolumità degli automobilisti che necessariamente lo utilizzano. Attingendo alla Cassa depositi e Prestiti, per la verità per quanto riguarda il comune di Reggio Calabria più prestiti che depositi, si è provveduto con le delibere a finanziare il completamento dello stesso e delle opere di traslazione dei cavi Telecom a fibre ottiche con un investimento di solo 608.000 euro, ma di opere atte a renderlo particolarmente funzionale e sicuro, neanche l’ombra, probabilmente ci deve prima scappare il morto come consuetudine per correre ai ripari con rimedi peggiori del male. E’ assurdo e vergognoso che si crei uno svincolo di nuova fattura nel terzo millennio, le cui rampe d’accesso in particolare quella nord sud, che vanno ad immettersi senza alcuna visibilità sulla carreggiata stradale a totale rischio dell’incolumità e della pelle degli automobilisti. Ancora peggio è che nell’ottica di salvare capra e cavoli si siano ridotte le corsia di percorrenza da due ad una per ogni senso di marcia con birilli messi qua e la a tracciare un circuito da corsa ad ostacoli. La pericolosità è notevolmente aumentata in questi giorni per l’incremento esponenziale del traffico, come lo sarà da qui in avanti con l’avvento della stagione balneare ed il maggiore flusso veicolare da e verso il nuovo centro commerciale della zona. Come è stato possibile autorizzare l’apertura di tale svincolo data la totale assenza di garanzia sulla sicurezza stradale e come si vuole provvedere da oggi in avanti? Se questo è migliorare la viabilità cittadina si è ben lungi dalla realtà di un città che si definisce metropolitana, è facile riempirsi la bocca di chiacchiere, le grandi opere di accesso urbano non possono non rispondere ai requisiti primari riguardanti la sicurezza. Gli Enti interessati quali provvedimenti hanno preso ed eventualmente hanno intenzione di prendere nell’immediatezza? Quali interessi ci sono dietro l’angolo? Penso che sia del tutto legittimo un intervento della Magistratura a salvaguardia dell’incolumità degli automobilisti e dei cittadini di tutto l’hinterland , affinché lo svincolo risponda almeno ai principali e minimi criteri di sicurezza stradale. Oggi è necessario al di fuori degli interessi della politica in questo periodo per la verità dedicata più a posizionamenti pre elettorali interessarsi dei problemi che affliggono la città, Reggio ed i Reggini continuano ad esistere e non possono sempre attendere.Nino Zimbalatti
consigliere comunale Pd

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