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domenica 2 maggio 2010

Gli universitari della Locride apprezzano l’intervento del governatore Scopelliti

LOCRI. Apprendiamo con estrema fiducia, la risposta pubblica dataci dal Presidente Scopelliti sulla situazione “pericolante” della sede universitaria di Locri. Un importante gesto, che risolleva le speranze degli oltre 300 studenti della Locride. A rafforzare tale affermazione, è importante sottolineare la risposta in Senato Accademico del Rettore Tomasello, che ci fa ben sperare su un’idilliaca convergenza di intenti. Dalle sue affermazioni, veniamo a conoscenza della costituzione di un tavolo di concertazione, al quale una rappresentanza di noi studenti, chiede a gran voce di farne parte. L’impegno di questi 9 mesi, da parte di noi studenti, contro tutti e tutto, deve essere ora tutelato. Le nostre proposte sono chiare, e fondamentali per non commettere gli errori del passato. La gestione della Fondazione LocrIdea, non deve essere nelle mani degli enti locali, bensì di amministratori giovani e competenti. Abbiamo assistito al fallimento della classe politica Locridea, prima nei confronti del problema Università, e successivamente alle tornate regionali. Non c’è una concezione di comprensorio o di bene comune, ma di interessi personali finalizzati a curare i propri orticelli. In merito a questo, mi ritrovo in pieno nelle considerazione di Giovanni Calabrese, ex Vicesindaco di Locri, primo degli amministratori a capire la criticità della nostra situazione. Il resto degli amministratori Locali è rimasto come ricordiamo, in panchina. L’unico ad esporsi pubblicamente, il Sindaco di Gerace Salvatore Galluzzo, che sin dall’inizio della nostra lotta c’è stato sempre vicino. Forse l’unico Sindaco a credere sull’importanza di questo polo universitario? Sicuramente, questi amministratori, insieme al Vicepresidente della Provincia Gesualdo Costantino, e all’On. Giovanni Nucera (unico consigliere regionale ad essersi impegnato durante la giunta Loiero), sono i soli ad avere condiviso i nostri ideali culturali. Per dovere di cronaca, ricordiamo le false promesse fatte pubblicamente dal Liliana Frascà e dall’On. Laganà, che ci rassicuravano sulla riapertura e sull’interessamento della Regione Calabria, la quale però, governata da Loiero, pensava già a come fare per perdere le elezioni regionali. Cosa succederà da qua a qualche settimana non lo sa nessuno. Siamo certi che uno spiraglio si sia aperto in favore del nostro territorio, grazie al nostro impegno continuo e grazie al Presidente Scopelliti, ma restiamo allo stesso tempo con i piedi ben ancorati a terra. Purtroppo allo stato attuale, molti studenti sono pendolari per problemi economici o lavorativi, altri non riescono proprio a seguire le lezioni, alcuni hanno provveduto a ritirarsi, pochi altri hanno potuto prendere cassa a Messina, ma una buona parte degli studenti, continua a pagare le tasse senza frequentare, solo nella speranza che Locri possa riaprire. Questa è la realtà dei fatti, un Polo Universitario di un’importanza Sociale e Strategica non indifferente. Parliamo troppo spesso di arretratezza culturale, ma i nostri stessi amministratori, non si sono impegnati più di tanto per impedirne la chiusura. Solo noi a gridare studenti a gridare, e loro a fare orecchie da mercante. La nostra lotta continua, non è finita, e le nostre richieste che porteremo al Presidente e al Rettore sono chiare: ripristino immediato degli esami nei mesi di Giugno e Luglio; ripristino e regolarizzazione della Segreteria didattica a Locri; inserimento nel Manifesto degli Studi dell’Università di Messina del Corso di Locri; riapertura primo anno di corso con immatricolazioni da Giugno; garanzia di sostenere gli esami per gli studenti del III° anno e dei fuori corso regolarmente iscritti a Locri fino all’anno scorso; potenziamento didattico con l’inserimento di una Laurea Magistrale e conseguentemente con la possibilità di garantire a studenti eccellenti di fare carriera universitaria nella sede di Locri; adeguamento della sede Universitaria di Locri con strutture e aule adeguate; amministrazione della Fondazione LocrIdea demandata a tecnici competenti per accedere a contributi comunitari; attivazione personale di segreteria congruo al numero degli iscritti (attualmente il rapporto è 1:300); contributo annuo da parte della Regione Calabria per il funzionamento della sede universitaria; predisposizione contatti con il MIUR e il Ministero della Gioventù per informali sulla situazione e richiedere, visto la criticità del territorio, fondi adeguati a realizzare un complesso universitario nella Locride. Queste le nostre richieste. Batteremo i piedi per ottenerle perché siamo sicuri che riaprire l’Università di Locri, senza predisporre un piano integrato di sviluppo culturale per l’intero territorio, sarà come incorrere nuovamente in un suicidio amministrativo. Speriamo che il Presidente Scopelliti, possa definitivamente tagliare il “cappio di personalismi che opprime lo sviluppo del nostro comprensorio”. È arrivata l’ora di attuare la “politica del fare”. Mettiamo il nostro futuro nella mani del Presidente della Regione, perché per alcuni dei nostri amministratori locali, siamo solo voti.
Livio Ravanese
rappresentante degli studenti universitari della Locride

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