REGGIO CALABRIA. Ieri sera, i carabinieri della Compagnia al comando del capitano Nicola De Tullio, hanno tratto in arresto Giovanni Amato, 35 anni e Patrizio Morello, 20 anni, con le accuse di tentata estorsione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nella nottata precedente, infatti, nel centro della città era stata sottratta l’autovettura di E. C.. Puntuale è giunta una telefonata con richiesta di pagamento di 700 euro per la restituzione della macchina. L’appuntamento è stato fissato presso le palazzine di via Ciccarello. All’incontro però si sono presentati due militari in borghese. I carabinieri sono stati immediatamente avvicinati da un soggetto che ha riferito di essere in possesso dell’autovettura che sarebbe stata restituita solo dopo il pagamento di 700 euro. Per comprovare il possesso del mezzo, il giovane, successivamente identificato in Patrizio Morello, ha fornito il certificato di proprietà dell’auto in originale. A questo punto i due militari dell’Arma si sono qualificati ed hanno bloccato il giovane. Immediatamente sul posto sono giunti in soccorso del malvivente prima una decina di complici che erano nelle vicinanze e poi altre persone di etnia rom presenti nei cortili delle palazzine adiacenti. Grazie all’arrivo immediato dei rinforzi, mentre Morello riusciva a guadagnare la fuga aiutato dai complici, è stato bloccato uno degli aggressori, appunto Giovanni Amato, il quale è stato arresto. L’intervento delle pattuglie in supporto ha consentito di riportata alla normalità la situazione. I carabinieri hanno quindi proseguito le ricerche del fuggitivo. In tarda serata Morello si è consegnato ai militari riferendo di trovarsi ad Arghillà, dove poi effettivamente è stato rintracciato e tratto in arresto. Giovanni Amato e Patrizio Morello, sono stati associati alla Casa circondariale di via San Pietro a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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lunedì 10 maggio 2010
Due rom arrestati per un “cavallo di ritorno”
REGGIO CALABRIA. Ieri sera, i carabinieri della Compagnia al comando del capitano Nicola De Tullio, hanno tratto in arresto Giovanni Amato, 35 anni e Patrizio Morello, 20 anni, con le accuse di tentata estorsione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nella nottata precedente, infatti, nel centro della città era stata sottratta l’autovettura di E. C.. Puntuale è giunta una telefonata con richiesta di pagamento di 700 euro per la restituzione della macchina. L’appuntamento è stato fissato presso le palazzine di via Ciccarello. All’incontro però si sono presentati due militari in borghese. I carabinieri sono stati immediatamente avvicinati da un soggetto che ha riferito di essere in possesso dell’autovettura che sarebbe stata restituita solo dopo il pagamento di 700 euro. Per comprovare il possesso del mezzo, il giovane, successivamente identificato in Patrizio Morello, ha fornito il certificato di proprietà dell’auto in originale. A questo punto i due militari dell’Arma si sono qualificati ed hanno bloccato il giovane. Immediatamente sul posto sono giunti in soccorso del malvivente prima una decina di complici che erano nelle vicinanze e poi altre persone di etnia rom presenti nei cortili delle palazzine adiacenti. Grazie all’arrivo immediato dei rinforzi, mentre Morello riusciva a guadagnare la fuga aiutato dai complici, è stato bloccato uno degli aggressori, appunto Giovanni Amato, il quale è stato arresto. L’intervento delle pattuglie in supporto ha consentito di riportata alla normalità la situazione. I carabinieri hanno quindi proseguito le ricerche del fuggitivo. In tarda serata Morello si è consegnato ai militari riferendo di trovarsi ad Arghillà, dove poi effettivamente è stato rintracciato e tratto in arresto. Giovanni Amato e Patrizio Morello, sono stati associati alla Casa circondariale di via San Pietro a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
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