REGGIO CALABRIA. Mentre sono in corso gli accertamenti per identificare i responsabili dello scempio ambientale sulla spiaggia di Bocale, le Fiamme Gialle del locale Gruppo, diretto dal tenente colonnello Giuseppe Cavallaro hanno tratto in arresto G. E., 31 anni e A. S., 45 anni perchè sorpresi a bordo del loro camion nel momento in cui erano assorti a scaricare rifiuti pericolosi. I militari, dopo un lungo appostamento nel centro cittadino, hanno notato, nelle immediate vicinanze, un pesante automezzo intento a ricevere un grosso carico di materiale proveniente da scarti della lavorazione edile. I finanzieri, hanno deciso di seguire in maniera occulta il mezzo al fine di individuare il sito di stoccaggio, successivamente individuato nei pressi di Gioia Tauro all’interno di un terreno di proprietà di O. M., 76 anni. I successivi riscontri hanno permesso di accertare che i fermati erano sprovvisti delle autorizzazioni previste sia per il trasporto sia per il conferimento dei rifiuti. I responsabili sono stati condotti nella locale caserma “Umberto Sorrentino”, sede della Compagnia di Gioia Tauro. Da qui è stato informato il magistrato di turno della Procura di Palmi, Giulia Pantano che ha disposto l’arresto di entrambi gli occupanti del mezzo per trasporto ed abbandono di rifiuti, reato che prevede la reclusione sino a 6 anni. Il sostituto procuratore ha disposto inoltre il giudizio con il rito per direttissima e il giudice del Tribunale di Palmi, Alessandra Borselli ha irrogato, su patteggiamento delle parti, rispettivamente le pene di un anno di reclusione e 10 mila euro di multa e mesi 6 di reclusione e 5.000 euro di multa, in quanto quest’ultimo è risultato incensurato. I diversi sequestri operati dalla Guardia di finanza nel territorio della provincia testimoniano un forte impegno del Corpo verso la tutela della salute pubblica e la salvaguardia del patrimonio naturalistico ma lasciano supporre sempre più la presenza di una sorta di regia occulta vicina ad organizzazioni criminali che lucrano su tali disastri ambientali a scapito dell’intera comunità calabrese. Informazioni personali
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sabato 15 maggio 2010
Due arresti della Fiamme Gialle per trasporto abusivo di materiali pericolosi
REGGIO CALABRIA. Mentre sono in corso gli accertamenti per identificare i responsabili dello scempio ambientale sulla spiaggia di Bocale, le Fiamme Gialle del locale Gruppo, diretto dal tenente colonnello Giuseppe Cavallaro hanno tratto in arresto G. E., 31 anni e A. S., 45 anni perchè sorpresi a bordo del loro camion nel momento in cui erano assorti a scaricare rifiuti pericolosi. I militari, dopo un lungo appostamento nel centro cittadino, hanno notato, nelle immediate vicinanze, un pesante automezzo intento a ricevere un grosso carico di materiale proveniente da scarti della lavorazione edile. I finanzieri, hanno deciso di seguire in maniera occulta il mezzo al fine di individuare il sito di stoccaggio, successivamente individuato nei pressi di Gioia Tauro all’interno di un terreno di proprietà di O. M., 76 anni. I successivi riscontri hanno permesso di accertare che i fermati erano sprovvisti delle autorizzazioni previste sia per il trasporto sia per il conferimento dei rifiuti. I responsabili sono stati condotti nella locale caserma “Umberto Sorrentino”, sede della Compagnia di Gioia Tauro. Da qui è stato informato il magistrato di turno della Procura di Palmi, Giulia Pantano che ha disposto l’arresto di entrambi gli occupanti del mezzo per trasporto ed abbandono di rifiuti, reato che prevede la reclusione sino a 6 anni. Il sostituto procuratore ha disposto inoltre il giudizio con il rito per direttissima e il giudice del Tribunale di Palmi, Alessandra Borselli ha irrogato, su patteggiamento delle parti, rispettivamente le pene di un anno di reclusione e 10 mila euro di multa e mesi 6 di reclusione e 5.000 euro di multa, in quanto quest’ultimo è risultato incensurato. I diversi sequestri operati dalla Guardia di finanza nel territorio della provincia testimoniano un forte impegno del Corpo verso la tutela della salute pubblica e la salvaguardia del patrimonio naturalistico ma lasciano supporre sempre più la presenza di una sorta di regia occulta vicina ad organizzazioni criminali che lucrano su tali disastri ambientali a scapito dell’intera comunità calabrese.
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