REGGIO CALABRIA. Affrontare il tema dei tanti siti legati alla Magna Grecia della nostra terra calabra, in questi giorni in cui tutti siamo col fiato sospeso per i tagli forsennati che il Governo Berlusconi si prepara a rifilarci, potrebbe sembrare un controsenso, perché parlare di questi luoghi significa anzitutto investimenti finanziari, ma vorrei qui spendermi nel ricordare un po’ a tutti che investimento significa “anche” prendere coscienza di ciò che abbiamo a disposizione da millenni e che rappresenta una delle nostre poche ma reali forze propulsive se vorremo veramente attuare quel cambio di passo da tutti atteso e sperato.
Certo, nel discorso d’insediamento del nostro Governatore Scopelliti di questo non ho sentito parlare, dei nostri straordinari tesori non ho inteso dire niente e sicuramente, mi auguro, non perché al nostro Governatore di tutto ciò nulla importa, ma semplicemente in quanto la mentalità comune è quella che se tali tesori hanno resistito all’inclemenza del tempo ed all’incuria dell’uomo per tanti secoli, aspettare ancora un po’ nulla toglie. Ma è così? Può ancora essere così? E’ giusto che un sicuro capitale che la nostra Storia ci ha lasciato spalmandolo, per di più, sull’intera nostra Regione debba essere abbandonato e non invece valorizzato come merita? Veramente vi è ancora chi pensa che se vorremo fare economia seria e fruttuosa non dovremmo partire da ciò che abbiamo e che tanti altri ci invidiano? Ma siamo sicuri che tralasciando a tempi economicamente migliori la valorizzazione di tali siti archeologici noi facciamo una cosa giusta nei confronti della Calabria e dei calabresi? Certo è giusto pensare ad altri alberghi, ad altri lidi con spiagge pulite, ad altre infrastrutture, ad una diversa accoglienza di quel famoso turista che da noi in Calabria latita da sempre, ma se vogliamo che diventi un portatore di moneta per rivitalizzare le nostre casse sempre più vuote in un settore che l’intera Italia giudica strategico dovremo saper offrire anche altro e non solo mare e sole e buona cucina e quest’altro a mio avviso deve partire dai nostri “tesori” archeologici. Settore questo che in Italia rappresenta il 30% dell’intero flusso turistico nazionale, mentre in Calabria è vicino allo zero. In economia è ferrea legge che chi vuole guadagnare deve prima spendere, investire e qualsiasi imprenditore potrebbe tranquillamente dire che la promozione più sicura e remunerativa è quella che parte dalla valorizzazione della potenzialità interne e così dovrà essere anche per noi per non andare a scimmiottare altre realtà regionali dove le potenzialità turistiche sono consolidate da anni perché hanno sfruttato quello che avevano ed hanno. Da candidata IdV alle passate elezioni regionali, mi ero riproposta di portare avanti, ove eletta, tale programma ed oggi, pur essendo rimasta semplice iscritta, sento ancor più di prima la necessità di impegnarmi in tale progetto anche perché il nostro europarlamentare prof. Pino Arlacchi, per questo si sta spendendo a Bruxelles con la quasi certezza che i fondi arriveranno. Ed allora sig. Presidente Scopelliti, sig. Assessore Caligiuri, attivatevi e mettete tra le priorità della nostra Regione la riscoperta delle nostre memorie archeologiche anche per evitare che quanto successo recentemente a Crotone e stigmatizzato da tutta la stampa nazionale (per ora!) non si ripeta e non diventi un altro stereotipo della nostra Calabria. Attiviamoci quindi, cittadini, politici, amministratori, imprenditori affinchè, ad esempio, Locri possa diventare un altro sito dove le tragedie potrebbero essere rappresentate meglio e più di Siracusa per la bellezza del posto e per i tanti richiami che questo sito ha dentro di se, perché sarebbe una prima seria, concreta risposta ai tanti problemi della mia, della nostra Locride che merita molto di più e di meglio di quanto ha avuto sin’ora da una classe politica inetta e menefreghista. Ecco sig. Presidente Scopelliti, Le voglio concedere una linea di credito, dato che lei ha sbandierato in ogni dove che trasformerà la Calabria, che non vi saranno più sacche di malaffare, che la Regione farà gli interessi solo dei calabresi, parta dal bello, parta dalle nostre radici perché solo così la Calabria potrà iniziare quel percorso virtuoso da tutti agognato.
Certo, nel discorso d’insediamento del nostro Governatore Scopelliti di questo non ho sentito parlare, dei nostri straordinari tesori non ho inteso dire niente e sicuramente, mi auguro, non perché al nostro Governatore di tutto ciò nulla importa, ma semplicemente in quanto la mentalità comune è quella che se tali tesori hanno resistito all’inclemenza del tempo ed all’incuria dell’uomo per tanti secoli, aspettare ancora un po’ nulla toglie. Ma è così? Può ancora essere così? E’ giusto che un sicuro capitale che la nostra Storia ci ha lasciato spalmandolo, per di più, sull’intera nostra Regione debba essere abbandonato e non invece valorizzato come merita? Veramente vi è ancora chi pensa che se vorremo fare economia seria e fruttuosa non dovremmo partire da ciò che abbiamo e che tanti altri ci invidiano? Ma siamo sicuri che tralasciando a tempi economicamente migliori la valorizzazione di tali siti archeologici noi facciamo una cosa giusta nei confronti della Calabria e dei calabresi? Certo è giusto pensare ad altri alberghi, ad altri lidi con spiagge pulite, ad altre infrastrutture, ad una diversa accoglienza di quel famoso turista che da noi in Calabria latita da sempre, ma se vogliamo che diventi un portatore di moneta per rivitalizzare le nostre casse sempre più vuote in un settore che l’intera Italia giudica strategico dovremo saper offrire anche altro e non solo mare e sole e buona cucina e quest’altro a mio avviso deve partire dai nostri “tesori” archeologici. Settore questo che in Italia rappresenta il 30% dell’intero flusso turistico nazionale, mentre in Calabria è vicino allo zero. In economia è ferrea legge che chi vuole guadagnare deve prima spendere, investire e qualsiasi imprenditore potrebbe tranquillamente dire che la promozione più sicura e remunerativa è quella che parte dalla valorizzazione della potenzialità interne e così dovrà essere anche per noi per non andare a scimmiottare altre realtà regionali dove le potenzialità turistiche sono consolidate da anni perché hanno sfruttato quello che avevano ed hanno. Da candidata IdV alle passate elezioni regionali, mi ero riproposta di portare avanti, ove eletta, tale programma ed oggi, pur essendo rimasta semplice iscritta, sento ancor più di prima la necessità di impegnarmi in tale progetto anche perché il nostro europarlamentare prof. Pino Arlacchi, per questo si sta spendendo a Bruxelles con la quasi certezza che i fondi arriveranno. Ed allora sig. Presidente Scopelliti, sig. Assessore Caligiuri, attivatevi e mettete tra le priorità della nostra Regione la riscoperta delle nostre memorie archeologiche anche per evitare che quanto successo recentemente a Crotone e stigmatizzato da tutta la stampa nazionale (per ora!) non si ripeta e non diventi un altro stereotipo della nostra Calabria. Attiviamoci quindi, cittadini, politici, amministratori, imprenditori affinchè, ad esempio, Locri possa diventare un altro sito dove le tragedie potrebbero essere rappresentate meglio e più di Siracusa per la bellezza del posto e per i tanti richiami che questo sito ha dentro di se, perché sarebbe una prima seria, concreta risposta ai tanti problemi della mia, della nostra Locride che merita molto di più e di meglio di quanto ha avuto sin’ora da una classe politica inetta e menefreghista. Ecco sig. Presidente Scopelliti, Le voglio concedere una linea di credito, dato che lei ha sbandierato in ogni dove che trasformerà la Calabria, che non vi saranno più sacche di malaffare, che la Regione farà gli interessi solo dei calabresi, parta dal bello, parta dalle nostre radici perché solo così la Calabria potrà iniziare quel percorso virtuoso da tutti agognato.Giovanna D’Agostino
Italia dei Valori Reggio Calabria
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