CONDOFURI. Si è costituto presso il locale Commissariato Giorgio Macrì, 27 anni, coinvolto nell’operazione “Konta Korion”. Il personale della Polstato, diretto dal vice questore aggiunto Filippo Leonardo, ha così dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari Santo Melidona lo scorso 12 aprile. L’arresto, è stata la conseguenza dell’incessante attività di polizia giudiziaria (perquisizioni domiciliari ed attività info –investigativa) che ha impegnato gli investigatori già dalle ore successive al 15 aprile, quando sono state avviate le operazioni denominate “Konta Korin” e “Parola d’onore”, condotte congiuntamente dalla polizia di Stato e dall’Arma dei carabinieri contro i presunti appartenenti ad un sodalizio di stampo mafioso. Macrì, che in quella circostanza si è reso, è accusato di per aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla consumazione, mediante l’uso della forza mediatica intimidatrice derivante dalla solidale intesa del vincolo associativo di omertà per la perpetrazione di delitti tra i quali: danneggiamenti, estorsioni, detenzione e porto abusivo di armi, anche da guerra, ed esplosivi. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa circondariale di Reggio Calabria.Informazioni personali
- Pino d'Amico
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mercoledì 12 maggio 2010
Condofuri. Si è costituito Giorgio Macrì
CONDOFURI. Si è costituto presso il locale Commissariato Giorgio Macrì, 27 anni, coinvolto nell’operazione “Konta Korion”. Il personale della Polstato, diretto dal vice questore aggiunto Filippo Leonardo, ha così dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari Santo Melidona lo scorso 12 aprile. L’arresto, è stata la conseguenza dell’incessante attività di polizia giudiziaria (perquisizioni domiciliari ed attività info –investigativa) che ha impegnato gli investigatori già dalle ore successive al 15 aprile, quando sono state avviate le operazioni denominate “Konta Korin” e “Parola d’onore”, condotte congiuntamente dalla polizia di Stato e dall’Arma dei carabinieri contro i presunti appartenenti ad un sodalizio di stampo mafioso. Macrì, che in quella circostanza si è reso, è accusato di per aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla consumazione, mediante l’uso della forza mediatica intimidatrice derivante dalla solidale intesa del vincolo associativo di omertà per la perpetrazione di delitti tra i quali: danneggiamenti, estorsioni, detenzione e porto abusivo di armi, anche da guerra, ed esplosivi. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa circondariale di Reggio Calabria.
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