REGGIO CALABRIA. La Federazione provinciale di Azione Giovani - Giovane Italia parteciperà con una propria delegazione alla manifestazione indetta dai sindacati che si terrà giovedì 13 alle ore 10 di fronte la stazione di Villa San Giovanni per protestare contro la decisione di Trenitalia di tagliare i treni a lunga percorrenza per Reggio Calabria e la Sicilia. Una decisione assurda che rischia di isolare ancora di più la nostra provincia dal resto d'Italia alla luce soprattutto del periodo di crisi che sta vivendo l'aeroporto Tito Minniti e il perdurare, ancora per diversi anni, dei lavori sulla A3 Salerno - Reggio Calabria. La provincia reggina sta così pian piano sempre più somigliando ad una trappola senza via di fuga dalla quale diventa sempre più difficile entrare e uscire con quella facilità che si dovrebbe riscontrare in un paese sviluppato. Una simile decisione, attuata alle porte del periodo estivo, e quindi di maggior afflusso turistico, arrecherà sicuramente un notevole danno economico a tutti gli operatori del settore e tutto ciò è inammissibile poiché rende vani i tanti sforzi che Reggio Calabria e il suo comprensorio stanno effettuando da anni per assumere definitivamente il ruolo di meta turistica emergente.Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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mercoledì 12 maggio 2010
Azione Giovani - Giovane Italia alla protesta di Villa San Giovanni contro Trenitalia
REGGIO CALABRIA. La Federazione provinciale di Azione Giovani - Giovane Italia parteciperà con una propria delegazione alla manifestazione indetta dai sindacati che si terrà giovedì 13 alle ore 10 di fronte la stazione di Villa San Giovanni per protestare contro la decisione di Trenitalia di tagliare i treni a lunga percorrenza per Reggio Calabria e la Sicilia. Una decisione assurda che rischia di isolare ancora di più la nostra provincia dal resto d'Italia alla luce soprattutto del periodo di crisi che sta vivendo l'aeroporto Tito Minniti e il perdurare, ancora per diversi anni, dei lavori sulla A3 Salerno - Reggio Calabria. La provincia reggina sta così pian piano sempre più somigliando ad una trappola senza via di fuga dalla quale diventa sempre più difficile entrare e uscire con quella facilità che si dovrebbe riscontrare in un paese sviluppato. Una simile decisione, attuata alle porte del periodo estivo, e quindi di maggior afflusso turistico, arrecherà sicuramente un notevole danno economico a tutti gli operatori del settore e tutto ciò è inammissibile poiché rende vani i tanti sforzi che Reggio Calabria e il suo comprensorio stanno effettuando da anni per assumere definitivamente il ruolo di meta turistica emergente.
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