REGGIO CALABRIA. C’è un altro primo maggio. Senza concerti, sfilate e dopolavoristi in gita. È il primo maggio di chi un lavoro vero non ce l’ha. È la celebrazione, purtroppo, di gran lunga più affollata tra i giovani del Meridione e tra i reggini in particolare. Secondo gli ultimi dati la festa del lavoro che non c’è coinvolge ormai quasi il settanta per cento della gioventù di Calabria. Troverete di tutto a questo happening. Ragazzi che un’occupazione non l’hanno mai trovata in vita loro, trentenni costretti a turni massacranti per una retribuzione reale dimezzata rispetto a quella dichiarata in busta paga, laureati a pieni voti spremuti di trimestre in trimestre dal cottimo degli onnipresenti call center. Azione Giovani - Giovane Italia ha scelto quest’anno di partecipare a questo primo maggio “alternativo”. Centrando l'attenzione dell'opinione pubblica sul fondamento della nostra società che è e deve restare il lavoro. Per dare concretezza a quanto diciamo abbiamo scelto, alla vigilia della festa dei lavoratori, di manifestare il nostro impegno concreto e la nostra solidarietà ai giovani di uno dei tanti call center che la nostra città ospita. Da Sbarre ad Arangea, da Gallina a Santa Caterina. Abbiamo perciò distribuito i volantini della nostra campagna “Sul mio lavoro niente sconti” ai troppi nostri concittadini precari, ipocritamente definiti lavoratori a progetto, che sanno bene come sia impossibile costruire il proprio progetto di vita guadagnando, quando va bene, 500 euro al mese. Tanto più in questo periodo di crisi mondiale in cui, come dichiara Antonio Sgrò, coordinatore comunale di Azione Giovani - Giovane Italia, “la mancanza di lavoro diventa un elemento di gravissima rottura sociale e di crisi per molte famiglie. Ciò avviene in particolar modo al Sud dove la già strisciante situazione economica si è aggravata ulteriormente negli ultimi due anni”. Perciò, in questo primo maggio di crisi, ricorda la responsabile della campagna Valentina Cannizzaro, “Azione Giovani vuole essere vicina alle diverse attività economiche che, anche a Reggio Calabria, si trovano a combattere contro lo spettro della cassa integrazione, come accade alle Omeca dell’Ansaldo-Breda o alla Med Center del porto di Gioia Tauro”. Allo stesso modo, conclude Francesco Spanò, presidente provinciale di Azione Giovani – Giovane Italia, “vogliamo essere vicini, in questo loro primo maggio di trepida attesa, ai 130 giovani che il diritto a un lavoro l’hanno conquistato, con merito, attraverso un pubblico concorso. Il primo della storia del Consiglio regionale calabrese. E che, tuttavia, vedono allontanarsi, giorno dopo giorno, la data della tanto sospirata assunzione. Vogliamo esser certi che questo, almeno per loro, sarà l’ultimo primo maggio da disoccupati”.Azione Giovani – Giovane Italia
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