REGGIO CALABRIA. E’ stata parzialmente riformata la sentenza di primo grado, relativa allo stralcio dei processi nati dalle operazioni antimafia Valanidi e Olimpia 1, che vedeva sul banco degli imputati, Domenico Paviglianiti, 49 anni, di San Lorenzo. I giudici della prima sezione della Corte di Assise di Appello (Bruno Finocchiaro presidente, Rosalia Gaeta consigliere) hanno assolto Paviglianiti dall’accusa di essere stato uno dei mandanti dell’omicidio di Antonino Pontari, consumato in città il 26 giugno del 1990 (stralcio Valanidi). Accusa che in primo grado era costata a Domenico Paviglianiti la pena dell’ergastolo. Confermata invece la pena a 5 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (stralcio Olimpia 1) e a 18 anni per essere stato uno dei mandanti del tentato omicidio di Giovanni Mangiola (stralcio Valanidi). I giudici hanno poi pronunciato il non doversi procedere in merito ai capi di imputazione relativi ai reati di detenzione e trasporto di un mitra M/12, di un bazooka monouso e materiale esplodente tipo bombe “ananas” (stralcio Olimpia 1) e di detenzione e porto illegale di un mitra 45 magnum, di un fucile automatico calibro 12, di un revolver 357 e di una pistola Smitt & Wesson calibro 9 (stralcio Valanidi), perché estinti per intervenuta prescrizione. A conclusione della requisitoria, il sostituto procuratore generale Francesco Neri, oggi sostituito in aula dal collega Fulvio Rizzo, aveva chiesto la conferma delle pene inflitte dai giudici della Corte di Assise reggina. Domenico Paviglianiti è stato difeso dagli avvocati Mirna Raschi e Giampaolo Catanzariti, entrambi del Foro di Reggio Calabria.Informazioni personali
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lunedì 12 aprile 2010
Processo Paviglianiti. Riformata parzialmente in appello la sentenza
REGGIO CALABRIA. E’ stata parzialmente riformata la sentenza di primo grado, relativa allo stralcio dei processi nati dalle operazioni antimafia Valanidi e Olimpia 1, che vedeva sul banco degli imputati, Domenico Paviglianiti, 49 anni, di San Lorenzo. I giudici della prima sezione della Corte di Assise di Appello (Bruno Finocchiaro presidente, Rosalia Gaeta consigliere) hanno assolto Paviglianiti dall’accusa di essere stato uno dei mandanti dell’omicidio di Antonino Pontari, consumato in città il 26 giugno del 1990 (stralcio Valanidi). Accusa che in primo grado era costata a Domenico Paviglianiti la pena dell’ergastolo. Confermata invece la pena a 5 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (stralcio Olimpia 1) e a 18 anni per essere stato uno dei mandanti del tentato omicidio di Giovanni Mangiola (stralcio Valanidi). I giudici hanno poi pronunciato il non doversi procedere in merito ai capi di imputazione relativi ai reati di detenzione e trasporto di un mitra M/12, di un bazooka monouso e materiale esplodente tipo bombe “ananas” (stralcio Olimpia 1) e di detenzione e porto illegale di un mitra 45 magnum, di un fucile automatico calibro 12, di un revolver 357 e di una pistola Smitt & Wesson calibro 9 (stralcio Valanidi), perché estinti per intervenuta prescrizione. A conclusione della requisitoria, il sostituto procuratore generale Francesco Neri, oggi sostituito in aula dal collega Fulvio Rizzo, aveva chiesto la conferma delle pene inflitte dai giudici della Corte di Assise reggina. Domenico Paviglianiti è stato difeso dagli avvocati Mirna Raschi e Giampaolo Catanzariti, entrambi del Foro di Reggio Calabria.
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