REGGIO CALABRIA. Una maxi operazione antidroga è stata portata a termine dal personale della sezione narcotici della squadra mobile in collaborazione con le questure di Milano, Roma, Cosenza, Messina, Verona, Catania, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, il Reparto prevenzione crimine “Calabria” e i Commissariati della provincia reggina. L’operazione, chiamata convenzionalmente “Eremo 2008” e coordinata dal sostituto procuratore antimafia Mario Angrigo, ha portato all’arresto di 62 persone e ad una misura dell’obbligo. In particolare, il Gip del Tribunale reggino, Adriana Trapani ha emesso 58 custodie cautelari in carcere, 4 degli arresti domiciliari e una misura dell’obbligo di dimora. L’inchiesta, ha consentito di smantellare un gruppo criminale attivo nel traffico di cocaina, eroina e cannabis. Secondo gli inquirenti l’organizzazione avrebbe avuto delle articolazioni territoriali individuate nelle provincie di Cosenza, Messina, Torino e Milano. Le indagini hanno avuto origine dall’operazione “Eremo”, che nel 2003 aveva disarticolato una consorteria criminale dedita agli attentati dinamitardi e danneggiamenti a danno di esercizi commerciali ubicati nella zona nord della città, in particolare nei rioni Eremo, Condera, San Giovannello e San Brunello. In tale contesto, era emersa una figura interessante, l’indagato Pietro Aiello, 30 anni, il quale avrebbe avuto ambizioni di ascesa nella complessa gerarchia e nell’impegnativo e difficile “cursus honorem” della ‘ndrangheta. Aiello avrebbe capeggiato un manipolo di agguerriti coetanei, impegnati dalle ‘ndrine (Audino e Logiudice) quale manovalanza per la consumazione degli attentati e dei danneggiamenti. L’attività investigativa della Polstato, ha consentito di rilevare che Aiello era uno dei promotori di un efficiente e ben organizzato clan, consorziato con analoghe consorterie anch’esse operanti nel reggino, didito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, del tipo cocaina, eroina, cannabis sativa (hashish e marijuana). L’organizzazione, operava in città e nei Comuni di Africo, Platì, Careri, Bianco. L’arresto di Giuseppe Varrà, 44 anni, avvenuto nel 2004, ha consentito di individuare un altro filone d’indagine, del quale era protagonista principale Antonio Giuffrè, 37 anni, parrucchiere di Melito Porto Salvo. Così è stato individuato un altro canale di approvvigionamento della cocaina, da parte di una organizzazione attiva a Melito e dintorni i cui promotori ed organizzatori sarebbero, oltre ad Antonio Giuffrè, il fratello Gianluca, 29 anni, Antonino Flachi, 39 anni, Antonino Familiari, 34 anni, capo fila dell’articolazione territoriale di Messina, Pasquale Parise, 37 anni, di Cosenza, capofila nella città dei Bruzi, Fortunato Stellittano, 45 anni, residente a Lissone, capofila Milano e Michele Sergi, 36 anni e Luigi Virgara, 35 anni, entrambi di Platì, che operavano nel torinese. Su tutti costoro, l’altrettanto carismatica presenza del boss Carmelo Iamonte, 45 anni, di Melito Porto Salvo. Le indagini hanno consentito inoltre di individuare i responsabili e i coordinatori delle filiere di distribuzione al dettaglio della droga venduta, in cospicui quantitativi, dai fornitori operanti nel versante jonico della provincia agli spacciatori, tutti, a loro volta, operanti a Reggio, con base logistica ed operativa nei quartieri Archi, Gallico, Gebbione, San Giorgio. Così sono finiti in manette Francesco Mario Dattilo, 36 anni, Antonino Pricoco, 36 anni, Francesco Polimeni, 39 anni, Nunzio Giamboi, 50 anni, di Motta San Giovanni, Carmelo Calù, 35 anni, Angelo Mangano, 56 anni, Giorgio Clemeno, 31 anni, Rocco Mandalari, 47 anni, Giuseppe Canale, 42 anni, Davide Carmelo Polimeni, 36 anni, cognato del boss Pasquale Tegano. Lo spaccio a Villa San Giovanni, era gestito da Domenico Ranieri, 41 anni. Nel corso delle indagini sono stati tratti in arresto in flagranza di reato sei persone. Mentre i sodalizi criminali indagati sarebbero collegati alle ‘ndrine Lo Giudice e Tegano di Reggio e Iamonte di Melito Porto Salvo. Informazioni personali
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giovedì 8 aprile 2010
Eremo 2008. Maxi operazione antidroga della Polstato
REGGIO CALABRIA. Una maxi operazione antidroga è stata portata a termine dal personale della sezione narcotici della squadra mobile in collaborazione con le questure di Milano, Roma, Cosenza, Messina, Verona, Catania, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, il Reparto prevenzione crimine “Calabria” e i Commissariati della provincia reggina. L’operazione, chiamata convenzionalmente “Eremo 2008” e coordinata dal sostituto procuratore antimafia Mario Angrigo, ha portato all’arresto di 62 persone e ad una misura dell’obbligo. In particolare, il Gip del Tribunale reggino, Adriana Trapani ha emesso 58 custodie cautelari in carcere, 4 degli arresti domiciliari e una misura dell’obbligo di dimora. L’inchiesta, ha consentito di smantellare un gruppo criminale attivo nel traffico di cocaina, eroina e cannabis. Secondo gli inquirenti l’organizzazione avrebbe avuto delle articolazioni territoriali individuate nelle provincie di Cosenza, Messina, Torino e Milano. Le indagini hanno avuto origine dall’operazione “Eremo”, che nel 2003 aveva disarticolato una consorteria criminale dedita agli attentati dinamitardi e danneggiamenti a danno di esercizi commerciali ubicati nella zona nord della città, in particolare nei rioni Eremo, Condera, San Giovannello e San Brunello. In tale contesto, era emersa una figura interessante, l’indagato Pietro Aiello, 30 anni, il quale avrebbe avuto ambizioni di ascesa nella complessa gerarchia e nell’impegnativo e difficile “cursus honorem” della ‘ndrangheta. Aiello avrebbe capeggiato un manipolo di agguerriti coetanei, impegnati dalle ‘ndrine (Audino e Logiudice) quale manovalanza per la consumazione degli attentati e dei danneggiamenti. L’attività investigativa della Polstato, ha consentito di rilevare che Aiello era uno dei promotori di un efficiente e ben organizzato clan, consorziato con analoghe consorterie anch’esse operanti nel reggino, didito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, del tipo cocaina, eroina, cannabis sativa (hashish e marijuana). L’organizzazione, operava in città e nei Comuni di Africo, Platì, Careri, Bianco. L’arresto di Giuseppe Varrà, 44 anni, avvenuto nel 2004, ha consentito di individuare un altro filone d’indagine, del quale era protagonista principale Antonio Giuffrè, 37 anni, parrucchiere di Melito Porto Salvo. Così è stato individuato un altro canale di approvvigionamento della cocaina, da parte di una organizzazione attiva a Melito e dintorni i cui promotori ed organizzatori sarebbero, oltre ad Antonio Giuffrè, il fratello Gianluca, 29 anni, Antonino Flachi, 39 anni, Antonino Familiari, 34 anni, capo fila dell’articolazione territoriale di Messina, Pasquale Parise, 37 anni, di Cosenza, capofila nella città dei Bruzi, Fortunato Stellittano, 45 anni, residente a Lissone, capofila Milano e Michele Sergi, 36 anni e Luigi Virgara, 35 anni, entrambi di Platì, che operavano nel torinese. Su tutti costoro, l’altrettanto carismatica presenza del boss Carmelo Iamonte, 45 anni, di Melito Porto Salvo. Le indagini hanno consentito inoltre di individuare i responsabili e i coordinatori delle filiere di distribuzione al dettaglio della droga venduta, in cospicui quantitativi, dai fornitori operanti nel versante jonico della provincia agli spacciatori, tutti, a loro volta, operanti a Reggio, con base logistica ed operativa nei quartieri Archi, Gallico, Gebbione, San Giorgio. Così sono finiti in manette Francesco Mario Dattilo, 36 anni, Antonino Pricoco, 36 anni, Francesco Polimeni, 39 anni, Nunzio Giamboi, 50 anni, di Motta San Giovanni, Carmelo Calù, 35 anni, Angelo Mangano, 56 anni, Giorgio Clemeno, 31 anni, Rocco Mandalari, 47 anni, Giuseppe Canale, 42 anni, Davide Carmelo Polimeni, 36 anni, cognato del boss Pasquale Tegano. Lo spaccio a Villa San Giovanni, era gestito da Domenico Ranieri, 41 anni. Nel corso delle indagini sono stati tratti in arresto in flagranza di reato sei persone. Mentre i sodalizi criminali indagati sarebbero collegati alle ‘ndrine Lo Giudice e Tegano di Reggio e Iamonte di Melito Porto Salvo.
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