REGGIO CALABRIA. «È dovere delle Istituzioni capire al più presto cosa si nasconde nell’area del torrente Oliva e agire per tutelare la salute dei cittadini calabresi e dell’ambiente». E’ questo l’allarme lanciato da Nuccio Barillà, dirigente nazionale di Legambiente sulla situazione riscontrata nell’area del torrente nell’alto cosentino. Le recenti indagini del Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) e l’ausilio di un elicottero dotato di attrezzatura a raggi infrarossi e di un geomagnetometro, hanno rilevato la presenza di materiali metallici ad una profondità di nove/dieci metri nel territorio dell’alto cosentino. Rilevamenti che potrebbero portare alla scoperta di discariche di rifiuti tossici. «Ora occorre capire la natura dei ritrovamenti e quali sono i rischi per i cittadini – ha continuato Barillà – perché queste vicende potrebbero essere collegabili sia al noto traffico di scorie tra il Nord Italia e la Calabria che alle tristi vicende delle navi dei veleni, sulle quali hanno indagato diverse Procure e Commissioni parlamentari di inchieste». Legambiente esprime quindi apprezzamento per il lavoro tenace e rigoroso del procuratore Bruno Giordano e per l’alto livello tecnologico messo in campo, a garanzia di massima affidabilità. «È importante – conclude Barillà - che questo lavoro di verifica avvenga nella massima trasparenza e rapidità per dissipare ogni dubbio ed evitare il ripetersi di errori che, in altre occasioni hanno inficiato le indagini». Nei prossimi giorni, Legambiente solleciterà un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministero dell’Ambiente a che punto sia il Piano di caratterizzazione dell’area e se, alla luce di questi nuovi elementi, intende adeguarlo. Legambiente quindi torna a chiedere al Governo e al Parlamento il massimo sostegno alla Procura di Paola, al Corpo forestale e all’INGV, per arrivare in tempi rapidi alla verità, nell’interesse dei calabresi e dell’Italia intera. Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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sabato 20 marzo 2010
Torrente Oliva. Individuati altri due siti sospetti
REGGIO CALABRIA. «È dovere delle Istituzioni capire al più presto cosa si nasconde nell’area del torrente Oliva e agire per tutelare la salute dei cittadini calabresi e dell’ambiente». E’ questo l’allarme lanciato da Nuccio Barillà, dirigente nazionale di Legambiente sulla situazione riscontrata nell’area del torrente nell’alto cosentino. Le recenti indagini del Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) e l’ausilio di un elicottero dotato di attrezzatura a raggi infrarossi e di un geomagnetometro, hanno rilevato la presenza di materiali metallici ad una profondità di nove/dieci metri nel territorio dell’alto cosentino. Rilevamenti che potrebbero portare alla scoperta di discariche di rifiuti tossici. «Ora occorre capire la natura dei ritrovamenti e quali sono i rischi per i cittadini – ha continuato Barillà – perché queste vicende potrebbero essere collegabili sia al noto traffico di scorie tra il Nord Italia e la Calabria che alle tristi vicende delle navi dei veleni, sulle quali hanno indagato diverse Procure e Commissioni parlamentari di inchieste». Legambiente esprime quindi apprezzamento per il lavoro tenace e rigoroso del procuratore Bruno Giordano e per l’alto livello tecnologico messo in campo, a garanzia di massima affidabilità. «È importante – conclude Barillà - che questo lavoro di verifica avvenga nella massima trasparenza e rapidità per dissipare ogni dubbio ed evitare il ripetersi di errori che, in altre occasioni hanno inficiato le indagini». Nei prossimi giorni, Legambiente solleciterà un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministero dell’Ambiente a che punto sia il Piano di caratterizzazione dell’area e se, alla luce di questi nuovi elementi, intende adeguarlo. Legambiente quindi torna a chiedere al Governo e al Parlamento il massimo sostegno alla Procura di Paola, al Corpo forestale e all’INGV, per arrivare in tempi rapidi alla verità, nell’interesse dei calabresi e dell’Italia intera.
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