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mercoledì 17 marzo 2010

Palmi. Trentenne in manette per reati pedo-pornografici

PALMI. Il Compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Reggio Calabria, diretto dal primo dirigente Sergio Iannello, nei scorsi giorni, ha tratto in arresto un trentenne residente in provincia di Reggio Calabria, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, delegata dalla Procura di Palmi, perché resosi responsabile dei reati di produzione di materiale pedo-pornografico, diffuso attraverso la rete Internet, sostituzione di persona e detenzione di materiale pedo-pornografico. Il provvedimento di arresto è stato adottato dal Gip Silvia Capone, su richiesta del procuratore della Repubblica Giuseppe Creazzo e del sostituto procuratore Rocco Cosentino. Le indagini, coordinate dal dirigente del settore operativo Gaetano Di Mauro, hanno preso spunto dalla denuncia proposta dai genitori di una minore che erano venuti a conoscenza che immagini riguardanti la propria figlia erano state divulgate nella rete Internet. In particolare, i genitori avevano denunciato che la propria figlia aveva conosciuto, attraverso un social network, un tale che si presentava con il nome “Aldo”, 24 anni, di Roma. “Aldo”, con vari contatti telematici e telefonici, aveva indotto la figlia ad esibirsi in atti sessuali attraverso la webcam; alla richiesta di ulteriori filmati del genere cui era seguita risposta negativa, l’indagato, in un primo momento, ha minacciato la minore che avrebbe avvertito i genitori e che avrebbe immesso il contenuto del primo filmato nella rete Internet. Poi, ha portato a compimento la minaccia immettendo in rete il filmato da lui prodotto della minore; cosa poi accertata dai familiari della minore ed in momenti successivi da personale della postale. Dalle indagini è emerso che “Aldo”, per adescare la minore, aveva inviato alcune foto che poi sono risultate non essere le sue (recuperate da Internet), riproducenti un ragazzo di bella presenza, traendo in inganno in tal modo la minore che più volte in chat lo aveva definito bellissimo e che si era innamorata dello stesso. Attraverso i dati telematici si è riusciti a risalire al luogo di connessione alla rete Internet e, con l’ausilio di indagini tradizionali, ad identificare il trentenne, poi arrestato. Al citato “Aldo” è contestato il reato di produzione di materiale pedo-pornografico, in quanto ha registrato attraverso un telefonino la minore che si esibiva in atteggiamenti erotici attraverso la webcam ed ha immesso il filmato nella rete Internet attraverso programmi sharing, dai quali è praticamente impossibile eliminare il file, tanto che in più occasioni il personale della postale ha verificato che il file video ritraente la minore era posto in condivisione tra più utenti internet, anche stranieri. La perquisizione compiuta presso l’abitazione dell’arrestato ha consentito di rinvenire ulteriori elementi a carico dello stesso, pur avendo egli provveduto a cancellare i dati incriminati, ed altri file a contenuto pedo-pornografico.

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