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martedì 2 marzo 2010

Il Commissariato di Siderno non concede tregua alle 'ndrine della Locride

REGGIO CALABRIA. Continua incessantemente l’opera di prevenzione e repressi dei reati svolta dalla Polizia di Stato nella Locride. Sotto le direttive del questore Carmelo Casabona, in meno, di un mese sono stati assicurati alla Giustizia ben quattro latitanti tre dei quali appartenenti alle cosche mafiose operanti nell’alto jonio della provincia.
ARRESTO ISIDORO CALLA’
Si comincia il 10 febbraio, quando si conclude la latitanza di Isiduro Cosimo Callà, 52 anni di Mammola, ritenuto il capo dell'omonima cosca operante in Mammola e nelle zona aspromontana della Locride. Callà era destinatario di ordinanza di custodia cautelare emessa nel novembre del 2009 dal Gip Distrettuale di Reggio Calabria Filippo Leonardo su richiesta del procuratore capo Pignatone, del procuratore aggiunto Pristipino e del sostituto procuratore Dda Di Palma, perchè responsabile di associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione in danno dell'imprenditore Francesco Antonio Bellocco, gestore dell’impresa boschiva individuale intestata al padre Michelangelo. Di fatto la latitanza di Callà ha avuto termine alle ore 21 quando si è costituito ad agenti del Commissariato di Siderno e della Squadra Mobile di Reggio Calabria in località Sabbellazza di Mammola. La costituzione del Callà è avvenuta al termine di una pressante attività investigativa condotta fin dal giorno in cui, nel novembre del 2009, si era sottratto alla cattura. Gli uffici investigativi del Commissariato di Siderno, diretto dal vice questore aggiunto Luigi Silipo e della Squadra mobile di Reggio Calabria guidata dal primo dirigente Renato Cortese, infatti, avevano intrapreso un'articolata attività di indagine congiunta ad attività specifiche di controllo del territorio nel Comune di Mammola, attraverso l'esecuzione di numerosissimi servizi di rastrellamento, perquisizioni ed irruzioni in casolari di montagna che, di fatto, aveva chiuso il cerchio attorno al latitante. Proprio mezz’ora prima della costituzione, aveva avuto termine una massiccia battuta in montagna con irruzioni e controlli in luoghi ritenuti idonei ad ospitare il latitante che, evidentemente vistosi oramai senza alcuna via di fuga, ha deciso di presentarsi spontaneamente alla Polizia di Stato. Lo stesso Isidoro Callà, all’atto dell’arresto, ha confermato agli agenti della polizia di Stato di essersi presentato in quanto si sentiva oramai braccato ed aveva compreso che sarebbe stato catturato nel giro di pochi giorni.
CATTURA LUCA MAMMOLENTI
Il successivo 26 febbraio è stato tratto in arresto il latitante Luca Mammolenti, 29 anni di Grotteria, affiliato alla cosca Ursino di Gioiosa Jonica. Lo stesso si era reso irreperibile lo scorso mese di dicembre quando era stato raggiunto dall'ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria che lo ha condannato ad 8 anni e 9 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, a seguito del passaggio in giudicato della sentenza maturata nell’operazione “Vangelo”. Mammolenti è stato sorpreso in contrada Varano nel Comune di Gioiosa Jonica, mentre era in procinto di incontrarsi con i familiari.CATTURA COSIMO LOCCISANO
Ieri, invece, è terminava la latitanza di Cosimo Loccisano. Alle ore 7, infatti, gli agenti della Polstato, dopo aver fatto irruzione in una abitazione di via Buizzo di Gioiosa Jonica, hanno tratto in arresto Cosimo Loccisano, 36 anni, residente a Gioiosa Jonica in contrada Madama Anna, secondo gli inquirenti capo dell'omonima cosca di 'ndrangheta operante nel territorio di Gioiosa Jonica e zone limitrofe, collegata alla cosca Ursino. Loccisano si era reso irreperibile lo scorso dicembre, quando era stato raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria che lo ha condannato a 2 anni e 11 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, a seguito del passaggio in giudicato della sentenza maturata nell’operazione “Vangelo”.
CATTURA ARUN KUMAR
Sempre ieri, si è conclusa la latitanza del cittadino extracomunitario Arun Kumar, 25 anni, irreperibile da circa un mese. L’indiano, infatti, si era sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale Santandrea su richiesta del procuratore capo Pignatone e del sostituto Dda De Bernardo, nell’ambito dell’operazione denominata “Leone”, che ha fatto luce su un’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reato per il quale il Kumar era ricercato. In particolare Arun Kumar, quale associato, è accusato di aver svolto il compito di intermediario per il procacciamento di contratti di lavoro fittizi a beneficio di altri connazionali, acquistare e rivendere nulla osta già rilasciati, recarsi in prefettura per prendere i numeri progressivi necessari alla consegna delle richieste di nulla osta ed aspettare l’arrivo dei connazionali dall’India. La cattura dell’indiano si è rivelata particolarmente rocambolesca. Accertato, a seguito di attività info-investigativa, che il latitante potesse trovare rifugio in una abitazione di viale Marconi, è stato organizzato un servizio di appostamento nei pressi del civico 68. Alle ore 18 circa, dall’abitazione tenuta sotto controllo, sono state viste uscire quattro persone di nazionalità indiana che vi facevano rientro dopo circa un’ora con delle buste della spesa. Dopo poco, dallo stesso domicilio, è uscito un quinto indiano che, all’alt intimato dagli agenti, si è dato alla fuga. E’ iniziato così un inseguimento per il centro di Locri che si è concluso solo dopo che gli agenti sono stati costretti ad esplodere in aria alcuni colpi d’arma da fuoco. Una volta intercettato, l’indiano è stato identificato nel latitante Arun Kumar e tratto in arresto. La successiva perquisizione compiuta nell’abitazione ha permesso di rinvenire materiale e documenti riferibili allo stesso latitante. Nell’appartamento, inoltre, sono stati rintracciati gli stessi indiani che, poco prima, erano stati visti rientrare con buste della spesa. Si tratta di Baljinder Singh, 21 anni, Nirmal Singh, 24 anni, Kuldep Singh, 27 anni, Dalvinder Singh, 28 anni. Tutti irregolarmente presenti sul territorio nazionale, sono stati arrestati favoreggiamento personale.

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