
REGGIO CALABRIA. I particolari dell’operazione “Sessè”, sono stati esposti in conferenza stampa dal procuratore capo di Locri Giuseppe Carbone. L’indagine, che ha permesso di deferire 14 persone, per le quali il Gip presso il Tribunale di Locri ha disposto 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 6 in regime di arresti domiciliari, ha inizio nel luglio 2008, quando a seguito dell’omicidio di Michelangelo Jeraci, venivano monitorate diverse utenze telefoniche in uso a dei giovani del luogo e in particolare quella in uso a Antonio Stillisano. Dall’ attento ascolto delle conversazioni intercettate venivano captate numerose comunicazioni che destavano il forte sospetto, atteso l’uso di un linguaggio “criptico”, non facilmente intelligibile, sintomatico di un comune interesse illecito, che in Marina di Gioiosa Ionica e nei paesi limitrofi il citato Antonio Stillisano, unitamente ad altri soggetti poi monitorati, fosse dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Pertanto, al fine di verificare l’ipotesi investigativa veniva avviata un’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri, svolta prevalentemente tramite intercettazioni telefoniche, che hanno trovato valido ed inequivocabile riscontro con il sequestrato di materiale stupefacente in più occasioni. Dalle conversazioni intercettate emergeva che Antonio Stillisano, al fine di evadere le richieste da parte degli interlocutori, provvedeva a contattare, anche a mezzo telefonico, altri personaggi dai quali si approvvigionava della sostanza stupefante che gli necessitava di volta in volta. In particolare emergevano le figure di Saverio Agostino e Giuseppe Lombardo. Sempre nell’ambito della medesima attività di indagini si aveva modo di esplorare la comunità degli zingari, da diversi lustri residenti in Marina di Gioiosa Ionica, e di intercettare Guerino Rocco Berlingeri, certamente figura di riferimento del gruppo.

I suoi interlocutori, al fine di rendere difficile la comprensione di dialoghi ad eventuali orecchie indiscrete, provvedevano ad utilizzare un linguaggio criptico per cui, spesso, la sostanza stupefacente veniva indicata col termine “Sessè”, da cui ha preso nome l’odierna indagine. Il punto di approvvigionamento per tutti gli spacciatori si acclarava essere “Nicola il Pazzo” (Nicola Alì), infatti attività di indagine permetteva di rinvenire presso l’abitazione di quest’ultimo complessivamente 400 g di cocaina di elevatissima qualità già confezionata in dosi di vario peso pronte per la vendita. Ancora più importante del ritrovamento della sostanza stupefacente è stato il sequestro delle agende personali di Alì sulle quali, in modo meticoloso, preciso, ma comunque utilizzando dei soprannomi o degli alias poi compresi, annotava tutte le cessioni di sostanza stupefacenti indicandone la persona, la quantità e l’importo della droga ceduta. Le persone arrestate sono: Antonio Stillisano, 27 anni, di Marina di Gioiosa Jonica; Giuseppe Lombardo, inteso “Zì Nandì”, 60 anni, di Marina di Gioiosa Jonica; Carlo Lattarulo, 41 anni, di Roccella Jonica, Nicola Antonio Alì, inteso “il pazzo”, 57 anni, di Gioiosa Jonica (già detenuto perché arrestato in flagranza di reato). Ai domiciliari sono finiti: Rocco Totino, 24 anni, di Marina di Gioiosa Jonica; Marco Bevilacqua, inteso “u Baccu”, 28 anni, di Marina di Gioiosa Jonica; Renato Fantò, 26 anni, di Marina di Gioiosa Jonica; Davide Bevilacqua, 22 anni, di Marina di Gioiosa Jonica; Fabio Agostino, inteso “U’nociu”, 30 anni, di Marina di Gioiosa Jonica. Al momento sono ricercate altri quattro giovani: Saverio Agostino, 22 anni, Guerino Rocco Berlingeri, 32 anni, Antonio Bevilacqua, 26 anni, Danilo Pezzaniti, 25 anni.
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