REGGIO CALABRIA. Una busta contenente un proiettile di pistola calibro 9, senza alcun messaggio, indirizzata al pm della Dda reggina, Antonio De Bernardo (nella foto insieme al procuratore capo Pignatone) è stata intercettata in un ufficio postale della zona jonica. Il plico, trovato dal direttore dell'ufficio all'atto dello smistamento della corrispondenza, è stato sequestrato dai carabinieri e consegnato al Ris di Messina. Gli specialisti si occuperanno, adesso, di accertare la presenza di possibili impronte per risalire agli autori dell'intimidazione. «La situazione a Reggio Calabria continua a essere estremamente pesante e questo episodio è la conferma di uno stato di tensione all'interno delle cosche della 'ndrangheta che sfocia in attentati e intimidazioni a magistrati, forze dell'ordine e giornalisti. – ha commentato il procuratore capo Giuseppe Pignatone - Noi continuiamo a lavorare con il massimo impegno seguendo i programmi prefissati». De Bernardo è pm in alcuni importanti processi per traffico di droga, usura e armi alcuni culminati con condanne pesanti. Attualmente rappresenta l'accusa nel processo ''Ramo Spezzato'' nei confronti dei componenti del clan Iamonte di Melito Porto Salvo. L'intimidazione al pm segue altri episodi avvenuti sempre in città: tra gli altri, il 3 gennaio scorso davanti al portone della Procura generale quando venne fatta esplodere una bombola di gas collegata a duecento grammi di tritolo, la scoperta di un'auto con armi e esplosivo in occasione della visita del presidente della Repubblica e la lettera con un proiettile inviata al pm della Dda, Giuseppe Lombardo. Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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domenica 7 marzo 2010
Busta con proiettile al pm De Bernardo
REGGIO CALABRIA. Una busta contenente un proiettile di pistola calibro 9, senza alcun messaggio, indirizzata al pm della Dda reggina, Antonio De Bernardo (nella foto insieme al procuratore capo Pignatone) è stata intercettata in un ufficio postale della zona jonica. Il plico, trovato dal direttore dell'ufficio all'atto dello smistamento della corrispondenza, è stato sequestrato dai carabinieri e consegnato al Ris di Messina. Gli specialisti si occuperanno, adesso, di accertare la presenza di possibili impronte per risalire agli autori dell'intimidazione. «La situazione a Reggio Calabria continua a essere estremamente pesante e questo episodio è la conferma di uno stato di tensione all'interno delle cosche della 'ndrangheta che sfocia in attentati e intimidazioni a magistrati, forze dell'ordine e giornalisti. – ha commentato il procuratore capo Giuseppe Pignatone - Noi continuiamo a lavorare con il massimo impegno seguendo i programmi prefissati». De Bernardo è pm in alcuni importanti processi per traffico di droga, usura e armi alcuni culminati con condanne pesanti. Attualmente rappresenta l'accusa nel processo ''Ramo Spezzato'' nei confronti dei componenti del clan Iamonte di Melito Porto Salvo. L'intimidazione al pm segue altri episodi avvenuti sempre in città: tra gli altri, il 3 gennaio scorso davanti al portone della Procura generale quando venne fatta esplodere una bombola di gas collegata a duecento grammi di tritolo, la scoperta di un'auto con armi e esplosivo in occasione della visita del presidente della Repubblica e la lettera con un proiettile inviata al pm della Dda, Giuseppe Lombardo.
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