VILLA SAN GIOVANNI. Una operazione di polizia del Nucleo Volanti di Reggio Calabria e del locale Commissariato, ha portato all’arresto di un italiano coinvolto in attività illecite finalizzate alla falsificazione di documenti per l’ottenimento del visto d’ingresso per lavoro subordinato nel territorio dello Stato. Il personale delle “Volanti” dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico è intervenuto presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura di Reggio Calabria in quanto si erano presentate tre persone, un italiano e due giovani marocchini, per la stipula del contratto di soggiorno, a seguito dell’ottenimento del visto d’ingresso per lavoro subordinato rilasciato dalla Rappresentanza Diplomatica italiana in Marocco. Il Nulla Osta all’ingresso, rilasciato in buona fede dallo Sportello Unico per l’Immigrazione, costituisce l’atto prodromico al rilascio del visto dall’Ambasciata italiana. Una volta ottenuto il visto d’ingresso, il datore di lavoro, o chi per lui espressamente delegato, si deve presentare presso lo Sportello Unico per firmare il contratto di soggiorno che costituisce l’ultimo atto per l’ottenimento del tanto agognato permesso di soggiorno. Ed è proprio così che è andata nella tarda mattinata di ieri, quando un funzionario dello Sportello, nel visionare la delega prodotta da Biagio Casola, 55 anni, con alcuni precedenti di polizia per falso e truffa, con tanto di firma del datore di lavoro delegante e timbri del Comune di Villa San Giovanni, ha iniziato a nutrire qualche dubbio sulla loro autenticità. A questo punto, gli agenti delle “Volanti”, hanno accompagnato Casola ed i due marocchini in Questura, dove hanno proceduto alla analisi di tutta la documentazione acquisita presso lo Sportello Unico relativa alle due pratiche di richiesta del provvedimento di Nulla Osta al lavoro subordinato. Contestualmente è stato accertato che mercoledì scorso, un cittadino villese si era presentato presso il locale Commissariato per sporgere denuncia relativa proprio al fatto di aver, inconsapevolmente e senza averlo mai richiesto, ricevuto atti provenienti dallo Sportello Unico per l’Immigrazione relativi proprio a due pratiche di richiesta di stranieri per lavoro subordinato. Gli agenti del commissario capo Antonio Rugolo hanno appurato che la delega utilizzata da Casola riportava la firma falsa del povero malcapitato il cui nome era stato speso quale datore di lavoro; non solo, anche il timbro dell’ufficiale Anagrafe e la relativa firma risultavano essere false. E’ stata quindi accertata dal personale dell’Upgsp e del locale Commissariato la violazione della legge sull’Immigrazione che inasprisce le pene per i reati nell’ambito dell’immigrazione clandestina e che ha introdotto la nuova ipotesi normativa di colui che, tra l’altro, produce ovvero utilizza documentazione falsa al fine di consentire l’ottenimento di un visto d’ingresso, con l’ipotesi aggravata di aver falsificato atti o parte di essi che facciano fede fino a querela di falso (pena prevista da tre a dieci anni). Casola è stato tratto in arresto nella flagranza di reato, e tradotto presso la Casa circondariale di Reggio Calabria, mentre i due cittadini marocchini sono stati denunciati in stato di libertà per lo stesso reato e la loro posizione è tutt’ora al vaglio dell’Autorità giudiziaria. Tutta la documentazione utilizzata per l’ottenimento del Nulla Osta all’ingresso ed il relativo visto è stata sottoposta a sequestro, compresi i due passaporti con all’interno il visto di ingresso per motivo di lavoro. Prosegue l’attività investigativa per accertare altri episodi criminosi dello stesso tipo ed altri eventuali concorrenti nel reato.Informazioni personali
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sabato 20 febbraio 2010
Villa San Giovanni. Un arresto e due denuncie per immigrazione clandestina
VILLA SAN GIOVANNI. Una operazione di polizia del Nucleo Volanti di Reggio Calabria e del locale Commissariato, ha portato all’arresto di un italiano coinvolto in attività illecite finalizzate alla falsificazione di documenti per l’ottenimento del visto d’ingresso per lavoro subordinato nel territorio dello Stato. Il personale delle “Volanti” dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico è intervenuto presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura di Reggio Calabria in quanto si erano presentate tre persone, un italiano e due giovani marocchini, per la stipula del contratto di soggiorno, a seguito dell’ottenimento del visto d’ingresso per lavoro subordinato rilasciato dalla Rappresentanza Diplomatica italiana in Marocco. Il Nulla Osta all’ingresso, rilasciato in buona fede dallo Sportello Unico per l’Immigrazione, costituisce l’atto prodromico al rilascio del visto dall’Ambasciata italiana. Una volta ottenuto il visto d’ingresso, il datore di lavoro, o chi per lui espressamente delegato, si deve presentare presso lo Sportello Unico per firmare il contratto di soggiorno che costituisce l’ultimo atto per l’ottenimento del tanto agognato permesso di soggiorno. Ed è proprio così che è andata nella tarda mattinata di ieri, quando un funzionario dello Sportello, nel visionare la delega prodotta da Biagio Casola, 55 anni, con alcuni precedenti di polizia per falso e truffa, con tanto di firma del datore di lavoro delegante e timbri del Comune di Villa San Giovanni, ha iniziato a nutrire qualche dubbio sulla loro autenticità. A questo punto, gli agenti delle “Volanti”, hanno accompagnato Casola ed i due marocchini in Questura, dove hanno proceduto alla analisi di tutta la documentazione acquisita presso lo Sportello Unico relativa alle due pratiche di richiesta del provvedimento di Nulla Osta al lavoro subordinato. Contestualmente è stato accertato che mercoledì scorso, un cittadino villese si era presentato presso il locale Commissariato per sporgere denuncia relativa proprio al fatto di aver, inconsapevolmente e senza averlo mai richiesto, ricevuto atti provenienti dallo Sportello Unico per l’Immigrazione relativi proprio a due pratiche di richiesta di stranieri per lavoro subordinato. Gli agenti del commissario capo Antonio Rugolo hanno appurato che la delega utilizzata da Casola riportava la firma falsa del povero malcapitato il cui nome era stato speso quale datore di lavoro; non solo, anche il timbro dell’ufficiale Anagrafe e la relativa firma risultavano essere false. E’ stata quindi accertata dal personale dell’Upgsp e del locale Commissariato la violazione della legge sull’Immigrazione che inasprisce le pene per i reati nell’ambito dell’immigrazione clandestina e che ha introdotto la nuova ipotesi normativa di colui che, tra l’altro, produce ovvero utilizza documentazione falsa al fine di consentire l’ottenimento di un visto d’ingresso, con l’ipotesi aggravata di aver falsificato atti o parte di essi che facciano fede fino a querela di falso (pena prevista da tre a dieci anni). Casola è stato tratto in arresto nella flagranza di reato, e tradotto presso la Casa circondariale di Reggio Calabria, mentre i due cittadini marocchini sono stati denunciati in stato di libertà per lo stesso reato e la loro posizione è tutt’ora al vaglio dell’Autorità giudiziaria. Tutta la documentazione utilizzata per l’ottenimento del Nulla Osta all’ingresso ed il relativo visto è stata sottoposta a sequestro, compresi i due passaporti con all’interno il visto di ingresso per motivo di lavoro. Prosegue l’attività investigativa per accertare altri episodi criminosi dello stesso tipo ed altri eventuali concorrenti nel reato.
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