REGGIO CALABRIA. Compartimento polizia postale e delle comunicazioni per la Calabria, guidato dal primo dirigente Sergio Iannello, ha denunciato un reggino di anni 30 per esercizio abusivo dell’attività di Internet Point. Il personale della polizia postale, seguendo le tracce telematiche di una truffa on line avvenuta ai danni di un cittadino, hanno individuato quale luogo di connessione alla rete Internet la sede di un’associazione privata ubicata nella zona di Gallico. Entrato nella sede, il personale ha accertato che in realtà all’interno veniva esercitata un’attività abusiva di Internet Point attraverso 10 postazioni, pubblicizzata anche all’esterno dell’associazione con cartelli che indicavano anche i costi di connessione; gli utenti si collegavano alla rete Internet senza essere legalmente registrati. Pertanto, sono stati sequestrati i dieci computer ed il titolare denunciato a piede libero per violazione della legge Pisanu e del Tulps, che prevede la pena dell’arresto fino a tre mesi. Secondo la normativa vigente, per esercitare tale attività occorre comunicare al ministero della Comunicazioni l’inizio attività, possedere una relazione tecnica redatta da ditta specializzata dove sia indicato il numero della postazioni abilitate ed infine, ottenere, prima dell’esercizio dell’attività stessa, la licenza del Questore.Informazioni personali
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giovedì 18 febbraio 2010
Una denuncia per Internet Point abusivo
REGGIO CALABRIA. Compartimento polizia postale e delle comunicazioni per la Calabria, guidato dal primo dirigente Sergio Iannello, ha denunciato un reggino di anni 30 per esercizio abusivo dell’attività di Internet Point. Il personale della polizia postale, seguendo le tracce telematiche di una truffa on line avvenuta ai danni di un cittadino, hanno individuato quale luogo di connessione alla rete Internet la sede di un’associazione privata ubicata nella zona di Gallico. Entrato nella sede, il personale ha accertato che in realtà all’interno veniva esercitata un’attività abusiva di Internet Point attraverso 10 postazioni, pubblicizzata anche all’esterno dell’associazione con cartelli che indicavano anche i costi di connessione; gli utenti si collegavano alla rete Internet senza essere legalmente registrati. Pertanto, sono stati sequestrati i dieci computer ed il titolare denunciato a piede libero per violazione della legge Pisanu e del Tulps, che prevede la pena dell’arresto fino a tre mesi. Secondo la normativa vigente, per esercitare tale attività occorre comunicare al ministero della Comunicazioni l’inizio attività, possedere una relazione tecnica redatta da ditta specializzata dove sia indicato il numero della postazioni abilitate ed infine, ottenere, prima dell’esercizio dell’attività stessa, la licenza del Questore.
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