ROSARNO. L’operazione “Gum Man”, scattata nelle prime ore di stamani, ha impegnato circa 100 carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e un gruppo della Squadrone cacciatori di Vibo Valentia. L’indagine, che ha impegnato i militari dell’Arma della Compagnia di Gioia Tauro, diretta dal capitano Ivan Boracchia, si è conclusa con esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di altrettante persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine e altri reati, residenti nel comprensorio della piana di Gioia Tauro. L’attività investigativa, trae origine da una delle numerose rapine perpetrate in danno di autotrasportatori nel territorio del comune di Rosarno, segnatamente sulle grandi vie di comunicazione che l’attraversano (Autostrada A3 e Sgc Jonio – Tirreno). L’attività d’intelligenze, coordinate dalla procura della Repubblica di Palmi e avviata la scorsa estate, ha anche consentito di intervenire preventivamente, impedendo l’esecuzione di alcune rapine già pianificate, sequestrando armi micidiali tra cui fucili mitragliatori e fucili a canne mozze e pistole. Sulla scorta di quanto inizialmente accertato, ipotizzando l’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla commissione di rapine ed altri delitti contro il patrimonio, è stata avviata l’attività di indagine, con intercettazioni telefoniche ed ambientali, con mirati servizi di Opc e riscontri. Così, i carabinieri hanno individuato una pericolosa associazione per delinquere finalizzata alle rapine. A riscontro delle attività tecniche di indagine, nel tempo sono state arrestate in flagranza sei persone, sequestrate tre armi e 402 munizioni, e denunziato in stato di libertà un altro soggetto. Secondo gli uomini della Benemerita, la banda era dedita alle rapine ad esercizi commerciali, autotrasportatori, cacciatori. Il ricavato dei raid veniva reinvestito in altre attività delittuose tra cui il traffico di droga. Gli arrestati sono: Raffaele Chindamo, 23 anni, disoccupato; nullafacente, Vincenzo Cambareri, 37 anni, fornaio, sorvegliato speciale; Claudio Cambareri, 21 anni, fornaio; Rocco Marasco, 22 anni, disoccupato; Alessandro Marando, 34 anni, disoccupato; Francesco Cambareri, 50 anni, censurato, Vincenzo Cambareri, 22 anni; tutti di Rosarno. L’obbligo di dimora, inoltre, è stato applicato nei confronti di Domenico Papalia e Antonino De Paola. Contestati, a vario titolo, i reati di detenzione illegale di armi da guerra, ricettazione, detenzione abusiva di munizioni, coltivazione illecita di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi clandestine. Nel corso della perquisizione compiuta all’interno della masseria di michele marasco, 53 anni, di rocco e di tommaso marasco, 44 anni, cl. 1966, ubicata in contrada serricella, sono stati rinvenuti abilmente occultati in vari ambienti tra cui un pagliaio: un fucile da caccia marca beretta modello a 301 calibro 12; un fucile da caccia marca sabatti calibro 20; una pistola semiautomatica marca beretta calibro 6,35; 56 cartucce calibro 12; 133 cartucce calibro 20; 20 cartucce calibro 6,35. Le armi hanno il numero di matricola abraso. michele e tommaso marasco, sono stati tratti in arresto perché colti in concorso nella flagranza dei reati di detenzione illegale di armi clandestine, detenzione illegale di munizionamento e ricettazione. Informazioni personali
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lunedì 15 febbraio 2010
Rosarno. Le persone coinvolte nell’operazione “Gum Man”
ROSARNO. L’operazione “Gum Man”, scattata nelle prime ore di stamani, ha impegnato circa 100 carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e un gruppo della Squadrone cacciatori di Vibo Valentia. L’indagine, che ha impegnato i militari dell’Arma della Compagnia di Gioia Tauro, diretta dal capitano Ivan Boracchia, si è conclusa con esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di altrettante persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine e altri reati, residenti nel comprensorio della piana di Gioia Tauro. L’attività investigativa, trae origine da una delle numerose rapine perpetrate in danno di autotrasportatori nel territorio del comune di Rosarno, segnatamente sulle grandi vie di comunicazione che l’attraversano (Autostrada A3 e Sgc Jonio – Tirreno). L’attività d’intelligenze, coordinate dalla procura della Repubblica di Palmi e avviata la scorsa estate, ha anche consentito di intervenire preventivamente, impedendo l’esecuzione di alcune rapine già pianificate, sequestrando armi micidiali tra cui fucili mitragliatori e fucili a canne mozze e pistole. Sulla scorta di quanto inizialmente accertato, ipotizzando l’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla commissione di rapine ed altri delitti contro il patrimonio, è stata avviata l’attività di indagine, con intercettazioni telefoniche ed ambientali, con mirati servizi di Opc e riscontri. Così, i carabinieri hanno individuato una pericolosa associazione per delinquere finalizzata alle rapine. A riscontro delle attività tecniche di indagine, nel tempo sono state arrestate in flagranza sei persone, sequestrate tre armi e 402 munizioni, e denunziato in stato di libertà un altro soggetto. Secondo gli uomini della Benemerita, la banda era dedita alle rapine ad esercizi commerciali, autotrasportatori, cacciatori. Il ricavato dei raid veniva reinvestito in altre attività delittuose tra cui il traffico di droga. Gli arrestati sono: Raffaele Chindamo, 23 anni, disoccupato; nullafacente, Vincenzo Cambareri, 37 anni, fornaio, sorvegliato speciale; Claudio Cambareri, 21 anni, fornaio; Rocco Marasco, 22 anni, disoccupato; Alessandro Marando, 34 anni, disoccupato; Francesco Cambareri, 50 anni, censurato, Vincenzo Cambareri, 22 anni; tutti di Rosarno. L’obbligo di dimora, inoltre, è stato applicato nei confronti di Domenico Papalia e Antonino De Paola. Contestati, a vario titolo, i reati di detenzione illegale di armi da guerra, ricettazione, detenzione abusiva di munizioni, coltivazione illecita di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi clandestine. Nel corso della perquisizione compiuta all’interno della masseria di michele marasco, 53 anni, di rocco e di tommaso marasco, 44 anni, cl. 1966, ubicata in contrada serricella, sono stati rinvenuti abilmente occultati in vari ambienti tra cui un pagliaio: un fucile da caccia marca beretta modello a 301 calibro 12; un fucile da caccia marca sabatti calibro 20; una pistola semiautomatica marca beretta calibro 6,35; 56 cartucce calibro 12; 133 cartucce calibro 20; 20 cartucce calibro 6,35. Le armi hanno il numero di matricola abraso. michele e tommaso marasco, sono stati tratti in arresto perché colti in concorso nella flagranza dei reati di detenzione illegale di armi clandestine, detenzione illegale di munizionamento e ricettazione.
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