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martedì 16 febbraio 2010

Omicidio Savoia. Assoluzioni confermate in appello

REGGIO CALABRIA. E’ stato confermato anche in appello, il verdetto di assoluzione nei confronti di Giovanni Augimeri, 57 anni e del figlio Michelangelo, 31 anni, i quali dovevano rispondere dell’omicidio di Carmelo Savoia e del tentato omicidio di Giuseppe Savoia, padre della vittima. Stamani, i giudici della seconda sezione della Corte di Assise di Appello (Fortunato Amodeo presidente, Franco Greco consigliere) hanno parzialmente riformato la sentenza della Corte di Assise di Palmi, riguardo l’imputazione di mancata custodia delle armi. L’organo giudicante, ha infatti ridotto la pena da un mese a venti giorni d’arresto a Giovanni Augimeri. A conclusione della requisitoria, l’avvocato generale Francesco Scuderi aveva chiesto l’assoluzione con formula piena di Giovanni Augimeri e la condanna all’ergastolo del figlio Michelangelo, previa riqualificazione del tentato omicidio di Giuseppe Savoia in lesioni gravissime. I due fatti di sangue avvenuti a Delianuova, furono portati a termine in due date differenti. L’omicidio di Carmelo Savoia, fu consumato il 19 novembre 2002, il ferimento di Giuseppe Savoia il 24 settembre del 2005. Gli Augimeri, sono parenti delle vittime. Le indagini che seguirono l’omicidio intrapresero due filoni investigativi: la pista sentimentale e quella di una vincita al Superenalotto. La prima ipotesi si snodava su un presunto legame sentimentale tra Carmelo Savoia e la moglie del cugino Giovanni Augimeri. La seconda era relativa alla vincita di circa 90 milioni di vecchie lire realizzata dalla vittima. In questo caso, Carmelo Savoia avrebbe dato la schedina vincente ai cugini per ritirare e custodire la somma, sotto forma di prestito. Quando, però, ne chiese la restituzione, gli Augimeri si sarebbero rifiutati di corrispondere quanto dovuto. Entrambi le piste però non portarono ad alcuna certezza processuale. Ed oggi i giudici di secondo grado hanno ribadito la completa estraneità ai fatti di Giovanni e Michelangelo Augimeri.

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