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giovedì 11 febbraio 2010

‘Ndrangheta. Fatta piena luce sulla strage di Duisburg

REGGIO CALABRIA. Con una imponente ed articolata operazione della polizia di Stato, che ha interessato la Locride e in particolare il comprensorio di San Luca, si è messa la parola fine sulla strage di Duisburg in Germania. Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha accolto integralmente le richieste formulate dalla Procura distrettuale antimafia e sottoscritte dal procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Nicola Gratteri e dal sostituto Federico Perrone Capano. A finire in manette sono state 10 persone: Sebastiano Nirta, 39 anni, di San Luca (nella foto); Angela Strangio, 30 anni, di San Luca; Teresa Strangio, 34 anni, di San Luca; Demetrio Colorisi, 27 anni, di Roghudi; Giuseppe Caracciolo, 40 anni, di Reggio Calabria; Antonino Flaviano, 27 anni, di Melito Porto Salvo; Giorgio Francesco Madeo, 27 anni, di Corigliano Calabro in provincia di Cosenza; Giuseppe Nirta, 37 anni, di San Luca (in atto detenuto); Pietro Pratticò, 28 anni, di Rosarno; Giovanni Strangio, 31 anni, di San Luca, già arrestato il 12 marzo del 2009 per la strage di Duisburg, al momento detenuto. Tutti gli arrestati sono ritenuti elementi di spicco della potente cosca della `ndrangheta Nirta-Strangio operante in Italia, nel "locale" di San Luca, e in Germania, nel territorio di Kaarst e Duisburg. Questa operazione costituisce l'epilogo di investigazioni, condotte congiuntamente, anche all'estero e nel contesto di attività rogatoriali, dalla sezione criminalità organizzata della squadra mobile della Questura reggina con il supporto della Polizia e della magistratura tedesca. In Calabria, infatti, sono giunti dirigente di polizia Haufmann e il magistrato Gunes Bohm. Sebastiano e Giuseppe Nirta, sono ritenuti responsabili del reato di concorso in omicidio pluriaggravato insieme al boss Giovanni Strangio, poiché anch'essi coinvolti, come killer ed esecutori materiali, nella strage di Duisburg. Secondo gli inquirenti i motivi di quella strage erano la risposta per vendetta e supremazia mafiosa: quanto alle vittime, si addebitava un ruolo nell'omicidio di Maria Strangio e nel ferimento di Francesco Colorisi e del minore Domenico Strangio, avvenuti nel comune di San Luca il 25 dicembre 2006, cui gli indagati erano legati da vincoli di parentela e di affinità di cosca. Tutti i dieci destinatari della misura cautelare sono ritenuti anche responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso, detenzione di armi da guerra ed esplosivi, nonchè del reato di procurata inosservanza di pena, aggravata dall'avere agevolato la cosca mafiosa Nirta-Strangio.

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