TAURIANOVA. Il problema dell’immigrazione clandestina in Calabria, e del suo sfruttamento, portato alla ribalta dai fatti di Rosarno, continua a manifestarsi, fortunatamente in forme meno violente, anche nelle zone rurali dell’entroterra calabrese ed in luoghi molto poco noti sotto questo aspetto dove, tuttavia, il problema è sempre più avvertito. Complice dell’espansione del fenomeno è non solo il continuo incremento di stranieri alla ricerca di possibilità lavorative, ma anche la tendenza di imprenditori locali ad avvalersi di manodopera irregolare, sottopagata e da sfruttare intensivamente, senza alcuna copertura assicurativa o forma di assistenza sanitaria. E’ questo uno degli aspetti più gravi del fenomeno dell’immigrazione ed è quello che i carabinieri della locale Compagnia, diretta dal capitano Raffaele Rivola, con una serie di mirati controlli, hanno inteso contrastare, prima che si possano costituire, al di fuori da ogni controllo, insediamenti come quelli della “Rognetta” di Rosarno, con i conseguenti problemi per l’ordine pubblico. I controlli avviati ormai da parecchie settimane, e tuttora in corso, hanno evidenziato un diffuso quadro di illegalità, nel quale sono state subito applicate le più recenti norme in materia anti immigrazione clandestina. E’ da evidenziare come si sia privilegiata la strategia di colpire soprattutto chi trae profitto dall’immigrazione clandestina e non i singoli stranieri, spesso vittime di coloro che li sfruttano fino allo stremo e che li alloggiano in inaccettabili condizioni igienico-sanitarie. Le nuove norme, prontamente applicate dai carabinieri, consentono infatti di colpire gli sfruttatori direttamente nei loro interessi economici. Lo dimostrano i due nuovi sequestri preventivi di immobili eseguiti ancora una volta dai carabinieri della Stazione di San Martino di Taurianova, agli ordini del maresciallo ordinario Umberto Alfieri, per cessione di immobili a titolo oneroso a stranieri non in possesso del permesso di soggiorno. Il valore degli immobili a cui sono stati apposti i sigilli su ordine del Gip presso il Tribunale di Palmi, si aggira intorno ai 50 mila euro. I militari dell’Arma, da alcuni indizi, sono peraltro riusciti a risalire ad un altro immobile, sempre dato in locazione a stranieri, a Polistena, ponendo anche quello sotto sequestro. Nelle piccole realtà rurali della Piana, quelli di questi sequestri sono numeri di tutto rilievo, che dimostrano come la dimensione del fenomeno non sia trascurabile. Le pesanti denunce dei militari hanno colpito tre persone: un imprenditore cinquantenne originario di San Martino oltre ad un sessantaduenne imprenditore edile ed un quarantaduenne suo dipendente di Giffone. Sono state anche contestate le aggravanti di aver richiesto un canone di affitto sproporzionato, rispetto al normale valore di mercato, e di non aver assicurato le più elementari condizioni igienico – sanitarie. La situazione di disagio non è passata inosservata ai carabinieri che, dopo aver fermato alcuni cittadini marocchini sprovvisti del regolare permesso di soggiorno, erano stati informati dagli stessi delle loro misere condizioni di vita. Per gli immobili, potrebbe anche intervenire la confisca e, una volta confiscati, i manufatti potranno essere venduti dallo Stato, che potrà utilizzare il ricavato per destinarlo ad uso della comunità. Nel corso delle operazioni di sequestro, i carabinieri di San Martino hanno anche scoperto la costruzione abusiva di un complesso di attività industriali, adiacenti le abitazioni sottoposte a sequestro, composto da una falegnameria, un deposito di legname, un forno essiccatore e vari immobili, di proprietà dell’imprenditore si San Martino. La scoperta degli abusi, del valore complessivo superiore a 200 mila euro, con gravi danni per il territorio, deturpando un terreno agricolo della superficie di oltre 800 mq, ha portato al successivo sequestro preventivo da parte della stessa Autorità giudiziaria di Palmi. I controlli dei militari dell’Arma di Taurianova proseguono anche nei comuni vicini dove, solo nell’ultima settimana, sono stati effettuati anche otto arresti per risse tra extracomunitari. Gli ultimi arresti sono avvenuti questa mattina a Cinquefrondi: tre cittadini marocchini, tutti trentenni, sono stati tratti in arresto durante le attività di sequestro dei militari, perché, nonostante fossero stati colpiti da decreti di espulsione emessi dalle Questure di Reggio Emilia, Vibo Valentia e Reggio Calabria, si erano trattenuti in Italia, nascondendosi nei fatiscenti locali che avevano affittato nelle campagne della Piana. Informazioni personali
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giovedì 11 febbraio 2010
Immigrazione clandestina. Sfruttatori nel mirino dell’Arma
TAURIANOVA. Il problema dell’immigrazione clandestina in Calabria, e del suo sfruttamento, portato alla ribalta dai fatti di Rosarno, continua a manifestarsi, fortunatamente in forme meno violente, anche nelle zone rurali dell’entroterra calabrese ed in luoghi molto poco noti sotto questo aspetto dove, tuttavia, il problema è sempre più avvertito. Complice dell’espansione del fenomeno è non solo il continuo incremento di stranieri alla ricerca di possibilità lavorative, ma anche la tendenza di imprenditori locali ad avvalersi di manodopera irregolare, sottopagata e da sfruttare intensivamente, senza alcuna copertura assicurativa o forma di assistenza sanitaria. E’ questo uno degli aspetti più gravi del fenomeno dell’immigrazione ed è quello che i carabinieri della locale Compagnia, diretta dal capitano Raffaele Rivola, con una serie di mirati controlli, hanno inteso contrastare, prima che si possano costituire, al di fuori da ogni controllo, insediamenti come quelli della “Rognetta” di Rosarno, con i conseguenti problemi per l’ordine pubblico. I controlli avviati ormai da parecchie settimane, e tuttora in corso, hanno evidenziato un diffuso quadro di illegalità, nel quale sono state subito applicate le più recenti norme in materia anti immigrazione clandestina. E’ da evidenziare come si sia privilegiata la strategia di colpire soprattutto chi trae profitto dall’immigrazione clandestina e non i singoli stranieri, spesso vittime di coloro che li sfruttano fino allo stremo e che li alloggiano in inaccettabili condizioni igienico-sanitarie. Le nuove norme, prontamente applicate dai carabinieri, consentono infatti di colpire gli sfruttatori direttamente nei loro interessi economici. Lo dimostrano i due nuovi sequestri preventivi di immobili eseguiti ancora una volta dai carabinieri della Stazione di San Martino di Taurianova, agli ordini del maresciallo ordinario Umberto Alfieri, per cessione di immobili a titolo oneroso a stranieri non in possesso del permesso di soggiorno. Il valore degli immobili a cui sono stati apposti i sigilli su ordine del Gip presso il Tribunale di Palmi, si aggira intorno ai 50 mila euro. I militari dell’Arma, da alcuni indizi, sono peraltro riusciti a risalire ad un altro immobile, sempre dato in locazione a stranieri, a Polistena, ponendo anche quello sotto sequestro. Nelle piccole realtà rurali della Piana, quelli di questi sequestri sono numeri di tutto rilievo, che dimostrano come la dimensione del fenomeno non sia trascurabile. Le pesanti denunce dei militari hanno colpito tre persone: un imprenditore cinquantenne originario di San Martino oltre ad un sessantaduenne imprenditore edile ed un quarantaduenne suo dipendente di Giffone. Sono state anche contestate le aggravanti di aver richiesto un canone di affitto sproporzionato, rispetto al normale valore di mercato, e di non aver assicurato le più elementari condizioni igienico – sanitarie. La situazione di disagio non è passata inosservata ai carabinieri che, dopo aver fermato alcuni cittadini marocchini sprovvisti del regolare permesso di soggiorno, erano stati informati dagli stessi delle loro misere condizioni di vita. Per gli immobili, potrebbe anche intervenire la confisca e, una volta confiscati, i manufatti potranno essere venduti dallo Stato, che potrà utilizzare il ricavato per destinarlo ad uso della comunità. Nel corso delle operazioni di sequestro, i carabinieri di San Martino hanno anche scoperto la costruzione abusiva di un complesso di attività industriali, adiacenti le abitazioni sottoposte a sequestro, composto da una falegnameria, un deposito di legname, un forno essiccatore e vari immobili, di proprietà dell’imprenditore si San Martino. La scoperta degli abusi, del valore complessivo superiore a 200 mila euro, con gravi danni per il territorio, deturpando un terreno agricolo della superficie di oltre 800 mq, ha portato al successivo sequestro preventivo da parte della stessa Autorità giudiziaria di Palmi. I controlli dei militari dell’Arma di Taurianova proseguono anche nei comuni vicini dove, solo nell’ultima settimana, sono stati effettuati anche otto arresti per risse tra extracomunitari. Gli ultimi arresti sono avvenuti questa mattina a Cinquefrondi: tre cittadini marocchini, tutti trentenni, sono stati tratti in arresto durante le attività di sequestro dei militari, perché, nonostante fossero stati colpiti da decreti di espulsione emessi dalle Questure di Reggio Emilia, Vibo Valentia e Reggio Calabria, si erano trattenuti in Italia, nascondendosi nei fatiscenti locali che avevano affittato nelle campagne della Piana.
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