REGGIO CALABRIA. Il nostro presidente Di Pietro, nel corso dell’ultimo Congresso nazionale, ha detto:«Le energie rinnovabili, a cominciare dal solare, il recupero integrale dei rifiuti, il risparmio energetico, configurano la nascita di una vera e propria “economia” verde» e tutto questo perché, anche nella Conferenza di Copenaghen, si è confermata l’enorme pericolosità dell’immissione in atmosfera di gas serra prodotti dai combustibili fossili.
Basta dunque solo quest’assunto, che faccio integralmente mio, perché io mi schieri senza se e senza ma contro la centrale a carbone di Saline Joniche, e che mi trova in buona compagnia se è vero che non riscuote consensi in nessuna delle Istituzioni a cominciare dal Comune, passando per la Provincia, e finendo alla Regione. E quindi a chi interessa? Chi vuole speculare sulla pelle dei cittadini deturpando uno dei siti più belli della jonica reggina? Chi vuole arricchirsi, abitando a migliaia di km di distanza, ma distruggendo al contempo il nostro territorio? Intanto sicuramente la SEI, composta da Ratia Energia GA, Hera SpA, Foster Wheeler Italiana SpA, Apri Sviluppo, e questi nomi è bene che li impariamo e che cominciamo a gridarli forte, affinchè nessuno pensi nemmeno per un momento che riusciranno ad imporci dall’alto ciò che noi non vogliamo, non abbiamo mai pensato di volere, e non vorremo in futuro, in cambio di un effimero e pericoloso scambio con un pugno di posti di lavoro. Sappiamo tutti benissimo che il carbone è solo la terza fonte di energia non rinnovabile per la nostra nazione, dopo il petrolio ed il metano, ma sappiamo anche tutti benissimo che è la maggiore fonte di produzione di CO2, ossido d’azoto, zolfo e polveri tutte sostanze certamente cancerogene e cardio tossiche. Ed ecco perché continuamente ed insistentemente Legambiente ne denuncia il potenziale inquinamento oncogeno del suolo, delle falde acquifere, del mare e dell’aria nelle diverse fasi di movimentazione del carico, di combustione e di stoccaggio delle sue scorie. Ed anche se sono consapevole che il fabbisogno energetico del nostro paese lo relega in una pesante posizione di dipendenza, sono certa che l’unica soluzione non possa essere quella di rassegnarci al carbone limitando al contempo i danni d’impatto ambientale con sofisticate tecniche di sicurezza. Dobbiamo tutti impedire che la sostenibilità economica a scapito di quella ambientale diventi l’unico metro per raggiungere una maggiore tranquillità energetica, anche perché quando anche questi approvvigionamenti saranno finiti, quando l’effetto serra sarà non più contenibile, ci ritroveremo nelle stesse identiche condizioni, con in più non solo la nostra terra ma l’intero pianeta devastato e con una sopravvivenza non più certa. Concludo con le parole di Nuccio Barillà, del direttivo nazionale di Legambiente, che con dispiacere dice:«speriamo che questa pausa sia come la notte e porti consiglio, anche se la scelta finale sembra già segnata a prescindere. Dico soltanto che la commissione VIA sta per assumersi una responsabilità gravissima, in quanto sarebbe la prima ed unica centrale che autorizzerebbe ex novo in Italia, confezionando così un pacco dono da recapitare alla Calabria Intera». Ma io ribadisco che, se saremo tutti uniti in questa battaglia di civiltà, questo progetto non passerà mai!
Basta dunque solo quest’assunto, che faccio integralmente mio, perché io mi schieri senza se e senza ma contro la centrale a carbone di Saline Joniche, e che mi trova in buona compagnia se è vero che non riscuote consensi in nessuna delle Istituzioni a cominciare dal Comune, passando per la Provincia, e finendo alla Regione. E quindi a chi interessa? Chi vuole speculare sulla pelle dei cittadini deturpando uno dei siti più belli della jonica reggina? Chi vuole arricchirsi, abitando a migliaia di km di distanza, ma distruggendo al contempo il nostro territorio? Intanto sicuramente la SEI, composta da Ratia Energia GA, Hera SpA, Foster Wheeler Italiana SpA, Apri Sviluppo, e questi nomi è bene che li impariamo e che cominciamo a gridarli forte, affinchè nessuno pensi nemmeno per un momento che riusciranno ad imporci dall’alto ciò che noi non vogliamo, non abbiamo mai pensato di volere, e non vorremo in futuro, in cambio di un effimero e pericoloso scambio con un pugno di posti di lavoro. Sappiamo tutti benissimo che il carbone è solo la terza fonte di energia non rinnovabile per la nostra nazione, dopo il petrolio ed il metano, ma sappiamo anche tutti benissimo che è la maggiore fonte di produzione di CO2, ossido d’azoto, zolfo e polveri tutte sostanze certamente cancerogene e cardio tossiche. Ed ecco perché continuamente ed insistentemente Legambiente ne denuncia il potenziale inquinamento oncogeno del suolo, delle falde acquifere, del mare e dell’aria nelle diverse fasi di movimentazione del carico, di combustione e di stoccaggio delle sue scorie. Ed anche se sono consapevole che il fabbisogno energetico del nostro paese lo relega in una pesante posizione di dipendenza, sono certa che l’unica soluzione non possa essere quella di rassegnarci al carbone limitando al contempo i danni d’impatto ambientale con sofisticate tecniche di sicurezza. Dobbiamo tutti impedire che la sostenibilità economica a scapito di quella ambientale diventi l’unico metro per raggiungere una maggiore tranquillità energetica, anche perché quando anche questi approvvigionamenti saranno finiti, quando l’effetto serra sarà non più contenibile, ci ritroveremo nelle stesse identiche condizioni, con in più non solo la nostra terra ma l’intero pianeta devastato e con una sopravvivenza non più certa. Concludo con le parole di Nuccio Barillà, del direttivo nazionale di Legambiente, che con dispiacere dice:«speriamo che questa pausa sia come la notte e porti consiglio, anche se la scelta finale sembra già segnata a prescindere. Dico soltanto che la commissione VIA sta per assumersi una responsabilità gravissima, in quanto sarebbe la prima ed unica centrale che autorizzerebbe ex novo in Italia, confezionando così un pacco dono da recapitare alla Calabria Intera». Ma io ribadisco che, se saremo tutti uniti in questa battaglia di civiltà, questo progetto non passerà mai!Giovanna D’Agostino
candidata Idv alle elezioni regionali

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