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venerdì 19 febbraio 2010

Bovalino. Accusato di “cavallo di ritorno” torna in carcere

BOVALINIO. Ritorna in carcere Nicola Berlingeri, 45 anni, del luogo, tratto in arresto dal personale del locale Commissariato con l’accusa di estorsione e ricettazione pluriaggravata in concorso portata a termine con il cosiddetto sistema del “cavallo di ritorno”. Gli uomini del commissario Luciano Rindone hanno così eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Locri. Il provvedimento rientra nel procedimento penale instaurato per fatti avvenuti nel novembre del 2008, quando Berlingeri era stata arrestato a seguito di specifici servizi svolti dagli agenti del Commissariato e finalizzati al contrasto del fenomeno del “cavallo di ritorno” nei comuni di Ardore e Bovalino. L’attività illecita, scoperta dagli investigatori della Polstato, consisteva nel rubare autoveicoli ed avvicinare successivamente i proprietari offrendone la restituzione in cambio di un adeguato corrispettivo in denaro. Dalle risultanze investigative, sarebbe emerso che per la restituzione di un autocarro Nicola Berligeri avrebbe chiesto al proprietario la somma di 5 mila euro prospettandone la distruzione in caso di mancato pagamento. Dopo circa un mese dall’arresto avvenuto il 14 novembre del 2008, al Berlingeri, su richiesta del difensore, avvocato Eugenio Minniti, era stata revocata la misura cautelare cui era sottoposto. Alla revoca si era opposto il pm titolare delle indagini Rossana Sgueglia, le cui motivazioni sono state accolte dal Tribunale della libertà di Reggio Calabria, con ordinanza dello scorso 14 luglio, divenuta esecutiva ieri a seguito della pronuncia della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso del difensore. Così è stata confermata la validità delle indagini svolte dal personale del locale Commissariato dalle quali è emerso la gravità del quadro indiziario nei confronti dell’arrestato.

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