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lunedì 4 gennaio 2010

Sit-in in via Cimino. Dov’era la Città?

REGGIO CALABRIA. Si è svolto tra la grande delusione degli organizzatori il sit-in davanti la Procura generale, dove all’alba di ieri è stato compiuto l’attentato. Pochi, troppo pochi i cittadini partecipanti. In via Cimino erano presenti dirigenti politici e sindacali, amministratori, giovani e meno giovani delle associazioni, ma la società cosiddetta civile era totalmente assente. Chi si aspettava una risposta della città stile Palermo è rimasto abbastanza amareggiato. «In Calabria ci sono 5.000 mafiosi, 5.000 servitori dello Stato che cercano di combatterla e quattro milioni di gente che dorme, che non riesce ad indignarsi e, purtroppo, si sveglia solo quando è toccata in prima persona. – ha detto il coordinatore reggino di Libera, Domenico Nasone - La nostra associazione è apolitica ed al suo interno operano ragazzi sia di destra sia di sinistra. Nonostante tutto, noi contunderemo a tentare di sensibilizzare l’opinione pubblica. Nei prossimi giorni saremo al rione Santa Caterina, un rione particolarmente soggetto alla pressione mafiosa». Al lato di Nasone era presente Stefania Laganà, madre del piccolo Antonino ferito gravemente nel corso di un agguato a Melito Porto Salvo.

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